"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Migliaia di persone protestano in piazza a Berlino per sostenere i cibi biologici contro i veleni delle grandi lobby agroalimentari

Berlin Slow food

Dal nostro corrispondente a Berlino

Migliaia di manifestanti a Berlino per sostenere i cibi biologici ed i produttori agricoli locali nella manifestazione dello “Slow Food”che si tiene già da vari anni ed è sempre un successo di pubblico e di interesse.

I manifestanti ed i rappresentanti delle varie associazioni di produttori del biologico, vogliono premere sul governo tedesco e su Bruxelles per aiutare i piccoli produttori agricoli invece delle grandi lobby agroindustriali – I fondi per la Pac rappresentano il 40% del bilancio Ue e gli appetiti e gli interessi dei grandi produttori sono enormi, costituiscono una vera e propria lobby e condizionano tutte le norme che la UE approva sulla agricoltura comunitaria.

Decine di migliaia di persone sono arrivate in piazza a Berlino da tutta la Germania: soprattutto molti contadini, ma anche giovani, gente delle città, trattori a fianco di famiglie con carrozzine. In piazza, per la prima volta, per lo “slow food”, per il cibo biologico e di qualità e contro l’agricoltura industriale e contro i prodotti OGM modificati, imposti dalle multinazionali come Monsanto, Bayer, Novartis e Dupont.

Una lotta impari considerando le protezioni di cui godono queste multinazionali a livello di organismi sovranazionali come il WTO (World Trade Organization) e le lobby che operano al Parlamento ed in Commissione Europea per favorire gli interessi di queste grandi “corporations”.

In corteo da Potsdamer Platz alla Cancelleria, passando per il Bundesrat e il ministero dell’Agricoltura. E come oratore fra gli altri, anche l’italiano leader di slow food, Carlo Petrini, che ha invitato a nuove iniziative a livello continentale. Per convincere le autorità europee a un nuovo uso dei fondi della politica agricola (il 40% del bilancio di Bruxelles) a favore dei piccoli agricoltori, produttori e garanti del cibo biologico naturale e di qualità, e non più a vantaggio delle lobby agroindustriali.

CIBO BIOLOGICO
«Contadini e cittadini assieme per rivendicare un cibo prodotto in modo sostenibile, senza l’arroganza dell’agricoltura industriale, una grande folla che rivendica la qualità alimentare», ci dice Carlo Petrini, facendo notare che proprio nella Germania dalle forti tradizioni di movimenti di base, in passato pacifiste, poi antinucleari, oggi lo slow food diventa un movimento che va in piazza.

«Vogliamo far sentire il nostro malcontento contro gli svantaggi imposti ai bioagricoltori dalla politica governativa e del Deutscher Bauernverband, l’organizzazione ufficiale e conservatrice dei contadini», ha dichiarato ieri all’edizione online del quotidiano liberal berlinese Der Tagesspiegel il bioagricoltore Stefan Palme.

«Una grande folla in piazza a Berlino, cuore dell’Europa, per la qualità del cibo, e la mobilitazione dei giovani, sono impressionanti », continua Petrini. Racconta del flash mob alimentare notturno di 400 giovani del movimento slow food tedesco. «Hanno tagliato e confezionato quintali di verdure, prodotti di qualità scartati dai grossisti per ragioni estetiche, carote o patate troppo grandi o con forme ritenute strane. Oggi il 30 per cento della produzione biologica in Europa viene sprecata così».

SLOW FOOD
“E’ il segno che qualcosa sta cambiando nelle abitudini e nei bisogni a livello europeo, dicono Petrini e gli organizzatori tedeschi della manifestazione: chiedendo a tutti i candidati alle elezioni europee «di dire chiaramente ora se stanno a parole coi bioagricoltori per prendere i loro voti e poi fare gli interessi dell’agrobusiness».

Carlo Petrini:
Adesso, il movimento auspica più mobilitazione per premere su Bruxelles. Il bilancio agricolo, voce principale delle spese Ue, «non deve più aiutare proprietari terrieri e colture intensive, ma pensare ai piccoli contadini che garantiscono cibo di qualità e più salute, e che la Germania abbia questa sensibilità la dice lunga».

Questa sensibilizzazione avviene non a caso a Berlino mentre in Italia invece il governo Letta si è già piegato agli interessi delle multinazionali rinunciando, nello scorso anno, a richiedere la clausola di salvaguardia  per vietare il potente mais  OGM Mon810 della Monsanto,  benche’  la dannosità per l’organismo umano di queste culture sia stata accertata senza possibilità di dubbio sia da ricercatori in Francia, sia in Canada  ed in altri paesi.

 

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