"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Michel Collon: Obama è più pericoloso di Bush

Obama con sus consejeros

La guerra della NATO contro la Jugoslavia, i meccanismi predisposti dagli Stati Uniti per rovesciare governi non conformi e le menzogne che alimentano i media dell’Occidente , sono alcune delle questioni che ha analizzato il ricercatore e giornalista Michel Collon,  “ L’obiettivo dell’Occidente era quello di distruggere la ex Jugoslavia, come un paese che aveva a una eredità storica lasciata dal socialismo, con un grande realtà sociale per i lavoratori, un paese anche indipendente, leader del movimento dei paesi non allineati ed un alleato potenziale della Russia per avere uno sbocco sul mare Mediterraneo”, assicura Collon nell’intervista rilasciata alla R.T.

L’analista spiega che “il programma era quello di colonizzare la Jugoslavia o distruggerla se non avesse accettato la colonizzazione, quello che è stato realizzato attraverso pretesti, misure mediatiche relative ad un presunto genocidio, una invasione, ecc., quando in realtà l’Occidente, in primo luogo la Germania e successivamente gli Stati Uniti, avevano organizzato gruppi di terroristi di estrema destra in Bosnia ed in Croazia, appoggiando l’ipernazionalismo, provocando una guerra molto dura e con molte sofferenze per la popolazione”; ha messo in risalto Collon.

Michel_Collon
Tuttavia quello che è accaduto in questo paese circa 15 anni fa non è stato un fatto isolato, come segnala il giornalista belga.
“Gli Stati Uniti applicano lo stesso piano della Jugoslavia a quasi tutti i paesi che oppongono resistenza e che vorrebbero conservare l’indipendenza, a volte con governi molto progressisti come in Bolivia, in Venezuela, in Ecuador o in altri non tanto progressisti ma che vogliono mantenere la propria indipendenza e sovranità. I metodi utilizzati contro la Jugoslavia si esportano tutti i giorni a molti paesi” afferma Collon.

“In realtà la Yugoslavia non fu piegata dalle bombe della NATO, fu distrutta da una operazione occulta effettuata dai servizi della CIA che crearono un movimento che si denominava OPTOR, con tutta una tradizione di marketing molto intelligente e che, nonostante che si trattasse di un movimento di estrema destra costituito per aprire le porte del paese alle multinazionali, utilizzava come simbolo un pugno, tradizionalmente utilizzato dai “progressisti”, per presentarsi come un movimento popolare e pro democratico”.
Collon afferma che un personaggio molto importante in questo meccanismo è George Soros, il quale organizza con la sua “Open Society” l’acquisto dei nuovi leaders. Questo si sta verificando in Ucraina e si sta verificando in diversi paesi, si tratta di una privatizzazione della CIA per sostituire i leaders che non sono di convenienza per l’Occidente con “funzionari” di servizio per gli interessi occidentali, “ aggiunge Collon.

Bush non ha rappresentato una grande vittoria per l’interventismo degli Stati Uniti, afferma l’analista belga. “Gli americani non hanno vinto nella guerra in Iraq e non hanno vinto nella guerra in Afghanistan, secondo Collon, questi (G. Bush) è stato anche oggetto di una grande sfiducia a livello internazionale. C’èra da restaurare l’immagine degli USA nel mondo. Per questo l’idea era quella di insediare alla presidenza un uomo di razza nera, più giovane con un eccellente marketing, migliore di Bush e con capacità di fare magnifici discorsi con i quali favorisce il dialogo. In realtà gli Stati Uniti vanno a continuare l’opera di utilizzo della violenza, una violenza però più mascherata, che è come dire più occulta.
“Obama è più pericoloso di Bush perché è più intelligente e si avvale di una strategia più sottile per manipolare la pubblica opinione e presentarsi come un democratico che vuole la pace”. Lo stile da Cow Boy di Bush era risultato controproducente, afferma Collon.

La grande strategia di Washington è quella di rompere il fronte Russia-Cina–Africa-America Latina per mantenersi come unica superpotenza neocoloniale, come spiega Collon, l’obiettivo fondamentale del nuovo colonialismo statunitense è quello controllare le risorse per due ragioni: in primo luogo il petrolio ed il gas che sono le due grandi fonti di ricchezza, in secondo luogo per impedire che i rivali economici possano accedere a queste fonti.
La guerra di Washington per controllare il petrolio è diretta anche contro l’Europa, contro il Giappone, contro la Cina per mantenere un potere di ricatto sull’accesso all’energia.
Secondo Collon, “la guerra alla Jugoslavia fu il preannuncio che si andava a sviluppare una guerra non dichiarata contro la Russia perché la Jugoslavia era un alleato della Russia”.
La strategia, prosegue Collon, “non è quella di attaccare la Russia direttamente ma piuttosto di indebolire la Russia e di accerchiarla.
L’Europa dell’Est, la Georgia, l’Ucraina costituiscono una fase e l’Ucraina è molto importante come socio industriale, per l’agricoltura, per la sua posizione strategica e per il commercio di idrocarburi”.
“L’Occidente vede l’Ucraina come una nuova colonia da inglobare, una fonte di ricchezza ed un sistema per accerchiare la Russia”, dice l’analista, mettendo in risalto che, “la cosa terribile è che, per realizzare questo programma, si utilizza la violenza di gruppi neonazisti.
L’Occidente non si fa scrupolo di utilizzare gruppi neonazisti, razzisti ed antisemiti in Ucraina, si utilizzano realmente i peggiori banditi”. La medesima cosa di quanto accadde in Libia dove hanno utilizzato Al Quaeda perché era una forza necessaria per distruggere Gheddafi e la Libia, un paese che conservava un ruolo indipendente sulla scena internazionale. La stessa cosa sta accadendo adesso in Siria.”
In realtà sia gli Stati Uniti che l’Europa non sono paesi realmente democratici poiché nei nostri paesi non esiste una informazione corretta, non c’è democrazia se i cittadini non sanno quello che accade realmente, sentenzia Collon.
“Gli Stati Uniti e l’ Europa non sono in realtà vere democrazie perché, per esercitare il controllo su altri paesi, vogliono utilizzare forze fasciste, colpi di Stato, come in Venezuela, in Bolivia, ecc. per questi motivi non si possono considerare paesi democratici.”

Traduzione di Luciano Lago

Fonte: Contrainjerencia

Nella foto in alto: Obama con i suoi consiglieri

Nella foto al centro: l’analista belga Michel Collon

 

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