"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Mentre il mondo si gira dall’altra parte, i bombardamenti delle forze saudite e dei loro alleati USA hanno prodotto nuovi massacri di civili nello Yemen

Le armi più moderne vengono utilizzate dai sauditi e dagli americani per colpire il paese più povero del Medio Oriente che ha la “colpa” di non essere allineato con gli interessi di Riyad e di Washington.  Missili contro i cammelli.

Almeno altre 40 vittime civili nella giornata di oggi, Giovedì 2 Aprile, nello Yemen, sottoposto all’aggressione dall’Arabia Saudita e dei suoi alleati, quando le forze aeree saudite hanno bombardato con missili la città di Hodeida, colpendo un allevamento di bestiame dove sono stati uccisi 40 operai ed altri 80 sono rimasti feriti. Centinaia di animali inceneriti.

L’ultimo massacro questo prodotto dai bombardamenti sauditi che si aggiunge a quelli dei giorni scorsi, con i bombardamenti indiscriminati effettuati su zone civili che hanno causato oltre 230 vittime di cui 64 bambini.

L’Arabia Saudita nega di avere bombardato obiettivi civili ma gli osservatori di organizzazioni umanitarie internazionali hanno confermato anche l’attacco avvenuto nei giorni scorsi contro il campo di rifugiati di Al Mazraq, nel nord est di Sanaa, obiettivo di ben quattro attacchi aerei, dove è avvenuto un massacro di donne e bambini, documentato dagli osservatori internazionali. Anche il giornale britannico The Guardian ha descritto il massacro ed ha riferito dei medici accorsi sul posto che hanno parlato di un “orribile spettacolo” di corpi carbonizzati. I superstiti, di cui molte donne e bambini, sono stati trasportati presso un vicino ospedale di Haradh dove però scarseggia tutto: medicinali ed attrezzature di pronto soccorso. Vedi: The Guardian.com

Il campo ospitava oltre un migliaio di famiglie di rifugiati, si trova in una regione isolata e lontano da possibili obiettivi militari.

Arabian yemen destrution

Anche le unità navali della flotta USA, che incrocia al largo di Aden, partecipano all’attacco contro lo Yemen, come confermato da fonti militari. In particolare dalle navi statunitensi sono partiti missili da crociera “Tomahawk” per colpire i depositi presenti nella zona di Sana dove si presume ci siano le basi logistiche dei miliziani sciiti Huthi, nello stesso tempo sono stati visti anche caccia bombardieri USA levarsi in volo ed effettuare incursioni sulla stessa zona (fonte: Sputniknews).

Le forze aeree saudite hanno attaccato anche un ospedale, quello della Scienza e Tecnologia di Sana’, la capitale del paese. Non è stato precisato il bilancio delle vittime.

Le forze yemenite continuano frattanto la loro disperata resistenza ed hanno abbattuto, fra Domenica e Mercoledì, due caccia F16 sauditi: il comando dell’Esercito Yemenita ha comunicato inoltre di aver conquistato il palazzo presidenziale di Aden. Nel porto di questa città sono stati visti sbarcare alcune centinaia di soldati stranieri, si tratta di mercenari stranieri assoldati dalla Monarchia Saudita per condurre le operazioni all’interno del territorio yemenita.

Scontri a fuoco tra i sauditi e l’Esercito yemenita si sono registrati nel passo di frontiera di El Hisn, nella regione di Asir nel sud est del paese; è probabile che le truppe saudite abbiano scelto questo passaggio per penetrare nel territorio yemenita ma stanno incontrando una forte resistenza.

Il Movimento Ansarullah rilascia un comunicato: “L’offensiva saudita contro lo Yemen rivela il piano condiviso di Riyad e Washington

“Gli attacchi aerei effettuati contro lo Yemen hanno rivelato i piani egemonici del regime degli Al Saud e del governo degli Stati Uniti”, ha dichiarato oggi, Giovedì, il portavoce del movimento Ansarullah, Mohamad Abdel Salam. In una intervista concessa all’agenzia di notizie libanesi Almayadeen, il portavoce di Ansarullah ha smentito le dichiarazioni fatte dalle autorità di Riyad, secondo le quali la sicurezza dello Yemen garantisce la sicurezza dell’Arabia Saudita.
“Il massacro della popolazione yemenita  non garantirà di certo la sicurezza di questi paesi”, ha detto Abdel Salam.

I combattenti del movimento Ansarullah hanno preso il controllo di una base militare adiacente al Mar Rosso, nello stretto di Bab el-Mandeb, considerato strategico in quanto controlla la rotta marittima fra le più transitate del mondo dove c’è il passaggio delle petroliere.

Analisi: Riyad ha attaccato lo Yemen per avere il controlli dello stretto di Bab al-Mandeb

La ragione apparente enunciata da Riyad per iniziare una campagna bellica contro lo Yemen, è stata messa in questione da un analista internazionale il quale afferma che, in realtà, l’Arabia Saudita cerca di assicurarsi il controllo delle zone strategiche del transito delle petroliere.
Nel giovedì della scorsa settimana, l’Arabia Saudita e vari dei suoi alleati hanno dato il via ad un intervento militare nello Yemen. La ragione principale per iniziare la campagna bellica, indica Riyad, è quella di restituire la presidenza al deposto presidente yemenita Abdu Rabu Mansur Hadi, fiduciario di Riyad.
Tuttavia l’analista internazionale, Jesus Silva, nel corso di una intervista del Mecoledì con HispanTV, considera che ci sono altri motivi di maggior importanza che hanno determinato l’invasione saudita dello Yemen.

“Dal nostro punto di vista, come studiosi delle tematiche internazionali, l’ Arabia Saudita cerca di assicurarsi il controllo di Babal-Mandeb per dove transitano circa 4 milioni di barili di petrolio al giorno”, ritiene Silva che segnala anche come il controllo del golfo di Aden, rotta strategica tra l’Europa e l’Asia, sia considerato un’altro degli obiettivi del regime dei Al Saud.
Silva, che è anche docente presso l’Università Centrale del Venezuela, ha messo in risalto gli effetti di destabilizzazione degli interventi militari nella regione ed assicura che “questi causano soltanto i massacri di popolazioni innocenti”.

In risposta alla nostra domanda circa le conseguenze degli attacchi sauditi nella situazione interna del regno arabo, Silva ha espresso l’idea che questo potrebbe produrre conflittualità sociale, visto che “una buona parte della popolazione in questo paese rigetta la guerra”.
L’analista ha ricordato che, nonostante che il regime saudita mantiene l’ordine interno attraverso una dura repressione, un fatto questo che sminuisce la efficacia dei possibili malcontenti sociali a causa dell’intervento militare nello Yemen, sono possibili incrinature nell’ordine interno del regno.
Alla fine, sulla possibilità di una invasione terrestre dello Yemen, Silva, che risulta essere un collaboratore permanente del network CNN e di Al-Jazeera, ha risposto: “abitualmente gli attacchi con aerei e missili a distanza per tempo prolungato anticipano le invasioni terrestri”, e di fatto “così opera l’imperialismo degli USA e dei suoi alleati”.

Da rilevare che l’aggressione saudita è stata portata a compimento in assenza di un qualsiasi mandato dell’ONU ed in violazione di tutte le norme di diritto internazionale che considerano un crimine internazionale l’invasione militare di un altro paese per finalità di ingerenza o di egemonia.

Quando si tratta di crimini commessi dalla Monarchia Saudita, che abitualmente risulta socio in affari con gli Stati Uniti e con i governi delle potenze occidentali (Gran Bretagna e Francia in primis), oltre ad essere finanziatore di molti politici occidentali, sembra che il mondo si giri dall’altra parte.

Fonti: Hispan TV       Al Manar         El Espia Digital

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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