"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Marine Le Pen dà la carica: “il 25 Maggio abbattiamo il regime UE”

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Chi rappresenta l’opposizione all’eurocrazia, la Marine Le Pen o Beppe Grillo? Verificare il discorsi ed i programmi.

Pubblichiamo un estratto del discorso pronunciato da Marine Le Pen a Parigi, in occasione del 1° Maggio, ad una folla di sostenitori del suo movimento, il Front National. Invitiamo a confrontare quello che dice la Marine Le Pen con i discorsi fatti da Beppe Grillo e poi a tirare le conclusioni su quale dei due si sia nettamente pronunciato contro l’eurocrazia, contro i super poteri finanziari  e contro  il mondialismo.

«Il 25 maggio abbiamo un compito cruciale: abbiamo il dovere di andare a votare per riscrivere la storia della Francia e dell’Europa incarcerata dai banchieri, dalla casta dei non eletti di Bruxelles e dai loro servi sparsi nelle varie capitali nazionali!».
Così Marine Le Pen chiude la tradizionale sfilata del 1° Maggio organizzata dal Front National a Parigi e sotto un enorme ritratto di una Giovanna d’Arco combattente assapora una prima vittoria: nel giorno della festa dei lavoratori, le manifestazioni dei sindacati legati al governo di sinistra sono andate semideserte. Mentre con lei, malgrado la pioggia, c’è una folla entusiasta di oltre 20.000 persone tra cui moltissimi giovani, a confermare, come dice Marion Marechal Le Pen, che il Front oltre ad essere in testa a tutti i sondaggi, è anche il partito più gradito ad una gioventù francese sempre più preoccupata per il proprio futuro.


Naturalmente ci sono anche i vecchi combattenti, la tradizione del FN, capitanati dal mai domo Jean Marie Le Pen che sale per primo sul palco e, tra boati di approvazione, annuncia il discorso della figlia.
Marine parte all’attacco: «I francesi sono un popolo di leoni, quando non sono guidati da asini. Non ascoltate coloro che vi esortano all’astensione. La Francia è il faro dei popoli d’Europa che si oppongono alla tirannia della Ue. Andate a votare e fate vedere a Parigi e Bruxelles che noi vogliamo riprenderci la nostra sovranità e la nostra libertà. Basta con la dittatura dei non eletti che da Bruxelles decidono chi entra a casa nostra, e come amministrare le nostre risorse. Il 25 maggio, insieme ai nostri alleati negli altri Paesi, abbiamo la possibilità di portare in Europa un manipolo di persone che lavoreranno contro gli interessi delle banche per ridare la sovranità a ciascun popolo. Dobbiamo tornare ad essere padroni a casa nostra!».

La folla urla: «Noi siamo a casa nostra» e Marine attacca: «Sovranità significa avere una propria moneta, non l’euro, significa controllare la propria economia scongiurando la svendita delle industrie strategiche nazionali come Alstom, significa controllare il mercato del lavoro insidiato dalle multinazionali che importano operai schiavi a 300 euro al mese e mettono i nostri lavoratori fuori dal mercato. Basta coi trattati internazionali di libero scambio che scardinano le nostre dogane e aprono i nostri mercati a merci incontrollate e mortali rivali delle nostre produzioni. Diciamo no a queste decisioni prese senza consultarci, a cominciare dal prossimo trattato transatlantico con gli Stati Uniti che danneggerà gravemente la nostra agricoltura».

Economia debole significa disoccupazione e disoccupazione senza ammortizzatori sociali significa vite spezzate, drammi, come ricorda Marine che tante volte ha spiegato: «L’immigrazione senza regole drena e azzera le risorse per i servizi sociali. Bisogna dire basta per garantire gli aiuti a quei francesi che con le loro tasse hanno costruito il sistema dei servizi sociali e oggi ne sono spesso esclusi».
Dal palco ritorna sull’argomento per dire che «l’immigrazione è accettabile se fatta da un numero limitato di persone disposte ad assimilarsi alla cultura del paese ospitante, ma l’attuale immigrazione di massa non regolata impedisce l’assimilazione e favorisce il comunitarismo, la creazione di stati dentro lo stato dove ognuno fa quel che vuole in spregio ai padroni di casa».

La piazza applaude di slancio e Marine, probabilmente pensando al disastro della gestione Alfano (che già aveva negativamente citato a Strasburgo) assicura: «Non possiamo assorbire 200.000 immigrati in arrivo ogni anno. Usciremo da Schengen, rimetteremo le guardie alle frontiere, riporteremo ordine e sovranità». La strada è chiara: «Un nostro strepitoso successo farà crollare il governo socialista e porterà a nuove elezioni nazionali che vinceremo. Allora potremo rifondare la Francia e con essa l’Europa dei popoli che da noi prenderanno coraggio per liberarsi dalla schiavitù». 25 maggio, giorno della Liberazione, da Parigi alla Padania.
Pubblicato da Max Ferrari

Tratto da La Padania

 

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  1. Piero61 3 anni fa

    salve
    un discorso di semplice buon senso; merce rara in Europa, assente in Italia.
    saluti
    Piero e famiglia
    ________________________________________________
    con la Russia e con Putin

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Piero. Effettivamente dobbiamo avere invidia della Francia che dispone di un personaggio di primo livello come la Marine Le Pen la quale conduce da molto tempo una battaglia diretta e decisa, senza ambiguità, contro il regime della UE e contro il mondialismo.
      Ricambio i saluti

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  2. Werner 3 anni fa

    Già, cari sigg. Piero e Luciano, dobbiamo invidiare alla Francia l’esistenza del Front National, che Le Pen senior fondò 42 anni fa sul modello del Movimento Sociale Italiano (basti pensare alla fiamma come simbolo): magari dirò una sciocchezza, ma indirettamente il FN é una “creatura di origine italiana”. E mentre in Francia il FN é cresciuto di consensi a dismisura tale da eleggere sindaci in vari comuni del paese, del MSI in Italia oggi non rimane nulla, anzi il “delfino” di Almirante che ne prese la guida alla sua morte, ovvero Fini, gli ha prima cambiato nome, poi lo ha trasformato in un partito di centro (molto più somigliante alla sinistra) ed infine lo ha disciolto fondendolo con Forza Italia.

    Mentre i Le Pen padre e figlia sono sempre stati ostili a qualsiasi progetto di Europa unita, ai Trattati di Maastricht (e dunque all’euro), alle politiche commerciali imposte dall’UE e all’immigrazione selvaggia, Fini é sempre stato europeista, non ha mai avuto nulla da ridire sull’euro, e prima di finire nel letargo in cui oggi (giustamente) si trova, é diventato un immigrazionista arciconvinto e sostenitore accanito dello ius soli.

    E proprio sull’immigrazione, la Le Pen pone un problema che forse nessun francese si sarebbe mai aspettato che si verificasse: la creazione di colonie etniche. Com’é noto la Francia si é sempre vantata di avere un sistema di integrazione dello straniero basata sull’assimilazione dello stesso, ovvero sulla sua “francesizzazione”, un sistema che ha avuto certamente successo, ma con i soli immigrati di origine europea e cristiana, mentre invece con gli arabi e gli africani non sta funzionando affatto, e di fatti i figli di maghrebini nati in Francia e con cittadinanza francese, pur non avendo mai vissuto nei paesi dei loro genitori, parlano l’arabo, professano l’islam e hanno le stesse usanze e mentalità di coloro che sono nati e cresciuti in Marocco, Algeria, Tunisia, ecc.

    Quindi se già in un paese come la Francia, dove vige un sistema rigido di integrazione dello straniero basato sulla sua “francesizzazione”, é in corso una vera e propria islamizzazione e africanizzazione della sua componente demografica (rivolte banlieue 2005 docet), figuriamoci qual’é il rischio che corre l’Italia con tutta questa orda che ci invade ogni giorno grazie alle nostre autorità che prelevano clandestini anche da acque libiche, dove i nostri politici spingono per l’introduzione dello ius soli, poiché a loro avviso (lo sanno che mentono) chi nasce qui da stranieri sarebbe italiano come chi nasce da chi italiano lo é da generazioni.

    In Italia, procedendo di questo passo, tra 10-15 anni assisteremo a scenari ben peggiori di quelli delle banlieue francesi.

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Werner. La sua analisi mi trova pienamente d’accordo. L’esperienza della Marine Le Pen (e quella precedente del padre) dimostrano che anche in politica la coerenza alla fine paga. Il problema dell’immigrazione è questione fondamentale (come abbiamo scritto più volte) legata alla strategia mondialista e globalizzatrice. Non paragonerei neanche l’esperienza di An e di Gianfranco Fini poichè trattasi di personaggi legati soltanto alla bramosia di carrierismo e di opportunismo politico. Gianfranco Fini ed i suoi sodali, troveranno la loro giusta collocazione nella spazzatura della Storia. Altra cosa sono la Marine Le Pen ed il suo Fronte National che stanno conducendo in modo fermo e deciso una battaglia contro il regime assolutista della UE che ha sottomesso i popoli agli interessi della grande finanza. Sono loro la speranza di un cambiamento e, come altre volte avvenuto nella Storia, può essere che tale cambiamento arrivi dalla Francia.

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  3. Werner 3 anni fa

    Sia il mio precedente commento che la risposta data dal sig. Lago non compaiono più. Non è che per caso qualche pirata informatico del Sistema si infiltra nel sito per rimuovere commenti fastidiosi?

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Riceviamo una marea di spam che spesso si intrufolano fra i commenti. Non saprei dire se si tratta di sabotaggio o se debba considerarsi normale. Era successa la stessa cosa anche con Stampa Libera.com dove si verificò un vero e proprio sabotaggio da parte di Hakers.

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  4. Piero61 3 anni fa

    salve
    la Francia nel bene, con Giovanna d’Arco e nel male, con la Rivoluzione ed il conseguente terrore (prodromi del comunismo), è sempre stata avanti…
    questa volta agisce nuovamente per il bene…massoneria e scandali (inventati ad arte) dell’ultimora permettendo…
    saluti
    Piero e famiglia
    ______________________________________
    con la Russia e con Putin

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