"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’US Special Operations Command (SOCOM), svelati i segreti dell’esercito segreto

Obama e trippe speciali

di Nick Turse

Fonte: Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Agiscono nello splendore verde della visione notturna nel sud-ovest asiatico e negli agguati nelle giungle del Sud America. Strappano gli uomini dalle loro case nel Maghreb  e attaccano militanti pesantemente armati nel Corno d’Africa. Sentono gli spruzzi salati quando volano sulle onde turchesi dei Caraibi e azzurro intenso del Pacifico, svolgono missioni nei soffocanti deserti del Medio Oriente e nella gelida Scandinavia . L’amministrazione Obama ha intrapreso una guerra segreta planetaria  la cui ampiezza finora non è mai stata pienamente rivelata.

Dall’11 settembre 2001, le forze speciali degli Stati Uniti sono cresciute in modo inimmaginabile, sia in numeri che in budget. La cosa più significativa, tuttavia, è l’aumento delle operazioni speciali a livello globale. Questa presenza, oggi in quasi il 70% delle nazioni del mondo, fornisce un’ulteriore prova della dimensione e della portata della guerra segreta che si estende dall’America Latina alle terre più remote dell’Afghanistan, dalle missioni di addestramento con i loro alleati africani alle operazioni di spionaggio nel cyberspazio. Come notato, negli ultimi giorni della presidenza Bush, le forze speciali erano dispiegate [5] in 60 Paesi nel mondo. Nel 2010 erano 75, secondo [6] Karen DeYoung e Greg Jaffe del Washington Post. Nel 2011, il portavoce del Special Operations Command (SOCOM), colonnello Tim Nye disse [7] a TomDispatch che la cifra totale era 120. Attualmente, questa cifra è ancora più elevata. Nel 2013, le forze d’elite statunitensi sono state schierate in 134 Paesi nel mondo, secondo il comandante Matthew Robert Bockholt, delle Pubbliche Relazioni del SOCOM. Tale aumento del 123% nel decennio di Obama dimostra come, oltre alla guerra convenzionale e alla campagna dei droni della CIA , alla diplomazia pubblica e all’ampio spionaggio elettronico , gli Stati Uniti siano impegnati in un’altra forma importante e crescente di proiezione di potenza all’estero. In gran parte condotte nell’ombra dalle truppe d’elite degli Stati Uniti, tali missioni avvengono lontano da occhi indiscreti, dei media e da qualsiasi tipo di controllo esterno, aumentando la possibilità di ritorsioni dalle conseguenze imprevedibili e catastrofiche.
Un settore in crescita
Formalmente istituito nel 1987, il Comando Operazioni Speciali è cresciuto rapidamente con l’11 settembre. Siamo stati informati che il SOCOM starebbe per raggiungere i 72000 effettivi nel 2014, dai 33000 nel 2001. I finanziamenti globali sono aumentati in proporzioni geometriche, tanto che il bilancio del 2001 di 2,3 miliardi di dollari ha raggiunto i 6,9 miliardi nel 2013 (10,4 se si aggiungono i finanziamenti supplementari).

Lo schieramento di effettivi all’estero  è esploso da 4900 uomini nel 2011 a 11500 nel 2013. In una recente indagine , Tom Dispatch,  consultando i comunicati stampa del governo, documenti aperti e notizie, ha trovato le prove che le forze speciali degli Stati Uniti hanno cooperato con gli eserciti di 106 nazioni nel 2012-2013. Inoltre, durante il periodo i cui è stato preparato questo articolo, circa un mese , il SOCOM ha fornito statistiche precise sul numero totale di Paesi in cui ha schierato personale speciale: Berretti Verdi e Rangers, Navy SEAL e commando Delta Force. “Non l’abbiamo a portata di mano“, disse Bockholt del SOCOM in una intervista telefonica, mentre l’articolo era quasi finito. “Dobbiamo cercare tra molte altre cose. Ci vuole molto tempo“. Poche ore dopo, poco prima della pubblicazione, rispose alla domanda fattagli a novembre. “Le forze speciali sono state schierate in 134 Paesi“, nell’anno  fiscale 2013, ha detto Bockholt in una e-mail.
Operazioni speciali globalizzate
L’anno scorso, il capo del Comando Operazioni Speciali, ammiraglio William McRaven, ha spiegato la sua visione della globalizzazione delle operazioni speciali. In una dichiarazione alla Commissione forze armate del Congresso, ha detto: “USSOCOM lavora a migliorare la rete globale delle forze per le operazioni speciali, supportando le nostre relazioni inter-istituzionali e i nostri partner internazionali, in modo da avere ampia conoscenza delle minacce e opportunità emergenti. La rete consente una presenza limitata e persistente nelle aree critiche e facilita l’opportunità di attuarle ove necessario e opportuno“. Anche se questa “presenza” può essere limitata, la portata e l’influenza di tali forze speciali è un’altra questione. Il salto del 12% di schieramenti, da 120 a 134, durante il periodo McRaven, ne riflette il desiderio di piazzarsi sul campo in tutto il pianeta. Il SOCOM non cita le nazioni interessate, rispettando la sensibilità delle nazioni ospiti e degli effettivi statunitensi, ma gli schieramenti che conosciamo gettano un po’ di luce sulla piena portata delle missioni segrete dell’US Army nel mondo. Ad esempio, gli scorsi aprile e maggio, il personale delle Operazioni Speciali ha partecipato ad esercitazioni a Gibuti, Malawi e isole Seychelles nell’Oceano Indiano. A giugno, i SEAL dell’US Navy si sono riuniti con forze irachene, giordane, libanesi e di altri alleati mediorientali realizzando simulazioni di guerra asimmetrica ad Aqaba, in Giordania. Il mese successivo, i Berretti Verdi si recarono a Trinidad e Tobago per avviare piccole unità tattiche con le forze locali. Ad agosto, i Berretti Verdi hanno addestrato i marinai dell’Honduras   nel sabotaggio. A settembre, secondo il comunicato stampa , le forze speciali degli Stati Uniti si sono unite alle truppe d’elite dei 10 Paesi membri dell’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico: Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Myanmar e Cambogia, così come con le loro controparti di Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud, Cina, India e Russia per esercitazioni antiterrorismo congiunte nel centro di addestramento di Sentul, Java occidentale. Ad ottobre, le truppe d’elite statunitensi hanno condotto raid  con i commando in Libia e Somalia, sequestrato  un sospetto di terrorismo nella prima nazione mentre i SEAL hanno ucciso almeno un militante nella seconda, prima che l’esercito li espellesse . A novembre, le truppe per Operazioni Speciali hanno compiuto numerose operazioni umanitarie nelle Filippine per aiutare i sopravvissuti del tifone Hayan. Il mese successivo, i membri del 352° Gruppo Operazioni Speciali compiva  un’esercitazione in cui 130 piloti e sei aerei parteciparono da una base aerea in Inghilterra, e molti Navy  SEAL furono feriti durante la partecipazione  a una missione di evacuazione in Sud Sudan. I Berretti Verdi hanno iniziato il 1° gennaio di quest’anno una missione di combattimento congiunta con le truppe d’élite afgane nel villaggio di Balhozi, provincia di Kandahar.
Tuttavia, tale schieramento in 134 Paesi non sembra sufficiente al SOCOM. Nel novembre 2013, il comando ha annunciato di avere cercato d’identificare dei partner industriali che potessero, nel quadro dell’Iniziativa della rete transregionale del SOCOM, “potenzialmente sviluppare nuovi siti internet diretti al pubblico straniero“, integrandosi alla rete globale dei dieci siti esistenti su internet dedicati alla propaganda diretta dai diversi comandi combattenti e volti ad assomigliare a media legittimi, come Central Asia Online.com, Sabahi che puntano al Corno d’Africa, quello per il Medio Oriente noto come al-Shorfa.com, così come un altro per l’America Latina denominato Infosurhoy.com L’incremento di SOCOM nel cyberspazio riflette lo sforzo concertato del comando per integrarsi sempre più profondamente “nella rete.” “Ho corrispondenti in tutte le agenzie qui a Washington DC, CIA, FBI, National Security Agency, National Geo-Space Agency, Defense Intelligence Agency”, ha detto il comandante del SOCOM, ammiraglio McRaven, nel corso di una tavola rotonda al Centro Wilson di Washington, lo scorso anno. Quando parlava alla Biblioteca Ronald Reagan, a novembre, disse che il numero di dipartimenti e agenzie in cui è presente il SOCOM  è 38.

Special Forces
134 possibilità di ritorsione
Anche se eletto nel 2008 da coloro che lo vedevano come il candidato contrario alla guerra , il presidente Obama ha dimostrato di essere un comandante in capo risolutamente duro, le cui politiche hanno prodotto notevoli esempi di ciò che nel gergo della CIA si chiama “ritorsione”. Sebbene l’amministrazione Obama abbia curato il ritiro delle truppe dall’Iraq (negoziato  dal suo predecessore), e la riduzione  delle truppe statunitensi in Afghanistan (dopo l’incremento significativo della presenza militare  in questi Paesi), il presidente ha deciso l’aumento della presenza militare statunitense in Africa , rivitalizzando  gli sforzi  in America Latina e tenendo un duro discorso sul riequilibrio o perno in Asia  (anche se finora poco è stato fatto in tale direzione).  La Casa Bianca ha anche supervisionato la crescita esponenziale della guerra dei droni. Mentre il presidente Bush ha lanciato 51 di tali attacchi, il presidente Obama ne ha ordinato circa 330 , secondo un sondaggio del Bureau of Investigative Journalism di Londra. Proprio l’anno scorso, se ne contano in Afghanistan, Libia , Pakistan , Somalia  e Yemen . Le recenti rivelazioni di Edward Snowden  sulla National Security Agency hanno dimostrato la terribile grandezza e portata globale della sorveglianza elettronica degli Stati Uniti negli anni di Obama. E ombra profonda, le forze speciali sono state schierate quest’anno in un numero più che doppio di nazioni che alla fine della presidenza Bush. Tuttavia, negli ultimi anni le conseguenze non intenzionali delle operazioni militari degli Stati Uniti hanno contribuito a seminare malcontento e indignazione, incendiando intere regioni. Più di 10 anni dopo la “missione compiuta”  degli Stati Uniti, e sette anni dopo il vantato incremento  di truppe dispiegate dagli Stati Uniti, l’Iraq è in fiamme . Un Paese in cui non vi era alcuna presenza di al-Qaida prima dell’invasione degli Stati Uniti  e il cui governo si era opposto  ai nemici degli Stati Uniti di Teheran, ora vede il suo governo centrale allineato  all’Iran e in due delle sue città  sventolarvi la bandiera di al-Qaida.
Il recente intervento statunitense per precipitare il rovesciamento del dittatore libico Muammar Gheddafi ha contribuito a spingere nella spirale il vicino Mali, baluardo regionale filo-Stati Uniti contro il terrorismo, quando un ufficiale addestrato dagli Stati Uniti ha effettuato un colpo di Stato che finalmente ha prodotto il sanguinoso attacco terroristico contro un impianto gasifero algerino, scatenando una sorta di diaspora del terrore  nella regione. In questo momento, il Sud Sudan, nazione covata dagli Stati Uniti che supportano economicamente  e militare  (anche se usa bambini soldato ) ed è stata utilizzata come base segreta  per le Operazioni Speciali, è lacerata dalle violenze e scivola verso la guerra civile .

La presidenza Obama ha visto la forza militare degli Stati Uniti utilizzare sempre più l’élite tattica per raggiungere obiettivi strategici. Ma tenendo le missioni delle forze speciali sotto stretto riserbo, gli statunitensi “ne sanno poco su dove siano schierate le loro truppe, cosa facciano esattamente e le conseguenze che ne potrebbero derivare”. Come l’ex-colonnello Andrew Bacevish, professore di storia e relazioni internazionali alla Boston University, ha detto: “con l’uso delle forze per operazioni speciali negli anni, Obama ha ridotto la responsabilità militare, aprendo la strada alla guerra infinita e rinforzando la “presidenza imperiale“.” “In breve“, scrisse a Tom Dispatch   “assegnare la guerra ai pochi effettivi speciali spezza il sottile legame tra guerra e politica, trasformando la guerra in una guerra fine a se stessa.”
Le operazioni segrete condotte dalle forze segrete hanno la spiacevole tendenza a produrre effetti indesiderati, inattesi e del tutto disastrosi. I newyorkesi  ricordano  anche il risultato finale  del supporto clandestino degli Stati Uniti ai militanti islamici contro l’Unione Sovietica in Afghanistan, durante gli anni ’80: l’11 settembre. Ma per quanto strano possa sembrare, coloro che quel giorno subirono invece l’attacco principale, al Pentagono , non sembrano aver imparato la lezione di quella rappresaglia mortale. Finora, in Afghanistan e in Pakistan, oltre 12 anni dopo l’invasione degli Stati Uniti del primo e quasi 10 anni  dopo essersi impegnati in attacchi segreti  nel secondo, gli Stati Uniti sono ancora alle prese con gli effetti collaterali della guerra fredda: ad esempio, quando i droni della CIA lanciano missili   contro l’organizzazione (la rete Haqqani , a cui negli anni ’80 l’agenzia fornì dei missili.
Senza una chiara idea su dove attualmente operino le forze armate clandestine e di ciò che fanno, gli statunitensi non possono prevedere conseguenze e ritorsioni dell’espansione delle nostre guerre segrete che inondano il mondo. Ma se la storia ci insegna qualcosa, tali conseguenze si faranno sentire dall’Asia del Sud-ovest al Nord Africa, dal Medio Oriente all’Africa Centrale e, infine, è possibile che si faranno anche sentire negli Stati Uniti. Nel suo piano d’azione per il futuro, SOCOM 2020, l’ammiraglio McRaven ha provato a spacciare la globalizzazione delle operazioni speciali degli Stati Uniti come “strumento di potenza per progettare e promuovere la stabilità e impedire i conflitti” E’ possibile che lo scorso anno sia stato dedicato dal SOCOM nel fare esattamente l’opposto in 134 posti.
Nick Turse è redattore di Tomdispatch.com e ricercatore presso l’Istituto Nation. È l’autore di The Complex: How the Military Invades Our Everyday Lives e della storia dei crimini di guerra USA in Vietnam Kill Anything That Moves: The Real American War in Vietnam (pubblicati da Metropolitant).

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