"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Unione Europea ed il principio della fine

Por Juan Laborda *

Ogni giorno capisco sempre meno gli analisti, gli economisti  ed i politici del nostro paese. Tuttavia perchè assillano di continuo le voci mediatiche nazionali circa la vendetta e la crudeltà della Troika sul combattivo popolo greco? Come è possibile che nessuno di loro abbia additato  come responsabile Mario Draghi, il quale ha affossato l’indipendenza della BCE per ragioni strettamente ideologiche? Per caso si sono letti le critiche dell’economista Charles Wysploz su detta azione unilateterale della BCE?

Se ci riferiamo allo stesso personaggio, Mario Draghi, che aveva lavorato per questa entità finanziaria (Goldman Sachs) che ha aiutato a falsificare i conti pubblici ellenici sotto il governo dei suoi  amici (Nuova Democrazia). Se parliamo poi della stessa istituzione, la BCE, i cui tristi funzionari hanno minacciato di mandare in default l’Irlanda se avessero applicato una liberatoria ai creditori titolari dei buoni delle grandi banche private andate in default.

Il Totalitarismo invertito ha attraversato le linee proibite

La democrazia da tempo è in putrefazione nella vecchia Europa ma quello che è successo lo scorso fine di settimana potrebbe essere l’inizio della fine dell’euro e dell’Unione Europea come terra delle libere  opportunità per tutti. il Totalitarismo invertito, caratterizzato  dall’antidemocrazia e dal dominio delle elites finanziarie, ha attraversato ormai le linee proibite e può essere che, alla fine di tutto, finisca molto male, incluso in Germania.

Rimane chiaro anche che i conservatori, i socialdemocratici ed i  liberali  tutti accomunati nella stessa ideologia neoliberista, operano soltanto per interessi illegittimi, o si limitano ad “accontentare” certe opinioni pubbliche nazionali alimentate da voci mediatiche della superclasse dominante. E’ arrivata l’ora della cittadinanza, dobbiamo iniziare ad esigere più chiarezza e responsabilità alla nostra classe politica. E’ l’ora anche di creare alternative paneuropee per fare fronte al disastro che si avvicina, e spiegarlo tutto con una chiarezza solare.

Bisogna spiegare alla cittadinanza che, per uscire dall’incubo attuale ,sono necessarie varie condizioni, per quanto non saranno sufficienti. Da un lato, la ristrutturazione e la riduzione della dimensione del settore bancario a spese dei creditori, proteggendo soltanto i depositari. In secondo luogo è necessario un vertice paneuropeo per trattare la questione del debito, tale a come veniva richiesto da irlandesi e greci. L’obiettivo di riordinare e ristrutturare il debito, ed ancora di più serve che si faccia in modo ordinato e concordato. Bisogna esigere inoltre responsabilità a tutti coloro che si sono accaniti ed hanno alimentato l’accumulazione del debito (banchieri centrali, banchieri privati, politici irresponsabili). Gli squilibri si sono accumulati, la banca è divenuta più sistemica che nel 2008 ed il volume dei debiti  non smette di crescere.

Parliamo di Grecia e di Spagna (e Italia)

Tsipras si è sbagliato (!?), giammai avrebbe dovuto firmare una simile umiliazione. Non è stato capace di giocarsi le ultime mani della lunga partita di poker di fronte alla Germania ed alla sua truppa pretoriana.  Quello che ha firmato la Grecia non ha nulla a che vedere con l’economia, nè va a collocare il paese ellenico in un percorso di recupero economico.

Si tratta di un nuovo trattato di Versailles. Se la Grecia nell’anno 1967 ha registrato un golpe che distrusse la democrazia con le armi, adesso si stanno utilizzando le banche, con la partecipazione esplicita di Mario Draghi. Soltanto Varoufakis lo guardava fisso in faccia, lo trattava come quelli che realmente sono, mediocri, lobbisti di faccia e di peso. Inoltre aveva un piano progettato per la fase finale della partita di poker, sufficiente per scavalcare ed angustiare il sistema bancario europeo ed occidentale. Tuttavia Tsipras ha avuto paura, si è arreso, ha calate le sue carte e tutto è finito.

Di certo Varoufakis lo spiega in dettaglio -sperando che un giorno vengano alla luce le registrazioni che hanno fatto dei negoziati- come i governi  dai quali avrebbero sperato di ottenere un maggior appoggio, quelli per i quali il principale incubo  sono le ingenti quantità di debiti, si sono trasformati in realtà nei loro propri nemici. Come indica esplicitamente, questi governi dovranno rispondere un giorno davanti ai loro cittadini, perchè non hanno negoziato pensando all’interesse di quelli? Perchè non hanno appoggiato una soluzione giusta ed efficiente economicamente per la Grecia? Come è possibile che  paesi come la Spagna o l’Italia, ciascuno con un debito totale ed esterno superiore a quello della Grecia e con una espansione costante del loro debito sovrano stratosferico, neppure abbiano sentito la minima empatia per il nuovo governo ellenico?

La ragione è ovvia,  i rappresentanti politici come Mariano  Rajoy o Matteo Renzi perderebbero la loro poltrona ed è preferibile seguitare ad ingannare i cittadini per poi ritrovarsi con un nuovo giro di vite. Tuttavia adesso già non basta più, la cittadinanza non andrà a tollerare un nuovo inganno, per molto che abbiano approvato in Spagna la legge bavaglio (“ley mordaza”) non servirà ad evitare le proteste.

La paura da alcuni mesi ha cambiato fazione, inizia ad essere quella di chi ha responsabilità di governo. La partita sarà lunga,  sarà dura. Non posso resistere a porre fine senza commentare brevemente l’assoluta irrilevanza del nostro paese (la Spagna) nelle istituzioni europee (idem per l’Italia). Il fiasco di Luis Guindos, che per me personalmente era preferibile all’olandese olandese Jeroem Dijsselbloem, è in realtà quello di Rajoy e della sua incapacità di capire dove realmente avrebbe dovuto  cercarsi i suoi alleati, nel sud d’Europa (Nota: figurati con Renzi che spalla che  avrebbe trovato!!).

*Economista

Fonte: Vozpopuli

Traduzione: Luciano Lago

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