"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’UE non revoca le sanzioni contro Mosca e non paga il gas di Kiev

Thorbjorn JAGLAND, Herman VAN ROMPUY - President of the Council of the European UnionJose Manuel BARROSO - EC PresidentMartin SCHULZ  - EP President

di Andrey Fediašin

I ministri degli Esteri dei paesi UE hanno deciso di raccomandare al prossimo vertice europeo (23-24 ottobre) di non revocare le sanzioni varate contro la Russia.

Non è una notizia piacevole, ma quella che riguarda l’Ucraina è ancora peggio: l’UE non ha trovato i 2 miliardi di euro che servono a Kiev per ripagare alla Russia il suo debito per il gas già consumato.

D’altra parte, che Bruxelles sia incline a giocare su tutti i campi senza però risolvere nessuno dei problemi reali, è un fatto ben noto.
In Lussemburgo, dove i ministri hanno parlato delle sanzioni, si è sentita soprattutto la voce dei filoamericani, cioè della “lobby dell’Est” rappresentata da Polonia, Lettonia e Lituania. Proprio loro, a più riprese, hanno spiegato ai giornalisti che la politica della Russia non è sufficientemente collaborativa, pertanto le sanzioni non possono essere revocate.

A detta dell’ambasciatore della Russia presso l’UE, Vladir Chizhov, che ha commentato queste dichiarazioni, si crea l’impressione che qualcuno costringa l’Europa a dar ascolto alle “teste calde” e non le permetta di ascoltare le “teste fredde”. In questo momento l’Europa viene privata della possibilità di riflettere per elaborare una strategia che consenta di uscire da questa impasse.

Credo che dopo aver esaurito la risorsa politica delle sanzioni, l’UE sia ormai vicina al punto in cui occorre pensare a muoversi in direzione inversa. Tuttavia la Russia non chiederà niente a nessuno. Non supplicheremo nè l’UE nè chicchessia a rinunciare alle sanzioni.

Che Mosca non debba supplicare nessuno è stato confermato, in modo del tutto inatteso, dall’intelligence tedesca BND. I suoi analisti hanno calcolato che grazie alle sue riserve valutarie, al debito pubblico piccolissimo in confronto ad altri paesi (meno del 13% del PIL), Mosca potrà vivere sotto le sanzioni senza grossi disagi per almeno altri quattro anni. Non si può dire lo stesso dei paesi UE, perché ogni nuovo anno di sanzioni porterà al fallimento di decine di società agricole e aziende di trasporto. La Germania è già sulla soglia della recessione: l’FMI predice che le esportazioni tedesche caleranno del 35-40%.

Le sanzioni contro la Russia costituiscono il principale strumento di Washington per mantenere il controllo geopolitico su tutta la regione euroatlantica, ha detto da Mosca il ministro degli Esteri della Russia Sergej Lavrov. La soluzione della crisi in Ucraina non è mai stata per Washington la cosa più importante. L’essenziale è avere l’Ucraina come fattore di destabilizzazione dei rapporti tra Russia e UE.

È per questo che gli USA stanno sostenendo Kiev che intende privare il Sud-Est del diritto a usare la lingua madre russa, della propria cultura e della sua storia, ha aggiunto Lavrov.

Il piano che mira a costringere la Russia a rinunciare alla verità e alla giustizia attraverso minacce, pressioni e sanzioni, è assolutamente illusorio. Le restrizioni annunciare dagli USA, UE e da alcuni altri Stati sono illegittime e non possono contribuire né alla de-escalation del conflitto, né alla tutela dei diritti della popolazione dell’Ucraina. Queste misure, varate dagli europei sotto una forte pressione da parte degli USA, vanno contro gli interessi degli stessi Stati UE, per i quali la Russia è uno dei partner commerciali più grandi. Il danno che si vuole arrecare alla Russia (sentiamo, infatti, una determinata influenza negativa) viene arrecato anche ai paesi UE.

La seconda questione dolorosa di cui si è parlato in Lussemburgo e si parlerà al Consiglio europeo del 23-24 ottobre, riguarda i rapporti con Kiev o, piuttosto, i suoi problemi del gas. Per persuadere la Slovacchia a ricominciare le forniture inverse all’Ucraina, a Bratislava si è recata d’urgenza la cancelliera tedesca Angela Merkel, alla quale il primo ministro slovacco Robert Fico ha detto che il suo paese è disposto ad aiutare l’Ucraina, ma occorre che anche Kiev si adoperi per la soluzione dei propri problemi. “Ho l’impressione che l’Ucraina stia aspettando che i suoi problemi vengano risolti da chiunque, tranne che da lei stessa”, – ha detto Fico.

Il ministro degli Esteri della Repubblica Ceca Lubomir Zaoralek ha precisato che l’UE potrà dare all’Ucraina altri soldi per coprire il suo debito nei confronti di Gazprom soltanto se ci saranno delle garanzie ben precise e il pieno controllo dell’UE sull’uso appropriato di queste risorse. In altre parole, Bruxelles teme che i soldi potrebbero finire nelle tasche dei nuovi governanti.

Fonte: Italian.ruvr

*

code

  1. n 2 anni fa

    penso che se questi tre tecnocrati salissero o pardon sprofondassero come meritano nell’ Inferno più profondo sarebbe un piccolo passo verso il cambiamento, ma come si sa” l’erba cattiva non muore mai”

    Rispondi Mi piace Non mi piace