"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Ucraina, il pretesto di una nuova Guerra Fredda?

Kiew manifestazione massiccia

Proseguono le manifestazioni e gli scontri a Kiev, in Ucraina, tra i manifestanti filo europei e la polizia a presidio della piazza dell’Indipendenza (Maidan  Square). I manifestanti protestano per le politiche del presidente Ucraino Viktor Yaqnukovich ed in particolare non si rassegnano alla firma fatta in Dicembre del trattato di cooperazione con la Russia attraverso il quale il paese riceverà forniture di gas a prezzi scontati e finanziamenti agevolati (15 miliardi di dollari). Il presidente in serata si è impegnato a dare vita ad una commissione mista con rappresentanti dell’opposizione per trovare una soluzione alla crisi.
Risulta chiaro che stanno soffiando sul fuoco le decine di agenzie ONG operanti nel paese e finanziate dagli USA, dalla CIA o dalla Stratfor (agenzia ombra della CIA) , oltre che da ambienti finanziari anglosassoni.

Si tratta di agenzie come la “Open Society”, la Albert Einstein Intitute, la “National Endownment for Democrazy”, la Konrad Adenauer Fondation, o la famigerata ” Otpor”, tutte specializzate in propaganda e manipolazione di informazioni, installatesi nel paese già per la prima “rivoluzione arancione”del 2004, avendo provveduto nel frattempo ad acquistare giornali e canali TV .  La Otpor  in particolare risulta la stessa i cui servizi furono utilizzati in altri paesi , fra i quali la Serbia per il rovesciamento del regime di Milosevic, ostile agli interessi USA.
L’Ucraina, per la sua posizione geografica, per le risorse del sottosuolo e per la popolazione (52 milioni di persone per la metà circa  di etnia russa ) è considerata dagli USA un paese chiave per isolare la Russia dall’Europa e privarla di una sfera di influenza ad occidente.

Questo concetto lo descrisse chiaramente il famigerato politologo nordamericano Zbigniew Brzezinsky (esponente della Trilateral Commision) nel suo libro “La Grande Scacchiera” del 1997 dove scriveva: Gli Stati che meritano il più forte sostegno geopolitico americano sono l’Arzebaijan, l’Uzbekistan e l’Ucraina, in quanto tutti e tre sono pilastri geopolitici. Anzi è l’Ucraina lo Stato essenziale, in quanto influirà sull’evoluzione futura della Russia. (…) Tra il 2005 ed il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio  con la NATO. Dopo il 2010 il principale nucleo per la sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia ed Ucraina”.

La strategia degli USA per l’indebolimento della Russia è ormai molto chiara e scoperta e lo stesso Brzezinsky più in avanti aveva dichiarato ; “Senza l’Ucraina la Russia non è altro che una grande potenza asiatica“. Nel 2007 fu lo stesso Congresso americano che approvò una risoluzione con la quale autorizzava l’aiuto USA per assistere l’Ucraina nella preparazione di una possibile adesione alla NATO e lo stesso fu dichiarato da George Bush al vertice di Bucarest nel 2008.
Risulta evidente quindi la funzione delle tante agenzie ONG aperte in Ucraina ed eterodirette dai servizi USA  che hanno il preciso compito di sobillare l’opinione pubblica al fine di orientare questa verso un governo filo USA e filo UE.
Da queste premesse si comprendono le pesanti interferenze degli esponenti della UE nelle questioni interne dell’Ucraina e la “illuminante” dichiarazione fatta dalla Catherine Ashton (capo diplomazia UE) “La porta della UE è aperta all’Ucraina, importante per noi e per loro che lo sia.  Spero vada avanti il più presto possibile e vogliamo una relazione forte con L’Ucraina”.
Naturalmente anche il nostro Letta, fiduciario della grande finanza e della UE, non aveva  mancato di dichiarare, in ossequio ai padroni USA: “bisogna agevolare il riavvicinamento tra la UE e l’Ucraina (…) congelare le relazioni sarebbe un errore storico”.
Altrettanto premono istituzioni finanziarie come il FMI che avevano promesso il loro aiuto interessato, nel caso l’Ucraina avesse accettato di entrare nell’area UE, in cambio di un piano suggerito di  (indovina) congelamento dei salari, taglio delle pensioni, taglio di spesa pubblica, raddoppio delle bollette e privatizzazioni dei servizi pubblici.
Questo “generoso” aiuto offerto dal FMI e dalla UE(la stessa che aveva offerto 1 miliardo di euro di finanziamento), è stato giudicato ridicolo dal governo ucraino ed in particolare dal ministro Azarov il quale ha dichiarato che ” non ci possiamo aspettare aiuto da nessuna parte, non possiamo lasciare la nostra gente senza salari e senza pensioni”  (che ne prendano nota i governanti europei che non hanno mai manifestato tali scrupoli).
Questo senza contare che una eventuale adesione dell’Ucraina alla UE avrebbe comportato per il paese la chiusura delle frontiere con la Russia che non avrebbe tollerato la possibile invasione di prodotti europei attraverso l’Ucraina non gravati da dazi rendendo necessarie misure protezionistiche nei confronti di Kiev mentre la UE non considerava i prodotti agricoli dell’Ucraina soggetti a libera circolazione.
Appare importante rilevare che le posizioni della UE e quelle della diplomazia di Washington erano del tutto coincidenti già dal 2006 quando l’ambasciatore USA aveva suggerito a Kiew di “migliorare il clima per gli investimenti” , piegarsi alle richieste del FMI, ridurre la spesa statale, deregolamentare il mercato, riformare il sistema bancario (metterlo sotto tutela della Goldman Sachs e della JP Morgan) e privatizzare i servizi pubblici.  Le stesse, identiche  ricette neoliberiste  applicate in Europa come dogmi e che tanto “successo” stanno avendo nei paesi come Spagna, Italia, Grecia, Portogallo e Francia.
Lo scopo di cooptare l’Ucraina nella UE e successivamente nella NATO, non era soltanto quello strategico di accerchiare e ridimensionare la Russia di Putin, antagonista degli USA, ma anche quello di aprire il potenzialmente ricco mercato ucraino alle grandi multinazionale ed alle grandi banche internazionali.

In realtà l’eventuale accordo con la UE e la chiusura di contro del mercato della Russia ed i paesi collegati, avrebbe significato per il paese una perdita secca di circa 15 miliardi di dollari ed un aggravamento della crisi energetica, mentre la Russia fornirà il gas a prezzi scontati (si calcola un risparmio di 4 miliardi di dollari). Senza contare che l’Ucraina avrebbe ottenuto nella UE una posizione secondaria, sottoposta ai diktat della Germania e del tutto paragonabile a quella della Grecia, questi i motivi che hanno spinto il governo ucraino a far pendere il piatto della bilancia verso una associazione con la Russia, partner naturale dell’Ucraina.

La UE, gli USA, l’FMI e le grandi banche come Goldman  Sachs e JP Morgan, interessate ad entrare, non si sono però rassegnate alla perdita del “bottino”in Ucraina e stanno giocando la carta della sobillazione per rovesciare la situazione interna del paese.  Il “gioco sporco” che l’Unione europea sta attuando in Ucraina, sobillando ed istigando alla rivolta contro il governo in carica, democraticamente eletto, con le interferenze scoperte per cooptare questo paese nell’Unione ed isolarlo dalla Russia, gioco condotto per conto degli interessi americani, non mancherà di avere serie conseguenze sulle tensioni internazionali e sul nuovo clima di guerra fredda.
I funzionari della UE hanno sottovalutato la determinazione del Cremlino ad opporsi all’integrazione della UE dell’Ucraina ed alla perdita di questo importante paese. Ne andrebbe della sicurezza della stessa Russia che non potrebbe mai tollerare una Ucraina costellata di basi militari NATO in funzione anti russa.
Nella crisi ucraina Putin, con la sua consueta abilità diplomatica, ha visto le carte dell’Occidente ed ha rilanciato, spiazzando gli occidentali e guadagnandosi la posta sul tavolo. Gli occidentali adesso stanno cercando di “segare le gambe del tavolo” dove si è condotto il gioco. Non è detto che riescano a far cadere il tavolo.

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