"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’ONU condanna energicamente l’attacco saudita contro un mercato a Sanà (Yemen)

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, ha condannato questo Lunedì l’attacco saudita effettuato sulla capitale dello Yemen, Sanà, che ha provocato la morte di 40 civili.
Ban ha dichiarato che “l’ONU condanna energicamente l’attacco aereo contro il mercato di Jaleq nel nord est della capitale Sanà, un bombardamento che ha provocato il maggior numero di vittime in un solo attacco con bombe d’aereo dal Settembre del 2015″, ha informato un portavoce del massimo responsabile dell’ONU in un suo comunicato.

Il segretario generale è preoccupato per i continui ed intensi attacchi aerei e per i combattimenti terrestri nello Yemen, nonostante i suoi ripetuti appelli ad una cessazione delle ostilità”, ha aggiunto il testo.
Fonte: HispanTV

Nota: Bisogna prendere atto che, con forte ritardo, il segretario generale dell’ONU Ban Ki -Moon si sta “svegliando dal letargo” ed inizia a denunciare i crimini che nello Yemen vengono commessi ripetutamente dall’Arabia Saudita, che sta effettuando i bombardamenti aerei indiscriminati a spese della popolazione civile con la collaborazione militare e logistica degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e di Israele.

In quel disgraziato paese ci sono state migliaia di vittime ed i bombardamenti sauditi hanno colpito scuole, ospedali, mercati e abitazioni civili, seminando distruzione e morte, nel silenzio complice dei governi occidentali, tutti legati da un rapporto di stretta alleanza e di business con il governo della Monarchia saudita di Rijadh che risulta il maggior acquirente di armamenti ed il più importante fornitore di greggio delle multinazionali come Exon Mobil, della Chevron , BP, Total, ecc..

Vedi (immagini forti) : Youtube.com/watch

Vergognoso anche il silenzio dei grandi media occidentali, quelli che sono sempre in prima fila nel condannare le violazioni dei diritti umani , naturalmente quando queste avvengono nei paesi e nei regimi ostili agli interessi occidentali (come l’Iran, la Corea del Nord, la Siria e la Russia) mentre si tappano gli occhi di fronte al genocidio della popolazione yemenita ed agli altri crimini commessi dall’Arabia Saudita, grande alleato dell’Occidente e finanziatore di molti politici europei e statunitensi.

Pochi giorni fa il Governo saudita aveva avuto la spudoratezza di richiedere alla Croce Rossa ed alle Nazioni Unite di ritirare i cooperanti di queste organizzazioni ed i loro staff dalle zone sotto il controllo dei ribelli Houthi – proposta che è stata respinta da entrambe le organizzazioni.
A muovere la richiesta era stato l’ambasciatore saudita all’Onu al-Mouallimi che chiedeva alle organizzazioni umanitarie di abbandonare le aree dove a mantenere il controllo è il movimento ribelle. Una richiesta che sottintende un’intensificazione dei bombardamenti e della campagna militare in corso da parte della coalizione sunnita guidata da Riyadh.

Yemen distruzione e bombardamenti
Yemen distruzione e bombardamenti

A rispondere a tale richiesta era stato Stephen O’Brien, responsabile dell’assistenza umanitaria dell’Onu in Yemen, in una lettera indirizzata a al-Mouallimi: “l’Onu proseguirà nelle attività salva-vita a favore della popolazione civile”. Stessa reazione da parte della Croce Rossa. “Per raggiungere tutti coloro che ne hanno bisogno – ha detto la portavoce della Croce Rossa, Rima Kamal – continueremo a chiedere garanzie di sicurezza da parte di tutti gli attori. Non abbiamo intenzione di cambiare e resteremo impegnati a operare in tutte le regioni e a fare il possibile per raggiungere i civili”. –

La risposta conteneva  il chiaro riferimento ai crimini commessi nei mesi scorsi dai jet sauditi che più volte hanno avuto come target cliniche, ospedali e strutture umanitarie in tutto lo Yemen, nonostante le organizzazioni che operano nel paese abbiano più volte reso note le proprie coordinate. La richiesta saudita forse era volta proprio ad evitare altre critiche: se di cooperanti non ce ne sono, non saranno neppure colpiti. Un’interpretazione del conflitto che mostra palesemente il rispetto che la coalizione ha dei civili yemeniti: nullo. Meglio lasciarli senza aiuti. Ne ricevono già pochissimi a causa del blocco aereo imposto da Riyadh che impedisce l’arrivo di consistente assistenza umanitaria e anche del carburante necessario agli spostamenti.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: dalla fine di marzo, quando l’operazione “Tempesta Decisiva” fu lanciata, sono morte oltre 8.200 persone, mentre ammonta a 1.5 milioni il numero di rifugiati e sfollati interni e a 20 milioni (l’80% della popolazione totale) i civili che necessitano di aiuti immediati.
Nel mirino restano tre città: la capitale Sana’a; Taiz al centro, strategica perchè collegamento tra il nord e il Golfo di Aden; e la stessa Aden. Le operazioni contro Sana’a si stanno intensificando, insieme alle stragi: l’altro ieri l’ennesima, con l’uccisione di un’intera famiglia. Tre bambini e i loro genitori, due giornalisti dell’emittente Yemen Tv (controllata dagli Houthi), il 37enne Munir al-Hakami e la moglie 30enne Suaad Hujaira.

Le forze pro-governative sono a 40 km dalla capitale, dopo la presa della cittadina di Nihm e della base della 312 Brigata, diventata quartier generale dei ribelli Houthi. “Siamo sulla strada per Sana’a”, diceva ieri un combattente del governo. Ma al di là delle piccole vittorie saudite e governative, è ormai chiaro che Riyadh è rimasta impantanata in un conflitto che non riesce a districare: se anche i ribelli Houthi venissero sconfitti, questa campagna ha riacceso le spinte separatiste di movimenti meridionali e l’autorità anti-statale delle tribù. Ma soprattutto ha rafforzato la vera forza anti-sistemica in Yemen, al Qaeda nella Penisola Arabica, che prosegue nell’occupazione di città e comunità a sud-est. Fonte:  Nena News

Sintesi e nota: Luciano Lago

Vedi anche: Petizione: Basta bombe fabbricate in Italia e usate dai sauditi nei massacri di civili in Yemen

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