"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Occidente detesta i “Golpe”quando non sono conformi ai propri interessi

di. Luciano Lago
L’Occidente detesta i “Golpe”quando non sono conformi ai propri interessi

Le cancellerie occidentali si congratulano con Erdogan per il ripristino della “democrazia” in Turchia dopo il fallito golpe militare di Luglio. Nel frattempo il turco promette vendetta e duro castigo per i rivoltosi ed approfitta dell’occasione per regolare i conti con i quadri militari, tutti epurati, colpevoli o no, con i magistrati, sospettati di connivenza, con gli organismi costituzionali che non vedevano di buon occhio le sue riforme assolutistiche, con i gruppi dissidenti, quelli ancora non messi in condizione di non nuocere.


In pratica il “neo sultano” sta attuando quella marcia verso il potere assoluto, senza contrappesi costituzionali, a cui sempre ambiva. Troppo per non sospettare che sia lui stesso ed il suo entourage ad aver architettato il Golpe per consolidarsi al potere. Un golpe sanguinoso costato qualche centinaio di morti e molti ufficiali turchi in fuga riparati in Grecia. La Turchia si avvia a perdere qualsiasi parvenza formale di democrazia e di stato laico per diventare uno stato integralista ed assolutista allo stesso livello dell’Arabia Saudita.

Tuttavia le cancellerie occidentali, da Obama alla Merkel, ad Hollande e Renzi, si “rallegrano” con il turco per lo scampato pericolo. I veri “dittatori” per l’Ovest sono sempre i soliti: Bashar al-Assad, Vladimir Putin, l’Iran degli Ayatollah e qualche altro.

Il tentato golpe in Turchia è’ fallito, secondo tutti gli osservatori, perché’ e’ stato male organizzato, fatto da dilettanti: un “vogliamo i colonnelli” in chiave turca. Giovani ufficiali, qualche colonnello, nessun generale (per lo meno allo scoperto), metodi dilettanteschi. Se si fossero rivolti alla CIA o al Mossad, il risultato sarebbe stato diverso.

Erdogan potrà’ seguitare il suo progetto del nuovo sultanato Ottomano, facile pensare che tornerà’ a richiedere altri miliardi alla UE per i profughi, dice lui, per le sue necessità’ di cassa, dicono gli osservatori. La UE sarà’ sempre sotto ricatto della Turchia per l’invio dei profughi e i Governi europei accetteranno tutto dal turco, pur di tenerlo quieto. Si sono defilati soltanto i britannici con il Brexit: di questa UE sotto ricatto non ne vogliono più’ sapere (chiamateli stupidi).

L’Occidente ha seguito con apprensione le fasi del tentato golpe ma non ha parteggiato per i militari laici: i golpe per l’Occidente vanno bene e sono da sostenere quando sono conformi ai propri interessi e quando vengono pilotati dagli USA e dai loro alleati, come accaduto in Ucraina nel 2014, un successo quello fatto da professionisti. Si spiega perché’ è’ stato un successo. C’erano dietro la CIA, Soros, l’M16 ed. altri organismi seri.
Idem per quello fatto in Libia con lo spodestamento di Gheddafi, quello si considerato dall’Ovest un dittatore, tanto che è intervenuta la NATO in forze, si erano mobilitati allora Sarkozi, Cameron e Napolitano, personaggi illustri. Si erano utilizzati allora in Libia i miliziani di Al Qaeda e sono tornati utili anche su altri teatri di operazioni.

Bashar-al-Assad in divisa

In Siria, ad esempio, dove da oltre 5 anni l’Occidente cerca di rovesciare il Governo di Assad, un presidente eletto (al contrario di quanto sostengono i media atlantisti), senza riuscirsi, in combutta con Arabia Saudita, Qatar e Turchia, mediante una armata di mercenari jihadisti. Se le forze integraliste fossero riuscite a rovesciare Assad mediante un Golpe questo sarebbe salutato da tutto l’Occidente come un “ripristino della democrazia” anche se ne sarebbe derivato un califfato islamico ed un caos tipo Libia.

Questa soddisfazione pero’ i siriani non la danno all’Occidente, anzi si sono stretti al loro presidente e, con l’aiuto russo, stanno sbaragliando tutti i gruppi mercenari protetti dagli USA e dalla UE, quelli che venivano pudicamente chiamati “moderati”.

Non c’è’ poi da meravigliarsi de l’atteggiamento di Washington: vero è’ che c’erano state delle frizioni con Ankara ma è’ ben noto che gli americani da anni appoggiano le fazioni sunnite integraliste in Medio Oriente, quelle per intendersi consimili all’Arabia Saudita ed alle monarchie del Golfo, i sunniti sono i favoriti dalla Casa Bianca, dai F.lli Mussulmani in Egitto ai gruppi integralisti che operano in Siria ed alle fazioni sunnite in Iraq. Tutte queste fazioni hanno ricevuto finanziamenti ed appoggio da Washigton come documentato da decine di inchieste e dagli stessi documenti del Pentagono e della DIA. Gli USA non desiderano un governo laico in Turchia che possa riavvicinarsi a Mosca ed all’Iran. Sarebbe per loro una iattura.
A questo punto non si può’ non fare un paragone fra Erdogan (fuggito al momento del Golpe) ed Assad il quale, sottoposto ad un assedio per oltre 5 anni dagli USA dall’Europa e da loro alleati sauditi e turchi, non è’ mai fuggito, ha rifiutato ogni compromesso, è’ rimasto alla guida del suo esercito a difendere la sua Siria, tanto da essere denominato il “leone di Damasco”.
Due uomini di Stati vicini ma totalmente diversi fra loro: il turco ed il siriano. Sarà’ la Storia a giudicarli.

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  1. paolo 10 mesi fa

    fate in modo che se sbalglio captcha rimanga il testo! mi sono spremuto le meningi per nulla.

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    1. Dario 10 mesi fa

      Basta tornare indietro, mi è successo ed ha funzionato correttamente.

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  2. Salvatore Penzone 10 mesi fa

    La Turchia voleva giocare un ruolo di primo piano nella ridefinizione del nuovo Medioriente e si candidava a diventare il protettorato del nuovo stato sunnita che gli USA volevano impiantare nell’area ridisegnandone i confini e spezzettando, a questo scopo, Siria e Iraq. In questo quadro lo scopo dell’abbattimento del Sukoi 24 sarebbe stato quello di mettere la parola fine al tentativo di riavvicinamento tra Russia ed Europa che si stava avviando con i colloqui di pace di Vienna. Il segnale era rivolto all’Europa, come faceva notare la rivista Limes, e aveva lo scopo di escludere qualsiasi influenza su Herdogan il quale, con quella “pugnalata alle spalle della Russia”, sceglieva definitamente di rinunciare a schierarsi a favore di un quadro internazionale multipolare che era la direzione verso cui puntava la proposta di Putin del Turkish Stream.

    Con l’intervento russo, poi, gli USA saranno costretti a prendere le distanze dall’ISIS, da qui il supporto che Obama darà ai curdi per sostituirli allo Stato Islamico in quello che era il piano neocon del “Medio Oriente allargato” che aveva in progetto la creazione di un califfato islamista a cavallo di Siria e Iraq da sostituire ora con uno stato Curdo nel nord della Siria che doveva comprendere anche l’attuale Kurdistan e la provincia di Kirkuk. Il piano trovò subito la forte resistenza di Erdogan, tant’è che in America incominciarono a circolare previsioni e ipotesi su possibili colpi di stato in Turchia. Poi è arrivata la lettera di scuse a Putin e le aperture del governo Erdogan tese a ridefinire i rapporti con la Siria. A questo punto le cose sono precipitate costringendo i golpisti ad agire nonostante il sostegno della popolazione turca al proprio governo, sostegno che si era andato rafforzando ora che la Turchia tornava ad abbracciare una politica di distensione e cooperazione con gli altri paesi dell’area.

    La realtà, che nessuno può negare, è che la Turchia ha vissuto un grande momento di vitalità e sviluppo grazie alla sua politica di distensione con gli altri paesi dell’area, compresa la Siria, una politica che gli aveva permesso, nonostante l’adesione ai Fratelli Musulmani dello stesso Erdogan, di assumere il ruolo di protettore dell’identità dell’Islam tutto, Sciita e Sunnita e degli interessi del popolo arabo. Era quest’approccio che stava facendo della Turchia di nuovo un grande paese. Poi sono arrivati gli americani e la NATO, con il loro progetto del Grande Medio Oriente allargato, i quali hanno fomentato la megalomania irresponsabile del presidente turco, adombrandogli la possibilità di rendere realtà il grande sogno di un redivivo impero ottomano. Gli Israeliani e i neoconservatori americani avevano trovato in Erdogan, per questo suo profilo, un ottimo alleato. Non avevano fatto però i conti con la fermezza di Putin, la sua lungimiranza e la disponibilità a soprassedere anche sugli errori più grossolani una volta riconosciute le proprie responsabilità. Il fatto che Erdogan abbia trovato nel popolo turco e nel parlamento, compresi nazionalisti e kemalisti, l’appoggio necessario per abbattere i golpisti, dimostra che la nuova politica di distensione con la Siria e la volontà di ricostruire un asse strategico con la Russia l’hanno reso molto più forte di prima. L’approccio giusto per ricostruire i vecchi fasti.

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    1. Idea3online 10 mesi fa

      Ottimo commento, la parte conclusiva spiega tutto:

      “Il fatto che Erdogan abbia trovato nel popolo turco e nel parlamento, compresi nazionalisti e kemalisti, l’appoggio necessario per abbattere i golpisti, dimostra che la nuova politica di distensione con la Siria e la volontà di ricostruire un asse strategico con la Russia l’hanno reso molto più forte di prima. L’approccio giusto per ricostruire i vecchi fasti.”

      Aggiungo:

      Se prima la Turchia era protetta dagli USA, da adesso in poi, potrà continuare a dialogare con gli USA ma le richieste della Turchia dovranno essere accettate anche quelle che prima del Golpe non erano prese in considerazione. Oppure la Turchia chiede protezione alla Russia, attua una politica distensiva nei confronti della Siria e dell’Iran, mantiene rapporti commerciali con Israele. La Turchia così vedrà ad Oriente, la Grecia seguirà l’esempio. La Russia vuole avere come partner affidabili la Turchia ma soprattutto la Grecia. In base a quello che accadrà tra la Turchia e la Russia potremo capire a che punto siamo prima dello scoppio della Terza Guerra Mondiale. Se la Turchia si avvicinerà alla Russia gli USA diventeranno molto aggressivi, e daranno un calcio una volta per tutte alla Pax Americana.

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  3. Eugenio Orso 10 mesi fa

    L’articolo mi sembra ottimo. I retroscena del golpe (degli sprovveduti) forse non li conosceremo mai. Gulen è lo spauracchio di Erdogan e (guarda caso) vive negli Usa. Un inteccio mortifero fra le componenti dell’Asse del Male.
    Visto che i retroscena di questo strano golpe non potremo conoscerli, sarà interessante vedere se l’ottomano Erdogan – che sta praticamente assediando la base di Incirlik, dove ci sono aerei Usa (gli ha tagliato anche la luce?) – volerà fra una o due settimane a Mosca …
    Io, comunque, spero sempre nella destabilizzazione completa della Turchia, per indebolire lo schieramento a guida USA/Nato.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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  4. paolo 10 mesi fa

    Si, perchè se fosse riuscito il “golpe” tra non molto avremmo visto, per le strade di ankara omaccioni turchi in tanga rivendicare la loro omosessualità, applauditi da torme di cittadini festanti e magari l’uscita dalla nato, le pomiciate coi curdi, i tarallucci e vino coi russi e come religione di stato i testimoni di geova. il problemone per noi europei sono i turchi, in divisa o in abiti civili che siano, mettiamocelo nella cucuzza.

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