"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Obama recita la “commedia dell’ingannato”

di Luciano Lago

L’opinione pubblica dei paesi europei deve prepararsi ad una nuova farsa o, meglio dire,  ad una nuova commedia “made in USA” che avrà’ per soggetto Barack Obama e per comprimari i generali del Pentagono. Il titolo della rappresentazione teatrale, che viene “pompata” dai media sarà’ : “l’Obama ingannato” ed avrà’ come prologo l’Obama che si accorge, in un momento di lucidità’, di aver ricevuto dei rapporti falsi dai suoi generali sulla situazione dello Stato Islamico in Medio Oriente.

Improvvisamente il “premio Nobel” acquista consapevolezza dall’inganno quando qualcuno gli rivela la verità’: la coalizione anti ISIS non ha concluso nulla, non solo non ha sconfitto il califfato ma anzi ha largamente consentito all’ISIS di crescere, di espandersi e di finanziarsi grazie anche all’aiuto dei “fidati” alleati di Washington (Arabia Saudita e Turchia) che sottobanco sostenevano gli jihadisti.   Soltanto allora Obama comprende di essere stato “ingannato”: mentre lui era impegnato a lanciare “moniti” alla Russia, a varare sanzioni ed a fare pressione sugli europei per allargare il cerchio delle sanzioni contro il “cattivo” Putin, qualcuno gli passava rapporti “taroccati” sulla Siria e sull’Iraq, ove si faceva credere che le forze della coalizione guidata dall’ISIS stavano ottenendo successi su quanto accadeva sul terreno ed i generali gli irferivano che le forze della coalizione  avevano già fermato l’avanzata dello Stato Islamico.

I generali gli avevano anche fatto credere che i famosi “ribelli moderati” in Siria (quelli addestrati dagli USA) stessero prendendo l’iniziativa per combattere nello stesso tempo sia L’ISIS che le forze siriane fedeli ad Assad. Obama non sapeva che, in realtà,  i “ribelli moderati”, una volta ricevuti armi ed addestramento dagli USA erano passati direttamente nei ranghi dell’ISIS con tutte le loro dotazioni per compiere i loro abituali atti terroristici contro la popolazione civile: sgozzamento degli “infedeli”, autobombe nei mercati, autobombe davanti alle scuole, ecc..

Arriva poi il momento della verità’ e, davanti all’evidenza dello stallo,  i generali “confessano”:  mentre loro giocavano a carte e scolavano del buon whisky, l’ISIS avanzava e conquistava  terreno, i rifornimenti aviolanciati dagli USA finivano nelle mani sbagliate (dei terroristi) ed i bombardamenti della coalizione colpivano molti civili, uccisi e feriti dagli “effetti collaterali”.
Il tutto viene anticipato per tempo dal New York Times nella versione  propagandata dell’inganno e del raggiro dei generali contro Obama, un patetico  tentativo di “arrampicata sugli specchi” per giusticare quello che ormai è evidente per tutti: la complicità del comando USA e del Pentagono con i gruppi terroristi che operan in Siria ed in Iraq e con le forze dello Stato Islamico.  Vedi: Obama ingannato

Obama non era neppure al corrente delle proteste inoltrate dal governo è da parlamentari iracheni i quali avevano denunciato l’ambiguo comportamento della coalizione comandata dagli USA che, invece di combattere l’ISIS, riforniva i terroristi di armi e munizioni con alcuni suoi aerei ed elicotteri visti volare e ripetutamente sulle posizioni dei terroristi e sganciare il loro carico. Vedi: Controinformazione.info     Vedi: Global Research

Erdogan, il leader turco, alleato NATO non aveva informato Obama che tutti i rifornimenti per l’ISIS e quasi tutti i mercenari transitavano per la Turchia con destinazione Siria e l’appoggio dell’Esercito turco.
Neppure Netanyahu aveva informato Obama che Israele assisteva e riforniva i terroristi del gruppo di Al Nusra, li proteggeva con la sua aviazione e, quelli feriti, li mandava a prendere con gli elicotteri per ricoverarli nei suoi ospedali.
Obama (secondo la versione del N.Y.T.)  era all’oscuro  di tutto  mentre si attardava a ricevere alla Casa Bianca delegazioni di gay e pronunciava discorsi per difendere i loro diritti. Era persino andato in Africa a sostenere che il “problema urgente” per l’Africa era quello di riconoscere e sostenere le coppie gay. Ma neanche gli africani lo avevano capito. Forse i suoi consiglieri gli avevano nascosto anche il fatto che l’Africa ha problemi di fame, carestie, siccita’, sottosviluppo e conflitti inter etnici e molto meno il problema dei gay.
La commedia viene oggi rilanciata da tutti i media ed il pubblico si potrà’ persino commuovere pensando alla commovente vicenda del presidente “ingannato e raggirato” dai suoi generali.

Si prevede un momento di collera da parte del presidente  il quale nominerà una probabile commissione di inchiesta a cui seguirà un taglio delle teste al vertice delle gerarchie militari del Pentagono.

In realtà l’Amministarazione Obama non vuole rivelare che tutto quello che è accaduto fino ad ora non è frutto di un errore ma fa parte di una strategia di divisione e di caos portata nei paesi del Medio Oriente che rientra nel piano di Washington e di Tel Aviv. Trattasi della strategia di balcanizzazione del Medio Oriente che altre volte abbiamo spiegato.

La strategia USA è stata bloccata da due fattori imprevisti: la forte resistenza dell’Esercto siriano che non è capitolato come i comandi USA si aspettavano e l’intervento della Russia che blocca il piano di divisione del paese.

Di sicuro faranno la loro parte per sostenere  la ” commedia americana” anche i leader europei, come Hollande, Cameron, Renzi, quelli che credono sempre a tutto quello che racconta Washington e seguono supinamente la politica di Washington   in tutte avventure militari e conflitti scatenati in giro per il mondo. D’altra parte si sa, gli USA sono i “liberatori” e gli “esportatori di democrazia” nel mondo e bisogna sempre seguirli.

Nel frattempo il presidente russo Vladimir Putin, seriamente preoccupato di quanto accade e per l’inerzia americana ed  occidentale, preoccupato per la piega degli avvenimenti, prende l’iniziativa ed invia un massiccio corpo di spedizione in Siria con armi avanzate, caccia bombardieri, per fermare l’ISIS e sostenere l’alleato siriano in base al vecchio accordo di cooperazione. La Russia si muove anche per tutelare la propria sicurezza poichè in Siria c’è un folto gruppo di miliziani jihadisti di provenienza dal Caucaso e si sa che questi stanno tentando di infiltrarsi nel territorio russo. Putin intende bloccarli prima che si muovano verso il suo paese.

L’intervento di Putin, nonostante sia svolto pienamente nell’ambito del dirittto internazionale (al contrario di quello americano), visto l’accordo di cooperazione esistente fra i due paesi, suscita un coro di reazioni sdegnate da parte dell’Amministrazione USA e dei leaders occidentali, con Cameron ed Hollande in testa a cui si accoda anche il nostro monistro Gentiloni, per dichiarare che quello russo è un intervento “che potrebbe peggiorare la situazione e che preoccupa per le sue possibile conseguenze”.

La posizione degli europei, sempre accodati in tutto agli USA, nonostante stiano subendo tutte le conseguenze negative e dirette degli interventi di destabilizzazione creati  dalla politica del caos,  attuata da Washington  in Medio Oriente , appare particolarmente spregevole. In particolare quella italiana che ha collaborato nella destabilizzazione della Libia, paese dove l’Italia aveva forti interessi economici e di cooperazione, oggi ridotto ad un paese disastrato da cui partono migliaia di migranti con destinzione nella Penisola. Non solo questi paesi, Francia e Gran Bretagna in testa, non fanno un briciolo di autocritica ma minacciano altri interventi ed altri bombardamenti per abbattere il regime di Assad, oggi strenuamente difeso dai russi che vedono nella Siria di Al-Assad l’unico baluardo contro i gruppi terroristi.

Gli europei dimostrano di essere spregevoli ed ipocriti nel momento in cui, oltre a fornire armi e sostegno ai gruppi terroristi,  hanno sottoposto ad un totale embargo la Siria e la sua popolazione assicurandosi che non possa arrivare neanche un cartone di alimenti essenziali o una cassa di medicinali ai bambini siriani ed alla popolazione civile, stremata da 4 anni e mezzo di guerra e dagli attacchi terroristici. Gli europei sono responsabili delle sofferenze di questo popolo, salvo poi orchestrare una campagna di  “finto pietismo” per l’immagine del bambino siranio affogato e per l’esodo di massa di decine di migliaia di persone che fuggono dalle guerre provocate dall’Occidente.

Coloro che hanno sottoscritto l’embargo contro la Siria, su istigazione di Washington, hanno sottoscritto un atto che definire un “crimine contro l’umanità” è il meno che si possa dire  e dimostrano tutta la loro falsità ed ipocrisia quando vanno attuando “sceneggiate ” di marce contro il terrorismo come quella tenutasi a Parigi dopo l’attentato a Charlie Hebdo a cui partecipavano, oltre a Hollande, Cameron, la Merkel e Renzi, anche lo stesso leader turco, Recep T. Erdogan, uno dei capi militari dei gruppi terroristi dell’ISIS.

Ci siamo ormai  abituati  alle vergognose “sceneggiate” degli europei ed alle patetiche “commedie” degli americani, tutte rappresentazioni che cercano di manipolare la realtà ed ingannare l’opinione pubblica. La politica internazionale ridotta ad un grande teatro mentre la gente soccombe sotto le bombe e la verità viene  oscurata dai grandi media prostituiti al sistema.

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