"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Lo Stato etico corporativo come soluzione alla crisi europea

di Enrico Galoppini

Le nazioni europee come “idea”

Dopo la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi, una cosa definitiva la possiamo affermare: come l’America, nazione ideocratica per antonomasia, anche la Francia è diventata tale, così ad ogni elezione, e sempre più con la società “aperta” (e perciò anche multietnica) realizzata, gli elettori vanno a votare per una “idea” o l’altra della Francia.

In Italia stiamo andando nella stessa direzione, con migliaia di “profughi” alla settimana, al punto che già ora “l’idea d’Italia” della marocchina antifascista militante (*) vale più di quella dell’italiano i cui avi sono italiani da generazioni. Ma non finisce qui, perché a colpi di ‘rieducazione’ non solo esiste una base elettorale fidelizzata costituita da chi ha un concetto della Nazione ispirato alle campagne pubblicitarie della Benetton, ma si sta diffondendo sempre più un’ostilità preconcetta verso le fondamenta stessa di ogni Nazione, anzi di ogni Civiltà: la famiglia fondata sull’unione riconosciuta di un uomo e una donna con relativa discendenza di cui prendersi cura moralmente e materialmente.

Su quest’ultimo punto, inutile dirlo, gl’immigrati sono mediamente senz’altro meno degenerati di quegli “europei” dalla parte dell’unisex e del “gender”. Ma, probabilmente, se in un primo momento queste due tendenze (immigrazionismo e genderismo) possono entrare in rotta di collisione, le élite avranno stimato che a medio-lungo termine la contraddizione andrà risolvendosi, poiché i figli degli immigrati saranno debitamente “educati”, distaccandosi così dalle idee “medievali” dei loro genitori.

Fermi al 1789: Progresso contro Reazione

Nelle moderne Nazioni europee abbiamo dunque da una parte l’elettorato del Progresso, dall’altra quello della Reazione. Sembra di non essersi mai schiodati dal 1789, ma in estrema sintesi è così.

Certo, si può discutere di come l’alternativa a quello che Maurizio Blondet ha definito “il partito unico dell’Europa post-nazionale” sia ancora debole in termini di proposta politica e culturale, troppo rivolta al passato o, per parafrasare la categoria interpretativa proposta in apertura, ad una certa “idea del passato”. Ma l’impressione è che con l’aumento costante degli immigrati ed il Progresso en marche a colpi di “uteri in affitto”, “nozze gay” e ius soli, i Padroni del discorso si siano messi in una botte di ferro rappresentata da un elettorato “progressista” coltivato come verdure in serra pronto sempre e comunque a sostenere il Sistema (delle banche, ricordiamocelo e ricordiamoglielo).

Si è poi di fronte ad un corpo elettorale che, per giunta, non tollera più un capo, poiché nessuno intende più obbedire a nessuno (coscientemente, s’intende), tanto sono diffuse le illusioni anarcoidi della “libertà” e dell’ “eguaglianza”. Illusioni funzionali alla procrastinazione del Capitalismo e del “Mercato”, in continua evoluzione e tendenti verso la distruzione di ogni nozione di “limite”.

Macron-Rothshild

Zelanti esecutori di questo programma sono i Renzi, i Macron e, prima di loro, i Cameron, gli Zapatero (qualcuno se ne ricorda più?) e chissà quale altro personaggio messo su per non far vincere “il populismo”, “la destra”, “il fascismo”.

Lì per lì il guitto di turno sembra il “messia” che salverà la Francia, l’Italia eccetera dal Fascismo Eterno, ma quando avrà svolto la funzione per la quale è stato pompato verrà riposto in soffitta con gli altri vecchi giocattoli. Nulla deve più durare: per questo hanno cominciato la “rivoluzione” con l’eliminazione delle teste coronate, fino ad arrivare alle più recenti teorizzazioni di un mandato parlamentare per un massimo di due legislature. Uno vale uno. Cioè, uno vale l’altro, tanto la scorta di toy boy della politica democratica è inesauribile.

Finisce per avverarsi, dunque, la ‘profezia’ di chi ha vaticinato, forte della sua contiguità col Potere, una condizione nomadica, “migrante” sotto ogni aspetto, che attende tutti gli europei. Eletti ed elettori. Che poi questa sia una spudorata propaganda per gabellare come positiva l’assenza di ogni certezza e di ogni punto fermo è un altro paio di maniche, ma qui quello che conta è constatare come nel breve volgere di tempo le Nazioni europee si siano trasformate, a colpi di “globalismo”, in una sorta di club del quale si fa parte comprando una tessera che vale i soldi necessari per “pagare i contribuiti dei nostri vecchi”.
Dei club nei quali ogni giorno si canta, si balla, si cucina e si offre l’opportunità, ai più “fortunati” (i più scaltri e a loro agio con le “regole” di questa società “fluida”) di accedere, come Macron, alla plancia di comando di un aereo teleguidato i cui proprietari non si fanno alcuno scrupolo, a seconda della tratta, di fare e disfare l’equipaggio, a partire dal comandante in capo, rimandato con le mostrine strappate a rifare le “primarie” e/o tenuto sulla graticola giudiziaria fintanto che non la smette di montarsi la testa.

Una nuova “guerra di idee”

Ma se guerra di “idee” dev’essere, che sia, allora. Per questo un movimento che seriamente intenda invertire la rotta rispetto a quella tenuta in questi ultimi trent’anni, quelli cioè del “turbocapitalismo” che ha voluto le “migrazioni globali”, l’inversione di paradigmi indiscutibili da millenni e la distruzione di ogni nozione di “limite”, non potrà che ripartire dalle “idee a posto”, per dirla con De Benoist. “Idee” sulle quali non conterà moltissimo essere italiani da generazioni o “nuovi italiani”. Questa è una sfida che riguarda i partiti “anti-sistema”, ma in realtà ancora dentro il sistema fintanto che non ricalibreranno la loro proposta in base alla nuova situazione. Il che non è detto che sia un male, poiché per troppi anni si è equivocato tra “la destra”, qualsiasi tipo di destra purché contro “la sinistra”, e un’idea capace di parlare a tutti quelli che, per un motivo o per l’altro, rivendicheranno l’esigenza di riportare al centro del discorso politico lo Stato.


Uno Stato – come ha titolato Antonio Messina un suo importante saggio – etico e corporativo. Che è l’esatto contrario dello status quo attuale, nel quale lo Stato è stato svilito e svuotato d’ogni significato superiore, l’etica è finita nel fai-da-te eterodiretto dai fabbricanti d’opinioni ed il lavoro è diventato più un “mercato delle vacche” piuttosto che un’attività quale la concepivano un Giovanni Gentile o anche solo un Ugo Spirito. Un’attività nella quale gl’interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori, conflittuali in regime liberal-democratico, trovano grazie allo Stato e all’etica da quello promossa una ricomposizione all’insegna dell’interesse comune dei “produttori”.

L’alternativa è presto detta: un simulacro di Stato mantenuto solo per esigenze coercitive ed impositive dei dominanti; un’etica a rovescio rispetto a quel che è stato normale da sempre e ovunque; l’illusione del “successo” all’americana, con qualcuno baciato dal “dio denaro” ed il resto che arranca per sbarcare il lunario.

Nota:

(*) Quello dell’immigrato antifascista militante è davvero un fenomeno penoso ed inqualificabile, poiché abbracciando l’ideologia ufficiale del Sistema dimostra di essergli completamente subalterno, anche sotto il punto di vista intellettuale. L’immigrato antifascista – incline cioè a vedere il “fascismo” in ogni cosa che, ideologicamente, politicamente e socialmente, non gli piace – per prima cosa non sa assolutamente nulla sul Fascismo storico (1922-1945), sulle sue realizzazioni e sul fatto che rispetto alle popolazioni colonizzate fu proprio l’Italia fascista a voltar pagina rispetto ai metodi di sfruttamento brutale ed unilaterale messi in opera dalle “Grandi democrazie” (Inghilterra e Francia in primo luogo).
Egli non sa inoltre che fu proprio il Fascismo ad ispirare numerosi leader delle varie lotte anticoloniali da un parte all’altra dell’Asia e dell’Africa. L’immigrato antifascista risponde dunque ad un riflesso condizionato, quello cioè di chi ha mandato a memoria perfettamente la “lezioncina” funzionale alla perpetuazione del vigente ordine politico ed economico liberal-democratico, nel quale lo Stato, svilito e spogliato di ogni riferimento etico e spirituale, si risolve in una macchina burocratica che invera l’ideale “contrattualistico” di Rousseau, nel quale anch’egli, individuo ormai “né carne né pesce”, va ad ingrossare le fila dei volenterosi sgherri del regime del “libero mercato” e del corrispondente tipo umano “nomade” e “sfuggente”.

Fonte: Il Discrimine

*

code

  1. Mardunolbo 1 mese fa

    Articolo perfetto in ogni analisi attuale e storica. Ma finchè esisterà il sistema di voto universale “democratico” le masse saranno sempre manipolate dal furbastro non-etico, di turno e quindi incapaci di gestire la politica di un governo etico.
    Peccato che l’abolizione della democrazia sia anche il gioco finale delle oligarchie finanziarie…Ma forse no! Continueranno con il giochino delle elezioni per il popolo e per loro sarà un gran divertimento vedere le masse che parteggiano per l’una o l’altra marionetta , messa lì per fingere una parte…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Daniele Simonazzi 1 mese fa

    Le mezze misure mezze soluzioni idee nuove progressiste sempre piu’ umanitarie e compresive di buonsenso,il buonsenso delle masse vuol dire sempre piu’ Coglioni sorbi frottole.Questi indoratori di pillole e supposte stanno esagerando .Confido nel popolo Italiano ,ci vuole LA piazza e vedrete che vi arriveremo a quel punto,ci provino a farci arrivare come LA grecia! In una settimana non si vedrebbero piu’ Ebrei e massoni,tutti in fila alla Malpensa,vogliamo scommetere.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. the Roman 1 mese fa

      Daniele, il litmus test e’ la vaccinazione obbligatoria. Un popolo che non difende i suoi figli non merita di vivere.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Mardunolbo 1 mese fa

        Vero, The Roman, ! Sento di medici che sono espulsi dall’Ordine, per aver criticato la “vaccinazione di massa”.
        Ovvero non la vaccinazione come idea poichè è scientificamente valida ed utilissima, ma la lobbie che c’è dietro !
        Un filosofo D.Fusaro che , fortunatamente è chiamato in tv e proclama le verità che anche qui esprimiamo, anche lui esprime concetti ovvii ed accettabilissimi sullo stato che DEVE controllare e garantire l’osservanza di eticità per la salute di tutti i cittadini.
        Uno stato etico, ovviamente, che qui non abbiamo.
        Un ordine professionale che non espelle i fautori del massacro indiscriminato di figli italiani abortiti, è un ordine già morto e meritevole di scioglimento. L’abiura alla vita che fa il medico abortista, contravviene ai fondamenti etici della professione medica in sè stessa, dato che persino nei tempi pre-cristiani era vergognoso per un medico praticare l’aborto ed il giuramento di Ippocrate, cui ipocritamente il sistema ordinistico ha tolto la “frase” inattuale, imponeva al medico di non aiutare pratiche abortive.
        Ora ? Il contrario ! In compenso, dopo aver “permesso” di abortire, a spese di ogni contribuente, lo stato fallimentare e traditore , impone immigrazione perchè in futuro saremmo troppo pochi per proseguire la nazione !!!!
        Tradimento doppio meritevole di morte ! Siamo a quota 5.500.000 abortiti da quando la legge è passata ! vorranno importare 5 milioni di clandestini, dunque ?

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Eugenio Orso 1 mese fa

    Ci sono osservazioni da fare, ammettendo che uno stato etico e corporativo, assolutamente sovrano a partire dalla moneta, potrebbe garantire la salvezza si popoli europei.
    Anzitutto, la guerra di idee è impari per chi si oppone all’idea (perversa e mercatista) della società aperta. Gli strumenti di cui dispone il nemico sono molteplici, dalla manipolazione mediatica di massa alle riforme del (contro il) lavoro e pensioni.
    Il nemico sembra avere quasi vinto – negli Usa come in Europa occidentale – perché in tre decenni ha creato il tipo umano diminuito, oggi prevalente, adatto a vivere nelle dimensioni neocapitaliste, il che significa niente ribellioni diffuse e violente, accettazione anche contro i propri interessi vitali delle imposizioni elitiste e globaliste, sostegno a un sistema ostile nei confronti dei dominati.
    Inoltre, non esiste un vero fronte “populista”, “sovranista”, eccetera eccetera. Esistono false opposizioni che per opportunità talvolta i media servi qualificano come “populiste” – vedi il 5 stelle in Italia, disponibili a governare per conto terzi sdoganati dalla troika – o vere opposizioni che, però, accettano a testa china le regole (elitiste) della democrazia (liberale, parlamentare e rappresentativa), che costituiscono per loro una trappola, portandoli a sicura sconfitta – come nel caso del Front National francese.
    Ne consegue che mentre in Italia c’è il vuoto (collaborazionisti piddì e falsi oppositori 5s), dominato dai fautori della società aperta di mercato, la Francia ha perso clamorosamente l’ultimo autobus con le ultime presidenziali, perché il FN ha sbagliato a puntare su elezioni e democrazia, chinando il capo davanti alle regole elitiste.
    Alla luce di queste osservazioni, se ne deduce che non c’è una vera e propria guerra d’idee in atto e che il nemico globalista, mercatista, liberaloide, sinistroide e liberatloide sta vincendo alla grande …

    Cari saluti

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Mardunolbo 1 mese fa

      mi ripeto:
      “Non ho speranza che si possa tornare a recuperare valori perduti da generazioni, se non con un rivolgimento talmente radicale da creare immensi lutti e lacrime. E la situazione in medio Oriente sta preparando ciò! Basta solo saper vedere, aprendo gli occhi. Almeno morremo sapendo ed essendo a conoscenza de perchè doveva andare così. Non vorrei mai essere come quelle madri o quelle ragazzine o giovani maschi, che ilari e ignari sono stati travolti (e ne saranno in futuro ancora tanti !) dalla Morte improvvisa avvenuta durante la spensieratezza di una vita forse spesa inutilmente”.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. THE ROMAN 1 mese fa

    Eugenio Orso,che stimo per quello che scrive,e apprezzo per come lo fa, accenna all’uomo diminito della nostra civilta’ contemporanea. Vero,i nostri contemporanei piu’ giovani sembrano essersi adattati alla uniformita’ acritica come per inerzia, manifestando un basso livello di energia ,che consente ai detentori del potere di manovrarli come i cani di Pavlov. A cosa e’ dovuta questa involuzione antropologica ? Ho efffettuato degli studi riguardo a questo fenomeno,e ritengo che molto sia dovuto a potenti fattori esogeni ,alcuni dei quali programmati da quello sparuto gruppo di profittatori che hanno intenzione di regnare indisturbati. Le giovani generazioni dei nati dgli 80 in poi ,sono fisicamente e mentalmente meno validi dei loro predecessori,e la tendenza e’ in peggioramento. Sono convinto che le cause di questo depotenziamento , oltre che culturali sono anche ambientali , e sono propenso a prendere in considerazione anche le ipotesi piu’ inaccettabili,come quelle di chi ritiene sia in atto un avvelenamento con intenzioni genocide del nostro popolo e degli europei in generale. In America e in Inghilterra lo definiscono White genocide,e molti informatori indipendenti mettono in relazione la fluoridazione dell’acqua,le scie chimiche e i cibi contaminati con l’impoverimento psicofisico della popolazione,e molti altri chiamano in causa le innecessarie campagne di vaccinazione massiva. E’ un dato confermato che i giovani d’oggi hanno ciraca il 50% della produzione di spermatozooi sani rispetto alle genrazioni precedenti,e osservandoli non si puo’ non notare una generale femminilizzazione . Alcuni scienziati parlano di fitoestrogeni, o di agenti estrogeno-simili presenti in detergenti e sostanze chimiche che comunente assumiamo senza accorgercene,quasi nessuno sembra in grado di porre dei ripari diversi dlla generica lotta all’inquinamento. Certi argomenti poi,sono taboo; volersi opporre ai vaccini e contestarne l’efficacia,sebbene sia di vitale importanza per la salute dei nostri figli,e’ una azione ardua e temeraria. Come per la versione ufficiale dello sterminio ebraico ad Auschwitz,non sono ammesse versioni contrastanti ,si deve accettare la versione ufficiale ,come per l’11 settembre, come per l’immigrazione ,come per l’antifascismo. Fino a poco fa ho creduto che il compito di ribellarsi e combattere spettasse ai giovani,come e’ sempre stato. Come padre di famiglia mi sentivo esentato dal dovermi schierare in prima linea. Guardando questi ridicoli pupazzi infiochettati con i loro tatuaggi e i loro piercing,ascoltando i loro discorsi.studiandone i comportamenti predeterminati da mode e condizionamenti, ho compreso che non e’ sensato delegare a questa generazione un compito del quale non e’ all’altezza. Siamo noi padri di famiglia l’ultimo baluardo,alle nostre spalle c’e’ gia’ il nulla , quel nulla che affonda nel degrado ,a volte con sguaiatezza,a volte con accidia ,raramente con cosciente tristezza. Siamo noi padri ,e non i giovani senza avvenire, gli ultimi italiani. La rivolta ,l’unica possibile ,spetta a noi .

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. PieroValleregia 1 mese fa

      … si Roman, noi padri ma anche le (poche) madri che non frequentano aperipizze e frociate varie, siamo portati ad un compito molto più gravoso dei nostri predecessori.
      Nei tempi passati, vituperati dai più, tutti (con rare eccezioni) remavano nello stesso verso: famiglia, società, cultura, religione, sport, si anche lo sport e cioè
      nella netta distinzione tra bene e male, tra sano ed insano, tra morale e immorale; come leggevo pochi giorni fa oltre ad eliminare i confini geografici sono stati eliminati quelli morali, etici, meritocratici …
      Io e mia moglie abbiamo due figli, maschio 17 anni e femmina 14; al momento notiamo che quello da noi seminato sta fruttando bene ma la guerra è perenne, non con loro
      ma con chi hanno a che fare: scuola, amicizie, “idoli” canori, sportivi e “culturali”
      saluti
      Piero e famiglia

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Salvatore Penzone 1 mese fa

      “Siamo noi padri, e non i giovani senza avvenire, gli ultimi italiani. La rivolta, l’unica possibile, spetta a noi!”

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    3. Walter 1 mese fa

      Oltre all’inquinamento da interferenti endocrini, a cui i giovani, soprattutto i maschi, sono più sensibili (gli interferenti endocrini interferiscono con lo sviluppo, incluso quello sessuale), c’è un altro fattore di rischio a cui i giovani sono più esposti: la tecnologia della comunicazione, ovvero telefonini, smart-phone, tablet e altri aggeggi con cui i giovani vivono in simbiosi. Sono fattori che incidono nella formazione dell’individuo, distaccandolo dalla realtà materiale, e sono causa di una serie di nuove patologie psichiatriche.
      Consiglio di scorporare le considerazioni sui vaccini dal resto del discorso. La questione sulle vaccinazioni obbligatorie è complessa: si tratta di una questione che riguarda non solo il bene dell’individuo ma di tutta la collettività e la maggior parte delle persone non sono preparate per operare una scelta consapevole. Le persone sono facilmente influenzabili dai media e questo può portare ampie porzioni della società a farsi delle idee distorte e convinzioni errate; basta pensare alla bufala dei vaccini che fanno venire l’autismo, basata su una pubblicazione “scientifica” ritrattata dagli stessi autori ma che ha avuto comunque un’ampia divulgazione e ha convinto molte persone.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. THE ROMAN 1 mese fa

        Informati meglio.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Walter 1 mese fa

          Informati meglio su cosa? La Microbiologia è il mio lavoro, la conosco abbastanza bene, compresi i vaccini. Ti invito, piuttosto, a riflettere su due punti: primo, alla non-obbligatorietà dei vaccini potrebbe seguire la non-gratuità; secondo, la non-obbligatorietà della vaccinazione potrebbe allentare le (contro)pressioni su cosa è ammesso e cosa non è ammesso includere nelle formulazioni vaccinali; attualmente, l’unico adiuvante ammesso per uso umano è l’idrossido di alluminio mentre per uso veterinario sono ammesse diverse altre sostanze. La questione dei vaccini è complessa, diffido chiunque non sia “del mestiere” a trarre conclusioni affrettate. Personalmente, penso che alcune vaccinazioni dovrebbero essere obbligatorie e gratuite, altre facoltative e a pagamento.

          Rispondi Mi piace Non mi piace
          1. Mardunolbo 1 mese fa

            la microbiologia ? bene, bene ! La vaccinazione in sè, non è terapia opinabile, quanto le modalità di preparazione che può essere alterata da quanto si inserisce, relazionato alla resa economica O, NO ?
            Questo è il problema grave che si aggiunge alle decine di problemi che sono nati per il distacco dall’etica “sociale” con l’arrivo dell’economia ad ogni costo IN TUTTI I CAMPI.
            Nascondere il problema, dicendo o credendo che la preparazione vaccinale sia fatta a solo scopo benefico per la popolazione significa o essere avulsi dalla realtà oppure negare quanto è evidente !
            Che oggi miei colleghi, sani mentalmente e, soprattutto, onesti, siano espulsi dal sistema ordinistico che non è altro che un’appendice dello Stato dal 1949, mi FA SCHIFO !
            La vergogna istituzionale e di tante categorie professionali ha raggiunto dei vertici cui non si sarebbe mai pensato qualche decennio fa.
            Aggiungo per finire che le vaccinazioni sono consigliabili e quando erano “obbligatorie” erano in realtà molto consigliate, ma ciascuna famiglia poteva opporsi scrivendo la sua opposizione e non succedeva nulla !!!

            Mi piace Non mi piace
          2. Salvatore Penzone 1 mese fa

            @ Walter – Da un articolo di Paolo Barnard, quello che in seguito ad un indagine giornalistica sulle case farmaceutiche presentata nel programma televisivo Repot, fu licenziato su due piedi dalla Gabanelli sotto la pressione di quelle lobby: “Nel settembre 2011, The National Institutes of Healths, National Center for Biotechnology Information pubblicava uno studio dal titolo “Infant mortality rates regressed against number of vaccine doses routinely given: Is there a biochemical or synergistic toxicity?”, dei ricercatori Neil Z Miller e Gary S Goldman. Lo studio prende in considerazione la IMR, il “tasso mortalità infantile” e anche il fenomeno della “sindrome del decesso improvviso infantile”, la SIDS: “Prima dei programmi di vaccinazione, la SIDS era così rara che neppure veniva citata nelle statistiche della IMR. Negli USA le campagne di immunizzazione nazionali iniziarono nel 1960, e per la prima volta nella Storia i nostri bambini furono inoculati contro difterite pertosse tetano, polio, morbillo, orecchioni e rosolia. Improvvisamente nel 1967 la clinica medica coniò una nuova forma di mortalità infantile, la SIDS. E dal 1980, la SIDS è divenuta la maggior causa di mortalità post neonatale in America”. “Uno studio di Torch scoprì che 2/3 degli infanti morti di SIDS erano stati vaccinati contro la difterite, pertosse, tetano appena prima di morire” I ricercatori Fine & Chen, dissero: “I bambini muoiono di SIDS a un tasso quasi 8 volte superiore alla norma entro 3 giorni dall’inoculazione contro difterite pertosse tetano”. “Il programma USA di immunizzazione infantile specifica 26 dosi-vaccini per gli infanti di età inferiore a 1 anno – il maggior numero al mondo. “L’analisi della regressione lineare della IMR media, ha mostrato un’alta correlazione statistica significativa fra l’aumento del numero delle dosi-vaccini e l’aumento dei tassi di mortalità infantile”. Per quanto riguarda la presunta oggettività della cosiddetta “evidenza scientifica” potrebbe essere confermata solo da un ente terzo ma in una situazione dove anche la ricerca universitaria, per sopravvivere, deve fare ricorso ai fondi messi a disposizione dei privati, non c’è terzietà a cui ricorrere. La ricerca condotta dalle multinazionali sappiamo che è manipolata e i dati non conformi al Piano di Marketing vengono nascosti. L’America è la patria delle multinazionali del farmaco e il governo, dagli anni 50, gli anni della fondazione dell’OMS, si è reso il promotore mondiale dei vaccini. La formazione Neomalthusiana della élite statunitense spiega molte cose.

            Mi piace Non mi piace
          3. Giorgio 1 mese fa

            “La Microbiologia è il mio lavoro.” E con ciò, Walter?
            E poi: “diffido chiunque non sia “del mestiere”, dobbiamo metterci paura?
            Sono più di 60 anni che ho imparato a leggere, quindi sono capace di comprendere ciò che è scritto nei bugiardini, lei lo è?
            Perché da ciò che scrive non sembrerebbe.
            La vita non dovrebbe essere una lotta tra i pro ed i contro ma una completa libertà, perciò se lei vuole vaccinarsi chi sono io per vietarglielo?
            Ma pretendo da lei la libertà di non vaccinarmi. Sono stato sufficientemente chiaro?

            Mi piace Non mi piace
          4. THE ROMAN 1 mese fa

            In un mondo come l’odierno,dove regna l’inganno,e’ da sciocchi credere senza verificare. Alcuni ,che si sentono a torto o ragione piu’ ferrati di altri ,magari in virtu’ di titoli accademici o per appartenenza a ordini istituzionali, rivendicano una autorevolezza a prescindere,e a mio avviso sbagliano. Riguardo ai vaccini,esistono degli studi che sono legittimati dalle istituzioni,e altri che vengono ostracizzati,delegittimati e infine censurati. Molti operatori sanitari ,accettano di buon grado quanto disposto dal governo con decreto d’urgenza senza porre problemi ,perche’ ritengono valida la teoria delle vaccinazioni di massa; altri avanzano delle obiezioni. Trovo inaccettabile che questi ultimi vengano criminalizzati e che le loro teorie vengano discreditate come farneticazioni . Esistono studi che comprovano una correlazione tra i vaccini e alcune patologie,cosi’ come esistono centinaia di casi aperti per possibili danni permanenti provocati dai vaccini. Il fatto stesso che un governo non eletto,che avrebbe dovuto traghettare l’Italia alle elezioni ,legiferi per decreto su di un tema cosi’ controverso ,e’ abusivo e antidemocratico. E’ assurdo che si debba discutere su quello che rientra nella sfera della potesta’ genitoriale,con il pretesto di tutelare la salute pubblica,quando e’ evidente che al nostro governo nulla importa del bene pubblico,come dimostra la politica di frontiere aperte a decine di migliaia di individui ai quali non viene riichiesto di adempiere a nessuna norma sanitaria ,come invece viene imposto ai bambini italiani. Contesto la riduzione a pollame dei nostri figli ,riguardo alla salute dei qualil’ultima parola deve spettare ai genitori. Ho cosi’ tanta stima dei nostri governanti da non concedergli neanche il beneficio del dubbio,e non mi stupirei di veder sottratto un bambino ai suoi genitori ,magari per darlo in affido a due ligi omosessuali che sapranno bene come istruirlo . Chi ritiene di affidare i propri figli alla amorevole prevenzione di uno stato,che nei fatti dimostra di fregarsene dei propri cittadini,e di fargli iniettare sostanze farmacologiche in regime di obbligatorieta’, farebbe bene a chiedersi il perche’ di tanta solerzia.

            Mi piace Non mi piace
          5. Giorgio 1 mese fa

            Walter, mi permetta di indicarle la lettura dell’articolo di seguito linkato. https://www.carmillaonline.com/2017/05/20/la-liberta-ai-tempi-del-morbillo/

            Mi piace Non mi piace
        2. Walter 1 mese fa

          Una puntualizzazione al mio commento precedente: l’unica sostanza CHIMICA ammessa come adiuvante è l’allume; tuttavia, alcuni vaccini contengono componenti di origine batterica che ne potenziano l’effetto fungendo, di fatto, come adiuvanti; un esempio è il vaccino, recentemente introdotto, contro il meningococco (Neisseria meningitidis) di gruppo B che contiene alcune componenti della membrana esterna del batterio. La cosa più pericolosa, a mio avviso, è permettere l’utilizzo di altre sostanze, chimiche o biologiche, per potenziare l’efficacia dei vaccini perché gli effetti a lungo termine di tali sostanze non è noto.

          Rispondi Mi piace Non mi piace
          1. Mardunolbo 1 mese fa

            Aggiungiamo anche, come effetto poco noto, la pluralità delle vaccinazioni contemporanee ! Si conosce a fondo il meccanismo reattivo dei linfociti che si attivano all’inoculazione di un antigene. Ma non si conosce bene e, parrebbe, da semplice buon senso clinico, che la molteplicità di antigeni contemporanei può generare una reazione a catena di produzione massiva di anticorpi che possono essere adattabili anche ad altre sostanze presenti nell’organismo. La artrite reumatoide è un esempio chiarissimo e da decenni, che anticorpi possono attaccare membrane organiche in virtù di una catena proteica similare ad una virale o batterica.
            Immaginiamo di spaventare invece che 10 persone, mille, contemporaneamente…cosa succede ? Il caos ! Analoga idea per la vaccinazione multipla; mettiamo in all’erta un sistema immunitario, che, negli infanti, è oltre a tutto, non completo !
            Che si crea ? Probabilmente il caos …
            Tutto qui, ma non è poco ! ne va della salute negli anni a venire di parecchie persone che poi saranno problema per la comunità. Ma questo alle aziende farmaceutiche non frega un accidente, poichè saranno problemi futuri che si “risolveranno” con altri farmaci da inventarsi.
            La lobbie dei vaccini conta di aumentare gli utili del 20% annuo fino al 2020; come mai ?

            Mi piace Non mi piace
  5. Mardunolbo 1 mese fa

    un articolo di Socci sul potere mondialista che controlla le elezioni.
    http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1261

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Giorgio 1 mese fa

    Da: http://www.treccani.it/enciclopedia/etica/ ” ETICA In senso ampio, quel ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento (gr. ἦθος) umano, politico, giuridico o morale; in senso stretto, invece, l’e. va distinta sia dalla politica sia dal diritto, in quanto ramo della filosofia che si occupa più specificamente della sfera delle azioni buone o cattive e non già di quelle giuridicamente permesse o proibite o di quelle politicamente più adeguate.”

    Analizzando a fondo tale definizione si potrebbe dire che l’etica non appartiene allo stato.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Mardunolbo 1 mese fa

      Wickipedia ha colpito ancora !

      Rispondi Mi piace Non mi piace