"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Litvinenko – Per i britannici vale più da morto che da vivo

By Finian Cunningham

Tanto adesso viene montata la campagna contro Vladimir Putin da arrivare a definire questi un “assassino a sangue freddo”, così come” il nuovo Hitler” dell’Europa, il ” sabotatore” di aerei civili, il “patrocinatore” di traffico di droga e di abuso dello sport , oltre che l’amico dei “dittatori macellai “del Medio Oriente.
Potrebbe essere ancora più lunga la lista degli epiteti demoniaci appioppati al leader russo dall’Occidente? Giusto quando si pensa di no, che sia già abbastanza lunga, il buon vecchio maestro britannico di sporchi trucchi tira fuori l’ultima accusa, quella di “malvagio assassino”.

Putin viene segnalato come il mandante dell’assassinio di Alexander Litvinenko, un ex membro del servizio di sicurezza russo.


Una Pubblica Accusa britannica ha dichiarato questa settimana che Putin fu quello che probabilmente ha ordinato l’assassinio di Litvinenko a Londra, circa 10 anni fa. Tuttavia l’asserzione  prevista e insinuata nell’opinione pubblica è evidente: “Putin è l’ assassino”.

Cosa ha dichiarato il Ministero degli Esteri Russo

L’irrisoria informativa britannica era del tutto prevedibile. Si tratta di un tentativo flagrante di politicizzazione di un procedimento penale che è del tutto evidente, e risulta quasi mortificante nel suo tentativo goffo e maldestro.
L’indagine era stata ordinata dal Governo britannico nell’Ottobre del 2014 ed è qualsiasi  cosa meno che “pubblica”. Si basa su prove segrete presentate a porta chiusa da elementi dell’intelligence britannico in forma anonima. Non si presenta alcuna prova verificabile da un tribunale legalmente costituito. Si basa totalmente su “circostanze” ed indizi, che sono soggettivi, riferiti ad un giudice britannico in precedenza stabilito privatamente, ma a cui dopo viene data la massima esposizione mediatica da tutti i giornali e TV per difendere le sue “scoperte”.

Chiamare questa una decisione giudiziale equivale ad una farsa ed un insulto all’intelligenza del pubblico.

Tuttavia dopo l’annuncio della chiusura delle indagini e delle “conclusioni”, il Governo Britannico ha immediatamente censurato la Russia su quella che viene definita una “flagrante ed inaccettabile violazione del diritto internazionale”. Non solo si tratta della tipica arroganza britannica, ma anche di un pericoloso abuso, molto imprudente per utilizzare discutibili procedimenti legali contro un paese in un disegno azzardato di giurisdizione politica.

David Cameron con i monarchi sauditi
David Cameron con i monarchi sauditi

Ci sono una miriade di prove per la Russia o per qualsiasi altro Stato che voglia accusare il primo ministro britannico di crimini di guerra per l’ingerenza illegale del suo paese avvenuta in Libia ed in Siria.

Non si capisce quindi su cosa sia basato il diritto della Gran Bretagna di accusare il capo di Stato della Russia di assassinio, in particolare basato su evidenze “circostanziali” e su deboli indizi ? La mancanza di rispetto della Gran Bretagna per le norme internazionali in questo senso costituisce un nuovo espediente minimo di utilizzo di  sporchi trucchi .

Gli stereotipi della guerra fredda per cui si ricerca “la vendetta ” sulle ex spie dell’ex KGB sono il primo regalo che fa parte di un lavoro di psicosi di massa, oltre alla reazione politica scritta dal Governo britannico. Quest’ultimo sfregio si adatta costantemente con la vendetta della propaganda occidentale che viene condotta da lunga durata contro Vladimir Putin.

Quello a cui si allude anteriormente, le diffamazioni lanciate con le accuse a Putin di voler intraprendere una corsa militare in Europa per ristabilire l’Impero sovietico, che includono l’abbattimento dell’aereo della Malesia MH17 sull’Ucraina orientale nel Luglio del 2014 con 298 morti, nonchè l’appoggio della forza aerea russa al presidente Bashar al Assad. Nonostante che in quest’ultimo caso sia l’aiuto legittimo fornito ad un paese alleato che realmente viene attaccato da gruppi mercenari terorristi sostenuto dall’Occidente per un rovesciamento di regime.

Delle molte accuse assurde nell’informativa britannica circa la morte di Litvinenko, forse la principale è la presunta utilizzazione del polonio radioattivo come un veleno letale. Due ex agenti del FSB sono accusati, nell’informativa britannica, di aver gettato la tossina micidiale nella tazza di the nel corso di una riunione privata in un elegante Hotel di Londra. Molto britannico. Un morte causata da una tazza di the!

Dopo la riunione del “the al polonio” (Novembre 2006), tre settimane dopo , Litvinenko morì in un ospedale di Londra per l’avvelenamento dalla micidiale sostanza.
Tuttavia se, come dalla ricostruzione britannica, questa fu una azione a sangue freddo, i presunti sicari professionisti  russi, agli ordini del capo del Cremlino, in contraddizione con questa affermazione, portarono a termine questa azione con straordinaria improvvisazione.
Tracce radioattive del polonio furono trovate negli Hotels di Londra dove i colpevoli russi alloggiarono ed anche sugli aerei dove viaggiarono. Se fossero stati sicari di professione avrebbero conservato le dosi letali di polonio in una capsula di piombo per evitare emissioni di radioattività. I nostri presunti sicari russi a Londra devono aver disperso la sostanza mortale attorno a se stessi come fosse un dopobarba, se dobbiamo crdere alle conclusioni del giudice britannico. (………..)

Tutti questi elementi sono stati raccolti dalle autorità britanniche per creare una incriminazione a carico dei russi ma l’indagine è stata condotta in segreto non esistono prove che possano essere presentate in pubblico.
Si tratta dello steso tipo di norma giuridica che utilizza l’Occidente per accusare gli aerei russi di bombardare ospedali in Siria e di avere carri armati che stanno circondando il paese, senza disporre di prove verificabili, il tutto nella magniloquenza ingigantita della propaganda e di afermazioni unilaterali.
Litvineko aveva disertato dalla Russia ed era passato al servizio dei britannici nell’anno 2000, dopo essere stato licenziato dal FSB russo per cattiva condotta professionale.

Egli era divenuto cittdino britannico e ha lavorato per l’intelligence britannico, M16. Suona come se questo Litvinenko sia stato un opportunista di mestiere, tanto da guadagnare molto denaro come scrittore sui media anti Putin e fu in grado di comprarsi una residenza alla moda a Londra.

Egli era divenuto un attivo e valente agente britannico, grazie alle sue denunce pubbliche che fecero clamore per incolpare Putin ed altri funzionari del governo russo accusandoli di corruzione. Come ex spia del Cremlino, il valore che aveva Litvineko per la propaganda del governo Bitannico era molto considerevole.
Comunque dopo la sua morte ci fu l’opportunità di utilizzarlo per la propaganda anti Putin in modo ancora più valido da parte dei britannici.

Chi potrebbe stabilire che i suoi manipolatori britannici non abbiano avuto interesse a creare il caso facendo morire Litvinenko con il polonio per poi utilizzare tale omicidio come atto di accusa contro Putin?

Questa ipotesi di situazione, dell’avvenuto omicidio di Litvinenko per mezzo di agenti russi sotto la direzione del Cremlino, era come un investimento per i britannici. I dividendi della propaganda hanno pagato da fuori fino dalla sua morte nel 2006 con storie ricorrenti pubblicate dai media occidentali, dando la colpa a Putin. Il momento dell’ultimo grande dividendo – accusando realmente Putin di aver ordinato l’assassinio -è un altro motivo di sospetto che la “seduta pubblica” di accusa sia solo l’ultimo giro di una grande campagna di demonizzazione di lunga durata.

I media britannici naturalmente adesso chiedono più sanzioni contro la Russia e ordini di estradizione che saranno pubblicati. Tuttavia, funzionari britannici dicono che sono limitati nelle azioni per il “momento sensibile”, in riferimento ai colloqui di pace che si celebreranno a Ginevra la prossima settimana per la Siria.
“Disponiamo di altri pesci da friggere con i russi”, hanno riferito i funzionari britannici per spiegare come le autorità britanniche non possano procedere ad azioni legali contro Mosca per il caso Livinenko.

Questa frase “abbiamo altro pesce da friggere con i russi” lascia capire che viene detta in riferimento alla possibiltà di ottenere concessioni dalla Russia nell’ obiettivo britannico del cambiamento di regime contro il presidente Assad in Siria.

Questa vicenda ha tutte le caratteristiche di una operazione psicologica britannica tradizionale. Si accumulano torbidi elementi costruiti ad hoc per affossare l’autorità morale del loro oppositore, al fine di ottenre concessioni.
Per i britannici, Alexander Litvinenko definitivamente vale più da morto che da vivo.

Fonte: Information Clearing House

Traduzione: Manuel de Silva

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  1. Paolo 2 anni fa

    Dicono che Putin è come Hitler. Se facciamo due più due, capiamo che Hitler non è stato quello dascrittoci dalla storia. Se vediamo ciò che succede oggi, capiamo i meccanismi che portarono alla seconda guerra mondiale. Quando nel mondo scompariranno Israele, gli Stati Uniti e l’Inghilterra, sarà veramente il paradiso che, non sta la, ma qua.

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  2. flores 2 anni fa

    Penso che se dovesse scoppiare una guerra atomica, il primo trattamento dovrebbe spettare a Londra, come sede del male moderno, e poi a New York per affliazione. Infine Gerusalemme come città originaria.

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