"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Iran avverte l’Occidente delle conseguenze per aver appoggiato il terrorismo in Siria

Alì Lariyani Iran

Il presidente dell’Assemblea Consultiva Islamica dell’Iran, (Mayles), Alì Lariyani, ha voluto avvisare lo scorso Mercoledì circa le conseguenze che deriveranno dall’offrire appoggio ai terroristi che combattono contro il governo di Damasco.
In una intervista esclusiva rilasciata alla catena televisiva iraniana Press TV, Lariyani ha messo in guardia per la possibile estensione degli atti di terrorismo ad altre regioni del mondo dopo il ritorno ai loro paesi di origine di individui che si erano trasferiti in Siria per unirsi ai terroristi.


Dopo aver attribuito agli Stati Uniti ed ad altri paesi europei la responsabilità del terrorismo presente in Siria, il massimo esponente legislativo iraniano si è domandato “se per caso questi paesi abbiano guadagnato realmente qualche cosa da questo movimento”.
“Queste fiamme (appiccate dai terroristi) bruceranno le mani di chi le ha provocate” ha precisato il presidente del Parlamento iraniano nel medesimo tempo che ha sottolineato gli effetti negativi che potrebbero subire i patrocinatori dei terroristi una volta che questi siano ritornati alle loro case”.
Queste dichiarazioni di Lariyani si aggiungono alle avvertenze similari fatte da vari funzionari occidentali circa le conseguenze negative del terrorismo supportato dall’estero in Siria.
Secondo una sua valutazione, questo paese colpito dal conflitto potrebbe convertirsi nel punto di partenza dei terroristi che cerchino di attaccare i paesi occidentali, fra i quali gli stessi Stati Uniti.
In conformità ad alcuni rapporti informativi, gruppi collegati ad Al Quaeda , che sviluppano attività terroristiche in Siria, hanno costituito campi di addestramento per i loro membri che successivamente saranno inviati ai loro paesi di origine per eseguire azioni di terrorismo.
Durante l’ultimo mese l’Esercito Nazionale siriano è andato sviluppando un piano di ripulitura in differenti punti del territorio arabo con l’obiettivo di sradicare il terrorismo e riprendere il controllo totale del paese che , dal marzo del 2011, vive immerso in una crisi di conflitto orchestrato e predisposto dall’estero con l’obiettivo di rovesciare il governo del Presidente Bashar al-Assad.
Il successo ottenuto dalle forze armate siriane al momento di eseguire il loro lavoro di riprendere il controllo dei differenti punti del paese arabo, ha fatto aumentare le preoccupazioni sul ritorno degli elementi terroristi ai loro paesi di origine o a ad altri. Secondo il Governo di Damasco, terroristi di 83 diversi paesi del mondo sono a combattere in Siria.
Nel frattempo è stata pubblicata sul giornale The Daily Telegraph una intervista con il leader del gruppo terrorista auto denominatosi fronte Rivoluzionario della Siria, Yamal Maruf, dove questi ha confessato che Riad e Washington hanno consegnato alla sua organizzazione 4 milioni di dollari nel corso degli ultimi 3 anni come finanziamento della sua organizzazione.

Terroristas sirios
Da un reportage passato dal Wall Street Journal risulta che Riad si è offerta di fornire ai gruppi terroristi anche armi sofisticate come i sistemi portatili di difesa anti aerea. Lo stesso Congresso degli Stati uniti, in febbraio a porte chiuse, ha approvato un ulteriore stanziamento di fondi a favore di questi gruppi terroristi.
Mentre il conflitto siriano entra nel suo quarto anno, con tutti i suoi aspetti più atroci ed i milioni di profughi riparati nei paesi confinanti, Arabia Saudita e Stati Uniti continuano a ravvivare le fiamme del conflitto del paese arabo fornendo armi e finanziamenti a questi gruppi di insorti, quasi tutti mercenari provenienti da altri paesi arabi come Egitto, Libia, Tunisia, Emirati, Arabia Saudita, nonché dalla Cecenia, dal Pakistan ed anche da alcuni paesi europei.
Il tutto avviene nella sostanziale indifferenza di organismi internazionali e dell’opinione pubblica dei paesi occidentali dove predomina la versione falsata di una presunta “guerra civile” presente in Siria, ignorando il fatto che tale conflitto, scatenato per gli interessi delle grandi potenze, di “civile” non presenta più alcun tratto.

Fonte:

Hispantv

Presstv

Traduzione di Luciano Lago

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