"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’intervista a Alexey Komov, presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie, Ambasciatore all’ONU

Alexev Komov

di Mariangela Cirrincione

A parlare delle problematiche che attanagliano la famiglia è Alexey Komov, presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie, Ambasciatore all’ONU, e portavoce del Patriarcato di Mosca, intervistato a Mestre in occasione di una conferenza organizzata da La Manif Pour Tous Venezia in collaborazione con Pro Vita Onlus.

– A proposito delle politiche messe in atto dal presidente Putin, in una intervista a Tempi.it, ha dichiarato che «La Russia ha provato il dolore di vivere senza Dio, per questo non crede più al comunismo e rigetta l’ateismo. Non a caso oggi il 77% dei russi dichiara di credere in Dio e il 69% è battezzato». Prosegue asserendo che «visto quanto accade in Occidente forse gli italiani non possono capire». Cosa accade in Occidente?
In Occidente la democrazia è malata. Senza che nessun cittadino avesse avuto la possibilità di pronunciarsi, siete costretti a tollerare che ai vostri figli si insegni che non esistono “la mamma” e “il papà”, ma solo genitori 1 e 2, che possono essere anche dello stesso sesso, e che si deve “scegliere” se essere “bambini” o “bambine”…

– L’oggetto della dura critica è costituito dalle scellerate politiche ‘occidentali’ in tema di famiglia. A tal proposito l’Unione ha promosso la redazione di uno “Standard per l’Educazione Sessuale in Europa”, redatto da un gruppo di psicologi titolati. È pensabile qualcosa di simile in Russia?
In Russia accadono fatti simili ma non sono accettati perché il popolo russo è molto meno incline a cedere alle ideologie. Le ricche lobbies internazionali hanno cercato più volte di imporre nelle scuole percorsi educativi in tema di sessualità, sempre combattuti tenacemente dai genitori, fermati dalla gente comune.

– Qual è il motivo di queste imposizioni? E chi ha interesse ad attuarle?
Si vuole scardinare la famiglia tradizionale, perché è la principale nemica dei totalitarismi, del capitalismo. Molte lobbies finanziarie e intellettuali hanno interesse ad osteggiare la famiglia cristiana. Non è un caso che al Rockefeller Center di New York si trovino simboli occulti che inneggiano al male. La nuova “religione umanista” non ha bisogno di Dio. Quanti sanno che Hillary Clinton dedicò la sua tesi di dottorato a Saul Alinsky, l’attivista autore del libro “Rules for radicals” in cui elogia la figura di Lucifero come primo rivoluzionario? Quanti sanno che Alinsky è il padre spirituale del presidente Obama? Pochissimi. Ma è noto invece il sostegno dei democratici alla candidatura di Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti. Si pensi poi al magnate della finanza Soros che vuol legalizzare droga e prostituzione, per la liberazione estrema della libido individuale, ma anche ai corsi di affettività introdotti nelle scuole e basati su folli teorie sull’identità di genere, che atomizzano l’individuo e distruggono quei pilastri che per duemila anni hanno retto la società. Tuttavia, il popolo russo sa quanto sia importante difendersi dalle lobbies, perché ha conosciuto periodi di grande dolore quando gli intellettuali legittimavano l’imposizione di ideologie disumane.

– Si riferisce ai teorici del comunismo?
Si. Le prime leggi messe in atto dopo la Rivoluzione bolscevica, provocata da sovversivi al soldo di banchieri di Wall Street e dal governo tedesco in funzione antirussa, sono state quella sul divorzio, quella sull’aborto, e altre che facevano della famiglia “affare di Stato”, è un caso? Il popolo della Russia sovietica ha smesso di fare figli…

– Oggi di contro, oltre a crescere demograficamente, la Russia è anche molto religiosa. A cosa si deve questa grande ‘nuova’ ricerca di Dio?
I russi hanno vissuto sulla propria pelle – come dicevo – le conseguenze di un’ideologia che ha imposto una felicità senza Dio, portandoli vicinissimi al suicidio umano e demografico, per questo oggi la Russia è molto religiosa.

– A proposito di famiglia e diritto, la Russia ha una legislazione abbastanza ‘larga’ sulle separazioni. Le coppie possono annullare il matrimonio in un singolo passaggio presso l’ufficio matrimoniale, entro 6 mesi nei casi più complicati. In caso in cui il divorzio non sia consensuale, sono sufficienti giustificazioni anche banali. Pare che il numero dei divorzi sia così elevato da avere sollecitato una legge disincentivante, appoggiata anche dal primo ministro. In Italia invece siamo giunti solo da pochissimo al divorzio “breve”. Ma anche questo ‘breve’ fa sorridere e i costi sono altissimi in confronto al divorzio russo. Quanto secondo lei le procedure influiscono sull’assetto della famiglia? A suo avviso lo Stato fino a che punto deve “interferire” nel privato?
In realtà lo Stato non interferisce, ma interpreta il sentimento popolare. Le spiego: secondo le stime che lei stessa ha riportato (in apertura) la popolazione crede in Dio. Il popolo russo è principalmente cristiano-ortodosso, ma vi sono minoranze islamiche, cattoliche, protestanti, ebree e persino buddiste. L’indagine dice anche che il 90% dei Russi credono nella famiglia tradizionale, fondata sul diritto naturale. La storia della Russia è intrisa di religiosità, almeno sino all’Ottocento, sino a quando non si sono diffuse nella nobiltà russa le idee illuministiche fortemente anticristiane, le teorie massoniche e liberali e infine il comunismo, che hanno progressivamente distrutto la famiglia tradizionale, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, che il popolo russo considera un valore. Il governo si limita a prendere atto di ciò e ad adeguare la legislazione. Così verrà inasprita la procedura del divorzio aumentandone il costo.

– Il numero dei divorzi è impressionante…
E si. A influenzare sono certamente i media, la cultura di massa che permea attraverso i mezzi di comunicazione… Al momento circa la metà dei matrimoni finisce in divorzi, ma presto tutto cambierà. Il governo sta lavorando a leggi ancora più restrittive…

– Riprendendo la sua battuta sulla democrazia occidentale ‘malata’, in conclusione, vorrei farle notare che, in genere, in Europa, è il presidente Putin ad essere definito un “dittatore antidemocratico”…
Putin è stato eletto con quasi il 64% di voti, con elezioni tra le più trasparenti della storia, ed è definito “un dittatore antidemocratico”, mentre Renzi, Letta, Monti, eletti da nessuno e arrivati alla presidenza del consiglio con manovre di palazzo e golpe dei colletti bianchi, sono democratici?

Fonte: L’Antidiplomatico

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  1. Piero61 2 anni fa

    salve
    parole che dovrebbero, devono, essere scolpite nella testa di tutti…ma che non entrano in quelle occidentali in quanto, le orecchie, sono impegnate con l’mp 4 o 5 6…
    saluti
    Piero e famiglia
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    con la Russia e con Putin

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