"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’innovatore Renzi cambia la confezione ma propina la stessa politica di Monti e Letta

Renzi in conferenza

di Luciano Lago

Una seria preoccupazione inizia a serpeggiare negli uffici di Bruxelles dell’Unione Europea: la situazione di crisi e la recessione economica che dura da circa 5 anni e le politiche di austerità imposte dalla Commissione Europea hanno determinato un forte scetticismo e ripulsa verso le istituzione europee nelle opinioni pubbliche di vari paesi europei attanagliati dalla crisi.  Questo disincanto di una gran massa di cittadini potrebbe far arrivare al Parlamento Europeo una maggioranza di partiti anti euro ed anti UE, come ad esempio il Front National di Marine Le Pen in Francia, come l’FPO di Heinz Christian Strache (erede diretto di Haider) in Austria, il Freedom Party di Geert Wilders in Olanda.

Tutti partiti molto avanti nei sondaggi nei rispettivi paesi, con in particolare la Marine Le Pen che è divenuto potenzialmente il primo partito di Francia.
In Italia si riscontra la medesima preoccupazione visto che le posizioni anti euro sono cavalcate dal movimento 5 stelle di Grillo (se pure in forma ambigua), dalla Lega di Salvini ed anche ultimamente da Fratelli d’Italia, con la Meloni, Crosetto e La Russa saliti da ultimi sul carro della lotta anti euro.
Nei palazzi della politica italiana si stanno studiando delle contromosse sotto l’aspetto della propaganda poiché non basta più avere tutti i principali giornali e televisioni allineati sulle posizioni filo europeiste se questo poi non serve ad arginare la montante campagna di malcontento.
Si inizia a muovere anche Matteo Renzi dietro suggerimento dei suoi consulenti di marketing, in particolare dell’israeliano Yoram Gutgeld, senior partner e direttore dellla Mc Kinsey, la più quotata società nordamericana di marketing.
Possiamo immaginarci quale tipo di strategie abbiano studiato e predisposto per fronteggiare gli argomenti degli euroscettici e quali messaggi abbiano preconfezionato da far trasmettere a tutte le reti televisive dove dispongono di giornalisti e direttori “fidati” e tutti convertiti alla nuova fede renziana.
Si è notato un cambiamento anche nei discorsi di Matteo Renzi già da quando è tornato con il compitino assegnatogli dalla Merkel ancora in valigetta ma attentissimo a dissimulare la sua posizione di subalternità di cui è stato da molti accusato. Al contrario adesso il fiorentino è passato al contrattacco e, per smentire la sua subalternità, arriva a contraddirsi da solo sul “Fiscal Compact”: “ si deve rispettare e non bisogna sforare” aveva detto di fronte alla Merkel, a Berlino. Rientrato a Roma invece lo sentiamo affermare che “si tratta di un vincolo anacronistico”, lo rispetteremo per adesso ma siamo in Europa per cambiare”: Ed ancora: “la lettura della situazione di crisi per cui oggi c’è una parte della nostra popolazione che pensa che la Ue sia la causa della crisi. La realtà dei fatti è l’opposto: la mancanza di una politica europea ha determinato le difficoltà”. Tuttavia, in questa fase “chi dice ‘più Europa’ perde le elezioni, chi dice ‘meno Europa’ sbaglia perchè costringe i cittadini ad avere meno euro e meno orizzonti”. C’è una terza via: “Chi dice un’altra Europa, come D’Alema, e anche noi come governo e come Pd, deve indicare quale Europa”……
Ecco che possiamo facilmente scorgere in questo discorso la mano del consulente della Mc Kinsey. Immaginiamo che la strategia sia quella di far affermare a Renzi ed ai suoi “compagni di merende” il concetto chiave: “loro cercheranno la terza via in Europa, la via del cambiamento”.
Certo non poteva più bastare la litania controproducente del “ce lo chiede l’Europa” che ormai produce un senso di fastidio in molti cittadini italiani ed in altre persone anche un conato di vomito con improperi a raffica che vanno dal “ma vai in mona” ,tipico del nord est dell’ex triangolo industriale spossato dalla crisi, al “acciret …vancell a dicere a soreta “ (ucciditi e vallo a dire a tua sorella) frequente nelle zone disperate della Campania, passando dal “ma vattela a pià en ‘der c….te e l’Europa”, diffuso nel Lazio.

Essendo Renzi un uomo di marketing, ha la piena consapevolezza di dover cambiare slogans e modi di spiegare la politica economica del suo governo che sarà sostanzialmente la stessa di austerità tagli e sacrifici ma dovrà presentarla in una confezione più accattivante, come ben sperimentato dai pubblicitari quando si vuole rinnovare un prodotto.
Si punta quindi a presentare innovazioni: possibilità di un piccolo regalo in busta paga per molti lavoratori dipendenti (80 euro secondo le promesse) a fronte di imposte maggiori sulla casa, sui risparmi, sui conti correnti, sulle transazioni, ecc. queste saranno in buona parte occulte. Qualche taglio sulle amministrazioni pubbliche e sulle spese della Pubblica Amministrazione ma con l’accortezza che sembri indolore. Si punta sulle scuole, sulla manutenzione e ripristino si è affrettato a dire Renzi per colpire la fantasia degli italiani, si lavorerà per mettere in moto dei cantieri. Molto simile al Berlusconi che voleva far ampliare e ristrutturare le case degli itliani.
Guai a parlare degli impegni finanziari richiesti dall’Europa: quelli devono essere sottaciuti e messi in ombra, non se ne deve neanche accennare, avete forse sentito Renzi parlare del MES/ESM, fondo salva Stati? Meglio non far sapere che ci sono altri 71 miliardi da versare in base al trattato sottoscritto dall’Italia.
In realtà la gigantesca macchina finanziaria europea sembra precostituita appositamente per drenare enormi risorse da uno Stato debole come l’Italia che risulta piegato dalla necessita di procurasi ogni anno denaro prestato in moneta straniera, l’euro, per pagare gli interessi del gigantesco debito pubblico (80 miliardi all’anno circa). Renzi non lo dice perché sarebbe una verità sgradevole ma la ricetta imposta dalla troika di Bruxelles per ridurre il debito pubblico, è sempre quella usuale della meno spesa pubblica, tasse aumentate, riduzione salari e stipendi, riduzione dei consumi interni e privilegiare produttività ed esportazioni. Si tratta di una ricetta palesemente fallita visto che ha prodotto l’aumento del debito e l’affossamento del sistema produttivo ma consente alle banche tedesche di non rimetterci sui titoli italiani, all’industria tedesca di produrre ed esportare in posizione di vantaggio. Tuttavia permanendo l’euro ed i suoi vincoli dagli effetti drammatici, non esistono alternative. Ai cittadini non viene detto ma ormai l’obiettivo dello stato non è quello di assicurare le spese sociali e la piena occupazione della forza lavoro, come sarebbe possibile se lo Stato disponesse di una propria moneta e la utilizzasse per finanziare la spesa pubblica per investimenti e le spese sociali, piuttosto l’obiettivo consiste nel fornire titoli di Stato sicuri ai grandi investitori (banche ed istituzioni finanziarie) da qui l’insistenza sulla “stabilità finanziaria” prima che non il lavoro e l’assistenza sociale (pensioni, scuole, ospedali, ecc.).
Tutto questo non conta perché, secondo Renzi ed i suoi “compagni di merende” bisognerà avere “più Europa per rilanciare l’economia”, non si capisce poi dove siano le risorse e quale tipo di economia se le aziende chiudono, lo Stato non dispone di moneta ed ha vincoli di spesa stringenti ma evidentemente, nell’idea dei filo europeisti, anche andare tutti a fare i camerieri ed i giardinieri nelle case dei tedeschi (come ci hanno predetto) sarà un modo di rilanciare l’economia.
Il governo del fiorentino non rivelerà queste verità sgradevoli ma si concentrerà sulle mitiche “riforme a costo zero” per adeguare il sistema italiano non perché ce lo chiedono a Bruxelles (suonerebbe male) ma per rendere moderna la società italiana che sarà più povera e miserabile da paese deindustrializzato ma comunque sempre in Europa.

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  1. Piero61 3 anni fa

    salve
    detesto la Rivoluzione Francese, principale causa dello schifo che viviamo adesso, ma una bella ghigliottina la adotterei nelle maggiori Piazze Italiane…
    saluti
    Piero e famiglia
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    con la Russia e con Putin

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