"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’improbabile “preghiera laica” di Suor Cristina

Suor Cristina su pav. scacchi

di Enrico Galoppini

Ormai non esistono più limiti alla manipolazione e alla destabilizzazione mentale.
Suor Cristina, pardon, “Sister Cristina”, lanciatissima grazie alla vittoria in un famoso concorso canoro televisivo (“The voice”) replicato pedissequamente in ogni paese occidentale, si è cimentata con un rifacimento di Like a Virgin (“Come una vergine”), della celebre cantante pop “Madonna” (al secolo Louise Veronica Ciccone).
Per prima cosa, si legga il testo della canzone (che a suo tempo, per la sua ambiguità, non trovò immediatamente un’interprete disponibile) e s’immagini chi potrebbe essere questo “ragazzo” al quale dare “tutto il mio amore” e che ha fatto “sciogliere” ciò che era “bloccato e freddo” (solve et coagula?): Testo canzone  like a virgin .

Qui il video di questa nuova versione della “hit” di metà anni Ottanta, ambientato a Venezia come l’originale:  vedi Sister Cristina.
Girato da Marco Salom, il filmato è tetro ed inquietante (a cominciare da quelle scie d’apertura che ‘impreziosiscono’ il cielo della città lagunare), e a dir poco enigmatica è la copertina dell’album, con quella sedia nera vuota: tutto molto strano per chi vorrebbe ribaltare il senso di una canzone che, nell’immaginario collettivo, ha quello che le è stato attribuito prima dalla sua più famosa interprete, poi dal regista Quentin Tarantino (in poche parole, si tratta di una donna che si è concessa a tutti, ma alla fine ha un’esperienza sessuale talmente appagante e forte, con un “superdotato”, da restituirle l’impressione di essere vergine).
Come che sia, un ritorno allo “stato originario”, una “rigenerazione” ottenuta in modi che non si confanno ad una suora. Nemmeno quella di una Chiesa che per “rinnovarsi” sembra disposta ad ogni concessione.
Ma a quanto sembra, la “cover” di Like a Virgin pare sia stata realizzata con l’intento di ribaltare (miracolosamente?) il senso del tutto: per “Sister Cristina” Like a Vergin è “una canzone sulla capacità dell’amore di fare nuove le persone”… Mica come noi che insistiamo nel vedere del torbido dappertutto. Macché, la “nuova evangelizzazione” prevede ogni tipo di “apertura” (e ci fermiamo qui), e se dal “mondo” provengono segni dalla chiara matrice ovviamente il problema è di chi insiste nel non vedere che “l’amore” è dappertutto!
Non conosco l’edificio nel quale l’orsolina si è esibita allargando le braccia e alzando gli occhi al cielo nemmeno fosse una mistica in estasi, ma i pavimenti su cui l’han fatta posare non prefigurano nulla di buono: uno è a scacchi (un tormentone dei video musicali in odor di NWO) e l’altro contiene una figura geometrica dal vago sapore cabalistico con sei ‘nodi’ al cui centro è posto un fiore (una rosa?) ad otto petali (al min. 1.25 del video si vede benissimo il tutto).
Qualche voce critica dal mondo cattolico s’è levata. Il SIR (Servizio Informazione Religiosa) ha bacchettato la giovane suora, giudicando il tutto una “operazione commerciale spericolata e furbetta”, ma attirandosi le solite critiche di chi vede ogni parere cattolico come una “ingerenza”, persino nelle scelte di una religiosa che si esibisce disinvoltamente nel mondo dello spettacolo.
Eppure, più che un’ingenua, chiamerei chi si fa irretire in un’operazione simile una sprovveduta o, peggio ancora, una confusa che semina confusione.
Infatti la signora Ciccone ha subito colto la palla al balzo, facendo circolare immagini nelle quali, spaparanzandosi sulla suddetta sedia vuota della copertina, si atteggia in pose osé accanto a chi pare essere stato utilizzato appositamente per inscenare provocazioni in stile “il diavolo e l’acqua santa”: vedi “suor Cristina, anche Madonna ne parla”.
Almeno finora le varie “Madonna” e Lady Gaga avevano dovuto travestirsi da suore per mescolare sacro e profano e dare libero sfogo ad ogni perversione video-canora, mentre ora abbiamo chi nei conventi si offre volontariamente e, si spera, inconsapevolmente (il che non è una scusa) per operazioni di siffatto tenore.
E perché mai una suora dovrebbe cimentarsi in quella che lei stessa definisce “una preghiera laica”? Non è già abbastanza “laico” e profanato il mondo in cui siamo immersi perché ci si mettano anche le suore?
Adesso azzardo qualche previsione. Senza che molti si pongano dei problemi su cosa significhi in realtà quella canzone, la massa, imbeccata dai soliti opinionisti della canzonetta, penserà che una suora che canta la “verginità” sia una cosa edificante (cosa contenga il testo, poi, è per i più secondario…) e, in fondo, “al passo coi tempi”. Tutti insomma penseranno che per una suora-cantante Like a Virgin è la canzone perfetta. Peccato per quel “like” (“come”), che per una religiosa dovrebbe essere un tantino di troppo.
E non vogliamo addentrarci in disquisizioni sulla verginità di Maria, la “madre di Dio” per i cristiani, e l’evidente provocazione consistente nel fatto che una vedette della canzone pop ostenti il nome “Madonna”, prima atteggiandosi a “come una vergine” e poi dedicandosi a pratiche cabaliste che l’han resa la benvenuta presso le autorità religiose israeliane che sostengono, dal punto di vista esoterico, il progetto sionista.
Già questo basta e avanza, e speriamo sinceramente che tutto finisca qui. Perché ogni sviluppo su questa china non potrebbe che riservare tremende sorprese, miranti a demolire le ultime traballanti certezze di deboli credenti e rafforzare il diffuso pregiudizio secondo cui nulla può essere davvero puro ed immacolato.

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1-Fortunatamente c’è ancora chi non ha perso il senno: «Ritengo assolutamente inopportuno che una suora si lanci nel mondo della canzone con brani che nulla hanno a che vedere con la fede vera. Chi decide di consacrarsi a Dio dovrebbe ben sapere che i suoi unici compiti saranno l’evangelizzazione e l’aiuto ai più deboli, e non mi pare che fare la star rientri tra questi. Secondo la Bibbia ogni vero cristiano “è nel mondo, ma non è di questo mondo”, nel senso che deve amare il mondo in quanto creazione di Dio, godendo dei suoi frutti e delle sue bellezze, ma sempre tenendo presente che il conformarsi troppo ad esso portano lontano dalla fede, perché “lo spirito del mondo” consiste in valori diabolici. Ecco: quando si alimenta la smania di apparire, di avere successo e riconoscimento pubblico; quando si dà corda all’ ego e alla competizione, è segno che nel cuore non c’è tanto posto per la fede. Penso che Suor Cristina dovrebbe fare una riflessione molto profonda sulla sua vocazione. “Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui.” (1Gi 2:15)». Da un commento apparso sul sito del “Il Fatto Quotidiano” (Suor Cristina canta Like a Virigin  alla faccia di Tarantino   ).

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  1. Ares 2 anni fa

    Ho il vago sospetto che nemmeno il porporato abbia il coraggio di mettere la mano sul fuoco sull’esistenza di un DIO tanto reclamizzato da loro stessi (ma forse per un tornaconto) la sorella ? Beh avrà altre mire…il mondo offre tante attrattive, la carne è debole specie quando il portafoglio è pieno.

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