"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’immigrazione clandestina ed i campi Rom: un grande business per la classe politica

cena con Alemanno e Poletti

di Luciano Lago

Quello che si sapeva da tempo è emerso con evidenza con l’ultimo scandalo della mafia affaristica su Roma gestita da alcune delle cooperative facenti parte dalla Lega delle Cooperative, di cui era presidente Giuliano Poletti, l’attuale ministro del Lavoro nel governo Renzi.

Anche se i giornali e le TV manipolano le informazioni ( come abitualmente fanno),  cercando di oscurare come secondario il ruolo delle cooperative e di personaggi come Salvatore Buzzi, presidente di un gruppo di cooperative in affari con il Comune di Roma, uomo chiave dell’intreccio politica affari, mentre  gli stessi media enfatizzano invece il ruolo di personaggi come Carminati, pregiudicati di vecchia data, evidenziandone i trascorsi neofascisti e di delinquenza comune collegata alla storica “banda della Magliana”, rievocandone le vicende di cronaca nera e le scenografie da film per distrarre il pubblico dalla sostanza dello scandalo. Nonostante la manipolazione, la verità viene fuori di prepotenza.

Si sapeva che il sistema delle Coop si era  già da tempo  inserito nel business dell’accoglienza ottenendo appalti ed incarichi a livello nazionale, a Roma già dai tempi della giunta Veltroni, e gli affari si sono moltiplicati grazie all’operazione Mare Nostrum che ha visto arrivare decine di migliaia di clandestini con possibilità di alloggio ed incasso per le cooperative di un congruo rimborso per ogni clandestino alloggiato.

Non per nulla la stessa segretaria di Buzzi ha subito confessato dichiarando che era lei a preparare le buste con le mazzette da migliaia di euro in contanti destinate ai vari politici compiacenti. Non a caso nelle intercettazioni si è sentito parlare gli inquisiti di un business legato all’immigrazione clandestina che “rende più dello spaccio di droga”.

Normale  quindi che il governo si adoperasse  per  incentivare  gli sbarchi, del tutto spiegabile la foga di andare a raccogliere clandestini in tutto il Mediterraneo, ripescandoli anche davanti alle acque territoriali libiche, dopotutto si tratta di “accaparrarsi clienti”, visto che per ogni immigrato raccolto, il Comune o la Regione riceveva un bonus che poi girava alle cooperative, così tutto lascia credere che il Ministero dell’Interno (che dirige le operazioni) abbia dato giuste disposizioni in proposito.

Nessun problema poi a sistemare gli immigrati clandestini ed i rifugiati nelle periferie più lontano possibile dai quartieri bene, meglio farli convivere nelle borgate a Tor Sapienza, Torre Spaccata, Tor Pagnotta, Infernetto, ecc. aumentando il degrado, la delinquenza, la incompatibilità  con la popolazione locale che, accortasi della manovra del Sindaco e della sua giunta affarista, è scesa in piazza a protestare incurante dell’accusa di razzismo che gli esponenti della borghesia salottiera e chic della sinistra mondialista (quella che vive nei quartieri alti ai Parioli, ai Prati o sulla Cassia), le hanno appioppato.

Avevano creato un sistema così efficiente che faceva trasmettere anche la pubblicità dalle radio del Nord Africa e dai social network, attraverso cui si proponevano “traversate in Italia” a prezzi di promozione, con la CGIL che aveva aperto una sezione a Tunisi per registrare nuovi iscritti fra gli emigranti. Un business per tutti: per gli scafisti, per i trafficanti, per le cooperative rosse, per i sindacati di regime, per gli assessori degli enti locali che intascavano le tangenti sugli affari.

I “buonisti” della sinistra mondialista avevano anche la “faccia dura” di voler rivendicare il merito di aver salvato vite umane quando risultava evidente che, l’incentivare gli imbarchi, aveva di per se stesso prodotto altre tragedie ed affogamenti di disgraziati caduti nella rete dei trafficanti di carne umana.

Qualcuno ingenuamente esprimeva meraviglia e sdegno per il fatto che lo Stato riservasse un trattamento di accoglienza ai clandestini e profughi (questi ultimi in minima parte) e trascurasse le situazioni di migliaia di famiglie italiane, senza casa, senza mezzi, costrette a bivaccare in alloggi di fortuna ai margini delle città. Come avviene ad esempio a Roma davanti al monumentale cimitero del Verano, ove alcune decine di famiglie italiane senza casa si sono accampate nel piazzale ed utilizzano i bagni del Cimitero sempre aperti. Quelli sono “fantasmi” per le istituzioni del Comune ed i politici: non producono business, non ci sono affari da poter fare su di loro.

La spiegazione di tutto questo in realtà era abbastanza semplice: i primi (i migranti) permettevano uno sviluppo di affari e di interessi legati all’accoglienza, gli altri, i cittadini italiani in difficoltà, non offrivano opportunità di guadagno ma erano solo un problema sociale dovuto alla recessione ed alla crisi, quindi meglio nasconderlo e fingere che non esistesse.

L’emigrazione oltre ad essere un grosso affare per i politici e le cooperative, rappresenta la leva per la destabilizzazione sociale del paese e permette alle grandi multinazionali, agli imprenditori senza scrupoli ed alle varie mafie di disporre di una massa di mano d’opera utilizzabile  come riserva, disponibile per lo sfruttamento, per i bassi salari e le attività sporche come lo spaccio, la prostituzione ed il racket.

Questo noi lo sosteniamo da tempo e  l’avevamo anche scritto. Vedi:

Italia, boom di affari per i trafficanti e per le mafie tra immigrazione libera e mercato della prostituzione

Non ci vuole molto a capire  che i fenomeni di questo tipo non sono mai spontanei ma indotti dai grandi interessi che si nascondono dietro le chiacchiere filantrope e buoniste degli intellettuali e dei politici della sinistra mondialista e delle organizzazioni caritatevoli e sensibili al fiuto degli affari. Il conto lo pagano le classi più deboli e disagiate mentre l’incasso dei profitti spetta ad una ristretta cerchia di progressisti e sostenitori della globalizzazione e delle frontiere aperte.

Nella foto sopra: la cena del 2010 con Alemanno di spalle, di fronte Poletti e Panzironi, in fondo i Marrone e Ozzimo.

 

*

code

  1. Werner 2 anni fa

    E di fatti quando si mettono a dire che “l’immigrazione é una risorsa” é evidente che i nostri politici (di tutti gli schieramenti) si riferiscono proprio a questo mega-business dell’accoglienza, dove la mangiatoia di soldi pubblici che coinvolge sostanzialmente politici, cooperative, Caritas e sindacati, é enorme.

    Ecco dunque cosa lo stato finanzia coi soldi che i cittadini italiani gli versano sotto forma di tributi, un business dell’invasione che arricchisce questa ristretta cerchia di delinquenti, e danneggia i nostri cittadini, facendo vivere loro nella precarietà economica, ma soprattutto nell’insicurezza sociale.

    Poi però nel contempo, lo stato taglia su sanità, trasporti, sicurezza, istruzione e servizi vari, che servono alla collettività.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Ares 2 anni fa

    Se si pensa a quante volte ci si è sentiti etichettati razzisti, facendo comprendere cosa si muove dietro a questa invasione e tolleranza verso i rom, adesso i moralisti per sport spero abbiano capito.E comunque hanno rovinato una nazione (non si salva nessuno nemmeno la finta tonta della boldrini o della sua collega la diversamente pigmentata)

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. yuki 2 anni fa

    Per i “ sinistri “ il fascismo è solo l’epifenomeno del nazionalismo verso il quale provano come una sorta di fobia cosicché tutto ciò che è utile a combattere il nazionalismo è accettabile , persino l’ultracapitalistico progetto di regressione del modo di produzione da industriale a schiavistico ( il job act ne è l’evidente prova ) La globalizzazione e la tendente omologazione e destrutturazione delle diverse culture ed identità viene vista dai sinistri come ideale internazionalista per questo sono avversi al nazionalismo che chiamato fascismo .I sinistri amano il meticciato e il caos etico dell’ideologia gender che impngono come feticci e parodie di valori come ugualitarismo antirazzismo e internazionalismo e smaniano di egualitarismo praticano il femminismo lisergico e si ergono a paladini dell’antirazzismo ed antifascismo, mentre ovviamente difendono l’indotto legato all’industria dell’emigrazione( ed i media spingono le ultimissime maialate verso una piu accettabile visione di “ infiltrazione mafiosa “ quando ben altre sono le responsabilità che devono passare necessariamente in secondo piano . Più i sinistri paventono il rischio del fascismo piu danno dei razzisti e fascisti ad altri, più si stanno comportando in modo razzista e fascista ( sono davvero patetici )

    Rispondi Mi piace Non mi piace