"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Libia: il generale Haftar oggi è a Mosca. Possibile apertura di una base russa a Bengasi

General Khalifa Haftar- Lybia

Il generale libico Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) attivo nelle regioni orientali del paese, si trova oggi a Mosca per la seconda volta in meno di sei mesi. A colpire è soprattutto la tempistica della visita ufficiale: dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca e il recente allineamento dell’Egitto, grande sponsor di Haftar, lungo l’asse russo-siriano.

Al centro dei colloqui in Russia, secondo fonti d’intelligence del sito web informativo israeliano “Debkafile”, la possibile apertura di una base militare russa sulle coste di Bengasi, il capoluogo della Cirenaica: una struttura dotata di unità navali ed aree ad appena 700 chilometri dalle coste d’Europa, “gemella” della base di Hmeymim, nella prvincia di Latakia, in Siria. Lo stesso sito web – legato all’intelligence israeliana – ipotizza che il presidente russo Vladimir Putin possa offrire all’esercito di Haftar “aerei da guerra, elicotteri d’attacco, veicoli blindati, missili e supporto aereo nella lotta contro lo Stato islamico”.

“Gli aerei russi di stanza presso la base di Hmeymim – ha spiegato il sito israeliano – sono in grado di coprire una distanza di 1.500 chilometri fino in Libia, mentre la portaerei russa ‘Admiral Kuznetsov’ è ancorata non lontano dalla costa mediterranea della Siria: entrambi sono quindi disponibili per operazioni a sostegno del generale libico”.

L’inviato del governo italiano per la Libia, ambasciatore Giorgio Starace, ha detto ad “Agenzia Nova” che “non è la prima volta che Haftar si reca a Mosca: dal suo punto di vista è un’iniziativa comprensibile”. Secondo Starace, inoltre, “è ancora troppo presto per fare analisi di questo tipo: bisogna ancora capire quale sarà la posizione di Washington, non solo sulla Libia”. Per Mattia Toaldo, analista sulla Libia dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr) con sede a Londra, la visita di Haftar a Mosca ha una tempistica interessante: “Il fatto che sia andato adesso dimostra che Haftar vede nell’elezione di Trump la possibilità di avere con la Russia dei rapporti più diretti”, ha detto l’analista italiano ad “Agenzia Nova”. Non solo: la visita di Haftar nella Federazione russa “arriva in parallelo all’annuncio della fornitura di aiuti militari al regime siriano di Bashar al Assad da parte egiziana”, ha aggiunto Toaldo, sottolineando “un’ampia convergenza tra le posizioni di Russia ed Egitto”.

Il Cairo, tuttavia, ha negato le voci diffuse negli ultimi tempi dalla stampa araba, secondo cui gli egiziani avrebbero stabilito una presenza militare in Siria. Eppure dopo il sostegno dell’Egitto alle risoluzioni russe sulla Siria al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e le dichiarazioni di al Sisi a favore del regime di Damasco, in molti ritengono che si starebbe sviluppando un’asse tra Russia, Egitto, Siria e la Libia di Haftar.

“Dei tecnici militari russi sono già presenti in Libia: la domanda è se ci sono anche dei consiglieri militari: su questo le voci sono discordanti”, ha aggiunto Toaldo. L’ambasciatore russo in Libia, Ivan Molotkov, ha spiegato che Haftar aveva incontrato lo scorso giugno il ministro della Difesa, Sergej Shoigu, per colloqui sul possibile invio di armi in Cirenaica. Haftar, recentemente promosso “maresciallo di campo” dal parlamento di Tobruk, incontrerà oggi, oltre al titolare del dicastero della Difesa russo, anche il capo della diplomazia di Mosca, Sergej Lavrov, e diversi membri della Duma.

Secondo i media russi e libici, la visita è stata programmata su invito delle autorità di Mosca. Così come durante il suo precedente viaggio in Russia di giugno, Haftar chiederà l’invio di armi russe alle sue forze armate. Lo scorso 12 novembre il portavoce di Haftar, colonnello Ahmed al Mismari, aveva detto in un’intervista ad “Agenzia Nova”, che il 99 per cento degli armamenti in dotazione all’Lna sono russi. “Io stesso ho ricevuto la formazione militare in Russia negli anni Novanta, così come la maggior parte degli ufficiali dell’Lna. I nostri tecnici addetti alla manutenzione si sono diplomati tutti nelle accademie militari russe”, aveva detto ancora il colonnello libico. “Con la Russia abbiamo diversi contratti permanenti per la manutenzione e la fornitura di pezzi di ricambio. Nel 2010 abbiamo firmato con Mosca anche altri contratti per la fornitura di armi avanzate, ma l’embargo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha fermato tutto”.

Fonte: Katehon

 

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  1. Idea3online 1 settimana fa

    Se in futuro dovesse concretizzarsi questa collaborazione militare è perchè gli USA a breve medio termine riapriranno il fronte in Ucraina, ed eserciteranno ulteriori pressioni in Siria ed Iran. Il Regno del Sud( nel passato era l’Egitto i Tolomei), con a capo la Russia acquista sempre più energia e alleati prima dello scontro con l’Occidente. Se la Russia veramente fa un accordo con la Libia, ecco che salteranno tutti gli equilibri di politica estera in Italia. E dopo non sarà più impossibile ma sarà probabile lo sbarco dell’ISIS in Italia del Sud, ma questa volta non in borghese……..

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