"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Europa trema di paura davanti al cambio di paradigma

di  Roberto de la Madrid

Perchè l’Europa sta tremando di paura ? Non si tratta di una esagerazione  di chi scrive, visto che lo ha appena detto lo stesso ministro tedesco degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier.
Esiste un allarme davanti al tsunami che gli europei ritengono si stia avvicinando, uno tsunami denominato: Donald Trump. Le autorità europee in pratica sono atterrite per 4 cose che ha detto o che sono implicite con l’arrivo di Trump.

Uno: la Organizzazzione del Trattato dell’Atlantica Nord (NATO), il sistema di difesa militare che agli europei ha dato la sensazione di sentirsi unici, protetti e forti, di fronte alla minaccia esterna, di fronte all’Unione Sovietica, alla Cina ed adesso di fronte alla possente Russia, uno scudo protettivo che potrebbe sparire.
Questo perchè Trump minaccia l’integrità della famosa Alleanza Atlantica e perchè  potrebbero cambiare le cose per completo, per una semplice ragione: gli USA comandano nella NATO, perchè pagano e ne sostengono i costi, circa il 70% di  tutte le spese militari dell’Esercito comune europeo, se loro si sottraggonono, la NATO cade “come una pera”.
Ciascuno rimarrebbe  con il proprio esercito.

Due: il “Brexit“, il potenziale del Regno Unito si è dissolto, ha divorziato dall’Europa, la sua economia, la sua forza militare, il suo peso politico mondiale già non fa più parte dell’Europa Unita, l’isola della Gran Bretagna, naviga ormai da sola per questo 2017 senza trascinare o essere trascinata, senza essere accoppiata con l’Europa di Bruxelles; gli inglesi  hanno lasciato sola l’Europa e il fatto notevole è che Donald Trump lo celebra come un fatto positivo.

Tre: la Russia, il tema della Russia è un tema preoccupante, è un tema di umiltà, ed è un tema che forse, per gli europei, adesso sarà arrivato il momento di abbassare la testa e dimenticarsi dell’atteggiamento altezzoso che hanno sempre mantenuto di fronte alla Russia? Dovranno iniziare a rispettare il potere della potenza euroasiatica, ed iniziare a dialogare e ritirare le loro sanzioni?
Cosa questa che non farebbe  piacere per nulla ai governi europei che sempre hanno detto, o si sono detti fra loro, di sentirsi superiori ai russi.

Quattro: nel vedere che la nave si sta affondando molto probabilmente, altri paesi europei vorranno fare il loro brexit, vorranno uscire e convocare un referendum per abbandonare l’ Unione Europea, il che significa che stiamo assistendo all’inizio inevitabile della frammentazione dell’Europa, del suo potere e della sua leggendaria egemonia, e sappiamo chi ha predetto questo e lo va anche a festeggiare? Donald Trump, proprio lui.

Quinto: L’Economia, senza l’appoggio finanziario del Regno Unito, senza il buon gesto degli USA, come è stata mantenuta fino adesso, cosa accadrà con l’euro? Addio anche all’euro? Si vedranno un’ altra volta le monete nazionali di ciascuno Stato sulla scena monetaria, perchè lo Yuan ed il Rublo ottengano un altro livello ? Più ancora, il prodotto interno lordo dell’Unione Europea, già non sarà più lo stesso senza i 3 bilioni di dollari del Regno Unito.

Davanti a tutta questa minaccia di terremoto, Angela Merkel, la cancelliera della Germania (la maggiore responsabile del disastro della UE), assieme ai suoi amici, hanno soltanto fatto dichiarazioni con frasi smozzicate e di circostanza, “che bisogna unire le forze, restare uniti come una famiglia e fare fronte comune”, soprattutto contro quello che vedono come una minaccia: Trump. Che si sta preparando per il mondo, si sta forse cambiando l’ordine del pianeta?

Renzi con Obama e la Merkel

Nota: Queste e più domande turbano i sogni di Angela Merkel, di Junker, di Francois Hollande, di Matteo Renzi, di Gentiloni  e di Mariano Rajoi.

Ricordiamoci di quanti ci raccontavano che “la globalizzazione era un processo ineluttabile”, che i mercati venivano prima di tutto, che quello dell’euro era un “processo irreversibile”, che l’Unione Europea “doveva essere il nostro futuro” e che “bisognava cedere la sovranità” a questa “splendida entità” con sede a Bruxelles e Francoforte.
Si era partiti nell’inizio di questo secolo con il vento in poppa della Globalizzazione come fenomeno che sembrava inarrestabile e duraturo. Veniva descritta questa come una trasformazione positiva per il popoli, apportatrice di progresso e di benessere per tutti, con l’abbattimento prossimo dei confini, delle barriere e con il superamento della logica degli Stati Nazionali.

Molta gente credeva ingenuamente che tutto questo fosse un fenomeno spontaneo ed ineluttabile, come lo descrivevano i media, in Italia gli opinionisti di regime e gli intellettuali del “progresso permanente”, dai Saviano ai Severgnini.
La sinistra ex marxista era balzata lesta sul carro del globalismo come una necessità ed aveva fatto di questa la sua bandiera, tacciando di “retrogradi” e “populisti” tutti coloro che osavano metterne in dubbio gli aspetti positivi e decantati del fenomeno. “Guai ad un ritorno ai vecchi nazionalismi! Bisogna abbattere gli steccati, i muri e costruire ponti”.

Bisogna accogliere masse di migranti provenienti da  culture estranee come “risorse” per la società italiana. Lo dicevano in Italia l’ex presidente Napolitano,  adsso lo dice anche Mattarella, ce lo raccontava Renzi dalle TV, lo affermava la Boldrini, lo scriveva Scalfari e lo dichiarava persino il Papa Francesco. Come si poteva non credergli?

Nonostante tutta la campagna mediatica degli apologeti della UE e della globalizzazione, nel tempo si è accresciuta la ripulsa di buona parte dei popoli al globalismo forzato che tanto piace ai detentori del grande capitale. La gente ha fiutato l’inganno. Sono cresciuti esponenzialmente i partiti e movimenti nazionalisti in tutta Europa.
Poi sono arrivati il Brexit, negli USA è stato eletto un anti globalista come Trump, in Italia ha vinto il fronte del NO al referendum contro le riforme globaliste volute da Renzi e dalla Boschi.

Non è però cambiato niente in Italia: con la massima sfrontatezza la classe politica della sinistra mondialista ed i suoi fiancheggiatori ci raccontano che non è il momento di andare alle elezioni, che non c’è una legge elttorale, che i tempi non sono maturi, che bisogna assecondare l’Europa, ecc…
Non hanno però calcolato che il vento della Storia potrebbe spazzare via d’un colpo i truffatori della UE e della Globalizzazione.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e nota:  Luciano Lago

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  1. mimmo 4 mesi fa

    e quando l’Europa sarà rimasta sola, cosa ci faremo con i migranti?

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  2. Giorgio 4 mesi fa

    “Non hanno però calcolato che il vento della Storia potrebbe spazzare via d’un colpo i truffatori della UE e della Globalizzazione.”
    A quando?

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  3. Manente 4 mesi fa

    Merkel, Hollande, Junker, Renzi, Gentiloni, Rajoi, Boldrina e gli altri servi del mondialismo, finora hanno dormito sonni tranquilli sicuri che “a fine mandato”, avrebbero trovato danaro ed incarichi presso Goldman Sachs, JP Morgan o Lehman Brothers o presso qualche Fondazione creata ad hoc, come già prima di loro Draghi, Prodi, Monti e Napolitano. L’idea che tormenta questi farabutti è che con Trump, non solo non potranno incassare i trenta denari del tradimento dei loro Paesi, quanto anche la loro infausta prole sarà obbligata a trovarsi un lavoro con il Jobs Act. La speranza poi che questi cialtroni vengano chiamati a rispondere davanti alla Giustizia dei loro misfatti, per quanto improbabile, non può essere esclusa del tutto.

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    1. Paolo 4 mesi fa

      Bel commento e sull’ultima frase, spero che sia benaugurante.

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    2. Citodacal 4 mesi fa

      Esiste sempre quella giustizia in grado di mettere questi soggetti – capaci di operare se sostenuti dal potere, ma incapaci come si suol dire di “togliersi un dito di culo” nella banale quotidianità – sulla stessa strada, solitaria e a fondo chiuso, di qualche energumeno brutale e non abbastanza civile per poter essere corrotto, o lusingato da prebende e oggetti di valore.
      Non è un auspicio (non siamo dei selvaggi rancorosi); però la risultante delle cose possiede un suo equilibrio indipendente ed una imperscrutabile precisione.

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  4. Alex 4 mesi fa

    Articolo da incorniciare. Purtroppo l’Italia è il primo dei NON paesi al mondo.una vergogna essere nato qui. Ormai non ho più parole, ma solo odio verso questo schifo di classe politica demente.

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  5. nessuno 4 mesi fa

    A mio modesto avviso, la sola, ripeto la sola cosa che importi alla Germania
    (cito la Germania come cardine e vero Kapò di questa ridicola unione delle
    banane) il loro unico interesse è che continui ad andare avanti(?) così che
    nulla cambi, finché dura dura, tanto quando finisce, noi c’è né andiamo e gli
    altri si arrangino,noi andiamo via molto ricchi, come scritto prima, il problema
    non è tanto l’uscita dell’Inghilterra ma il fatto che non verserà più la sua
    parte di contributo, la domanda da farsi è: pensando che delle politiche di
    tagli del costo di funzione della mostruosa macchina divora soldi di Bruxelles
    sarà impossibile, non vedendo chi o cosa sarà disposto a tagliarsi dei fondi,
    allora, dove o come compensare il mancamento? Nuove tasse? Nuovi vincoli?
    Nuovi prelevamenti? Portare ancora acqua al mulino dei “No €U”? A voi la risposta….
    Che piaccia o no, l’€uropa è in declino almeno questa €uropa, e non ci credo
    proprio che un’altra vedrà la nascita,passati a miglior vita quei quattro dinosauri
    ancora operanti, la macchina si fermerà malgrado tutti gli sforzi messi in atto,
    la dissoluzione è inevitabile, non questa €uropa…

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  6. Anna 4 mesi fa

    “dal 1949 in poi ogni nuovo cancelliere tedesco deve, durante i primi giorni del suo mandato siglare un documento, il Kanzlerakte (un impegno di obbedienza alla Casa Bianca introdotto con trattato segreto il 21.05.49 valido fino al 2099), che rende dipendente la Germania, in campo finanziario ed economico, al volere degli Usa. Bisogna anche sottolineare un ulteriore protocollo riservato del trattato di pace con gli USA, die Medienhoheit, ossia la sovranità sui mass media tedeschi.

    Dagli anni 90 in poi, ovviamente, vale anche per l’ex DR, dopo la riunificazione. Le continue smentite del governo tedesco, che negano l’esistenza di questo patto segreto, cozzano con la realtà dei fatti, e, mai come durante il governo della Merkel questo vincolo è mai stato così evidente.”

    Cit. http://www.rischiocalcolato.it/2016/10/die-kanzlerakte-perche-la-germania-e-un-vassallo-degli-usa.html

    Alla luce delle considerazioni sopra riportate, perché mai Trump dovrebbe rinunciare alla colonia tedesca? Per principi morali? Non credo proprio…
    È forse solo una cortina di fumo la sua?
    Vedremo cosa farà veramente a tempo debito, lanciarsi attualmente verso molteplici ipotesi (viste anche le molte dichiarazioni discordanti dei suoi nominati) lo trovo solo fonte di ulteriore confusione.

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  7. albatros 4 mesi fa

    Questo articolo mi riempie di speranza, per un europa migliore fatta di uomini e nazioni sovrane e non di lobby di usurai e delinquenti, un europa in cui la Russia sia parte integrante e non il nemico da combattere.

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