"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Europa delle Banche: una oligarchia finanziaria contro i popoli

I leaders artificiali dell’Europa oligarchica

di Luigi Tedeschi

L’Europa attuale è simile ad una fortezza. Data la sempre più evidente conflittualità tra gli stati, la Brexit, le crescenti diseguaglianze, lo sfaldamento progressivo degli equilibri sociali, il potere tecnocratico – finanziario europeo ha eretto a sua difesa una fortezza istituzionale in cui l’oligarchia possa esercitare il proprio potere assoluto, che è tale, in quanto indipendente dalla volontà degli stati e dei popoli.

Ed è in questa logica di potere finanziario incontrastato, che costituisce il fondamento del governo oligarchico europeo, che va interpretata l’irresistibile ascesa di Macron, un fenomeno virtuale – mediatico perfettamente compatibile con i governi di unità nazionale della Germania e di altri paesi UE. Infatti in Francia è stato creato dal nulla un partito artificiale con un leader non politico, ma noto esponente del mondo finanziario, che ha ottenuto una maggioranza parlamentare bulgara. Macron non ha fondato una nuova forza politica alternativa agli schieramenti tradizionali di destra e sinistra, ma ha solo assorbito i consensi dai vecchi partiti ormai screditati e privi degli originari contenuti identitari. Macron è il leader di una Francia in cui domina l’astensione, che rappresenta, con la percentuale del 57%, la maggioranza assoluta del corpo elettorale. In conclusione la travolgente vittoria di Macron si traduce in una percentuale rappresentativa degli elettori francesi poco al di sopra del 21%.

L’astensione, sempre più diffusa anche in Italia, esprime certo il distacco e l’avversione dei popoli nei confronti di un sistema politico da cui non si sentono rappresentati, ma in tale fenomeno, si manifesta anche l’assenza di forme di opposizione in grado di interpretare le idee e le istanze politiche delle masse economicamente e politicamente condannate alla emarginazione sociale. In realtà con l’avvento della UE e la devoluzione ad essa di larga parte della sovranità degli stati, si è instaurato quel sistema oligarchico delle élites finanziarie privo di legittimazione democratica che esercita una materiale sovranità sui popoli. La sovranità europea prescinde dal consenso popolare e dagli orientamenti degli stessi governi nazionali: la politica fa parte di un retaggio ideologico novecentesco, ormai soppiantato dal governo globalista europeo.

Partiti artificiali, fondati sul personalismo mediatico di leaders virtuali, governi di unità nazionale sempre più diffusi, sono chiare manifestazioni del tramonto di una dialettica democratica basata sul confronto – scontro tra proposte politiche ed ideologiche contrapposte. Questo processo di omologazione della politica al governo finanziario – oligarchico dell’Europa, va di pari passo con le riforme strutturali che progressivamente, emarginando il ruolo dello stato, impongono, in maniera sempre più accentuata, la società dell’individualismo assoluto, con relative liberalizzazioni e privatizzazioni nell’economia, nei servizi sociali, nella giustizia, nella cultura, nei costumi. E tale processo avanza quasi incontrastato, nonostante le diffuse critiche all’Europa germanocentrica, circa l’assenza di solidarietà europea, le prevaricazioni continue degli stati dominanti, la disgregazione sociale devastante in tutta l’Europa.

Proteste contro la Troika

Il governo occulto (ma non troppo) della Troika in Italia

Identici fenomeni si registrano nella politica italiana. Si pensi alla legge elettorale: è bastato il niet del presidente – ombra Napolitano (che già impose il governo Monti in Italia su pressioni della Troika), su di una riforma elettorale ispirata al modello tedesco, che godeva in sede parlamentare di un consenso ultra – maggioritario. Tale legge, a causa di un ridicolo emendamento sul voto nel Sud Tirol è naufragata in un giorno! E’ certo che si sarebbe votato in autunno, ma in ottobre deve essere varata una legge di stabilità “lacrime e sangue” imposta dalla UE e l’esito delle eventuali elezioni si presentava incerto. Quindi il panorama politico italiano non offriva garanzie sufficienti per l’oligarchia della UE, che invece richiede governi subalterni alla eurocrazia e quindi sottratti al consenso del popolo, la cui volontà è verosimilmente difforme rispetto alle manovre finanziarie liberiste, corredate immancabilmente di macelleria sociale.

L’urgenza di una legge di stabilità “lacrime e sangue”, viene millantata paventando mali peggiori, quali l’applicazione delle clausole di salvaguardia (aumenti dell’IVA ecc…), atte a riportare il deficit ed il debito entro i parametri europei. Viene inoltre evocato lo spettro dell’avvento della Troika, che prefigura un futuro destino italiano simile alla Grecia. In politica si paventano sempre mali futuri onde occultare quelli presenti. Infatti la Troika, sotto le mentite spoglie dei governi italiani non eletti degli ultimi sette anni, è già attiva ed operante, visto il susseguirsi di manovre deflattive antisociali e l’accrescersi costante della pressione fiscale. Il risultato dell’austerity imposta all’Italia è evidente: aumento del debito, disoccupazione, impoverimento generale del paese. Possono cambiare i leaders, ma il governo della Troika rimane immutato. In Italia il governo Monti non è mai stato nei fatti dimissionato.

Si continueranno quindi ad elaborare artificiosi progetti legislativi circa una possibile legge elettorale che garantisca maggioranze compatibili con i poteri forti della UE, con la Merkel e Macron. Verranno varate ulteriori leggi impopolari in attuazione del processo riformatore imposto dall’Europa. Riforme dissolutorie dello stato in cambio di qualche elemosina di punto di flessibilità nei conti pubblici: questa è la filosofia dominante dei governi succedutisi in Italia da oltre 20 anni.

Con la crisi migratoria in atto, e con una Italia rimasta isolata e costantemente umiliata in Europa, il governo vuole imporre la legge dello jus soli, millantata come una norma di civiltà. Tale riforma comporterebbe l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di 800/900.000 immigrati extracomunitari, che con ogni probabilità (dato che gli immigrati non voterebbero certo per Salvini), costituirebbero un bacino elettorale garantito per un PD in crisi di consensi.

Quanto più aumenta il disagio sociale degli italiani dinanzi ai flussi migratori, tanto più il governo, i media, la Chiesa, la cultura ufficiale, proclama la necessità votale dell’immigrazione per l’Italia, data la natalità in declino e la mancata copertura delle pensioni per i giovani. L’immigrazione incontrollata è un fenomeno derivante dalla globalizzazione, quale conseguenza della libera circolazione degli individui e dei capitali.

Essa costituisce per il capitalismo una inesauribile fonte di manodopera a basso costo e priva di protezione sociale e ha favorito la mafia degli scafisti. Poiché i migranti difficilmente svolgono la loro intera vita lavorativa stabilmente in uno stesso stato, larga parte di essi non riuscirebbero a maturare il diritto alla pensione. Pertanto l’INPS (così come accade da decenni in Germania), avrebbe la possibilità di risanare i propri bilanci, incassando per decenni enormi flussi contributi previdenziali, senza poi erogare le relative prestazioni pensionistiche.

La presenza dei migranti viene considerata indispensabile per l’economia italiana, ma non si considerano le ingenti risorse umane inutilizzate del paese, dovute alla disoccupazione giovanile a livelli record, che peraltro ha comportato negli ultimi anni l’esodo dall’Italia di circa 500.000 lavoratori.

Uno stato succube del sistema bancario

L’Europa è un sistema bancocentrico, teso alla autoreferente salvezza e sopravvivenza di sé stesso. In questa luce possono essere interpretati i salvataggi bancari effettuati in Italia. Per le banche venete, dopo anni perduti in diatribe governative, che hanno avuto solo l’effetto di incrementarne il default, non è stato possibile procedere alla ricapitalizzazione precauzionale come nel caso di MPS, per la mancata adesione di investitori privati. Si è dato luogo quindi alla liquidazione coatta amministrativa con relativo intervento dello stato, onde evitarne il fallimento. Inutile soffermarsi sulla retorica di regime che ha accompagnato il salvataggio statale millantando nobili cause quali la salvaguardia della “stabilità finanziaria” e il pericolo di “crisi sistemiche”.

Mario draghi BCE

Le banche venete sono state cedute ad Intesa San Paolo per la cifra simbolica di 1 euro. Intesa ne ha acquisito però le sole attività valutate per 50 miliardi, in crediti (in bonis), depositi diretti ed indiretti, obbligazioni ed altre attività, oltre ad un patrimonio immobiliare valutato in bilancio (il valore di mercato è di certo assai superiore), per 500 milioni. Intesa non ha dunque acquisito i crediti deteriorati o inesigibili, che ammontano a quasi 20 miliardi, i quali verranno devoluti ad una “bad bank” a carico dello stato. Inoltre, lo stato ha dovuto erogare 5,2 miliardi, di cui 3,5 per cassa, per la sottoscrizione della quota capitale di Intesa ed 1,3 per la gestione degli esuberi. Lo stato dovrà garantire Intesa per 12 miliardi, qualora i crediti acquisiti dalle banche venete si rivelassero un domani incagliati o inesigibili. In tal caso tali crediti deteriorati non verrebbero coperti dalle garanzie statali, ma ceduti alla “bad bank” pubblica non per il loro valore effettivo (cioè ad un prezzo svalutato), ma al loro valore nominale.

Non è un mistero che tale cessione si sia rivelata una generosa donazione pubblica a Banca Intesa, la quale a fine giugno ha visto crescere il valore del proprio titolo in borsa del 3,52%, con una capitalizzazione di 1,5 miliardi che si tramuteranno quindi in ulteriori relativi dividendi per gli azionisti.

L’operazione Intesa è stata compiuta nel rispetto delle norme europee, ma innumerevoli sono le violazioni commesse per quanto concerne il diritto italiano. Con il decreto governativo è stato ripetutamente violato il codice civile, la legge fallimentare, la normativa Antitrust (Intesa esercita nel Veneto una posizione dominante), le norme energetiche e sugli abusi edilizi. Intesa ha quindi assunto una posizione dominante che di fatto ha esautorato il Parlamento. Nel contratto è prevista una clausola secondo cui, qualora nell’iter parlamentare il decreto subisse modifiche, si darebbe luogo alla risoluzione del contratto stesso. La subalternità dello stato al potere bancario è palese.

Il costo sociale delle crisi bancarie

Le banche venete verranno ristrutturate con relativi danni per dipendenti, correntisti, clienti e azionisti. I dipendenti in esubero delle banche venete assorbite da Intesa sono 3.874 e per la gestione di tali esuberi, lo stato ha erogato 1,3 miliardi a fondo perduto. Intesa si è riservata la facoltà di procedere ad ulteriori tagli del personale nei prossimi anni.

Analoga, ma più grave, è la situazione degli esuberi evidenziata nel piano di ristrutturazione di MPS. Tale banca, già oggetto di salvataggio pubblico per 20 miliardi, ha programmato il taglio del 30% delle filiali e di 5.500 dipendenti. La ristrutturazione di MPS comporterà un taglio di costi pari a 2,16 miliardi ed il ritorno ad un utile valutato per 1,2 miliardi nel 2021. Lo stato finanzia i costi dei default delle banche, perché queste ultime producano utili per i soci. I costi sociali di tali manovre, in termini di perdita di posti di lavoro sono assai gravosi per la collettività e nemmeno quantificabili per il prossimo futuro.

Tale operazione recherà certo pregiudizio agli imprenditori in una regione con un tessuto industriale assai esteso. Anziché disporre di tre linee di credito, potranno usufruire di una sola (Intesa), a condizioni non certo più favorevoli, date le condizioni di quasi monopolio assunte da Intesa sul territorio.
Secondo Luigi Zingales (Il Sole 24Ore – 25/06/2017), al danno dei risparmiatori truffati, farà però riscontro il profitto degli speculatori. Mentre per i risparmiatori sarà già molto se verranno rimborsati dei loro titoli, gli speculatori che hanno acquistato nel corso della crisi i titoli delle banche venete deprezzati fino al 70% del loro valore, verranno rimborsati per l’intero importo.

L’Europa devolve i rischi finanziari sugli stati e i cittadini

Le crisi bancarie europee non sono causate solo dalle cattive gestioni del management (che non è stato finora chiamato a rispondere del proprio operato, tra l’altro Zonin risulta nullatenente!), ma dalla normativa del bail – in, che si è dimostrata devastante per la tenuta del sistema bancario. Il bail – in, normativa secondo cui in caso di default bancario sono chiamati a rispondere azionisti, obbligazionisti subordinati, altri obbligazionisti e correntisti oltre i 100.000 euro, fu varata per impedire che i salvataggi bancari venissero effettuati a carico dello stato e quindi dei contribuenti. Il bail – in si è invece rivelata una normativa generatrice di crisi e nociva per la stabilità del sistema finanziario. Ondate speculative possono dar luogo a crisi del debito, produrre panico nei mercati finanziari, determinare svalutazioni improvvise, esporre a rischi sistemici il pubblico risparmio. Le ricorrenti crisi bancarie in Europa ne sono la dimostrazione.

E’ da rilevare la sciagurata ed improvvida mancata opposizione in Europa da parte del governo Renzi alla entrata in vigore di tale normativa dal 1° gennaio 2016. Il governo era consapevole dello stato di crisi di alcune banche italiane, ma soprattutto era a conoscenza del fatto che tali banche avevano venduto a piccoli risparmiatori inconsapevoli obbligazioni subordinate, titoli cioè che con l’entrata in vigore del bail – in diventavano titoli ad alta rischiosità.

L’Europa dunque, al di là delle sue normative, dà il proprio assenso ai salvataggi bancari statali, riversando sui contribuenti i costi delle crisi bancarie. L’Europa viene meno ai principi ispiratori della progettata unione bancaria: è chiara la volontà della Germania e dei paesi dominanti di non istituire un sistema unitario europeo di garanzia sui depositi, scaricando sulle economie e sulle finanze degli stati i costi e le responsabilità delle classi dirigenti nazionali ed europee. La normativa europea ha dunque generato la traslazione dei rischi finanziari: dal sistema finanziario alla collettività dei cittadini, con la chiara volontà degli stati dominanti di non essere coinvolti nelle crisi degli stati deboli.

Dalla vicenda delle banche venete emerge un ulteriore effetto perverso della globalizzazione: alla destrutturazione degli stati nazionali fa riscontro l’affermazione delle “piccole patrie”, dei poteri regionali, patrie fondate su interessi e privilegi locali, sorte dall’indebolimento dei poteri centrali le cui leggi sono largamente disattese. Infatti nel Veneto, tali banche avevano erogato finanziamenti a pioggia a favore delle classi politiche ed imprenditoriali locali senza adeguate garanzie, dirottando i risparmi dei cittadini inconsapevoli verso investimenti ad alto rischio. Esse subordinavano la concessione dei mutui all’acquisto delle proprie azioni, il cui valore risultava sopravvalutato, attraverso quotazioni artificiose effettuate nei marcati ristretti. Il tutto avvenne peraltro con la complicità degli organi di vigilanza: non è raro il caso di funzionari di Bnkitalia o statali poi divenuti consulenti delle banche controllate.

I guasti prodotti dalle normative europee sono evidenti e le conseguenze negative per l’economia e la società sono di pubblico dominio. L’Europa è un sistema oligarchico – bancocentrico autoreferente, chiuso in sé stesso, teso alla preservazione di sé stesso a discapito dei popoli. Il destino di questa Europa è quello di dibattersi in perenni crisi ricorrenti, nella incapacità congenita di qualunque riforma o trasformazione.

La UE, non è uno stato, ma una unione risultante dalla somma di tanti egoismi e prevaricazioni delle classi dominanti e pertanto è incapace di costituirsi come soggetto geopolitico autonomo, dato che sin dalla sua fondazione essa è stata concepita come entità subalterna alla Nato e agli USA.
L’Europa della UE, con il declino della potenza americana, è destinata a sfaldarsi perché non è in grado di sostenere il confronto con le potenze geopolitiche emergenti in un mondo multipolare. Sapranno i popoli europei sopravvivere ad essa?

Fonte: Italicum

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  1. Max Tuanton 1 settimana fa

    Ha ragione Bergoglio bisogna accogliere sempre piu immigrati cosi un giorno vi risveglierete con un cioccolatino nel letto ,panettiere ,edicolante ,fidanzato Della proprio figlia ecc ecc un giorno forse …quando sarete stanchi di recitare il solito canovaccio di persone perbeneliberali compassionevoli ,vi salira’ il sangue alla testa diventerete piu estremisti del Farinacci ,bisogna toccare il fondo xche’ l’uomo reagisca .L’europa delle banche ebree(lo sono tutte) e’ il titolo Giusto !

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  2. Giorgio 7 giorni fa

    Fintantoché Silvio non morirà non usciremo da questo pantano.

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  3. Fabio 7 giorni fa

    Parole condivisibili. Eppure, non scambiamo la trasformazione di un sistema generale sociale, quale una inevitabile progressione. Non scambiamo insomma la trasformazione con l’evoluzione infallibile e naturale. No! Le possibilità sono sempre plurime. Nel caso Europeo assistiamo all’abominio di una tirannia strisciante e poi sempre più sfacciata ,dei padroni della carta monetata. Come gli Ottimati mercanti ed ex poveri arricchitisi di una città stato greca che prendono il potere e avviano guerre e politiche senza più consultare il popolo e con la corruzione lo vogliono addormentare. Ma in questo caso assistiamo a una tirchieria talmente ottusa da osare di strozzare il popolo e di dirigerlo incurante del suo odio e disaffezione. Meglio per loro sarebbe stato se lo istupidivano del tutto con divertimenti e benessere per poi menarlo qua e là . Invece hanno fatto il contrario esacerbandolo e fidando su quei pochi, in fondo, che mangiano e bevono alla loro mensa, e sui mercenari che tengono nella cittadella ove stanno arroccati perché sono pure vigliacchi. E del resto cosa vuoi aspettarti da mercanti usurai? Il coraggio e l’atto nobile e magnanimo? C’era un mercante e banchiere, nella Firenze comunale, che si chiamava Cosimo dei Medici, Cosimo il Vecchio. Prese in mano il potere ma non facendo usura sul popolo fiorentino, bensì sconfiggendo altri banchieri e abbellendo la città. Poi foraggiò arti e scienze, e creò anche la scuola Neoplatonica che irradiò civiltà in tutta Europa. Ma era uno che di notte studiava anche testi spirituali e discettava del destino dell’uomo. Questi invece sono solo dei tiraseghe e dei fetentissimi contasoldi col dito sempre bagnato di saliva.

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    1. Citodacal 6 giorni fa

      C’era tutta una tradizione che teneva in conto anche l’urbanistica e come le linee e le forme di un piano regolatore potessero influire sul carattere psicologico umano, fermo restando poi che spetti al singolo l’approfondimento diretto, nonché la resa effettiva entro la coscienza, secondo un modello di vita e di pratica interiore – altrimenti ci fermeremmo al puro atto informativo e alla credenza formale, che il tempo peraltro degenera in superstizione – così come ad esempio faceva Cosimo.

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  4. Fabio 7 giorni fa

    Scusate, ma il loro sistema, quello di questi qui che comandano, fa acqua da tutte le parti e li costringe ad osare sempre più per tenere sotto le nazioni. Non è questa una debolezza che pagheranno carissima?

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  5. Tania 7 giorni fa

    Mio marito, che è una delle persone più intelligenti che abbia incontrato nella mia vita, tanti anni fa, non c’era neppure ancora l’euro, disse in tono ironico “ma perché non votiamo direttamente le banche, tanto comandano loro, risparmieremmo tempo, io voto la XXXXX, visto che abbiamo il conto lì…”

    Le banche sono il governo.
    MA E’ ASSURDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    E’ VOLGARE.
    E’ SFACCIATO.
    E’ CHE NON SI PUO’ ACCETTARE!
    E’ INDECOROSO ESSERE GOVERNATI DALLE BANCHE
    E’ MORALMENTE INDECENTE CHE LE BANCHE POSSANO GOVERNARE STATI SOVRANI
    Facciamoci promotori di una raccolta firme ovunque, in rete, con tavolini nelle città, FACCIAMO QUALCOSA!
    Io mi rendo disponibile.

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    1. Fabio 7 giorni fa

      Concordo su tutto, questa volta. Questa gente ha le caratteristiche di chi assolda mercenari. Sono convinto che giungeranno a crearsi degli eserciti personali per sottomettere la gente con qualche scusa. O come i mafiosi avranno le loro bande segrete armate. Ma hanno tirato troppo la corda, non gli può andare sempre tutto bene, non può durargli la pacchia, e ormai le notizie volano, la gente comune ne sa di più oggi che appena quattro anni fa. E poi problemi si assommano ad altri problemi: l’immigrazione selvaggia e così rapida e sfacciata che balza agli occhi della gente, il Papa dice cose che tanti non sopportano più, le chiese sono mezze vuote, la polizia ne ha piene le tasche di sentirsi legata mani e piedi verso criminali e immigrati che delinquono, l’INPS fa uscire dai gangheri troppa gente, nessuno ascolta più i politici, le tasse sono vergognose, le sperequazioni lampanti, insomma è un paiolo in ebollizione.

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  6. Tania 7 giorni fa

    Ci sono parole che detesto quali : solidarietà, misericordia, elemosina, accoglienza, popolo, bontà.
    Sono parole che indicano la precisa volontà di aggredire, e poi lavarsi la coscienza, e nemmeno tutti.
    Sono parole indecenti, meglio dire allora davvero facciamo il Far West, dove vince il più cattivo, che tanto questo è il sistema ora in atto, una cricca si è presa il potere con la mentalità più primitiva che possa esistere, che la civiltà degli uomini si sia mai inventata.
    Non ho simpatie ed antipatie, non è che amo l’operaio… o odio il ricco… solo credevo di vivere in un mondo civilizzato, invece sono ai FARAONI!

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  7. Max Tuanton 7 giorni fa

    Per I diffidenti leggere digitate:”ida magli ebrei” articolo corto ma moooolto eloquente di un antropologa Della sapienza di Roma, non un commentatore qualsiasi pagato dal ghetto .A proposito l’ amministratore delegato Della borsa italiana si chiama Raffaele Jerusalmi controllare ,poi se vi fregano I soldi non lamentatevi

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  8. Fabio 7 giorni fa

    Ricordiamoci il famigerato Padoa Schioppa, che affermava di essere, lui e i suoi compari, dei “despoti illuminati” , per il bene dei popoli. Disprezzo per il prossimo e per le regole civili erano evidentissime e pure dichiarate allegramente, come se niente fosse. Rideva con la bocca sino alle orecchie. Poi è morto all’improvviso, di un tiro secco mentre banchettava con i suoi compagnoni.
    Bellissima cosa, ove la parabola evangelica del ricco gli venne calzata a pennello nel momento ove meno lui credeva. Però non possiamo sperare che sia sempre così, perciò la Tania fa bene a mettere fuori i banchetti per le firme. Ma non basta ancora!

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  9. Eugenio Orso 7 giorni fa

    Ho molta stima dell’amico Luigi Tedeschi e condivido buona parte di ciò che scrive.
    Rilevo che la classe dominante finanziaria alla quale riportano i collaborazionisti sub-politici mantiene e rinsalda la stretta sull’Europa e, ovviamente, sull’Italia, sostituendo la popolazione autoctona con l’immigrazione di massa: in tal senso va visto anche lo jus soli, che Gentiloni ha furbescamente rimandato all’autunno.
    Non si tratta solo di creare nuovi serbatoi di voti per i collaborazionisti della troika piddini, ma di distruggere l’identità degli italiani, minandone la capacità di opporsi alle dinamiche neoliberiste, spesso mascherate da “sogno europeo”.

    Cari saluti

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  10. Werner 7 giorni fa

    Una politica totalmente subordinata ai grandi potentati finanziari, non può più definirsi politica. Ci sta che la finanza faccia i propri interessi, il problema è che questi prevalgono su quelli che sono gli interessi della nazione e del suo popolo.

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  11. gino 7 giorni fa

    1) io conosco la storia dell’economa e vi dico che la finanza esiste comprovatamente dai sumeri (e forse anche prima)
    2) sempre “colpa delle bankeee!”, ma non sarà che è perchè non piace PAGARE I DEBITI??? usurai bruttikattyfy… ok, ma perchè fai debiti? aaahhh, perchè ti piace fare la bella vita e i passi più lunghi della gamba!
    io DETESTO GLI INDEBITATI! i romani li mettevano in schiavitù, erano gli ebbbei che invece li perdonavano periodicamente!
    3) camerati… ma dico io, andate appresso a uno con nome ebbbreo (ezra) e cognome che significa sterlina! ahahah! è una battuta per sdrammatizzare 🙂

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    1. annibale55 7 giorni fa

      Non sarà perchè i creditori hanno spinto per indebitare la gente negli anni di inflazione per arricchirsi poi di deflazione e rendite?

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      1. gino 7 giorni fa

        io non mi sono MAI indebitato di un centesimo. faccio una vita semplice, non mi piace ostentare coi soldi degli altri, non compro nulla se non ho schei in saccoccia, non ho carte di credito.
        se uno vuole la bicicletta poi deve pedalare!

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        1. Salvatore penzone 6 giorni fa

          Se conosci la storia dell’economia dovresti sapere che il denaro non ha valore in sé, serve solo a veicolare gli scambi. La banca non dispone di “valore”. Quando la banca mi fa un prestito da a me la possibilità di produrre valore del quale incamera una parte. Finché è la banca dello stato a incamerare parte del valore che ho prodotto va anche bene in quanto diventa un contributo che dò a sostegno della comunità perché permette gli investimenti che lo stato fa in opere pubbliche e dà ad altri l’opportunità di chiedere prestiti per produrre altro valore. Tutto questo non succede se a darmi il prestito è una banca privata la quale incamera il valore del mio lavoro senza darmi in cambio null’altro che carta, simbolo di valore. Peraltro sganciato dal ”servizio”, quello di rendere disponibile un veicolo atto a produrre valore e diffondere ricchezza. Se con la banca pubblica gli interessi che paghiamo tornano alla comunità con quella privata il meccanismo del debito serve solo a drenare la ricchezza prodotta dalla società, la quale si impoverisce a vantaggio di una élite parassitaria, producendo un’accumulazione finanziaria a discapito del lavoro.

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          1. gino 6 giorni fa

            allora, io ho una laurea in economia e ho lavorato 20 anni nel settore.
            1) concordo che banca centrale e maggiori banche dovrebbero essere pubbliche
            2) il discorso sulla natura della moneta è complesso, ci sono varie teorie. io nella definizione di moneta ci faccio rientrare tutti i titoli di credito e quindi la moneta non è solo un simbolo di oggetti esistenti ma anche e soprattutto uno STIMOLO alla futura produzione di nuovi oggetti.
            3) e quindi, ammesso che consideriamo positivamente la produzione di nuovi oggetti, IN GENERALE ha una funzione positiva non solo il titolo-moneta cartaceo ma anche l’interesse.
            4) se vai in una tribù di indios e chiedi a uno una canoa per pescare, peschi 10 pesci e non ne dai 2 al proprietario della canoa, ti becchi frecce avvelenate. per non parlare se la canoa non la restituisci. e non credo che gli indios siano kattywy parassiti globalisti al servizio dei rotschild della nota tribù mediorientale

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          2. Giorgio 6 giorni fa

            Complimenti per la lucidità, tutto il resto è noia.

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        2. Tania 6 giorni fa

          Perché alcuni, pochissimi, possono avere pagando in contanti e la massa per avere deve pagare a rate? Vado su un pianeta dove esseri simili, stessa specie, vive in maniera singolare assai, alcuni hanno quello che altri proprio non possono avere, strano, no? Non vi verrebbe da chiedervi il perché di tale stranezza? La parte di noi animalesca, quella originale prima della mutazione genetica voluta dal nostro costruttore, è quella che ci frega? Quella che dice che il più forte si prende tutto? Perché chi ruba la parte degli altri e quindi può pagare tutto in contanti va bene, e gli altri che rimangono gabbati e per avere le cose devono pagarle a rate sono che vivono al di sopra delle loro possibilità? Chi ruba la parte degli altri non vive forse al di sopra delle sue possibilità? Caspita!
          Qui poi non è nemmeno così sbagliato pagare a rate se faccio i miei conti, ho un buon lavoro, sicuro, e so che posso pagare tutte le rate, no?
          Qui succede ben altro, qui mi si toglie scientemente la possibilità perfino di prendere quello che mi serve pagandolo a rate! Qui scientemente mi si è negata la possibilità di pagare a rate visto che il lavoro non c’è! Il lavoro rende gli uomini liberi e dignitosi, per questo lo hanno tolto, preferiscono produrre meno pur di non renderci persone dignitose, ecco il punto!

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          1. gino 6 giorni fa

            tania, la maggior parte dei debiti li fanno gli imprenditori, non i poveri. io non ho mai fatto debiti perchè SPENDO POCHISSIMO e non perchè ho rubato o sono ricco.
            il mio ultimo stipendio in italia fu 1100 euro.

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    2. Jack 6 giorni fa

      Che cos’è la storia dell’economa?!

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      1. gino 6 giorni fa

        com’era organizzata l’economia ai tempi dei romani, greci, hittiti, sumeri… o anche nelle tribù della polinesia.

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    3. Fabio 6 giorni fa

      guarda che c’è gente che i debiti ha finito a farli per forza dato che doveva tirare avanti una attività privata e non voleva cedere alla crisi. Gli impiegati col sedere sulla sedia tutto l’anno non sanno queste cose e sono strapagati per il nessun rischio che corrono, ma i piccoli autonomi hanno dovuto lottare e lottano e non hanno sindacati forti che li proteggano, tipo quello dei notai, dei dentisti dei dirigenti free lance e di altri stronzi italici, perché in europa dentisti e notai non sono la casta che c’è in questo paese di merda. Ma un giorno cambierà.

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  12. annibale55 7 giorni fa

    Sono 35-40 anni che fanno leggi finanziarie LACRIME E SANGUE! 40 anni…e sapete cosa vi dico? Premetto che sono democratico e pacifista non violento ma secondo me questi si fermeranno solo quando la gente si deciderà ad impiccarne qualcuno. Prima c’ era troppa inflazione, poi bisognava entrare in Europa, poi la speculazione di Soros, poi i pensionati, poi la crisi delle banche,…40 anni!…e ogni anno un motivo nuovo per angherizzare i soliti mentre gli altri a succhiare sangue come i vampiri. Nel frattempo povertà, emigrazione, disperazione e suicidi per coloro che tirano la carretta mentre gli altri…Si parla tanto di Mussolini con accezione negativa ma confronto a questi non ha fatto nulla. L’ Italia si deve dissolvere, l’ unità dei Savoia sostenuta dalla massoneria inglese, Mazzini e Cavour ha provocato solo disastri! Che tornino i Borboni, i Medici ed i Manin e che questo papato si sposti in Argentina!

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  13. annibale55 7 giorni fa

    Sulle banche venete…da piccolo azionista BPVI dico solo che il “fallimento” delle banche venete assomiglia sempre più ad un AUMENTO di CAPITALE gratuito per B. Intesa. Hanno derubato gli azionisti delle popolari per ricapitalizzare B. Intesa. Che schifo!

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  14. Max Tuanton 7 giorni fa

    Di Stefano di casa pound ha detto che gli antisemiti gli fanno schifo!Uno che dice una roba simile e’uno pagato dal ghetto 100%in piu criticava quel santo di Don Giulio Tam ( video bellissimi).I fascisti e nazisti veri ci sono ma non in casa pound ,se continua cosi sarete voi popolo a sperare nel loro ritorno ,ve lo garantisco.Per l’affogato anche una carogna d’un cane a cui attaccarsi va bene pur di scamparla

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  15. Mario Rossi 7 giorni fa

    Bravo Gino!!! purtroppo non tutti la pensano come te!! anzi proprio nessuno!!!! specialmente in un paese come l’Italia in cui non esiste coscienza di comunità, non esiste civismo e dilagano menefreghismo e arrivismo. L’Italia è un paese di persone fortemente legate al proprio interesse, limitate mentalmente e chiuse in un campanilismo esagerato. In Italia non esiste merito, non esiste apertura mentale, non esiste trasparenza nè personale nè legale, non esiste idea di bene comune, non esiste idea di giustizia. In Italia non c’è una cultura condivisa ma ogni regione ostenta il proprio miserrimo passato di bassa e infima falsa nobiltà. In italia non si riconosce il proprio vicino perchè ognuno è convinto di essere il migliore il più bravo il più intelligente, in Italia sono nati i più importanti delinquenti truffatori e malavitosi della faccia della terra e siamo il paese che ha esportato l’organizzazione della malavita in tutto il mondo. In Italia non esiste la concezione di spazio di mercato libero perchè tutto è protetto e lobbizzato a discapito della selezione dei migliori, in Italia non esiste il concetto di rappresentanza perchè tutto è controllato e clientelizzato fin dalla fine della guerra quindi non esiste una classe politica che persevera con trasparenza il bene comune nei limiti di un mandato temporaneo e svolto con coscienza civica. In Italia esiste la classe politica più corrotta e schifosa della faccia della terra che si è creata un sistema di potere in cui sguazza da 70 anni e che la protegge. Quello che ho scritto è stato scritto di getto, senza pensarci, pensate che schifo di paese è l’Italia se uno si fermasse a pensarci credo che dovrebbe andare in esilio autoforzato. In conclusione come pensate che possa cambiare un paese che non è mai stato un paese ma è ancora fermo alla ottocentesca accozzaglia di nobili da strapazzo e come può pensare di competere con la cina che già tanti secoli fa stupiva Marco Polo che si era ritrovato povero imbecille in un altro pianeta.

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    1. gino 6 giorni fa

      e infatti io mi sono autoesiliato 🙂
      gli italiani hanno zero capacità di ammettere le realtà più lampanti, perchè sono troppo succubi di ideologggie e convinzioni personali.
      è forse la caratteristica peggiore, non l’ho mai vista manco nel terzo mondo.
      e poi stanno troppo in fissa col caffè espresso, ahahah!
      però hanno anche aspetti positivi. ogni paese ha la sua cultura con le sue positività e negatività.
      io non sono nazionalista ma indipendentista sì.

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      1. Jack 6 giorni fa

        In questo sistema “infame”tutto il mondo crea debito,privato e pubblico,il debito pubblico italiano è di 2.5 trilioni su 216
        trilioni di debito totale, 1.25%.Prima di sparare cazzate..si informi meglio,per favore.
        Saluti e mi stia bene.

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        1. gino 6 giorni fa

          quale sarebbe la cazzata che ho sparato?

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  16. Max Tuanton 6 giorni fa

    Ehhhhh ma Gino mi sorprende!!!Ho gia’ una camicia di color” scuro” per lei bravo ,I tempi sono buoni.Tutti sti economisti alla Sapelli Bagnai Barnard e anche voi e altri siti siete molto convincenti ma tralasciate sempre un particolare ,tutte le banche di cui parlate federal reserve bank che stampa il dollaro e tutte le banche JP Morgan rotschild lazar brother Morgan lync hambro Barclay ecc ecc sono tutte EBREE .Questo e’ un monopolio ,percio parlare di quisquilie e non parlare del problema alla base di tutto mi sembra fuorviante

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    1. Giorgio 6 giorni fa

      Daniele, capisco che gl’internauti sono mediamente idioti, ma ci sono le eccezioni che hanno capito che per lei ogni responsabilità è da attribuire agli sionisti.

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