"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’eurocrazia di Bruxelles detta la nuova “etica” a cui gli Stati dovranno adeguarsi

Coppia Gay

 

Come tutti possiamo constatare L’ Unione Europea, da quella che era una volta soltanto una unione doganale ed un Mercato Comune (MEC) si è da tempo trasformata in una struttura tecno finanziaria che sta attuando l’espropriazione della sovranità delle nazioni europee per imporre un proprio sistema che accentra su di se tutte le decisioni che riguardano le politiche di bilancio, le normative sulle banche, quelle sul lavoro, quelle sull’industria, sulla concorrenza, sul commercio,sulla giustizia, sull’agricoltura,  sulla pesca, ecc..  In sostanza non esiste settore economico nel quale non vi siano precise norme europee che regolamentano tale settore e che sono da considerare preminenti rispetto a quelle nazionali. In concreto i Parlamenti nazionali sono stati espropriati di buona parte delle funzioni legislative e si limitano per lo più, come avviene in Italia, a ratificare le norme europee emanate ed a inserirle nella normativa nazionale.

Sarebbe lungo esaminare le tappe attraverso le quali si è sviluppato questo processo che ha portato di fatto al predominio di quella che si è costituita come una vera e propria oligarchia non eletta da nessuno, basti pensare ai vari trattati vincolanti fatti sottoscrivere ai governi da quello di Maastricht a Lisbona, attraverso i quali sono state create le premesse per le cessioni di sovranità .Essenzialmente possiamo affermare che lo strapotere della oligarchia europea che siede a Bruxelles e Francoforte ha gettato la premessa della sua costituzione con la firma del trattato di a Maastricht nel ‘92 (nello stesso anno era stata privatizzata la Banca d’Italia)ed è poi divenuto inarrestabile da quando è  stata varata la moneta comune nel 2001: l’euro.

Vedi : “Il grande inganno: da Maastricht a Lisbona  http://www.disinformazione.it/Maastricht_lisbona.htm

L’Europa della UE, articolata  nelle sue istituzioni comunitarie , le più importanti delle quali sono la Commissione Europea, il Consiglio Europeo, la BCE, la Corte di Giustizia, oltre ad altri organismi che concorrono con quelli citati alla estensione delle competenze e delle funzioni, si è sovrapposta  nel tempo ai governi nazionali come una burocrazia lautamente pagata che esercita i suoi poteri di controllo e di indirizzo sui governi, sugli organi regionali dei vari stati ma non si limita soltanto a quelli di carattere economico e regolamentare ma pretende anche di dettare le regole comportamentali e  fornire l’indicazione su quanto sia opportuno ed ammissibile nelle relazioni sociali, nei diritti delle persone, nelle istituzioni familiari, nella medicina, nell’utilizzo delle sementi,  nell’educazione e nella formazione delle nuove generazioni, sono le regole della “nuova etica” a cui gli Stati si dovranno adeguare.

Sembra chiaro che, per poter decidere ad esempio quale debba essere la base di una educazione formativa o in funzione di quali regole morali o etiche debba essere regolamentato il diritto familiare, nel variegato mosaico delle nazioni europee (diverse fra loro per storia e cultura) occorre partire da una visione etica, religiosa  o laica che sia alla base di queste regole. Si  sarebbe potuto partire ad esempio da quella storia comune che hanno ereditato i paesi europei  che proviene dal Cristianesimo, pur con le varie differenze tra cattolicesimo, protestantesimo e chiesa anglicana, che sono state  le radici comuni dei popoli europei  da quasi due millenni. Altrimenti dalla comune derivazione del diritto romano che è stato alla base di tutti gli ordinamenti dei paesi latini ma che ha avuto influenza anche sui paesi nordici.

Niente di tutto questo, con il diretto rifiuto di adottare anche nella costituzione europea la menzione delle radici cristiane come elemento fondante, l’Europa dell’oligarchia tecnico finanziaria ha deciso di rinnegare la propria storia e di adottare una ideologia di derivazione illuministica e massonica ove viene esaltata la componente dei diritti della persona, da predicare come valore in se, il “multiculturalismo”, il nuovo feticcio dell’ideologia europea che pretende di governare le diversità di culture ed etnie esistenti attraverso l’integrazione e la attribuzione di diritti e libertà, senza richiede un corrispettivo di doveri e rispetto delle regole, quindi in assenza di un comune valore identitario.

Questa ideologia adottata dai  “persuasori”  che siedono nelle stanze di Bruxelles prevede come concetti e valori fondanti il “relativismo morale”, assunto come l’utilità per il singolo individuo, mettendo sullo stesso piano tutte le religioni, le culture ed i valori, attribuendo pari dignità a tutto ed al contrario di tutto, il “laicismo” che corrisponde alla tendenza di escludere sempre la spiritualità dalla sfera pubblica, il “nichilismo” che nega ogni nozione di verità non riconoscendo valenza ai valori etici,

Da questa ideologia vengono fuori le indicazioni, che vorrebbero anche essere le regole, da adottare nell’educazione e nella  formazione dei figli, ecco quindi la cancellazione di genere, non più maschio e femmina ma genere indistinto anche fra i genitori da indicare come genitore 1 e genitore 2. Da questa ideologia deriva il superamento della famiglia tradizionale composta dal padre e dalla madre e dai figli che può essere sostituita dalla coppia omosessuale che deve poter anche adottare i figli (perchè negargli un diritto?) e l’indicazione ai governi di adottare la normativa corrispondente. Si arriva anzi all’esaltazione della omosessualità come un diritto inalienabile ed anche all’ostentazione del proprio stato, indipendentemente dal contesto (presenza di minori o altro).

Anche il concetto di pedofilia inizia a manifestarsi come una possibile manifestazione di sessualità  e non una prevista devianza o necessariamente un reato.

Il diritto all’aborto libero in quanto viene negato il valore della vita in sé  ma sacrificato dal diritto di disporre del proprio corpo. L’ideologia adottata a Bruxelles prevede altresì il diritto alla eutanasia (come libera morte) ed all’utilizzo della bioetica intesa anche come manipolazione genetica. Si sancisce inoltre il diritto dell’omosessuale all’operazione per il cambio di sesso e divenire “trans”, figura anzi esaltata e propagandata. Tutto sulla base di una ricerca individuale del proprio utile e della propria soddisfazione personale senza remore di carattere etico, morale o religioso.

Naturalmente le regole stabilite a Bruxelles, nell’ambito del rispetto dei diritti e della tolleranza, prevedono la rimozione dei simboli religiosi che possano risultare offensivi per coloro che professano altre religioni o che non ne professino alcuna.

Questa ideologia che avanza in forme sempre più pressanti in Europa, non è un fenomeno soltanto europeo ma globale, sono le idee diffuse e propagandate attraverso una miriade di associazioni, ONG ed entità sovranazionali, quali ad esempio “Avaaz”, finanziata dal finanziere  Soros, come anche la “Open Society Institute” che opera nell’est Europa, o la ATTAC una holding in Francia di proprietà della vedova di Mitterand, come la Ecoropa di Theodore Goldsmith (cugino dei Rotschild), come la Global Forum che fa capo ai Benetton ed una quantità di altre sigle, tutte finanziate con milioni di dollari per diffondere idee e per formare insegnanti e manager omologati al “pensiero unico”. Questo significa che le centrali che soprassiedono a questa ideologia sono sovranazionali  e direttamente collegate con le grandi entità finanziarie (strana coincidenza).

In Francia ,dove questa visione relativista si è ampiamente diffusa, il governo di Hollande, oltre ad avere legalizzato il matrimonio gay parificato a quello eterosessuale, oltre alle normative su aborto, bioetica e quant’altre, si è disposto nelle scuole francesi un insegnamento obbligatorio di alcune ore a settimana della “morale di stato”, esattamente tutte le regole e norme previste dall’ideologia predicata dai “persuasori” di Bruxelles. La Francia, come la Danimarca e la Svezia, costituiscono già degli stati modello quanto a regole, multiculturalismo, coppie gay ed educazione laica.

Ed in Italia? In Italia disponiamo del presidente della Camera, Laura Boldrini, una delle più convinte mondialiste ed assertrici della necessità di adeguare la normativa italiana alle prescrizioni di Bruxelles (cvedi il link sottostante).  I partiti di governo dal PD al PDL sono tutti allineati sulla linea pro Europa, con poche eccezioni. Il movimento 5 Stelle ha invece delle posizioni ambigue e contraddittorie ma sicuramente ha manifestato adesione all’ideologia relativista propagata da Bruxelles.

Non mancano però in Italia i movimenti ed i partiti che hanno intuito quale sia la posta in gioco ed iniziano a contestare le direttive europee in campo etico: si va dalla Lega Nord a Forza Nuova ed altre formazioni.

Bisogna però osservare che non tutti i paesi hanno accettato passivamente di adottare i suggerimenti dei “persuasori” di Bruxelles.

L’Ungheria ad esempio, un piccolo paese orgoglioso delle sue tradizioni e geloso della sua sovranità ed autonomia,  ha messo il veto non soltanto alle direttive finanziarie della UE  ma anche ai dettami ideologici. Non a caso non piace alla UE la nuova costituzione ungherese che stabilisce già nel suo preambolo alcuni principi nettamente in contraddizione con l’ideologia  mondialista dominante in Europa, proclamando l’orgoglio di appartenenza, la necessità di salvaguardare le proprie tradizioni, la propria storia, le radici cristiane, l’integrità della famiglia, ecc..

Questo spiega le crescenti critiche e l’ostilità rabbiosa contro il governo ungherese  di Orban con le immancabili accuse di totalitarismo e di fascismo lanciate dai media compiacenti.

Altro ostacoli  sul cammino dell’omologazione sono i partiti nazionalisti come il Front National di Marine le Pen in Francia che, del ritorno alle tradizioni cristiane della Francia, ne fa una battaglia politica che incontrano sempre maggior sostegno nell’opinione pubblica. Come in Francia sorgono movimenti nazionalisti che sono antagonisti della visione relativista e mondialista dei “persuasori” di Bruxelles e questo sta avvenendo anche in Grecia, in Slovacchia ed in Spagna.

Per il futuro è prevedibile che il vero scontro tra gli europeisti e gli euroscettici e nazionalisti non sarà soltanto sui temi economici del euro o non euro ma ci sarà un terreno di scontro molto diretto sul terreno dell’etica e dell’ideologia, come già avvenuto nella storia del continente e quello scontro sarà ineludibile.

 

http://www.italianiliberi.it/Edito13/la-nuova-costituzione-ungherese-che-all-ue-non-piace.html

 

http://www.lauraboldrini.it/news/pride-nazionale-2013/