"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Euro, la ragione delirante

di Jacques Sapir

Le diverse rivelazioni circa le condizioni in cui si è arrivati all’accordo, o meglio parlare di un diktat tra la Grecia ed i suoi creditori, illustrano bene quello che uno potrebbe pensare a “botta calda”. Questo accordo è un vero disastro per tutti i sottoscrittori e per la Grecia in primo luogo.

Nella lunga intervista concessa la notte del mercoledì 14 Luglio da Alexis Tsipras nella televisione statale ERT, lo si conferma. Tsipras confessa che questo accordo è un ” cattivo accordo”. L’analisi che ha fatto sul sul suo Blog l’ex ministro delle Finanze Varoufakis  procede  nella stessa direzione. Inoltre il FMI ha pubblicato una nota dell’analisi che era stata comunicata a tutte le parti implicate dal 6 Luglio e che dimostra in modo irrefutabile che questo accordo non era percorribile. Da allora si rivela un altra faccia del dramma che si è svolto nella notte tra il 12 ed il 13: che tutto questo non serve a nulla .

Bisognerà rapidamente trovare un altro accordo e la possibilità di una espulsione della Grecia dalla zona dell’euro ritorna con forza. Il ministro delle finanze tedesco Schäuble lo ha riconosciuto, così come l’ex governatore della Banca Centrale del Belgio. Questo trasforma i proclami del successo che il nostro Presidente a lanciato a Bruxelles la mattina del 13 (abbiamo salvato l’Europa avevano detto Hollande e Renzi) come frasi particolarmente irrisorie. Lo stesso dicasi per il voto che si è avuto nel Parlamento francese . Si chiede ai deputati di pronunciarsi su un accordo che è di fatto inapplicabile. I deputati del PCF, al principio propensi a votare per il si, per ragioni alimentari, si sono riuniti e dovrebbero votare no. Il dramma qui si sposa con l’assurdo.

L’euro prima della Grecia, l’euro prima che la Francia

Comunque è opportuno leggere nel dettaglio le dichiarazione che  Francois Hollande che ha fatto il 13 Luglio nella mattinata: tuttavia per quello bisogna mantenere i cuore ben sano. Vogliamo sottolineare in primo luogo che non si parla della Grecia ma soltanto della zona euro.

Hollande tra i sostenitori

Questo dimostra quali sono le sue priorità: “L’obiettivo era assicurare che la zona euro possa essere preservata nella sua integrità, nella sua unità, nella sua solidarietà”. Si può constatare che le prime parole riservate nella sostanza del testo non menzionano le sofferenze, gli sforzi e le speranze del popolo greco. No quello che è prioritario davanti a tutto è l’integrità della zona euro. Tutto quello che si enuncia su questa linea, in particolare la preferenza per una costruzione burocratica e che molti economisti considerano insostenibile al di sopra della vita e della volontà dei popoli. Questo concetto è corroborato dal terzo paragrafo del testo: “quello che io volevo, più che l’interesse della Grecia, era l’interesse dell’Europa ed anche l’interesse della Francia perchè l’interesse della Francia non si dissocia dall’interesse dell’Europa”.

Quindi l’ordine delle priorità, per Hollande,  risulta ben stabilito: prima l’Europa, poi la Francia e finalmente la Grecia. Questa però si basa su di una menzogna o precisamente una doppia menzogna: la menzogna di colui che assimila continuamente l’eurozona all’Unione Europea e  che, di seguito , assimila l’Unione Europea all’Europa. Sono menzogne entrambe scandalose. La zona euro non è in alcun modo l’Unione Europea : paesi che appartengono all’Unione europea non fanno parte della zona euro: questo è il caso di Gran Bretagna, Svezia, Polonia o Ungheria. D’altra parte la UE non comprende tutta l’Europa. La Svizzera, Norvegia, Serbia o i Balcani, la Bielorussia, la Russia e l’ Ucraina, questi paesi sono parte dell’Europa geograficamente e culturalmente senza essere parte della UE.

O forse vorrebbero far credere che artisti come Munch, l’autore del grido o scrittori come Dostoievski, Pushkin e Tolstoi non siano europei? Si dimentica che la UE è una alleanza politica ed economica di alcuni paesi europei e voler far passare il concetto che l’Unione Europea sia l’insieme dell’Europa è una flagramte menzogna. Il fatto che questo concetto venga pronunciato dalla più alta autorità dello stato francese, non toglie nulla alla gravità del fatto. Al contrario lo peggiora, stabilisce un dogma, senza che sia una verità e che si rivela una menzogna.

Questa menzogna Hollande la ripete più in basso nel testo, soprattutto quando afferma: “la Grecia è un paese amico che ha voluto entrare nell’Unione Europea dopo anni di dittatura”. Di fatto la data dell’adesione lo dimostra bene, è alla Comunità Europea, cioè a dire il Mercato Comune a cui la Grecia ha aderito dopo la dittatura dei colonnelli. Il paese ellenico non poteva aderire nel 1981 alla UE perchè quest’ultima è nata nel 1992 e l’Atto Unico Europeo dal 1986.
Francois Hollande altera la Storia e non tiene in conto la cronologia . Tuttavia di nuovo c’è una logica nella menzogna: quella di pretendere che la UE, progetto titanico, progetto senza precedenti, esisteva già prima di nascere. Se questa non è cecità ideologica, non sappiamo cosa sia.

Euro über alles

Allora si possono vedere le conseguenze di questa menzogna, Un altra citazione della dichiarazione del presidente Hollande a questo riguardo è molto istruttiva. ” L’obiettivo era che l’Europa posso stare all’altezza della sfida che gli era stata lanciata , essere capace di risolvere una crisi che da vari anni ha minato la zona dell’euro.L’obiettivo era anche quello di dare speranza alla Grecia dopo tanti anni di sofferenza, l’austerità – per quanto in Grecia non sia terminata e che dovrà fare ancora degli sforzi…..”

La menzogna qui si trasforma in patetica. Non solo questo accordo non è stato all’altezza della sfida, semplicemente perchè niente è stato risolto. Questo si vede bene nelle posizioni adottate dal FMI il 14 e 15 di Luglio. Tuttavia oltre a tutto ciò questo accordo non fornisce speranze al popolo greco. Al contrario si vive come una terribile umiliazione le clausole impongono da allora, con l’avallo delle istituzioni politiche europee, sulle leggi che saranno chiamati a votare presso il Parlamento greco. Il quarto paragrafo è anche indicativo circa le pretese del nostro presidente : ” la Francia ha un ruolo speciale svolgere: garantire questa costruzione e questo processo, che  si è formato nei giorni successivi alla guerra, possa continuare , sicuramente affrontando altre prove ed altre sfide ma nello stesso tempo, sempre con la volontà di impersonare una forza, quella della zona euro, una zona monetaria che dovrebbe  permettere la stabilità e la crescita, non c’è stabilità senza crescita, non c’è crescita senza la stabilità”.

Ricordiamoci della mescola di concetti che certamente non è casuale. Si presenta la zona dell’euro come se questa sia arrivata a continuazione del piano Marshall e della Comunità Economica Europea (Mercato Comune). Questo costituisce un errore flagrante ed una distorsione incredibile della verità storica. Tuttavia l’affermazione con cui conclude questa enunciazione, la combinazione di crescita e stabilità, costituisce una sfacciata menzogna. Questo perchè la zona dell’euro ha determinato la caduta della crescita per i paesi membri dell’euro ed è stata accompagnata da grandi fluttuazioni. Questo è stato descritto in numerosi testi ed in particolare  nel libro che io stesso ho scritto nel 2012. Di fatto la zona dell’euro non è mai stata un fattore di stabilità e tanto meno di crescita per i paesi membri.

La ragione delirante di una nuova religione

Tuttavia questa idea dell’euro si è impadronita dello spirito del nostro presidente (Hollande) e sotto l’influenza dei suoi consiglieri. Quando ritorna su questa tematica è per fare questa citazione: “Se la Grecia fosse uscita dalla zona dell’euro che avremmo detto? Che la zona dell’euro non era capace di assicurare la sua integrità e la sua solidarietà. Che avremmo detto ai greci? Che non erano capaci di assumersi le loro responsabilità. Che avrebbero detto della Francia e della Germania che  hanno la vocazione per dare questo impulso?  Che non saremmo stati nella citazione. La zona dell’euro sarebbe arretrata mentre invece l’Europa deve avanzare e portare un progetto che possa dare protezione ai popoli – come l’euro protegge i paesi che fanno parte della zona monetaria. Cosa avremmo  detto  di questa slogatura di questa grande idea?”

Di fatto tutto è stato detto. Tanto la credenza mistica di un Euro “protettore” dei popoli come dell’Euro che equivale all’Europa. La ragione, l’intelligenza, il senso della proporzione sono stati cancellati per una idea fissa che si trasforma in un delirio ma sempre mosso dalla stessa logica.

Questa ragione delirante spiega come e perchè hanno potuto travestire in un accordo liberamente negoziato quella che invece è stata una violazione della sovranità della Grecia. Una violazione in gruppo attuata dalla Germania ma anche dall’Eurogruppo e dal suo presidente il Sr. Dijsselbloem, dalla Commissione Europea con Jean C. Juncker. Se la Francia non ha partecipato ha però chiuso la porta della stanza dove si è svolto il crimine ed ha stretto lei il bavaglio sulla gola della vittima. La frase pronunciata e scritta da Francois Hollande  assume un tono sinistro: “oggi tuttavia, nonostante sia stato un giorno lungo, credo che sia stata per l’Europa una buona notte ed un buon giorno”.

Perchè adesso sappiamo che questa tortura è stata inflitta in cambio del nulla: l’accordo firmato il 13 Luglio mattina si disfa in ora in ora. La prospettiva dell’uscita della Grecia dalla zona euro è di nuovo all’ordine del giorno. Si può commettere un crimine in politica ma presumere allora che il risultato sia del tutto incerto, non è segno di una grande intelligenza. Questo è in sintesi il prodotto di una cecità profonda, di un fanatismo ideologico, di una ragione delirante che verrà chiamata per essere castigata nelle prossime elezioni.

Fonte: RussEurope Hypotheses

Tratto da Rebelion

Traduzione : Luciano Lago

Nella foto in alto: riunione dei leader europei con Tsipras

Nella foto al centro: il Presidente Hollande fra i suoi sostenitori

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