"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Letta ha letto gli Emiri

Letta emirati riunione

di Arturo Marsicano

Riceviamo e pubblichiamo

Letta è volato dagli emiri per fare affari epocali.  Non i suoi, ovviamente, bensì quelli dei suoi
committenti minori e maggiori. Per questo ha dichiarato che l’Italia è già fuori dalla crisi, per questo ha pianto davanti al sacrario del milite ignoto nello stato della base americana di Doha,

per questo ha detto di tutto fino all’espressione pubblica della sua più intima convinzione: “io ci credo”.

Come se avesse detto: credo per esistere. Da servo d’alto bordo, peraltro.

Quello di Alitalia è l’affare mediatico più riuscito:  la compagnia degli Emirati se l’ingloba senza
motto proferire e senza nemmeno metterci capitali suoi: in silenzio, “aggratis”  e con i soldi degli altri.
E’ così, allora e bellamente, accade che “ce la siamo fatta da soli”.

Infatti: prima dell’affare Alitalia è stata privata di ali,
braccia e rotte per almeno vent’anni. Adesso arrivano gli  avvoltoi
beduini coltello nella testa, ma prima di essi la carcassa della ex compagnia di bandiera è  stata  preparata dai boiardi nipoti
di Badoglio e Berlinguer.
Letta è di quelli che scendono in campo quando il manto erboso è stato sostituito da una distesa di sabbia.
A cena, davanti all’emiro tagliagole del Qatar, ha spiegato i passaggi dell’asta riservata durante la quale,  da qui al 2015,
regalerà i bocconi più prelibati e sostanziosi, ovvero ciò che
resta  di  Eni e  Finmeccanica.

Da “vile affarista” pure lui,  si riscuoterà nella tomba il senatore a
vita Francesco Cossiga. Con una sfinge da far rabbrividire qualsiasi onesto  psicopatico ma non lui, il  perfettino  infante di Strasburgo.

Il premier maschera d’efficienza ha promesso a Dubai uno stand     di un chilometro e mezzo all’Expo 2015,
con tredici campi da golf, whisky halal  per gli invitati ed escort ibride assunte a gettone.
Potrebbe anche aver firmato un impegno senza scadenza per affidare alla protezione civile dell’emirato
l’appalto della deportazione forzata in campi  attrezzati dei  cittadini romani che  sopporteranno le preventivabili alluvioni
del Tevere nel triennio 2015­/2017.     Affari a tutto campo, mica mazzette a pioggia!

Intanto, il fondo “sovrano” del Qatar entrerà nella Cassa Depositi e Prestiti per prosciugare il  risparmio postale residuo dei polli italiani.
Poi, sapientemente supervisionato dalla tenace
Goldman Sachs, farà in modo che i risparmiatori si convertano in virtuosi  a vita indebitati:   ma  senza pagare “interessi”
(che sono vietati nella finanza islamista modernista), bensì accollandosi
in toto il rischio del “bail in” di Poste Italiane condotte allo sfascio in modo  mirato, ovvero firmando
contratti per restituire agli emiri in lavoro purchessia ciò che ciascuno  avrà col segno meno sul proprio conto…
Creativa non poco la finanza halal  progettata dagli strateghi newyorkesi di GM!
Ne discende che il servaggio di Letta si rivela sì quale condizione  ignobile e meschina, ma occorre
pur sempre spiegarla senza prenderla come dato che si tiene da solo…  La scienza sociale è scienza
se spiega qualcosa,  se no che scienza è?
Niente meglio della funzione degli emiri può venirci in aiuto  in un caso simile.                                                                                                      Gli emiri che  fanno?
Hanno concesso il loro suolo alle basi Usa, il loro sottosuolo da gran tempo è il pilastro  energetico della civiltà occidentale oceanica,
le imprese dei loro eserciti di aguzzini e ascari
ripieni di tecnologia li hanno resi famosi presso gli inebetiti di  fu nostrana sinistra e qualcosa di peggio dei maiali
che già erano agli occhi degli arabi senza referenti neo ­coloniali.

Letta dovrebbe  trarne le necessarie conseguenze
e rinunciare alla cittadinanza italiana.
Invece attende e rilancia:
il lavoro per rendere indecifrabili e reietti i nove decimi della popolazione italiana lo  chiama e lo esalta…

Vorrebbe rivaleggiare con gli emiri anche nella   svendita del sottosuolo:  qualche handicap
difficilmente colmabile ce l’ha con la traforazione della Val d’Agri.

In compenso, però, ha nella manica due assi
che gli emiri nemmeno osano sognare:                                                                       i soffioni boraciferi e tutta la geotermia
toscana da riscaldamento (che pure certi tedeschi  occhialuti ci invidiano) e il faraonico progetto
di sfruttamento delle interiora dell’Etna che prevede,  entro il 2025, lo sprofondamento in mare di
Catania e l’abbattimento degli  aranceti della piana per far posto alle pipelines 2.0.
Per il resto, dopo aver centellinato il trattato di diritto costituzionale dato alle stampe dall’emiro del Qatar,
il premier italiano ha concluso la sua visita avanzando l’idea di una  costituente degli
Emirati Italiani Uniti:   nel suo esotico  design si tratterebbe di nuova forma di non stato nella quale
egli si spoglierebbe di qualsiasi carica ufficiale ritagliandosi tuttavia  il ruolo di “guida  sotterranea del processo”
una volta passati a miglior vita George Napolitano e Julian Amato.

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