"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Esercito yemenita che resiste ai sauditi uccide il comandante USA dei mercenari della Blackwater

Le forze yemenite che combattono sul terreno, resistendo all’aggressione dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati statunitensi e britannici, hanno inflitto ieri un duro colpo all’esercito di mercenari utilizzato dagli USA per venire in aiuto dei sauditi, in forte difficoltà per la resistenza opposta dagli yemeniti, un popolo di guerrieri.

Risulta essere stato ucciso infatti, nella provincia di Lahij, sud est del paese, Nicholas Butros, il comandante statunitense dell’impresa privata Blackwater, che ha traferito i suoi reparti di mercenari nella penisola arabica affiancando le forze saudite.

La TV yemenita Al-Masirah ha informato di questo episodio, comunicando che: ” è stato ucciso il comandante delle forze statunitensi della Blackwater, nel corso di un attacco lanciato dalle forze yemenite contro la base di Al-Anad, nella zona di Lahij, nel corso del quale sono stati utilizzati missili Tonhka”.

Non è la prima volta che mercenari di questa impresa USA muoiono durante i combattimenti nello Yemen. Lo scorso 9 Dicembre del 2015, un militare argentino ed il suo comandante messicano (entrambi al servizio della Blackwater, sono morti nel corso degli scontri armati avvenuti nella città di Taiz (nel sud est).

La società nordamericana utilizza fra le sue file molti elementi arruolati, di nazionalità colombiana, messicana e panamense che sono stati inviati in Yemen ed in altri teatri di operazioni dove la Blackwater ha ricevuto incarichi per “missioni speciali”.
Inoltre, durante questo attacco, sono rimasti uccisi vari altri miliziani sauditi. L’utilizzo di questi missili da parte delle forze yemenite ha inflitto forti perdite all’Esercito saudita e, nel corso degli ultimi due mesi, sono stati abbattuti  almeno tre aerei militari sauditi e distrutti vari camions cisterna e mezzi blindati.

Secondo la TV Al-Masirah, l’ultimo attacco è stato realizzato giusto quando , i circa 4 mila mercenari che appoggiano l’aggressione saudita contro lo Yemen, stavano ultimando i loro preparativi per lanciare una operazione su vasta scala contro la città di Taiz.
In questa operazione, le unità missilistiche dell’Esercito yemenita hanno distrutto completamente cinque imbarcazioni militari saudite nelle acque di Al-Mokha, nella provincia di Taiz.
Nella stessa operazione le truppe yemenite hanno distrutto due carri armati sauditi e si sono impadroniti di un altro carro armato nella piana di Al-Mesraj, a Taiz. Inoltre, dopo un duro scontro a fuoco con i mercenari americano-sauditi, le forze yemenite hanno preso il controllo delle postazioni militari di Al-Rafed, al-Rafis, Nayd al-Qoba y Al-Suq , nella stessa città.

Reparti della Blackwater
Reparti della Blackwater

L’aggressione dell’Arabia Saudita contro lo Yemen era iniziata nel Marzo del 2015, con la luce verde e con l’appoggio degli Stati Uniti, a cui si sono aggiunti la Gran Bretagna ed Israele, fornendo aiuti, logistica, servizi di intelligence e mercenari. L’obiettivo dei sauditi è quello di rovesciare il governo del movimento Popolare (sciita) Ansarollah e restaurare il governo dell’ex presidente Abdu Rabu Mansur Hadi, fedele alleato de Rijad, estromesso dal potere da oltre un anno e mezzo.

L’aggressione saudita, che si è sviluppata con bombardamenti indiscriminati sulle zone civili, ha causato fino ad oggi circa 10.000 vittime di cui buona parte civili, donne e bambini, con distruzione di scuole, ospedali ed edifici residenziali.

Inoltre le autorità saudite, con la collaborazione di unità navali USA, hanno imposto un blocco militare aereo navale sul paese che ha prodotto una gravissima crisi umanitaria per la popolazione che manca di cibo, di acqua e di generi di prima necessità.
Un conflitto del tutto oscurato dai media occidentali e dai governi europei (di solito molto attenti ai “diritti umani”) che non vogliono “disturbare” i buoni rapporti d’affari esistenti con la monarchia Saudita, un fedele alleato della NATO e dell’Occidente.

Fonti: Hispantv      Syrian Free press

Traduzione e sointesi: Luciano Lago

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  1. Alba 1 anno fa

    …ogni tanto si sente anche qualche bella notizia…

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