"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Esercito turco si prepara per una operazione terrestre in Siria

L’Esercito turco si sta preparando per effettuare una operazione terrestre sul territorio della Siria nelle vicinanze della frontiera comune.
Secondo le fonti e le informazioni citate dal giornale arabo “Asharq al-Awsat”, con sede nel Regno Unito, l’operazione inizierà dalla località di Jarabulus, una città nella Siria settentrionale che si trova attualmente sotto il controllo dell’ISIS.

Oltre a queste informazioni, ci sono indizi sempre più forti che la Turchia stia preparando una invasione del territorio siriano. Il governo turco è deciso a realizzare una “zona cuscinetto” che si estende lungo il confine tra Siria e Turchia. Risulta chiaro che Erdogan ha necessità di questa zona per difendere le sue linee di rifornimento ai gruppi terroristi sostenuti da Ankara ed anche  per difendere il contrabbando illegale di petrolio di cui si avvantaggia la Turchia.

Questa “zona cuscinetto” dovrebbe anche impedire  alle unità di protezione curde (YPG) di ampliare la loro capacità di operazioni verso Ovest.
Come segnali precisi di queste intenzioni, sono stati visti operare  alcuni veicoli turchi di rastrellamento mine  lungo un tratto di frontiera vicino alla città di Jarablus, dove sono attestati i miliziani dell’ISIS.

Questo costituisce di fatto un’altro passo verso la costituzione della “zona cuscinetto” nel nord della Siria. L’unico fattore che impedisce una invasione delle forze turche su larga scala è una possibile risposta del contingente russo in Siria che farebbe detonare un conflitto allargato nella regione. Tuttavia la Turchia può decidere di andare avanti con l’operazione in ogni modo.
Le forze siriane intanto continuano a guadagnare terreno nella provincia di Latiaka e di Aleppo. Nello stesso tempo i gruppi curdi del YPG stanno avanzando verso ovest verso la città di Amnbij, attualmente controllata dall’ISIS.

Ciascuno di questi sviluppi sul campo, nonostante il continuo afflusso di armi e miliziani dal confine Turco, diminuisce le possibilità di successo nel conflitto siriano da parte dell’alleanza regionale anti Assad, costituita da Turchia, Arabia Saudita e Qatar .
Questo spiega la fretta di Erdogan, sostenitore dei gruppi terroristi anti Assad in Siria, di poter entrare con proprie forze nel conflitto prima che sia troppo tardi con o senza l’avallo degli alleati USA e NATO.

Su questa stessa linea, il giornale turco Yeni Safak segnala che, da circa una settimana, i miliziani dell’ISIS stanno interrando mine ed altri artefatti esplosivi liungo la frontiera.
Nella giornata di ieri Aerei da combattimento russi hanno realizzato 16 incursioni e distrutto 57 obiettivi dei terroristi in Siria che sono stati effettuati nelle province di Latakia y Deir ez-Zor, nonostante il mal tempo. La forza aerea russa ha distrutto un accampamento dei terroristi, incluso lanciamissili multipli, artiglieria e depositi di combustibili, oltre a posizioni di artiglieria e batterie lanciamissili attaccate e distrutte nella piana di Bgelia.
I gruppi dei terroristi, mentre erano in fuga da Latiaka, per causa dell’avanzata dell’Esercito siriano, sono stati attaccati dalle forze aeree russe nella zona di Jabal al-Akrad ed hanno subito forti perdite.

Le formazioni dei terroristi in Siria, martellate dall’aviazione russo-siriana che ha distrutto i loro depositi, centri di comando e basi logistiche,  stanno progressivamante perdendo terreno e sono state intercettate comunicazioni dei terroristi da cui risulta che i comandanti di questi gruppi di miliziani stanno inviando richieste di aiuto urgente all’Arabia Saudita e alla  Turchia, i paesi dove operano le centrali di comando delle organizzazioni dei miliziani  jihadisti che combattono in Siria.

La Turchia è un paese che fa parte della NATO e che sta ricevendo assistenza militare aggiuntiva dagli USA e dai paesi europei dell’Alleanza, in particolare da Germania e Regno Unito. Inoltre le autorità dell’Unione Europea hanno stabilito un sostanzioso finanziamento per circa 3,5 miliardi di euro al Governo turco, per aiutarlo a fronteggiare la crisi dei profughi che fuggono da Siria ed Iraq e riparano in Turchia per poi cercare di arrivare in Europa attraverso la Grecia.

Questo sostanziale  appoggio che riceve dai suoi alleati, rende il presidente Erdogan più forte e più deciso a reprimere ogni dissidenza, a massacrare la minoranza curda ed a sfidare anche la Russia per attuare il suo piano di espansione di un “nuovo Impero Ottomano”.

Fonti: Hispan Tv     Veterans Today

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. emilio 2 anni fa

    Latakia, no “Latiaka”

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  2. Nicola 2 anni fa

    Turchia-USA-NATO hanno precedentemente tastato il terreno con “piccole” provocazioni e adesso passano a provocazioni maggiori!

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