"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Esercito Siriano stringe il cerchio intorno ai terroristi al sud di Aleppo

L’Esercito siriano raccoglie una nuova vittoria nella battaglia di Aleppo nell’ampliare il suo dominio nel sud est di questa citta’ e nello stringere il cerchio intorno ai terroristi.

Cosi’ come si può’ verificare in un video pubblicato nel portale Anna News, le unità’ d’élite ” Tigre”  dell’Esercito hanno recuperato il controllo di 25 blocchi di edifici nella zona sud est della citta’, un colpo che spinge l’equilibrio delle forze a netto favore delle forze siriane nella battaglia contro i terroristi.
Dalla fine di Luglio Aleppo, principale città’ della Siria dopo Damasco, principale bastione dei terroristi,  è’ scenario di feroci combattimenti tra l’Esercito siriano e “Yeish al Fath”, una coalizione di vari gruppi terroristi (appoggiati dagli USA, dai Sauditi, Qatar e Turchia) che cerca di rompere l’accerchiamento imposto dallEsercito siriano alle sue posizioni ben sud est della città’.

Vedi video: Youtube.com/Watch

Continuano i forti scontri tra Esercito e terroristi anche nei pressi dell’Accademia militare di Al Hikma, nel sud est di Aleppo, vicino alla località’ di Ramouse, vicino alla zona 1070 . “I terroristi hanno perso un’altra via di rifornimento”, hanno affermato fonti militari sul terreno, riferito dall’agenzia Fars.


Nei recenti combattimenti sono morti tre comandanti militari del gruppo di Yeish al Fath e sono stati distrutti più’ di 15 veicoli da guerra dei terroristi nel corso degli attacchi aerei e dell’artiglieria dell’Esercito, ha riferito la fonte.

Aleppo forze d'elite del Tigre
Aleppo forze d’elite del Tigre

Nella stessa giornata di Domenica sono arrivati al nord e nord est di Aleppo, centinaia di integranti della stessa coalizione terrorista per lanciare una nuova controffensiva contro le posizioni governative a al Layramoun ed altri distretti di Aleppo.
Da parte loro le forze siriane, appoggiate dall’aviazione russa, hanno blindato le loro posizioni e sono pronte a respingere qualsiasi attacco degli integralisti.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

I Padri Comboniani smentiscono le notizie false sul conflitto in Siria diffuse dai media  e dalle ONG occidentali

Dura ormai da oltre 5 anni la drammatica crisi siriana. Non vi sono dati certi circa il numero delle vittime del sanguinoso conflitto armato che oppone l’esercito regolare siriano e i suoi alleati (russi, iraniani e Hezbollah) a una miriade di gruppi armati, in gran parte di matrice jihadista sunnita, i cui combattenti sono in parte siriani e in parte mercenari stranieri. Alcuni vengono considerati “moderati”, altri terroristi come al Nusra e il Gruppo Stato islamico (Isis). Diversi di essi sono sostenuti dagli Usa e dai suoi alleati.

La guerra ha devastato il paese: centinaia di migliaia di morti, oltre 11 milioni tra sfollati e profughi. La speranza di vita dei siriani nel 2010 era di 75 anni; questo dato è drasticamente sceso nel 2015 a 50 anni. Si consideri che i morti per mancanza di cibo, acqua e cure sanitarie, sono oltre 70mila (The Guardian 11/2/2016).

Lo scopo principale di questa guerra per procura è quello di far cadere Al-Assad. I gruppi armati convergono tutti verso questo obiettivo. Nel mentre, i governi occidentali hanno scatenato un’offensiva mediatica contro Damasco. La propaganda sull’uso di armi chimiche da parte dell’esercito siriano nell’agosto 2013 era in linea con questo scopo.

Ma ad oggi la guerra per procura e la propaganda mediatica non hanno raggiunto i risultati sperati. Il sostegno politico e militare dei russi a Damasco è stato determinante in tal senso. L’accordo tra la Casa Bianca e il Cremlino per un “cessate il fuoco” in Siria (27 febbraio) è avvenuto in un momento in cui i gruppi jihadisti hanno cominciato a perdere terreno a causa dell’offensiva militare russa e l’avanzata via terra dei soldati siriani. Questi ultimi nell’aprile scorso hanno cacciato l’Isis da Palmira e avviato un’offensiva militare per riprendere Aleppo.

Mezzi d’informazione e organizzazioni umanitarie hanno accusato i militari di aver bombardato l’ospedale Al Quds. La stampa italiana ha veicolato la notizia affermando che l’offensiva aerea siriana ha causato anche la morte dell’ultimo pediatra di Aleppo. Cosa non vera, ma per la propaganda mediatica tutto è lecito, compreso la strumentalizzazione della vita dei bambini…

Nel conflitto siriano sono implicate anche organizzazioni non governative (ong) che operano nel campo umanitario. Medici senza frontiere (Msf), ai quali i media hanno attribuito a torto la proprietà dell’ospedale Al Quds, che dovrebbero essere neutrali, hanno invece avallato la tesi del bombardamento dell’ospedale che non risulta nella lista ufficiale del ministero della sanità.

In Siria, Msf prestano servizio solo nelle zone controllate dai jihadisti e sono noti per la loro parzialità nella crisi siriana: hanno attribuito la colpa a Damasco circa la faccenda delle armi chimiche nel 2013. Tra i finanziatori dei Msf risultano multinazionali come Goldman Sachs, Microsoft, Google, Bain Capital di Mitt Romey (vedi il rapporto Msf 2010). Nel comitato di patrocinio di questa organizzazione umanitaria siedono banchieri della Goldman Sachs e di altri istituti finanziari occidentali. Msf operano anche nel confine tra Siria e Turchia. Quest’ultima, membro della Nato, è pienamente coinvolta nel sostegno diretto dell’Is e di Al-Qaida. Vi è quindi un ragionevole dubbio sulla neutralità dei Msf nella guerra in Siria. Stefan Cornish, di Msf, ha ammesso che, nelle unità sanitarie nelle quali operano i medici dell’organizzazione, i combattenti hanno la priorità sui civili.

È noto ormai l’uso delle Ong nella destabilizzazione dei paesi non allineati. Dal 2013 opera sul terreno di battaglia un’organizzazione siriana di nome Caschi Bianchi (Cb). Il dipartimento di stato americano, via Usaid, ha versato oltre 23 milioni di dollari nelle casse dei Cb, che inoltre hanno ricevuto oltre 18 milioni di sterline dal Foreign Office britannico. Vi sono diverse testimonianze che attestano l’esistenza di rapporti stretti tra questa organizzazione “umanitaria” e i jihadisti.

Con molta probabilità il drammatico conflitto armato è destinato a perdurare e a normalizzarsi. Ciò è di per sé un discreto risultato a favore degli Usa/alleati perché lo stato siriano è molto indebolito e la Russia è impegnata a sorreggerlo. Ed è anche probabile che vengano accesi nuovi focolai di conflitti armati – sempre utili per l’industria bellica – per scopi ancora una volta geostrategici, ad esempio nell’Asia centrale, per contenere l’avanzamento dei russi e dei cinesi, facendo ricorso a strumenti di destabilizzazione di cui sopra!

Fonte: Nigrizia

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  1. Eugenio Orso 12 mesi fa

    Sono giunto alla conclusione che fra i primi obbiettivi dei bombardamenti russi con Tupolev e missili Kalibr ci dovrebbero essere i covi delle ONG, fonte di destabilizzazione e disinformazione, come, ad esempio, l’osservatorio siriano per i diritti umani, con sede (guarda caso) a Londra …

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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