"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Esercito siriano conquista i quartieri sud di Aleppo

Negli ultimi giorni, l’Esercito siriano ha portato a termine sostanziali avanzate all’interno della città di Aleppo dove ha fronteggiato i gruppi terroristi del Fronte al Nusra ed i suoi alleati dell’ Esercito Siriano Libero (ESL), del movimento di Nureddin al Zinki e dell’ Esercito dei Muyahidin. L’ultimo scenario dei combattimenti è stato il quartiere di Al Jalidiya.

Per mesi i terroristi del gruppo di Al Nusra e dei suoi alleati hanno cercato di impadronirsi della zona industriale di Al Jalidiya, ubicata nelle vicinanze del quartiere di Al Lairamun, controllato dai terroristi. Tuttavia i loro tentativi di impadronirsi di questa parte della città e rompere le difese dell’Esercito siriano, sono completamente falliti.

Dopo otto mesi di scontri che hanno visto piccole avanzate e varie ritirate, l’Esercito siriano e le Forze di Difesa Nazionale (FDN) hanno lanciato un attacco per ripulire questa parte della città dai terroristi ed hanno conquistato vari blocchi assieme alla zona industriale di Al Lairamun.

Sono state ripulite le ultime sacche di resistenza negli edifici del quartire di Al Zahra, nell’Ovest di Aleppo, grazie all’azione portata avanti dall’Esercito, dalle forze FDN e dalla brigata di Al Queds, composta da palestinesi.
Inoltre sono stati portati attacchi contro concentrazioni di terroristi nella zona di Almansura, a 10 km ad ovest di Aleppo, infliggendo gravi perdite ai gruppi terroristi. Nell’offensiva condotta dalle forze siriane ad Aleppo sono stati contati 100 terroristi uccisi e molti dei loro automezzi distrutti.

Reporter tra i miliziani morti
Reporter tra i miliziani morti

Sulla zona di al-Rashedin e al-Mansoura sono stati effettuati intensi attacchi da parte dell’Aviazione Russa e siriana e sono state distrutte le postazioni  e le infrastrutture dei gruppi terroristi, lo stesso è avvenuto nella parte nord ed occidentale della provincia di Aleppo, a pochi Km, dalla frontiera con la Turchia, dove le forze aeree russe hanno colpito duro ed in particolare a Deir Jamal, nella regione al nord di Aleppo. Secondo una fonte dell’Esercito, sono state distrutte le basi dei terroristi che erano sotto la protezione della Turchia e si possono scorgere anche da lontano le colonne di fumo nero che si sono levate dai depositi bombardati e dai campi ancora in fiamme.

I gruppi dei miliziani jihadisti hanno subito forti perdite in questi attacchi e molti militanti sono fuggiti abbandonando le armi e le posizioni per evitare di finire obiettivo dei successivi attacchi che sono sempre più intensi e micidiali su questa zona.

Nel frattempo decine di miliziani dei denominati “ribelli moderati” si sono pentiti ed arruolati direttamente nelle file dell’ISIS. Questo è un duro colpo per la propaganda USA e britannica che ha partecipato ad una campagna di “promozione” del ruolo svolto dai presunti “ribelli moderati” che in realtà non esistono sul terreno.

Ribelli moderati ad Aleppo
Ribelli moderati ad Aleppo

L’Esercito siriano e le FDN hanno proseguito la loro avanzata e la caccia dei terroristi anche sulla provincia di Idlib e Latiaka chiudendo i gruppi terroristi in una morsa nelle pianure di Al Ghab, vicine alla frontiera con la Turchia, dove sono state effettuate varie offensive.

L’appoggio delle forze aeree russe ha consentito  i notevoli avanzamenti delle forze siriane ed ha interrotto le vie di rifornimento logistico dei terroristi che provenivano dalla Turchia, in particolare sono stati colpiti veicoli carichi di rifornimenti per i miliziani che procedevano nella zona dell’abitato  di Ain al-Bayda, e nella valle di Kara Baba, situata a solo un kilómetro dalla frontiera siriano-turca.

L’autostrada internazionale che conduce alla Turchia, dove passavano i carichi ed i rifornimenti, è stata interrotta e si trova adesso sotto il controllo delle forze siriane.

I media occidentali non riportano i successi della campagna militare russo-siriana in Siria ma piuttosto tendono descrivere come una situazione di sostanziale difficoltà quella delle forze siriane e russe nella lotta contro i gruppi terroristi, alcuni dei quali sono appoggiati anche dall’Occidente e vengono definiti “oppositori moderati”. Una tecnica di disinformazione per preparare l’opinione pubblica alla necessità di un intervento militare della NATO.

Fonti:  Al Manar

Veterans Today

TYraduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Eugenio orso 1 anno fa

    Molta carne al fuoco in questo articolo, ma del resto bisogna supplire alla mancanza di informazione – e alla disinformazione – dei media servi dell’asse del male, che qui in Italia abbondano, dall’Ansa alla Repubblica, per non parlare dei Tg televisivi.
    Della lunga battaglia di Aleppo non si parla – se non per denunciare i razzi e le bombe, guarda caso russe, che cadono su scuole e abitazioni private (le ong di Soros, della Cia e del Pentagono si danno da fare) – e si parla (volutamente) poco di un’altra guerra di grande importanza, quella dello Yemen. In particolare, della penetrazione dei combattenti zaiditi Houthi in territorio saudita e dell’eliminazione di ogni sorta di mercenari, al servizio dell’infame Arabia saudita, colombiani, blackwater e altri. E’ chiarissimo che l’asse del male, guidata dagli Usa, si vale di mercenari di ogni fatta, da Aleppo allo Yemen.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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