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L’Esercito Nazionale Siriano salva migliaia di ostaggi nel Nord Est di Damasco. La UE rifiuta di dare asilo ai cristiani in fuga

Refugiados de Siria

L’Esercito nazionale Siriano libera migliaia di ostaggi nel Nord Est di Damasco. L’Unione Europea rifiuta di dare asilo ai cristiani che fuggono dagli islamisti appoggiati dall’Occidente.

Dal nostro corrispondente

L’esercito siriano ha completato l’evacuazione di migliaia di cittadini che si trovavano in ostaggio dei terroristi nella città di Adra-Al Umaliye, nel nord est di Damasco, la capitale.

Si tratta di uno scenario doloroso che riflette una pura tragedia.  Centinaia di famiglie includendo donne, bambini e anziani, hanno avuto la possibilità di uscire dalla città di Adra Al-Umaliye nella zona di Damasco Campo, che si trovava sotto l’assedio dei gruppi takfiri ed arrivare all’autostrada internazionale.  Un’operazione  dell’esercito siriano coronata dal successo ha facilitato la fuga dei civili attraverso l’accesso nord della città.

Avanzare di pochi metri significava far camminare per più di un kilometro ad anziani ed infermi che erano riusciti a scappare dall’assedio imposto dai terroristi nel corso di più di due settimane. Portavano con se una borsa di plastica con i prodotti indispensabili. I residenti di Adra avevano preso lentamente un percorso che passava attraverso le montagne ed all’arrivo hanno trovato i soldati dell’esercito siriano che li aspettavano per offrire loro cibo ed assistenza sanitaria.

Al principio di Dicembre un gran numero di gruppi takfiri affiliati ad Al Qaeda avevano fatto irruzione nella città ed avevano ucciso, torturato e sequestrato buona parte degli abitanti per odio settario (popolazione sciita). Adra  Al-Umaliye è una città di grande importanza strategica sia per l’Esercito siriano che  che per le milizie ribelli. I combattimenti continueranno, secondo un portavoce dell’Esercito, fino alla totale riconquista della città.

Migliaia di civili sono riusciti a fuggire dalla città di Adra  ed hanno raccontato le loro storie sulla tragedia che hanno vissuto per mano dei gruppi terroristi. Questo mentre il mondo occidentale non presta alcuna attenzione alle sofferenze della popolazione siriana e continua ad appoggiare i terroristi.

I terroristi in Siria hanno distrutto la tomba della sposa del  profeta Ayub (Job) nella città di Aleppo.

Si segnala che i miliziani islamici dell’ EIIS,  di fede wahabita hanno profanato e distrutto la tomba della sposa del profeta Ayub, uno dei monumenti sacri della fede sciita, poichè  secondo loro, questa e le altre reliquie sacre agli sciiti,   menzionate anche sia nel Corano che nella Bibbia, rappresentano  il  politeismo.  Questa reliquia era menzionata nei libri di storia delle religioni e veniva considerata patrimonio dell’Umanità.

Ancora una volta i miliziani yihaddisti (quasi tutti stranieri e non siriani) hanno dimostrato la loro intolleranza e la loro ferocia. La stessa distruzione e profanazione è stata riservata anche in Aleppo per la la Moschea di Sheij  Hilal, nel nord della città dove vi era anche la tomba di questi e dove si realizzavano le preghiere del Venerdì.

L’Europa si rifiuta di dare asilo ai cristiani della Siria perseguitati a morte dagli islamisti

Lo scorso 7 Novembre, La Corte Europea di Giustizia in Lussemburgo, ha sentenziato che gli omosessuali provenienti dai paesi africani o asiatici potranno richiedere asilo politico nell’Unione Europea “quando sussista il rischio nei loro paesi di finire in carcere per causa dei loro orientamenti sessuali” hanno stabilito i giudici europei.

Nonostante questo, viene messa in evidenza la “doppia morale” delle istituzioni della UE ,quando questa rifiuta il diritto di asilo ai cristiani della Siria i quali, nel loro paese , corrono il rischio non semplicemente del carcere ma della loro stessa vita.

Questo è stato il caso di 45 di loro, principalmente donne e bambini, assassinati nella città di Sadad, nel nord di Damasco, assassinati dai ribelli islamisti poche settimane fa ma naturalmente non è l’unico caso (nonostante venga mantenuto il silenzio dei media, si calcola che il numero dei civili cristiani assassinati in Siria sia superiore al migliaio).

Per quanto la lotta in Siria sia tra i mussulmani alawiti (del governo di Assad) e quelli sunniti che sono ribelli integralisti sunniti (appoggiati da Obama, dalla Gran Bretagna, dalla Francia, oltre che dall’Arabia Saudita), la popolazione cristiana è quella che soffre orribilmente la repressione, il terrore e la guerra  specialmente per mano dei ribelli salafiti provenienti da vari paesi. Ad esempio: quando i ribelli devono uccidere un soldato prigioniero, di solito questo viene fucilato. Se si tratta di un cristiano che cerca di fuggire, allora questo viene sgozzato secondo il loro rito .

Essendo questa la situazione come può essere possibile che l’Europa non accolga come rifugiati i cristiani della Siria quando hanno deciso di accogliere gli omosessuali che al massimo rischiano il carcere?

Forse il mistero lo stanno svelando involontariamente i nostri fratelli siriani quando accusano l’Europa “se respingete i perseguitati, state respingendo il Cristo” . Questo è quello che dimostra l’Europa di fronte ai rifugiati siriani che si trovano attualmente in Giordania e che hanno richiesto asilo all’Occidente. Nessun paese europeo ha concesso loro l’asilo, neppure la Cattolica Spagna e la stessa Italia del Papa Francesco.

Refugiados en campo

Nelle parole di un rifugiato cristiano “tutti noi abbiamo venduto tutto ciò che possedevamo per poter arrivare fino a qui con l’obiettivo di chiedere il visto a qualche ambasciata. Quale è stata la nostra sorpresa nell’apprendere che la nostra richiesta era stata respinta sostenendo  che noi non avevamo alcun motivo per andare in Europa”.

Anche un’altro rifugiato cristiano ci dice che “si supponeva che le nazioni occidentali ci avrebbero dato appoggio e ci avrebbero concesso asilo per la nostra condizione di cristiani. Mi rattrista molto che non sia andata così”.

Si calcola che circa 70 famiglie siriane abbiano trovato rifugio provvisorio in una Chiesa assira in Amman, capitale della Giordania. Dormono nelle dipendenze della stessa Chiesa. Per loro il Natale, invece di essere un giorno di gioia, è stato un giorno di grande malinconia. Uno dei cristiani ci ha dichiarato: “sono incapace di stare allegro questo Natale mentre il nostro paese viene dissanguato”. Un’altro rifugiato ci ha detto: “stiamo soffrendo molto qui e l’unica messa che abbiamo celebrato è stata per chiedere a Dio che ritorni la sicurezza e la pace in Siria”.

La persecuzione che subiscono i cristiani d’Oriente con la complicità dell’Occidente grida vendetta verso il cielo.

Profughi in Siria  ninos de siria refugiados

 

Fonte:  El Espiadigital

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