"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Elite finanziaria Britannica si organizza per abbandonare la UE e puntare sui mercati emergenti

di Luciano Lago

Mentre persevera sui media l’insopportabile piagnisteo dei propagandisti neoliberali che continuano a ripetere il mantra del  voto del Brexit per cui  la Gran Bretagna si andrà ad isolare dall’Europa e dal resto del mondo e si seguita  a sostenere che i cittadini britannici dovranno affrontare pesanti conseguenze economiche, in realtà sul fronte economico e geopolitico  inizia a delinearsi uno scenario del tutto opposto. La prospettiva del Regno Unito fuori dalla UE  si percepisce totalmente difforme  da quella  prospettata nelle interessate  descrizioni catastrofiche fatte dai sostenitori ad oltranza della UE i quali, nelle loro elugubrazioni, finiscono con l’apparire  sempre più grotteschi e fuori della realtà.

La Gran Bretagna potrebbe acquisire , in una prospettiva di medio/lungo termine,  un vantaggio sostanziale dalla svalutazione della Sterlina che renderebbe  le esportazioni britanniche vantaggiose per l’estesa area del Commonwealth, un gruppo di nazioni (dall’India al Sud Africa, all’Australia, al Canada ecc.) molto più estesa rispetto all’Unione Europea e che comprende ben sei continenti. Inoltre, con l’impulso di una nuova politica estera, la City di Londra potrebbe trasformarsi nel centro mondiale degli investimenti cinesi in Yuan ed impiantare la moneta cinese nel seno della stessa Unione Europea, realizzando la definitiva internazionalizzazione della valuta cinese.

In pratica Londra potrebbe trasformarsi nel “Cavallo di Troia” della potenza cinese sulla porta della UE. Già nei giorni scorsi la Huawei, gigante cinese dell’elettronica, ha annunciato investimenti di 1300 milioni di sterline in Gran Bretagna, dove conta di sviluppare la sua presenza industriale e commerciale. Un fatto significativo di come la Cina guardi con interesse al nuovo ruolo economico del Regno Unito dopo il Brexit. Vedi: Huawei to press ahead with £1.3bn investment after Brexit

Sarah Gordon, del Financial Times, ha scritto che la GB lancerà missioni commerciali di alto livello in Cina, in India, negli USA e nel Commonwealth”, mentre lo stesso premier uscente Cameron ha istruito i leaders del mondo del Business che risulta imperativo per le multinazionali britanniche non rimanere fissate su mercato della UE ma, al contrario, che occorre fare un grande sforzo per andare più avanti ed oltre il blocco continentale, quando risulta importante che i businessman capiscano che “si stanno traferendo di casa”.
Secondo il Financial Times, nel nuovo mondo post Brexit è previsto che la GB passerà a focalizzare i suoi affari ed i suoi investimenti con la Cina, con l’India e con gli Stati Uniti dopo la insanabile rottura avvenuta con l’Unione Europea.

Non si tratta in definitiva di una prospettiva nuova per il Regno Unito che nella sua storia moderna ha sempre giocato con il piede in due staffe: da un lato gli inglesi mantengono un piede nella staffa dell’alleanza nord atlantica con gli USA, con cui esiste il “rapporto speciale”, dall’altro lato, il piede che è rimasto libero dalla staffa europea, viene presto collocato nella staffa cinese ed indiana, nell’area decisamente prioritaria dell’Asia, destinata ad assumere il primato di primo continente economico.

D’altra parte un forte avvicinamento geo finanziario del Regno Unito si era già verificato nei mesi scorsi con l’adesione e partecipazione di Londra alla Nuova Banca Mondiale, Banca asiatica per le infrastrutture e gli investimenti (Aiib), voluta in marzo dal presidente cinese Xi Jinping, realizzata dalla Cina per sottrarsi all’egemonia geofinanziaria USA.
Questa mossa aveva innervosito non poco Washington che teme di perdere l’egemonia finanziaria per causa della prorompente potenza finanziaria cinese.

Non è escluso fra l’altro che Londra e Pechino possano arrivare ad un trattato di Libero Commercio fra i due paesi che sarebbe esiziale per gli interessi di Washington ed in particolare per l’approvazione del TTIP che Washington considera prioritario per la sua egemonia economica sull’Europa. Obama sta facendo forti pressioni per l’approvazione del trattato da parte dell’Unione Europea prima della fine del suo mandato ma è rimasto “spiazzato” dall’esito del Brexit.

Avviene nello stesso tempo che la Cina manifesta la sua propensione a considerare il Regno Unito come il paese più adatto ai suoi mega investimenti e come terminal di una nuova via della seta.Il riavvicinamento della Gran Bretagna alla Cina è nei fatti e subisce una forte accelerazione in seguito al Brexit. Vedi: China-UK Free Trade: How Brexit May Accelerate Sino-British Rapprochement.

In questo contesto entra anche il nuovo ruolo della Federazione Russa che partecipa al nuovo asset geofinanziario, non per nulla il vicepresidente della Aiib è un russo, e la stessa Russia è pienamente interessata a partecipare al nuovo sistema alternativo all’egemonia del dollaro, così come Mosca resta il principale fornitore di energia per Pechno e saldo alleato militare negli scenari delle crisi, come dimostrato dalle posizioni convergenti di Russia e Cina nella crisi siriana.

Il mondo post Brexit si avvia a cambiamenti veloci e si afferma in forma sempre più evidente la configurazione di un nuovo ordine globale che avrà fatalmente una caratteristica tripolare: USA-CINA- Russia, come  nuovo traino dell’economia e della geopolitica mondiale. L’Europa, con la sua subalternità agli USA, ha rinunciato a svolgere un proprio ruolo che non sia quello di “reggicoda” di Washington e  rischia ormai definitivamente l’irrilevanza.

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  1. Anna 1 anno fa

    Sono completamente d’accordo con l’articolo. Chi pensava che il Brexit fosse una libera scelta del popolo ha fatto male i conti. Oggigiorno non viviamo più in mondo dove il popolo decide liberamente e incondizionatamente, viviamo in un mondo dove le decisioni popolari (ove siano concesse, punto assolutamente non scontato – vedi Italia) vengono pilotate e indirizzate verso i traguardi che le elite si propongono di raggiungere.
    Sin dall’inizio ho pensato proprio questo… Che ci doveva essere qualcosa sotto (ormai è impensabile credere il contrario!) e ora iniziano a delinearsi i piani che hanno portato alla vera motivazione del Brexit.
    A questo punto in realtà penso anche che la GB, che gode di un potere speciale rispetto agli altri membri della UE a livello mondiale, sin dall’inizio sia entrata a far parte della UE solo come tattica per portare gli altri paesi all’interno di questa trappola… Mentre la GB non ne ha mai veramente fatto parte (vedi Schengen, vedi Euro).
    Mentre la GB esce (come da programma) praticamente indenne da questo suicidio economico/politico chiamato UE, noi altri aspettiamo di vedere di che morte morire…

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    1. Wassi 1 anno fa

      Brava Anna, ottimo commento peraltro ben scritto.

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    2. Salvatore Penzone 1 anno fa

      La UE è una creatura degli Stati Uniti d’America e rientra nella strategia di governo unipolare del mondo. La grande finanza della City che ha voluto la Brexit ha preso atto della nascita di una potenza globale che segna il tramonto di quella USA. Per loro, che vogliono fare della City il primo centro finanziario off shore dello yuan, si tratta di un semplice cambio di cavallo.
      L’entrata in campo della Russia ha reso la costruzione di un’articolazione multipolare un’alternativa concreta, dando forza e radicamento alla potenza economica della Cina. Il che ha portato il terzo gruppo dell’élite finanziaria mondiale (la parte più grossa e più ricca dell’élite del progetto occidentalista globale) che, secondo l’analista russo Mikhail Khazin, ha le basi in quei settori finanziari del vecchio impero britannico associate di solito con il nome dei Rothschild, a sganciarsi dall’élite nazionale degli Stati Uniti la quale ha in progetto la creazione di aree di libero scambio per mantenere il predominio sul resto del mondo.

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  2. ComeIn 1 anno fa

    A me invece sembra molto strano che accada tutto questo..e sarò stupido ma x me c’è qualcosa che stanno tramandato USA-UE-Gran Bretagna… tutto troppo banale e scontato..

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