"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le TV delle petro monarchie del Golfo sotto accusa in Egitto

Al-jJazeera- studi

Emergono le prove del ruolo di complicità svolto dalle reti TV (del Qatar e saudite) di al-Jazeera ed al-Arabiya  con le organizzazioni terroriste degli integralisti in Egitto e negli altri paesi del M.O.

In Egitto la Procura generale ha accusato 20 giornalisti della rete televisiva del Qatar Al-Jazeera, fra di loro anche quattro stranieri, di aver collaborato ed aver aiutato un gruppo terrorista nel diffondere notizie false che hanno danneggiato lo Stato egiziano e possono mettere in pericolo la sicurezza nazionale.

L’ufficio del procuratore capo del Cairo ha annunciato lo scorso Mercoledi’ che 16 di questi giornalisti sono accusati di fare parte di un gruppo terroristico mentre gli stranieri (un australiano, un olandese e due britannici) sono accusati di aver diffuso notizie false a beneficio dei terroristi.

Otto dei giornalisti sono stati arrestati e attualmente detenuti in un carcere egiziano.

In Egitto i “Fratelli Mussulmani “sono stati dichiarati organizzazione terrorista dopo che è stata loro attribuita la responsabilità di una serie di attentati tra i quali  quello di una autobomba esplosa davanti al quartiere generale della polizia. Attentato che ha lasciato un saldo di 15 vittime. Particolare importante: l’organizzazione dei F.lli Mussulmani era appoggiata sia dagli USA che dalla monarchia saudita.

Il governo e la procura del Cairo hanno messo sotto accusa l’operato di queste emittenti televisive, finanziate dal Qatar e dall’Arabia saudita, per l’attività  di supporto svolta a sostegno dei Fratelli Mussulmani con manipolazione e diffusione di notizie false.

Naturalmente l’accusa e l’arresto dei giornalisti ha suscitato le reazioni sdegnate e scontate delle emittenti angloamericane BBC, CNN e Associated Press e si è registrato anche l’intervento della associazione “Amnesty International” (agenzia finanziata dagli USA) che ha condannato la detenzione dei giornalisti.

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Le accuse contro i giornalisti della rete al-Jazeera risultano molto circostanziate e comprendono fra l’altro anche registrazione di incontri con esponenti dell’organizzazione terroristica e consegna di documenti riservati.

Le stesse accuse vengono pronunciate in Iraq, in Libano contro entrambe le reti televisive (al.Jazeera ed al-Arabiya) per aver fomentato e sobillato l’opinione pubblica con manipolazione di notizie in modo da favorire l’attività delle organizzazioni terroriste, ispirate da Arabia Saudita, in particolare i gruppi integralisti Takfiri che si sono responsabili dei sanguinosi attacchi contro obiettivi delle comunità sciite in Irak, nonché degli  attentati con utilizzo di autobombe in Libano anche contro la sede dell’ambasciata iraniana  di Beirut (23 morti e 150 feriti), con decine di vittime civili.

In concreto queste emittenti televisive si sono dimostrate di supporto alla strategia dell’Arabia Saudita e del Qatar che hanno finanziato ed armato i vari gruppi terroristici in un primo tempo per l’attacco in Siria contro il regime di al-Assad  e successivamente hanno esteso il loro campo di azione con i paesi confinanti, Libano ed Iraq  soffiando sul fuoco delle rivalità confessionali presenti in quei paesi.

L’azione di disinformazione sistematica e di manipolazione dell’opinione pubblica araba da parte di queste TV (esemplare nel caso della Siria per falsificazione) non è stata però del tutto efficace, visto che sia in Libano che in Irak sta montando una forte insofferenza e reazione rabbiosa contro la monarchia saudita che viene accusata apertamente, anche con denuncia pubblica del primo ministro del governo irakeno, Nouri al-Maliki, di essere dietro le attività terroristiche nel paese.

Soltanto in Occidente si continua a dare credibilità a queste emittenti televisive come “voce del mondo arabo” quando in realtà esse rappresentano la voce delle petro monarchie del Golfo e dei loro interessi.

Fonti: RT Actualidad

CNN.com

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