"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le strategie dell’inganno e le sue metamorfosi

Manifesto arruolamento USA

È uscito sul Centro Studi Juan de Mairena un nuovo intervento di Franco Soldani sui recenti fatti di Parigi relativamente al caso Charlie Hebdo.  Riteniamo sia interessante proporlo, nella sua prefazione,  al fine di rendere chiaro, per quanti hanno seguito fino ad oggi l’argomento (su cui Controinformazione.info ha pubblicato vari interventi ) quale sia attualmente il livello di manipolazione dei media del sistema su tali avvenimenti e come sia in atto una strategia di depistaggio anche da parte di certe “finte opposizioni”  che si richiamano ad indefinite  matrici della sinistra auto denominatasi  “marxista” o “antagonista”.

Tutte le interpretazioni sono possibili ma risulta evidente, per chi sa cogliere le argomentazioni strumentali e fuorvianti di certi ambienti di tale “sinistra”, che queste argomentazioni  coincidono strettamente con l’interpretazione data dai media del sistema e finiscono per portare acqua al mulino dei poteri dominanti.

Lasciamo perciò  ai nostri lettori la possibilità di valutare e dare un eventuale giudizio.

La logica dell’”Inside Job” dietro il caso Charlie Hebdo

di Franco Soldani

PREFAZIONE

1. Ci si potrebbe senz’altro domandare, a ragione credo, se valga ancora la pena oggi occuparsi, un mese dopo l’accaduto, del caso Charlie Hebdo e dei fatti di Parigi. Come al solito, gli avvenimenti sono ormai scivolati fuori quadro e i media non ne parlano più. Tutto viene consumato in fretta nelle società occidentali, anche perché nuovi eventi emergono di continuo e prendono bel presto il posto dei precedenti. E non è che la crisi Ucraina o l’aggressione dell’Occidente alla Siria, l’ultima di una lunga serie del resto, siano da meno della strage parigina. D’altra parte, hanno anche dei legami espliciti e sotterranei col cosiddetto terrorismo islamico e quindi in un certo senso s’inquadrano in un medesimo disegno.

Basti pensare al fatto che i Megamedia e il potere politico delle nostre società, nel più puro stile della scuola di pensiero statunitense, hanno usato gli eventi parigini anche per levare alti proclami in difesa della libertà di stampa, di espressione, di critica, di satira, della democrazia, delle istituzioni dello Stato di diritto e quant’altro, nei confronti di qualunque altra cultura o concezione teologica che osasse mettere in discussione i valori dell’Occidente, ottenendo così un ulteriore risultato e chiudendo il cerchio, ritorcendo il delitto contro l’Islam.

2. Personalmente ritorno sull’attentato di Parigi, dopo averlo già fatto in precedenza, perché è sempre opportuno e financo dovuto opporsi alle spiegazioni ufficiali dei perpetratori e ai loro depistaggi continui. In particolare quando queste ultime, tra l’altro senza verifica fattuale alcuna, vengono paradossalmente accettate come vere e amplificate da soggetti, come è il caso di cui qui mi occupo, che indossano vesti apparentemente antagoniste, a prima vista di opposizione, marxista, persino velleitariamente comuniste (un anacronismo, quest’ultimo, nel mondo odierno purtroppo).

Evidentemente non è sufficiente essere convinti di essere distinti dal nemico, per esserlo davvero.
Questa”fake opposition”, così come qualunque dissenso controllato da chi lo dirige, deve essere additata alla pubblica opinione e smascherata, onde impedirle, se possibile, di fare ulteriori danni. Non ci si stancherà mai di ribadire il fatto che i dominanti sono anche classi dirigenti perché sanno cooptare nelle loro spiegazioni delle cose anche gli individui che di primo acchito dovrebbero avversarli. E il bello è che riescono a farlo senza che questi ultimi nemmeno se ne rendano conto.

Se la cosa ci dà tutta la misura della loro scaltra natura, se ci addita l’evoluzione post-novecentesca dei loro potenti mezzi di persuasione (molto più hidden, oggi, di quanto fossero al tempo di Vance Packard), per contro ci fa capire anche gli incurabili limiti di coloro che avrebbero dovuto comprendere il fenomeno e che invece sono rimasti prigionieri del Novecento e di un pensiero ormai definitivamente esausto. Se un sistema di conoscenza, invece di farci capire il mondo, ce ne vieta la comprensione, lo si potrà mai ancora usare per interpretarlo e sovvertirne la logica? Ci provi chi può.

3. D’altro canto, non si possono certo lasciare le nuove generazioni in balia di queste imposture. Al contrario, è indispensabile fornir loro almeno qualche elemento di giudizio alternativo, in modo che poi sappiano come comportarsi e scelgano da sole le loro condotte. Un intento, questo, in fin dei conti neoilluminista.
Inoltre, è giusto che ai lettori che si avvicinano a questi problemi venga ricordato lo stato delle cose odierno e presentata loro una differente prospettiva con cui poter guardare alla realtà socio-economica odierna, all’attuale geopolitica del mondo, allo scontro di superpotenze, ai piani Full Spectrum Dominance degli USA e al suo braccio atlantico, la NATO.

Del resto, oggi è divenuto chiaro che senza una radicale rivoluzione cognitiva, un drastica metamorfosi del nostro pensiero, in grado di farci fuoriuscire dai luoghi comuni e dagli stereotipi che ci assediano, non potranno mai nascere nuove interpretazioni del mondo che siano effettivamente differenti, per loro proprietà peculiari, dalle vecchie e soprattutto non abbiano niente in comune col passato. Un primo passo in questa direzione è senz’altro la confutazione delle spiegazioni ufficiali degli eventi, nonché di quei punti di vista interni alla cosiddetta opposizione – il vasto arcipelago delle forze sociali che ancora non hanno gettato la spugna e vorrebbero resistere al potere – che ne ricalcano le orme e fanno senza saperlo il gioco del capitale.

Le strategie dell’inganno e le sue metamorfosi

di Franco Soldani

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