"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le ricette avariate che seguiterà a proporre il governo del fiorentino al servizio dei banchieri

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-CONFIDENCE

di Luciano Lago

Mentre si prospettano scenari di guerra a livello internazionale, in Italia proseguono le sceneggiate poco serie della classe politica con il nuovo governo Renzi, personaggio costruito dalla pubblicità come neanche l’omino del Mulino Bianco Barilla , il quale  inizia a toccare con mano le problematiche italiane e si prende le prime scottature di prammatica. Dalla tassa sulla Casa e sulla benzina, primi provvedimenti tanto per rimanere nella tradizione, alle dimissioni del primo sottosegretario sotto indagine.

Non potrebbe essere altrimenti poiché, pur essendo un uomo sponsorizzato dalla grande finanza internazionale, il ruolo che il Renzi deve svolgere, è un ruolo ingrato di chi deve attuare delle direttive che imporranno altri pesanti tagli e sacrifici ai cittadini italiani ed alle imprese.  Non gli basterà l’immagine del giovane senza esperienza pregressa e non compromesso con la politica del  passato, poiché la sua linea sarà la continuità con i precedenti governi Letta e Monti in totale ossequio alle politiche neoliberiste che ci hanno portato all’attuale disastro. In pratica il fiorentino si dovrà giocare la faccia ed affrontare la dura realtà che sarà ben diversa rispetto a quanto voleva far credere dietro la sua cortina di chiacchiere al vento.

La situazione dell’economia italiana, ingabbiata nell’eurosistema e privata di ogni sovranità, risulta troppo compromessa per prospettare un qualsiasi tipo di svolta. Ce lo ricordano gli ultimi dati ISTAT con il debito pubblico salito al 133,3% e la disoccupazione  arrivata nominalmente al 12,9% ma in realtà molto più alta considerando il milione e passa di cassa integrati e gli scoraggiati si aggira in termini reali al 26% circa, con una punta del 40% al livello giovanile. Vedi Repubblica.it/economia/2014 .

Questi i dati statistici a cui bisogna aggiungere le migliaia di aziende che hanno chiuso o delocalizzato all’estero  per le eccessive imposte e costi indiretti della burocrazia , si calcola una perdita del 25% circa dell’industria manifatturiera di fatto scomparsa. Dati simili sono riscontrabili  dopo un conflitto perso e un cataclisma ma in Italia non c’è stato né l’uno né l’altro, a parte le solite frane ed alluvioni per l’incuria del territorio. Ci sono stati però governi dei fiduciari del cartello bancario come Monti e poi Letta che hanno avuto lo stesso effetto di una nuvola di cavallette passate su un campo seminato a grano.

Nessuno si illuda: i posti di lavoro persi non ci saranno più come prima nel manifatturiero perché nel frattempo è cambiato il modo di lavorare e sono cambiati i mercati. L’Italia è un paese avviato verso la deindustrializzazione.

Risulta evidente ma inspiegabile il fatto  che nessuno dei politici al governo si ponga seriamente  il problema delle cause di questo affossamento dell’economia ma si continui a girare intorno ai soliti temi e luoghi comuni enunciati senza mai approfondire: il debito pubblico e l’evasione fiscale (quella dei commercianti, artigiani e piccoli imprenditori naturalmente), le riforme da attuare ed i provvedimenti che verranno imposti comunque dalla BCE e dalla Commissione Europea. Già si è parlato concretamente di una patrimoniale che la  Merkel ed Olli Rehn  stanno premendo  per imporre all’Italia  sul patrimonio e sul risparmio degli italiani e si sono pronunciati a questo riguardo sia il presidente della Bundesbank, sia il commissario Olli Rehn che ha lanciato precisi segnali in proposito (vedi forexinfo.it/la-Bundesbank ).

Tutti sanno che il risparmio ed il patrimonio degli italiani è considerato mediamente più alto di quello tedesco e questo non ci viene perdonato ma viene considerata una risorsa a cui attingere per pareggiare   debiti delle banche e ridurre il debito pubblico (“riequilibrarlo dicono” a Bruxelles)

Questo sarà il ruolo che dovrà svolgere il Renzi della situazione a prescindere poiché non potrà sottrarsi alle necessità delle grandi banche che vogliono essere garantite per i crediti assegnati all’Italia e per questo lo hanno sostenuto come candidato.

A nessuno dei servitori del grande capitale e delle banche verrebbe in mente di contestare le ricette fallimentari che hanno determinato lo sprofondamento economico e la recessione dell’Italia (e degli altri paesi europei), nonostante questo sia un fallimento ormai evidente e conclamato.- Riesce persino strano capire come  si possa non tenere conto di questo fallimento, sarebbe come se un gruppo di amici e colleghi si recasse abitualmente a cenare nello stesso ristorante convenzionato per un lungo periodo, ne ricavano tutti (chi più chi meno) una intossicazione per cibi avariati e, invece di reclamare al cuoco e richiedere il cambio di ricette e di pietanze, insistano ancora a consumare le stese pietanze con le medesime ricette. Il cuoco nel caso sarebbe Mario Draghi e il ristorante quello della Commissione Europea. Questo di reclamare naturalmente lo farebbero le persone educate poiché quelle meno educate prenderebbero a legnate il cuoco e devasterebbero il ristorante per la rabbia spaccando tutto. Provare per credere.

Tale la situazione dei soci dell’eurozona.

D’altra parte questo è il risultato di aver adottato l’euro come unica moneta fra economie diseguali assegnando alla Germania il ruolo di paese privilegiato. Qualsiasi governo sia in carica non dispone di risorse, non può stampare moneta ma deve andarla a chiedere in tramite la BCE alle banche private e da questa riceve a prestito gli euro gravati da un interesse che logora i conti dello Stato gravando per circa 80/90 miliardi all’anno sul bilancio pubblico.  Qualsiasi governo in carica è obbligato a rispettare il vincolo del 3% nel rapporto deficit/Pil  e questo obbliga a fare una manovra di circa 50 miliardi all’anno per venti anni fino al rientro nel parametro richiesto. Qualsiasi governo in carica deve rispettare il vincolo del MES (patto di stabilità) e versare fino a 125 miliardi, dei quali 54 già versati, per sostenere le banche europee. Qualsiasi governo in carica deve presentare il bilancio dello stato alla Commissione europea prima di farlo approvare dal Parlamento e si potrebbe continuare con tutti gli altri vincoli derivanti dalla servitù dei trattati.

Di conseguenza l’unica attività che potrà fare questo governo, con il fiato sul collo della BCE , del FMI e delle agenzie di rating,   sarà quella di tassare patrimoni e rendite finanziarie, tagliare spese e privatizzare o svendere il patrimonio pubblico. Facilmente adesso l’attenzione dei “risanatori” cadrà sul settore dei dipendenti pubblici visto che sul privato è rimasto poco o nulla da spremere.

Possiamo scommettere che la scure dei tagli questa volta si abbatterà sulla massa di dipendenti pubblici di basso rango dagli infermieri agli insegnanti, dai forestali ai dipendenti degli enti pubblici, mentre saranno risparmiate le burocrazie parassitarie di nomina politica garantite e privilegiate, si eviterà di colpire la corporazione dei magistrati che potrebbe poi vendicarsi con procedimenti giudiziari, si eviteranno gli alti dirigenti statali e i presidenti delle società partecipate, sempre intoccabili.

Nessun rilancio dell’economia in queste condizioni ma piuttosto riforme di facciata, dalla riforma elettorale alla riformulazione di un testo sul lavoro per rendere il lavoro più flessibile. Si parlerà a lungo delle tematiche sui diritti civili, sullo jus soli per fare contente le correnti  mondialiste e le coppie gay e per fare cosa grata alla omonima lobby e suoi sostenitori e soprattutto per distrarre l’opinione pubblica dalle gravi questioni economiche e sociali.

Agli italiani si sottrarranno soldi dai risparmi, si farà una imposta straordinaria sulla casa ma questi si potranno consolare nel ritenersi un “paese avanzato” con una legislazione d’avanguardia sui diritti civili di gay, trans gender, di immigrati naturalizzati con cittadinanza acquisita, con adozioni di bambini  libere e matrimoni anche per coppie gay, indifferenza di genere per genitore 1 e 2, presto con eutanasia liberalizzata ed in futuro, perché no, con depenalizzazione della pedofilia. Un grande “avvenire di progresso” si aspetta per questo paese.

 

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  1. ROBERTO 3 anni fa

    Buongiorno,

    Agli italiani si sottrarranno soldi dai risparmi, si farà una imposta straordinaria sulla casa ma questi si potranno consolare nel ritenersi un “paese avanzato” con una legislazione d’avanguardia sui diritti civili di gay, trans gender, di immigrati naturalizzati con cittadinanza acquisita, con adozioni di bambini libere e matrimoni anche per coppie gay, indifferenza di genere per genitore 1 e 2, presto con eutanasia liberalizzata ed in futuro, perché no, con depenalizzazione della pedofilia. Un grande “avvenire di progresso” si aspetta per questo paese.

    Quello che dice nel trafiletto finale, riportato sopra, rappresenta fedelmente il pensiero della maggioranza dell’attuale popolo chiamiamolo italiano, vorrei aggiungere solo che oltre a tutto ciò vi è un forte scollamento ed avversità nei confronti della chiesa (conseguenza chiara di quello che dice nella parte finale dell’articolo)

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