"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le porte girevoli. La Sfilata degli ex commissari europei verso le lobbies delle multinazionali.

A chi risponde in Europa l’Oligarchia della Commissione Europea ed a quali interessi fa riferimento? Le decisioni prese dalla Commissione (costituita dai 28 membri) sono unilaterali e non prevedono alcuna consultazione con il Parlamento Europeo nè tanto meno con i governi dei vari paesi europei, da cui i commissari sono autonomi. Tutto si svolge riservatamente negli uffici della Commissione e le decisioni della stessa Commissione muovono interessi miliardari nei settori finanziari, delle Banche, dell’Energia, delle imprese farmaceutiche, dell’alimentazione, ecc..
Sarà un caso ma i commissari, quando terminano il loro mandato, ottengono prestigiosi incarichi da grosse multinazionali e da grandi banche o da organismi finanziari e questo fa capire come sia importante per i commissari prendere le decisioni “giuste”.

Le porte girevoli -La Sfilata degli ex commissari europei verso le lobbies delle multinazionali.

Il Corporate Europe Observatory (CEO) ha divulgato una informativa di acune delle attività collegate alle multinazionali dei commissari europei della legislatura 2010-2014
Esiste un uomo in Europa che riesce a fare di tutto- Colui che è un esponente nel World Economic Forum, fa conferenze per il Club di Bilderberg e portvoce nel Bureau de Londra e Washington o si trova nel Madrid Ópera House. Così arriva fino al 22 attività in contemporanea. Si tratta di José Manuel Durão Barroso, l’uomo che ha diretto per dieci anni la Commissione, il principale organismo esecutivo e legislativo dell’Unione Europea.

Barroso e le porte girevoli
Barroso e le porte girevoli

I casi di porte girevoli denunciati dal CEO segnalano  specialmente 8 dei 26 commissari del periodo Barroso (2010/2014). In uno dei casi, quello del estone Siim Kallas, coincide che il Kallas rimane come consigliere speciale della Commissione creata intorno alla presidenza di Jean Claude Juncker nell’epoca in cui lavorava per la multinazionale Nortal.
Kallas ed altri sette in più, segnala il CEO, non avrebebro dovuto ricevcere l’autorizzazione del comitato etico della Commissione Europea, per il motivo del rischio di conflitto di interesse. La più evidente di queste è Viviane Reding, commissaria in varie materie dal 1999 al 2014, che è passata ad avere incarichi per conto di imprese come Nyrstar, Agfa-Gevaert y la Fundación Bertelsmann.

Gli esempi di queste possibili interferenze sono rappresentate dal ruolo della multinazionale Bertelsmann nel “mercato” dell’educazione e dei media, così come il suo ruolo predominante nelle riunioni della Commissione del Commercio e nei trattati di libero commercio, in special modo quello del TTIP.

Un altro caso considerato  sospetto è precisamente quello del precedente commissario del Commercio, Karel De Gucht. Questo cittadino belga era entrato attraverso la porta girevole nel fondo di investimento “CVC Capital Partners” e nella Banca Merit Capital, due multinazionali del settore finanziario. Per il CEO, non si è tenuto in conto il ruolo di De Gucht come commissario durante la tempesta finanziaria che iniziò nel 2008.

Alumnia e la lobby dell’elettricità

Nella lista dei “commissari girevoli” appare anche il socialista Joaquín Almunia, nella Commissione Europea dal 2004 fino al 2014, che è passato dai portafogli dell’Economia e della Concorrenza e che fu anche vicepresidente della Commissione Europea.

Commissari girevoli della UE
Commissari girevoli della UE

Alumnia ha 13 attività autorizzate attraverso il Comitato di Etica della Commissione Europea. Tra quelle, il suo ruolo come illustratore dell’informativa “Costruendo l’Unione Energetica”, un documento incaricato dalla multinazionale italiana ENEL, una delle imprese che più denaro riserva per le lobbies nell’Unione Europea, dove aveva investito due milioni di euro nel 2014.L’ENEL integra la EENDESA, la principale multinazionale responsabile delle emissioni di diossido di carbonio di quelle che dispongono di capitale spagnolo.

Tra le sue conclusioni, la CEO crede che si debba stabilire una chiara proibizione quando esista il rischio di conflitto di interessi tra gli interessi delle popolazioni europee e gli interessi corporativi, che durano almeno tre anni dalla sua uscita dalla Commissione Europea.

Allo stesso modo chiedono un sito web dedicato specificamente alla comunicazione dei loro movimenti di porte girevoli e la messa in marcia di meccanismi di trasparenza che spieghino quali siano i movimenti di interessi intorno alla Commissione.

Fonte:  Diagonal

Traduzione e prologo: Luciano Lago

Nella foto in alto:   Manuel Brroso con la Viviane Rending

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