"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le morti in discoteca quale sintomo della deriva della società di massa e la vulnerabilità delle nuove generazioni

di Luciano Lago

In qualsiasi sistema sociale, senso di vitalità e felicità sono proporzionali alla conservazione della  propria coscienza individuale (opposta alla massa) e dipendono dalla capacità di rigettare le “illusioni”  che derivano dai tentativi di  manipolazione mentale.
Soggetti a queste illusioni sono maggiormente le persone che non hanno ancora raggiunto uno stadio sufficiente di maturità: gli adolescenti ed i giovanissimi. Questo spiega la vulnerabilità delle nuove generazioni ai falsi miti del consumo, del divertimento, del godimento ad ogni costo e della droga.
Non ci si può quindi meravigliare delle improvvise morti per collasso, all’uscita di una discoteca, di ragazzi in preda a deliri di “sesso, alcool, droga e rock and roll”, visto che quello è uno dei miti imposti dalla manipolazione delle menti.

Gli “esperti” che intervengono in stucchevoli trasmissioni televisive, discutono quasi sempre degli effetti, mai però delle cause e si propongono rimedi che vanno dalla chiusura delle discoteche (veri templi del divertimento moderno) da parte delle autorità o dell’adozione di provvedimenti di controllo che vanno dal poliziotto in discoteca o dai cani anti droga posti all’ingresso.

Le vere cause del fenomeno della pseudo cultura dello “sballo” insinuatasi nella mente di molti giovani,  bisogna ricercarla nei fattori che hanno determinato il nefasto condizionamento mentale  di questi e ci sembra  facile rilevare che, quanto più le persone si trovano immerse in quella che si chiama “coscienza collettiva” (della massa), tanto più risultano influenzabili e manipolate e dipendono da una fonte autoritaria esterna (la società, il club o la setta/gruppo di appartenenza, lo Stato, le istituzioni). Ogni messaggio proveniente da questa nebulosa chiamata società è calcolato in modo da spingere le persone verso una sorta di  gregge privo di volontà e indipendenza, capaci solo di rispondere automaticamente ai messaggi scoperti o velati che provengono da una “autorità” esterna.

mind control - orwell

Allargando la visione di questo fenomeno, nei tempi attuali ci si chiede spesso come, il condizionamento mentale delle masse, sia funzionale  sempre più a forme di sistemi autoritari, nonostante la parvenza “democratica”. Questa si può individuare come una  delle principali finalità del sistema, il controllo politico assieme al controllo sociale.
La spiegazione del  fenomeno, semplice ma difficile da individuare, è che la grande maggioranza delle persone sono inconsapevolmente manipolate. Si vive in un sistema in cui i nostri processi mentali sono imposti fin dal primo apprendimento nelle scuole primarie. Quando gli individui diventano adulti, arrivando ad uno stadio di maturità apparente, in realtà raggiungono uno stadio tale dell’esistenza e dell’evoluzione mentale per cui rimangono prigionieri di un sottile e invisibile sistema fatto di verità percepibili, mitologie imposte ed il loro contrario, il tutto sotto l’influenza dei media, della scuola, delle forme di comunicazione ricevute.

Gli individui più giovani, con un normale quoziente di intelligenza ma ancora con con scarsa cultura, poco senso critico, possono diventare prigionieri della loro stessa mente. Essi immaginano la felicità come un qualcosa che si trova all’interno dei confini di parametri mentali che sono stati loro imposti. In realtà vivono la loro esistenza fisica senza mai avvicinarsi alla libertà di decidere (il libero arbitrio). Ogni scelta diventa impossibile quando tutte le opzioni sono imposte dal sistema, e sono queste opzioni a guidare verso la sottomissione ai messaggi che provengono dall’esterno. Non sempre si tratta di messaggi scoperti, a volte sono messaggi anche subliminali che possono essere contenuti nella pubblicità ed anche nella musica. Vedi: Subliminale: cosa dice la scienza

Questo stato di sottomissione è volutamente perseguito dall’attuale sistema sociale ed economico, di matrice neoliberista, che vede in esso, attraverso il controllo dei media, dell’istruzione, delle parole d’ordine e delle mode, nonchè delle organizzazioni no profit, delle materie di apprendimento, dei “pensatoi” istituzionali (fondazioni e think tank) il modo di controllare e manipolare le masse, in particolare quelle giovanili che sono in genere le più suggestionabili nella fase di formazione e di cui si cerca di captare l’orientamento che va poi a determinare il consenso o meglio ancora la soggezione a determinate regole sociali che sono in realtà imposte inconsapevolmente al cittadino consumatore, lavoratore e contribuente.

Questo sistema sa di poggiare su basi fragili in quanto persegue lo sfruttamento, la precarietà di lavoro, la soppressione dei diritti sociali preesistenti e l’inasprimento delle disuguaglianze sociali. Importante quindi evitare che si formi una coscienza civile, tanto meno una coscienza nazionale e forme organizzate che potrebbero portare al prodursi di possibili aspetti di rivolta sociale o di contestazione ed è per questo fondamentale iniettare nelle nuove generazioni una forma di obnubilazione delle coscienze che viene data dalla ricerca del divertimento, del consumo e degli status symbol.

Non esageriamo pertanto nell’affermare che i giovani sono oggetto di una sperimentazione di massa di nuove forme di controllo mentale ma non ne sono consapevoli.
Le morti improvvise per collasso che avvengono all’uscita di una discoteca sono uno degli effetti di questa sperimentazione fatta sulla pelle dei più giovani.

Pochissime persone comprendono di vivere nell’inganno e nell’illusione e di essere vittime del potere suggestivo di parole ed espressioni ripetute. Questo avviene solitamente in quelle che hanno accresciuto il proprio senso critico e migliorato la propria cultura tanto da saper percepire l’inganno dei messaggi che ricevono dal sistema mediatico. La maggioranza delle persone subiscono il condizionamento imposto della propria vita e di quello che possiedono semplicemente perché “non sanno di non sapere”. Il sistema di condizionamento mentale rende le masse schiave più di quanto non farebbe un esercito invasore.

Contro quei pochi che sfuggono a questo sistema di condizionamento occulto e che riescono a percepire la verità, qualora diventino eccessivamente critici, quindi molesti o pericolosi per il sistema, vengono studiate altre forme per renderli marginali, come il discredito sociale, la ridicolizzazione delle loro tesi o, peggio, l’incriminazione. Il “pensiero unico non ammette il dissenso sulle questioni essenziali.

La creazione di una ragione convenzionale e/o di una coscienza collettiva è l’arma segreta della élite di potere. Più la mente di qualcuno è immersa nella massa, ovviamente, e più perde individualità e indipendenza di pensiero. Questo genera un fenomeno negativo e crea effetti nefasti nelle menti di molti giovani.
Più si dipende dalla massa e meno si sviluppa un senso critico individuale, una libera coscienza.
In poche parole, la sindrome della massa è un antidoto alla realtà.  Si può affermare che che il fenomeno psicologico chiamato coscienza collettiva sia una strategia creata per il controllo della popolazione. Di sicuro appare un sistema protettivo inespugnabile agli occhi delle élite, che sotto ogni aspetto sono il nemico naturale delle persone.

Se vogliamo domandarci cosa sia essenzialmente la coscienza collettiva, riprendendo la definizione del Durkheim, “la coscienza collettiva si differenzia dalla coscienza individuale ed è l’insieme di rappresentazioni, norme e valori, condiviso dai membri di una società, e come tale costituente la dimensione societaria di questo insieme di persone”.

Quando i nostri pensieri dominanti si accentrano sul gruppo piuttosto che sull’io o sull’individualità, allora siamo psicologicamente integrati nella “coscienza collettiva”. Di conseguenza dipendiamo necessariamente dal sistema. Si tratta di una strategia sottile e sofisticata volta al controllo della persona, che permette ad un’autorità invisibile di manipolare le masse secondo la propria volontà. All’opposto, è l’individualismo estremo a sfuggire a questo sistema mentale e al dominio autoritario.

L’ipnosi di massa  è uno stato in cui cade il soggetto ove  parole, colori, suoni e tecniche – di cui non siamo mai stati consapevoli- vengono usati dai Media e dalla Pubblicità con lo scopo di ipnotizzarci. Si tratta di un sistema ben definito volto alla modifica del comportamento e di dominio assoluto della mente.
D’altra parte è risaputo che le persone comuni credono  a qualsiasi cosa  venga ripetuta loro abbastanza spesso per cui è semplice, per gli “ipnotizzatori”, architettare qualsiasi espediente  serva loro per raggiungere gli scopi prefissati.
Chi è sotto ipnosi agisce contro il suo interesse e dissipa le sue energie fisiche e mentali inseguendo miti e status imposti dall’esterno. Sotto ipnosi, o in condizioni di comportamento modificato, ciò che normalmente sarebbe stupidità o autolesionismo diventa “politicamente corretto”. Vedi: Ipnosi di massa e il “Mind Control”

Agli occhi di una persona cosciente, questa è pazzia, un comportamento che disturba la comunicazione tra una persona ipnotizzata e una cosciente. Molti sperimentano questo disturbo nella socializzazione, quando parlano con gli altri. Quello che è evidente per gli uni , non è avvertibile per chi è sotto ipnosi.

L’ipnosi di massa è uno dei sistemi utilizzati per il controllo delle masse ma a volte i suoi effetti possono sfuggire a chi pretende di controllarli.
L’antidoto a quanto avviene nelle discoteche potrebbe essere nella frequentazione di altri luoghi dove sia possibile l’apprendimento e la formazione del carattere, l’accrescimento della cultura. Lo slogan per le nuove generazioni potrebbe essere: meno discoteche e più sport e biblioteche.

I romani avevano coniato lo slogan sempre valido: “mens sana in corpore sano”.

N.B. Foto in alto ripresa da “Dagospia”

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  1. Alessandro 2 anni fa

    Leva militare, leva militare, leva militare, anche se troppo tardi!

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  2. Liaeo 2 anni fa

    Forse, non bisogna dimenticare la propria gioventu’ per capire quella altrui. Giusto e sbagliato sono categorie dialettiche di cui spesso abusiamo dimenticando che il loro significato morale/ideologico non puo’ prescindere da un obiettivo (e’ giusto per … E’ sbagliato per …). Dunque, quali sarebbero gli scopi? E non si puo’ decidere diversamente? E chi e’ veramente libero nelle sue scelte e nei suoi ideali? E’ meglio morire combattendo per chi ti manipola o sopravvivere da schiavo moderno; combattere cio’ che si ritiene ingiusto o annichilirsi? Io ho fatto le mie scelte ma le posso imporre? Non cambiero’ mai piu’ la mia prospettiva?
    Forse, il problema non e’ nella umana ricerca di diversi stati di coscienza (e di diversi punti di vista). Forse, sono piu’ accettabili i creduloni che affidano la propria coscienza ai media, riuscendo a sopravvivere piuttosto che a vivere? D’altra parte, anche questo “esercizio” su una tematica dettata, guarda un po’, dai media, alimenta la nostra illusione di essere liberi.

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  3. Piero61 2 anni fa

    salve
    siamo genitori di due ragazzi, il maschio quasi 16anni, la femmina, 12 e mezzo, e viviamo in campagna nell’entroterra genovese a metà strada tra la provincia di Alessandria e quella di Piacenza; la nostra piccola frazione è in collina a 350mtslm, in mezzo a boschi di castagno, orti, sentieri, sorgenti, pascoli con mucche, pecore, cavalli e animali selvaggi quali: cervi, cinghiali, poiane, beccacce, pernici, aironi (nei torrenti), anatre, eccetera…le sere d’estate ci ritroviamo nel piazzale della Chiesa presso i locali della SOC (società operaia cattolica) a “vegliare” con ghiaccioli all’anice o all’orzata, partite a boccette o a carte a macchiavelli; i ragazzi di età tra i tre anni e i sedici, giocano a pallone, girano in bici, fanno scherzi e organizzano sfide a calcio con le frazioni limitrofe.
    La mia famiglia come la maggior parte della altre ha dato una impronta educativa decisa fin dalla piu tenera età e adesso si vedono i buoni risultati; certo, ci sono le risposte e qualche tentativo di ribellione (esattamente come abbiamo fatto noi alla loro età) ma nel complesso si vive, abbastanza tranquilli.
    Siamo ben consci che non viviamo nel paradiso e che tutto può accadere, anche a famiglie come le nostre che fanno quello che dovrebbe fare qualsiasi persona che decide di sposarsi e mettere al mondo figli, cioè EDUCARLI, ISTRUIRLI su cosa è bene e su cosa NON lo è (eviterei commenti del tipo: quello che è bene per me può essere male per altri o viceversa, con me, il relativismo NON attacca)…
    Quella bambina è realmente una vittima, una vittima di quel sistema di vita che è riassunta nel celebre aforisma di G.K Chesterton: “l’uomo che smette di credere in DIO, comincia a credere a tutto” , quel tutto aggiungo io, che è nulla, menzogna e disperazione…
    Chiedo scusa per gli eventuali errori di punteggiatura, di battitura o grammaticali ma..patisco il caldo…
    saluti
    Piero e famiglia

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    1. Alessandro 2 anni fa

      Complimenti per la vostra famiglia, la vostra testimonianza e la vostra semplicità!
      Saluti da Alessandro

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    2. Luciano Lago 2 anni fa

      Grazie Piero per questo suo significativo commento che vale più di mille articoli su questo argomento. Le faccio i miei complimenti- L’impronta educativa che una famiglia sana può dare ai propri figli è la migliore difesa contro tutti i condizionamenti ed gli orientamenti negativi che i ragazzi possono ricevere dal mondo esterno. Esattamente per questo il sistema sta investendo i suoi massimi sforzi nella demolizione della famiglia tradizionale.
      Un cordiale saluto

      Luciano Lago

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    3. Werner 2 anni fa

      Complimenti anche da parte mia e grazie per la Sua bella testimonianza. Il Suo é un esempio che andrebbe preso a riferimento da più famiglie possibile.

      Cordiali saluti e buon ferragosto.

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