"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le forze di autodifesa del Donbass, pur se in inferiorità materiale e numerica, combattono eroicamente ed hanno provocato forti perdite nell’esercito ucraino

Famiglie nei rifugi

 

Dal nostro corrispondente

 

Mentre la popolazione rimasta nelle città dell’Ucraina orientale si è dovuta rifugiare negli scantinati per sfuggire ai bombardamenti (vedi foto) proseguono molto intensi i combattimenti in tutta la zona tra l’Esercito di Kiev e le forze di autodifesa del Donbass.

Cira 130 militari ucraini sono morti nel corso delle ultime 48 ore negli scontri verificatisi nella città orientale di Lugansk, riferiscono da Domenica scorsa le autorità prorusse di questa loclità. “L’Esercito ucraino ha cercato di attaccare la città da tre fronti. Tutti gli attacchi sono stati respinti dall’esercito della repubblica Popolare di Lugansk”, ha affermato l’ufficio stampa della autoproclamata Repubblica di Lugansk.
Inoltre hanno informato della distruzione avvenuta di un aereo LLyushin-76, di 7 veicoli blindati trasporto truppe, di obici, di mortai, di un sistema di difesa antiaerea e d 5 veicoli dell’Esercito.


“Le forze prorusse hanno portato a termine una operazione con successo nella zona dell’aeroporto di questa città, controllata dalle truppe aerotrasportate del nemico”, hanno comunicato le fonti di Lugansk.
Allo stesso modo, hanno riferito che i militari ucraini hanno ucciso una persona e ferito altre 13, incluso un minore d’età.
La milizia di Nonetsk ha sbaragliato il battaglione “Azov” a Savur: eliminati 200 mnercenari stranieri.
Il comando militare di Donetsk ha dichiarato che le milizie dell’autodifesa sono state in grado di annientare oltre 200 agenti di sicurezza nemici ed un carro armato T-64 nei combattimenti vicino alla regione di frontiera di Rostov.

Le truppe ucraine hanno sofferto gravi perdite nel cercare di occupare le alture strategiche di Savir-Mogila. Questo è uno dei punti più alti nella regione di Donetsk, in una posizione conveniente per il controllo della strada che collega Donetsk alla regione di Lugansk.
I combattimenti con il battaglione ucraino Azov sono iniziati negli ultimi 3 giorni, il battaglione, formato da 300 membri, ha perso fino al 70% dei suoi soldati tra morti e feriti. Inoltre nella valle di Dmytrivka la milizia di autodifesa ha distrutto un carro T-64. l battaglione Azov è stato ritirato dalla zona dei combattimenti.
Durante la rottura dell’accerchiamento a Slaviansk, un gruppo di miliziani prorussi ha combattuto fino alla morte per permettere che il grosso dei loro camerati potessero allontanarsi per continuare la battaglia a Donetsk.

Riferendosi a questi eroi, risuonano le parole del filosofo Alexander Dugin, “Gli eroi russi si sacrificano per ravvivare il nostro spirito e bruciare la spazzatura dalla nostra Russia. Le uve maturano con l’ira. Ogni parola in questi giorni servirà per fare la differenza. Eroi e traditori. Il nostro uomo rimane uguale…ed è il nome di Igor Strelkov”.
Le milizie prorusse, comandate dal colonnello Igor Strelkov (nella foto), si sono trincerate a Donetsk per affrontare la battaglia per la difesa della città.

Stretkov

Continua il silenzio della stampa e dei media europei su quanto sta avvenendo in questa  zona dell’Europa dell’Est, la regione del Donbass ucraino.

Si vuole mantenere occultata “l’operazione castigo” intrapresa dal governo di Kiev, su mandato del Dipartimento di Stato USA che comprende il bombardamento delle zone residenziali (con centinaia di vittime accertate), la pulizia etnica della regione dalla popolazione di etnia russa. Si contano già oltre 120.000 profughi nella zona senza che ci sia stata la possibilità di aprire dei corridoi umanitari, come richiesto dal governo della Repubblica Popolare di Donetsk.

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