"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le elites disprezzano le scelte del popolo

Proteste contro risultato elezioni

di  Luciano Lago

Ancora una volta, con la vicenda delle elezioni presidenziali negli USA, si conferma quello che da tempo andiamo riscontrando: il profondo distacco delle elites dal popolo in un processo che vede aumentare sempre di più il solco che segna tale distanza. Il voto dei cittadini, quando contrario alle indicazioni dei grandi “opinion makers”, viene considerato “non in linea” e viene quindi classificato come “populista”, “demagogico e fuorviante”.

La democrazia viene acettata dal sistema delle centrali dominanti soltanto quando, grazie al bombardamento mediatico, la gente viene convinta a votare seguendo le indicazioni ricevute. Se questo non accade, allora il voto non vien considerato “legittimato” e si scatena la reazione delle proteste manovrate. Esattamente il panorama di quanto sta accadendo negli States dove, a seguito della vittoria di Donald Trump, candidato sgradito all’establishment,  molta gente, aizzata dalle varie ONG di Soros e di altri miliardari collusi con la famiglia Clinton, scende in strada con i cartelli  del “Trump not my President”.

Possibile anche citare come esempio, in Italia, la spocchia delle dichiarazioni di alcuni personaggi politici del PD ( appresi i risultati delle elezioni negli USA), fra i quali qualcuno ha dichiarato “Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale” e similari giudizi espressi da altri reggicoda del Governo e della classe politica dominante.
Queste dichiarazioni (ed altre similari) dimostrano lo snobismo ed il disprezzo della classe elitaria nei confronti dei ceti popolari ed il rifiuto di accettare il concetto base della democrazia per cui ad ogni uomo corrisponde un voto, che sia un operaio o un borghese, per quanto le aspirazioni dei ceti popolari siano distanti dalle utopie astratte e dalle esigenze della elite che compongono la nuova aristocrazia borghese mondialista.

Jack Dion ha scritto nel suo recente saggio “Le mépris du Peuple” (il disprezzo del popolo) ovvero “Quando i partiti che si succedono al potere si trasformano in strumenti di difesa dell’ordine stabilito (rappresentato dall’establishment), il popolo diventa un nemico, esso simboleggia un pericolo potenziale», dice Dion.
Questo è tanto più vero se si considera che le elites di potere hanno perduto il senso della realtà, hanno dimenticato che la società si sta impoverendo e hanno emarginato sempre di più dagli organi decisionali la gente comune. In pratica  il processo globalizzatore ha favorito l’ascesa al potere di una oligarchia che  monopolizza il potere in tutte le sfere della società, da quella economica a quella politica e mediatica.

Le classi lavoratrici ed i ceti popolari  sono stati abbandonati e disprezzati dalle élites, formate dai funzionari del grande capitale, dagli opinionisti dei media, dagli esponenti (spesso non eletti) della classe politica dominante, coloro che hanno fatto della carriera e dei loro privilegi il loro principale obiettivo di conservazione nel potere.
I componenti di questa elite, atraverso le loro fondazioni ( think tank), le cattedre e le docenze, oltre ai media controllati, hanno diffuso la convinzione che non esista alcuna alternativa possibile ai dogmi del neoliberismo e all’estremizzazione del capitalismo (ipercapitalismo) caratterizzato dal mito dei “mercati aperti” e della globalizzazione come processo ineluttabile ed irreversibile.

Assieme a questi dogmi si insiste con la diffusione sempre maggiore di un linguaggio ” nuovo” (nuovo non significa per forza buono) dove termini come competitività, flessibilità, liberalizzazioni e costo del lavoro sono considerati concetti indiscutibili ma che, di fatto, hanno annientato qualsiasi forma di democrazia, sottomettendo questa all’economia finanziaria ed alle esigenze dei mercati, salvo relegare la persona, la sua dignità, i suoi diritti sociali ad un ruolo subordinato, asservito al grande Capitale.

Da questo deriva l’assoluta distanza dai problemi reali della gente comune che viene mascherata nella omologazione delle idee alla nuova ideologia globalista e mondialista che viene imposta dall’ordine finanziario che esige, come condizione previa, la rinuncia ad ogni forma di sovranità.
In realtà la sovranità che viene dismessa non è soltanto quella della Nazione, che sia dell’Italia o della Spagna o della Grecia ma è anche la perdita della vecchia ed obsoleta (per la elite) sovranità popolare. L’elite deve decidere per conto del popolo, per il suo bene perchè il popolo è incolto, non comprende e si lascia fuorviare dagli agitatori e dai “populisti”.

L’elite dominante è collegata agli organismi sovranazionali che sono quelli dove si prendono le decisioni che contano, vincolanti per i Governi , ove si prevede che gli Stati nazionali dovranno essere dismessi e le costituzioni dei paesi del Sud Europa “devono essere riformate perchè troppo socialiste” (lo ha scritto la JP Morgan). Il potere di decidere passa dallo Stato e dai governi agli organismi sovranazionali come la Commissione Europea, il FMI, la Banca Mondiale, il WTO, la Goldman Sachs, ecc. ed alle grandi banche, alle agenzie di rating, agli emissori della moneta. In questo processo non c’è spazio per il popolo, che viene considerato come un insieme di consumatori, individui senza volto, meglio se omologati e multiculturalizzati, non in linea con le esigenze dei mercati e del sistema finanziario.

Questo spiega perchè la possibilità di affidare al voto dei cittadini nelle urne per le scelte importanti è questione che si cerca di evitare o di limitare al massimo. In Italia, ad esempio, si esclude da sempre (per Costituzione) il voto popolare sui  trattati internazionali e le scelte di partecipazione a “missioni internazionali”, naturalmente sempre “umanitarie”. Sono le elite e soltanto loro che possono deciderle e riservarsi la possibilità di stabilire partecipazioni del paese alla guerra  e sanzioni.

Rimangono però alcune funzioni elettive e di rappresentanza per il popolo, secondo Costituzione, che sono ancora troppo estese. Da qui la necessità di una riforma della Costituzione per restringere l’ambito di aplicazione e riservarlo alle segreterie dei partiti, oltre al  monopolio assoluto delle informazioni attraverso il controllo dei media che consentono di “orientare” le masse.

Neppure Orwell, ai suoi tempi,  avrebbe progettato un sistema di controllo  tanto efficiente come quello attuale.

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  1. Umberto 4 settimane fa

    In uno stato di diritto, lo Stato ha il dovere di prevenire e reprimere simili forme di assembramento in quanto sovversive conclamate. Oltre a chi va in piazza, si sa chi le finanzia, promuove ed organizza: non è difficile identificare la natura eversiva, poi, dal momento che il modus operandi degli ultimi tempi nemmeno si premura di incappucciarsi, operando dunque a volto scoperto. Tanta è la sua boria impunita.

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    1. Tania 4 settimane fa

      Non sono d’accordo, è un diritto dimostrare il proprio dissenso, bisogna solo smettere di parlare di democrazia, che non esiste, quanti saranno i democratici nel mondo? Non lo sono certo quelli che ora manifestano contro Trump, sono fascisti che non accettano per nulla chi non la pensa come loro, no?
      Dei pellerossa non parla mai nessuno…
      Bianchi, afroamericani, ispani, gialli, grigi, dei pellerossa non parla mai nessuno, 100 milioni, dopo l’arrivo dei “nostri” ne erano rimasti 63mila… poveri pellerossa.

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      1. Tania 4 settimane fa

        Un paese gli USA armato fino ai denti, va un pazzo/a nella stanza dei bottoni, il mondo è fritto.
        Mi si può dire ma noooo, impossibile. gli USA sono BUONI.
        Peccato che abbiano sterminato 100 milioni di indiani, mezzo Vietnam, mezzo Medio Oriente, mezza Asia, soggiogato l’Europa, accerchiato la Russia, unici a buttare bombe atomiche su città del mondo, siamo davvero sicuri che questi non hanno invece da sempre dei pazzi dentro la stanza dei bottoni, e aspettano solo il più pazzo di tutti, il più pazzo dei precedenti?

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  2. Umberto 4 settimane fa

    Aggiungo che, tra le condotte illegali vi rientra anche la spocchia piddina interna che destituisce apertamente la volontà popolare etichettandola come “pericolosa”. Lo stesso eventuale risultato in favore del “si” nel referendum sarebbe illegale, come le modifiche assurde e barbare di casa/cosa nostra.

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  3. Manente 4 settimane fa

    E’ ormai chiaro che la minaccia più grave per le democrazie proviene dai “pidioti” e dalle entità che si autodefiniscono “progressiste”. Le affermazioni deliranti di gente come Rondolino che parla di abolire il suffragio universale, lo qualificano come un nemico della democrazia che va semplicemente sbattuto in galera come un malfattore.

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    1. Umberto 4 settimane fa

      Esattamente. Ciò che prevedono già le nostre leggi e paventano ancora le volontà del popolo pensante. Non c’è niente di strano, per quanto strano possa sembrare a chi non pensa più, evidentemente fatti salvi i complici, si dichiari ugualmente, appunto.

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    2. Citodacal 4 settimane fa

      Rondolino che, durante le manifestazioni degli insegnanti, dichiarò: “Cosa aspetta la Polizia a riempire di botte questa gente?”. Un motivo per reprimere lo si trova sempre: guarda caso è, di volta in volta, il proprio immediato.

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  4. nessuno 4 settimane fa

    ho girato di qua e di la leggendo i commenti su diverse piattaforme di discussione
    non oso dire analiste, quello che ho notato è una grande rabbia e astio sull’esito
    del risultato usa, i più inferociti sono quelli di “sinistra”, non si danno pace, ho letto
    commenti volgari, ingiuriosi, addirittura proposte di omicidio e quant’altro.
    In moltissimi vogliono impedire il voto alla gente che non ha un certo livello di
    istruzione, altri addirittura di non fare votare tout court. Sono stupefatto dalla deriva
    del pensiero che era di “sinistra”, si sono metamorfosati, a mio avviso sono diventati
    i nuovi “fascisti”, i detentori della verità assoluta, se non condividi il loro pensiero
    sei: ignorante razzista populista, indegno cittadino da emarginare, e questo mi porta
    all’Italia, dove non ci fanno votare da tre Governi oramai, gli “abusivi”sanno che perderanno
    nelle urne e tirano lungo, ma fino a quando?

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    1. Umberto 4 settimane fa

      Non c’è niente da fare. Messi alle corde, tirano fuori la loro vera identità, che in normali condizioni – loro intendono “normalità” il potere assoluto in tutto e su tutti nelle loro mani. Mani lorde del sangue di un popolo che hanno tradito per l’ ennesima volta. Tutto ciò che non si allinea alla posizione del “partito” o che contesti una sola virgola delle loro farneticazioni fanno scattare tutta la rabbia repressa, la frustrazione, l’ arroganza, l’ ignoranza e la violenza ferina di cui sono capaci. In due parole: SONO COMUNISTI. Vanno messi in condizioni di non nuocere; rappresentano, da quando esistono, un pericolosissimo male per qualsiasi forma di Stato o Governo che vogliano vivere in pace.

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    2. PieroValleregia 4 settimane fa

      …non sono fascisti, non ne sono degni, sono solamente quello che sono sempre stati: comunisti, giacobini, razzisti,
      contronatura e, completamente isolati dalla realtà…
      Il fascismo, con tutte le sue storture e alcuni personaggi folcloristici come Starace , modernizzò l’Italia, la elevò culturalmente,
      edificò lo stato sociale, debellò diverse malattie, come la TBC e la malaria, fino ad allora stabilmente presenti nel nostro
      territorio.
      I compagni, tutte queste cose, una volta eliminato il fascismo, le hanno prima lottizzate, poi distrutte…
      saluti
      Piero e famiglia

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    3. giannetto 4 settimane fa

      Ma anche tra gli anti-stalinisti
      … (preferisco dir così che anti-comunisti, per non mettere nello stesso fascio politica e ideologia, con il rischio di vederci coinvolto lo stesso Marx, che fu un grande pensatore e il più profondo analista del capitalismo industriale del sec. XIX)……
      … anche tra gli anti-stalinisti – dicevo – bisogna mettere i paletti. Perché un conto è esserlo stati ai tempi di Gide e Silone, altro conto è esserlo adesso, in tempi in cui lo son diventati perfino i sassi. E non è un caso che molti, che si dichiaravano fino ad ieri o ier l’altro “comunisti”, e in special modo i RIVOLUZIONARI SALOTTIERI, si stiano riciclando con la velocità della luce in ALERNATIVI TAVERNICOLI (nb: non è un errore di battitura, la parola comincia proprio con “t”)

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  5. Tania 4 settimane fa

    E ‘ stupefacente come il PD il cui boss si dichiara di sinistra sia perfino peggio di Berlusconi che ebbe a dire “il popolo non conta un ca**o”.
    Il PD dice ” il popolo NON DEVE CONTARE un ca**o”…
    L’orrore del potere è sconfinato, non c’è arrivo a nessun fondo, un abisso infinito…
    Quando m isono svegliata mio marito ha detto, Tramp ha vinto le elezioni, e io ho provato un momento di gioia.
    Anche quando vinse Obama provai un senso di gioia, ma quella era una gioia allegra, felice, una gioia di vittoria pensando finalmente le cose cambieranno, seeeeeeeeeeeeeeeeeee…
    La gioia per la vittoria di Tramp era la sconfitta della Clinton, mai mi sono aspettata e mai mi aspetterò da un fascista altro che azioni fasciste, le stesse azioni fatte da una che fa la brava donna, la comprensiva, la tollerante, la democratica, sarebbe stata una coltellata al cuore, un senso di impotenza, di tradimento, di TRUFFA, sarebbe stato inaccettabile.

    Frase di Charles Bukowski :
    La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.

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    1. Umberto 4 settimane fa

      Tania, effettivamente la tua reazione di gioia alla non elezione della cannibale piuttosto che al mandato conferito al parrucchino è la stessa che accomuna un po’ tutti, a partire proprio dagli americani. Ciò che tuttavia mi ha meravigliato è che gli elettori di Donaldhanno dimostrato di non essere ancora degli automi gestibili e plagiati dal cartello della comunicazione tritatutto. Lì è il prodigio che riaccende le speranze: la macchina ossessiva e martellante, onnipresente e quasi completamente incontrastata distributrice della verità di regime, ha fatto cilecca. Tutto il resto, momentaneamente, è mera illazione.

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  6. Idea3online 4 settimane fa

    Cosa è cambiato in un giorno?

    1) A poche ore dall’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America, il repubblicano sembra aver cambiato opinione rispetto ai musulmani.

    2) Consigliere di Trump: ‘Le colonie di Israele non sono ostacolo per la pace’ – USA 2016

    3) Siria, Russia: 6.000 jihadisti attaccano Aleppo da sud-ovest

    Però qualche giorno fa:

    Russia d’accordo con Cipro su ritiro delle truppe straniere dall’isola….

    Ed come queste ci saranno tante altre notizie nei prossimi giorni e mesi, ma è pure possibile che ci sia un accordo tra Russia e USA, ed così rinviare lo scontro per i prossimi decenni, speriamo, ma le circostanze e gli eventi nel Mediterraneo lasciano poco sperare. La Russia che non vuole nessuna guerra essendo più debole degli USA, farà solo mosse di astuzia da buon giocatore di scacchi nella scacchiera internazionale.

    Se esce fuori l’accordo tra Russia e Grecia o Cipro, tutto seguirà un percorso logico senza interpretazioni. Speriamo ad un accordo tra Russia e USA per poterci godere altri decenni nel Pianeta come lo conosciamo.

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    1. Umberto 4 settimane fa

      Speriamo anche un po’ migliore, va…proprio come lo conosciamo adesso non basta. Utopia, lo so. Ma che importa? Troppi problemi, troppo grandi, ormai innescati da un pezzo, non gliela si può fare da soli. Si metta in testa questo il genere umano. “Ricorda: sei solo un uomo”.

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  7. Tania 4 settimane fa

    Dico cose sgradevoli perché dico ciò che penso e non ciò che conviene, mi sento di sinistra da DNA, ma non democratica perché sarebbe una ipocrisia, come tutti il mondo di sinistra sta dimostrando di essere.
    Trump ha vinto. PUNTO. La democrazia impone il rispetto della volontà della maggioranza degli elettori, mi hanno sempre stupito nei documentari quelle piazze tedesche strapiene di gente quando parlava Hitler…
    L’essere umano non è democratico, siamo tutti fascisti, fortunatamente nella completa gamma di sfumature, ma siamo tutti fascisti, basta vedere come reagiscono gli oppositori di Trump nel mondo, quelli direttamente coinvolti e quelli solo bestie da seguito, l’odio si fa materia…
    Come faccio ad essere democratica che vorrebbe dire che accetto con il sorriso il mio peggior nemico?

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    1. Umberto 4 settimane fa

      Ma infatti proprio la democrazia cozza fortemente con l’ uomo stesso, purtroppo. Facciamocene una ragione e speriamo che si volti pagina al più presto possibile. Arriverà e i giusti sorrideranno.

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  8. Citodacal 4 settimane fa

    Infinitamente lontane le parole di Lao-tze (Tao-tê-ching, 37):
    “La Via costantemente non agisce, eppure non c’è nulla che non sia fatto.
    Se principi e sovrani potessero attenervisi, tutti gli esseri si trasformerebbero da soli con naturalezza.
    Le brame si manifestano nel movimento innaturale, ma io resto fermo nella semplicità trascendente priva di nome.
    È imperturbabilità immune da brame. Nella pace creata da questa imperturbabilità, tutto va a ordinarsi in libertà.”

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    1. mimmo 4 settimane fa

      “cade la neve, ogni fiocco nel suo posto appropriato”..

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      1. Citodacal 4 settimane fa

        @Mimmo
        Questa eccelsa citazione (stilisticamente degna di Ryōkan e dei grandi haiku) fa il paio con la conclusione a cui giunge il morente Saigō Takamori nel film “L’ultimo samurai” (hollywoodiano, ma tutto sommato decente), osservando i copiosi fiori dei ciliegi. Non sappiamo se la pronunciò davvero, ma la realtà della vicenda (differente dalla versione cinematografica) ne è comunque una testimonianza esistenziale; Takamori infatti venne ferito all’inguine quasi subito, il che lo impossibilitò a prender parte attiva alla battaglia: compì dunque il rituale seppuku, e il sodale che gli fece da kaishakunin, una volta mozzatagli la testa, si scagliò repentinamente, katana alla mano, contro le file di fucilieri avversari, venendo immediatamente abbattuto: come i fiocchi di neve, o i petali del ciliegio, “ognuno era caduto nel suo posto appropriato”.

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