"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le contraddizioni nucleari di Obama: si reca ad Hiroshima e si dimentica di Nagasaki

di Alfredo Jalife Rahme

Una delle caratteristiche della molteplice personalità del presidente uscente Obama consiste nella sua condotta contraddittoria in generale e che risalta, in particolare, nel delicato tema del nucleare.
Obama era arrivato alla Casa Bianca con le ottime aspettative per risolvere la grave crisi finanziaria del 2008 che aveva ereditato dai suoi predecessori, e che aveva finito per trascinarsi fino alle fauci dei lupi di Wall Street, che lui ha riscattato, in pregiudizio dei risparmi della maggioranza danneggiata dei cittadini, cosa che ha fatto scoppiare in forma fragorosa la rivolta nelle atipiche primarie presidenziali.

Di tutti i suoi discorsi, presumibilmente amichevoli verso l’Islam, dalla Turchia fino all’Egitto, rimangono soltanto cenere ed un Medio Oriente polverizzato.
Il mondo che lascia Obama è quello di un caos globale, con intense provocazioni di fronte ai suoi “competitors”, Russia e Cina, visto che è stato sull’orlo di far scoppiare una terza guerra termonucleare, come ha segnalato l’anno passato a Sarajevo il Papa gesuita argentino Francisco, che opera in senso contrario rispetto al papa polacco russofobo, Juan Pablo II, grande alleato dei falchi di Washington.


Il Papa gesuita ha optato per i sensazionali avvicinamenti, nel senso del Dialogo di Civiltà – che si scontrano con il Conflitto di Civiltà di Huntington dei neo conservatori straussiani addetti alla “guerra permanente”, con il patriarca russo Kiril della Chiesa Ortodossa e la massima autorità dell’Islam sunnita, il Grande Iman della Moschea Al-Azhar.

Sono stato fra i primi ad aver sbagliato nel festeggiare il Premio Nobel della Pace – immeritato in retrospettiva; oggi si può affermare in forma categorica- che hanno consegnato ad Obama in forma di prospettiva per la sua plausibile aspirazione ad un mondo libero dalle armi nucleari.
E’ Obama – forse un “Gorbachov russo?”- un presidente candido, controllato dall’apparato bellico militare/ industriale di Wall Steet, che cerca più guerre con il fine di massimizzare i suoi guadagni borsatili?
O è piuttosto un personaggio falso e perverso dalla doppia faccia, dedicatosi molto a dare pugnalate alla schiena, come si è visto nelle sue relazioni tormentate conm i mandatari di Russia e Cina?

Risulta probabile che la personalità multiple di Obama – un uomo molto intelligente, senza dubbio- si muova di convenienza, date le circostanze, tra i suoi due poli estremi che esibiscono la sua condotta contradditoria.
Una suprema e oscena contraddizione è che Obama ha programmato di dilapidare un bilione di dollari per ottimizzare il suo arsenale nucleare, mentre evoca ipocritamente la sua abolizione.

Non è semplice governare la decadenza degli USA, che richiede una grande perizia di manovra quando si opera in forma simultanea le ritirate reali e le avanzate fittizie per non lasciare vuoti geostrategici che iniziano ad essere colmati per i suoi due nuovi competitors, che non si stanca di umiliare: la Russia che ha resuscitato tra i morti la fase dello zar Vladimir Putin e la Cina, nella fase dell’ascesa irresistibile del mandarino Xi.

Il massimo errore geostrategico di Obama è stata quella di aver accelerato la “associazione strategica” tra la Russia e la Cina, in contrasto con la rottura che a suo tempo Nixon riuscì ad ottenere fra i due alleati comunisti, nella decade degli anni ’70 del secolo passato.
In forma sincronica allo spiegamento del suo nefasto scudo missilistico, disegnato per asfissiare la Russia- dalla Romania, passando dai paesi Baltici fino alla Polonia-, suscettibile di incendiare l’Europa, Obama ha realizzato una visita storica ad Hiroshima: la prima per un presidente statunitense dopo 71 anni dal martirio nucleare, non molto lontano dal Mare del Sud della Cina, punto caldo del pianeta.

La stessa settimana del suo giro all’este dell’Asia, dal Vietnam al Giappone, sono affiorate tutte le flagranti contraddizioni, forse volute, di Obama, che maneggia il bastone e la carota nello stesso tempo con le sue due mani, cosa che ha contribuito al caos globale che ha fomentato quando è lui stesso il meglio informato della ineluttabile decadenza degli USA.
Il Bastone di Obama in Vietnam, dove fa levare l’embargo delle armi letali con il fine di contenere la Cina, e tre giorni più tardi, “la carota” ad Hiroshima, dove, mediante la suo poca credibile retorica seduttrice , incita ad una “rivoluzipone morale” (sic) per abolire le armi nucleari.

Il suo discorso è stato impeccabile, con la sua durezza precedente avuta contro la Russia e la Cina che ha esibito durante il vertice del G-7 in Giappone.
Più in là della sua sviscerata retorica, ogni volta meno seduttrice quando si confronta con i fatti, Obama ha commesso anche due errori storici: 1. Non ha chiesto perdono per le vittime e 2. ha disprezzato le vittime di Nagasaki (74.000 morti istsntsnei), che ha evitato accuratamente.
Tanto meno ha chiesto perdono il Giappone per le sue atrocità commesse in Asia, in particolare a Nanchino.

La visita di Obama ad Hiroshima (140.000 morti e 100 mila feriti gravi) è stata necessaria ma insufficiente, già che ha suscitato la furia delle arpie del Partito Repubblicano, dalla cala di Sarah Palin.
Gli USA sono l’unico paese che ha lanciato due bombe nucleari, in particolare sulle città martiri di Hiroshima e Nagasaki, cosa che fu non necessaria perchè il bellicoso Giappone imperiale stava sul punto di arrendersi sei giorni più tardi. (…….).
Nagasaki, rilevante città cattolica del Giappone, fu selezionata all’ultimo momento per effetto del mal tempo si Kokura, l’altra città programmata per la distruzione e che si salvò in extremis.

Perchè la crudeltà di aver voluto lanciare un altra bomba nucleare, questa più letale. al plutonio, il 9 di Agosto a Nagasaki, tre giorni doppo la bomba di uranio-235 dio Hiroshima?
I cattolici di Nagasaki non hanno compreso la ragione per cui gli USA, superpotenza che conserva i “valori cristiani”, abbia voluto annichilire i propri correligionari.
Secondo gli archivi desecretati da Gar Alperovitz, nel suo libro che ha demolito le falsità della propaganda, circa la decisione di utilizzare la bomnba atomica e l’architettura del mito statunitense, Truman ordinò il doppio lancio nucleare per impedire la rinascita della Russia zarista (sconfitta nel 1905), visto che già allora come l’URSS, che si disponeva ad invadere il Giappone il 9 di Agosto.

In accordo con la “verità storica” degli USA e la sua propaganda molto bene oleata che tende sempre la mano verso una giustificazione per i suoi esecrabili crimini di guerra, in questo argomento allora diffuse la giustificazione del doppio lancio nucleare coem necessario per far terminare la guerra e ridurre il numero delle vittime.
Si annichilò senza che fosse necessarip 214.000 giapponesi ad Hiroshima e Nagasaki per ridurre un ulteriore numero maggiore di morti? Una vera distrorsione necrofila.
Come possono gli USA perorare, senza esaurire la loro retorica, su la triade perfetta di “diritti umani”/”democrazia”/”libertà”, dopo Hiroshima e Nagasaki?

Gli USA non potranno innalzare i loro valori di civilizzazione fino a che non si riconcilino con la loro coscienza nazionale e con il resto del mondo, a cui devono una spiegazione sul lancio innecessario delle proprie bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki e che sembrano aver dimenticato il presente regime nipponico del pugnace primo ministro Shinzo Abe.

Fonte: Blog del Erolico

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Torrido 1 anno fa

    E anche contraddittorio che il nobel per la pace condanna la guerra mentre sta installando in Romania e Polonia missili nucleari!

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