"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le celebrazioni dell’Unione Europea: la Fiera delle Velleità

La Fiera delle Velleità

di Marco della Luna

Perché non modellare un sistema finanziario e monetario sulle esigenze strutturali del Paese, anziché cercare di rimodellare il Paese per adattarlo a un sistema finanziario e monetario preconcetto?

Fanfare, incensi e fervorini: l’Unione Europea celebra se stessa nella Roma che sappiamo. Emblematico.

L’insuccesso e i danni della costruzione europea calata dall’alto, soprattutto in termini di crescente divergenza delle economie e degli interessi dei vari paesi, erano prevedibili perché sono quelli tipici di tutti i modelli ideali imposti ideologicamente dall’alto alla realtà dell’uomo e della società. Sono quelli tipici di tutti i modelli che vogliono correggere l’esistente per produrre l’uomo nuovo o la nuova società.


Il loro errore di metodo è che partono da un progetto astratto e non considerano la naturale e organica resistenza della società reale o ogni cambiamento comandato. Si chiama utopia.

Quanto sopra vale anche e visibilmente per l’imposizione dall’alto sulla realtà italiana del modello finanziario e monetario detto europeo, con la sua difesa del potere d’acquisto del singolo euro anziché dei redditi e dell’occupazione, con i suoi vincoli ai pubblici e investimenti, con la sua tassazione. Un modello adatto e concepito per sistemi paese molto diversi dall’Italia.

Per contro, un approccio non velleitario ma realistico si dovrebbe basare sull’individuazione oggettiva di quali sono le caratteristiche storiche, costanti e di fatto non modificabili di ciascun sistema paese concreto, e dovrebbe disegnare un sistema finanziario e monetario adatto a queste sue caratteristiche. Se L’Italia ha la gobba, allora è meglio farle una giacca con la forma della gobba, in modo che si possa abbottonare, e non una col di dietro diritto, bella ma che non si chiude e ostacola i movimenti, perché la gobba di un adulto non si può raddrizzare.

Le caratteristiche costanti dell’Italia, dalla sua unificazione in poi, non modificate, anzi consolidate dall’imposizione dall’alto del modello finanziario e monetario europeo, le conosciamo bene, e sono:

Le due velocità, cioè l’arretratezza permanente e rigida del Meridione e la conseguente necessità di un’altra spesa pubblica di sostegno al Meridione per mantenere la coesione del paese – e questo è il costo dell’utopia dell’unità politica italiana; da qui l’esigenza di poter fare spesa pubblica a deficit finanziandola a bassi tassi di interesse ed escludendo la possibilità che i titoli del debito pubblico non siano accettati dalla banca centrale per erogare credito allo Stato, così da garantire i loro detentori che non ci sarà default, e tenere quindi bassi i rendimenti.

Una fortissima propensione, specie al nord, a fare piccola impresa, quindi l’esigenza di assicurarne la disponibilità di credito a tassi moderati e che non erodano il margine operativo aziendale.

Una fortissima propensione al risparmio e in particolare all’investimento immobiliare, con uso degli immobili, sia da parte delle imprese che da parte dei cittadini, per ottenere credito, quindi l’esigenza di tutelare il valore degli immobili e il mercato immobiliare.

Un alto livello di corruzione e illegalità nel settore pubblico, peggiorato dopo le campagne giudiziarie contro la corruzione, congiunto a una scarsa efficienza della spesa pubblica, che viene in grande parte intercettata da una classe politica e burocratica scarsamente competente, e usata per produrre consenso clientelare; ciò richiede vieppiù che la spesa pubblica sia finanziabile a basso tasso di interesse.

Una bassa produttività conseguente da quanto sopra, che richiede periodici ribassi del cambio valutario onde mantenere la competitività e l’occupazione.

L’euro e le regole finanziarie europee sono pertanto direttamente opposte e incompatibili con le suddette esigenze, e lo dimostrano i fatti. Non sono un prezzo da pagare per diventare migliori, perché non fanno diventare migliori. E’ avvenuto il contrario.
E’ ovvio che alcune di queste caratteristiche dell’Italia sono deteriori e sarebbe meglio poterle correggere, ma ciò non è avvenuto in molti decenni e nonostante molti interventi energici e costosissimi, di tutti i tipi. Anzi, il divario è aumentato. Insistendo negli sforzi di cambiare la fisiologia dell’organismo Italia, sia per integrare il Sud col Nord, sia per integrare l’intero Paese con l’Europa efficiente, si è solo peggiorato il suo funzionamento e le condizioni di vita dei suoi abitanti e le prospettive per il suo futuro. L’unità politica italiana è un’utopia molto onerosa da sostenere, e se le aggiungiamo i costi del mantenimento dell’utopia dell’unità politica europea, le due utopie si uniscono in una distopia.

I detentori del potere hanno l’opzione di usare la forza per raddrizzare la “gobba”, cioè spezzare l’organismo sociale esistente e costringere la gente a seguire il nuovo modello. Questa è la via che è stata percorsa, nel secolo scorso, da personaggi storici come Stalin e Ceausescu (in forma estrema e mostruosa, da Pol Pot), che, per riuscire a imporre i loro modelli di società ideale eliminando le caratteristiche consolidate e la mentalità delle popolazioni che governavano, sono ricorsi ai trasferimenti forzati di intere popolazioni, alla distruzione dell’economia di altre popolazioni, alla censura e alla propaganda sistematiche, alla proibizione della religione, e ad altre forme di violenza. Sostanzialmente, nonostante queste potenti misure, non sono riusciti nel loro intento, hanno solo danneggiato e degradato la società, anziché realizzare il loro modello ideale.

Oggi, per imporre i modelli ideali di Europa e di Euro, seguire la suddetta via può tradursi nell’imporre ai popoli “con la gobba”, per fargli perdere le loro abitudini e mentalità indesiderate, una permanente povertà e precarizzazione assieme alla dissoluzione dell’identità storica e nazionale attraverso l’uso mirato dell’informazione e soprattutto mediante l’immigrazione di massa di genti portatrici di culture molto diverse, così da sfibrare il tessuto sociale storico, la volontà di azione politica e la capacità di resistenza dal basso. Ma credo che l’esito sarà solo la degradazione,non rieducazione, esattamente come nei precedenti esperimenti di questo tipo.

Fonte: Marco Della Luna

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  1. 3 mesi fa

    No all’ Europa punto.
    Ancora ci sono gli utili idioti del no all’ Europa dei banchieri,ma questa Europa
    L hanno progettata Hayek e Kalergi , quindi cosa sperano gli utili idioti?
    A si sperano in Spinelli (nome Omen) Spinelli e conseguenti allucinazioni.
    Chi ancora non ha letto neuro schiavi di Della luna Cioni .
    Via di corsa in libreria.
    Saluti non prevalebunt

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    1. siamo perfettamente d’accordo, l’internazionalismo è il problema e non la soluzione, non mi stancherò mai di dirlo.
      Parola d’ordine : Sovranità Nazionale

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  2. PieroValleregia 3 mesi fa

    salve
    l’unica unione avrebbe dovuto essere quella militare, insieme alla Russia e cacciare fuori le basi USA dal territorio europeo.
    Poi, costruire una Europa delle Patrie.
    saluti
    Piero e famiglia

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  3. Giorgio 3 mesi fa

    Chi ha vissuto nell’epoca di Pol Pot può paragonare l’attuale situazione socio-economica della UE con quella della Cambogia ai tempi del dittatore citato e non vi rileverà alcuna sostanziale differenza.
    Marco Della Luna scrive: “genti portatrici di culture molto diverse..”, mi piacerebbe conoscere quali siano queste “culture”.

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    1. 3 mesi fa

      Caccia al pelo nell uovo?
      Non credo che Della luna sia un estimatore del melting pot.
      C’è chi indica la luna chi guarda il dito ,e chi guarda il nero sotto l’ unghia del dito?
      A proposito di peli nell uovo, rifatto il conto?
      25920 :12=? A me risulta 2160 non 2154 anno platonico o precessionale, non cosmico
      Nel suo calcolo esimio mancavano 72 anni giusto il!Tempo dello spostamento di un grado sull’ orizzonte
      Della costellazione presa a riferimento
      Anno solare? Anno terrestre direi .
      Il sole impiega 26.000.000 di anni circa ,per compiere una rivoluzione attorno al centro della galassia
      Caro studiato ,queste si. Chiamano fotte.
      ,dei pianeti ,Delle costellazioni e degli astri. Dopo di che va a cercare peli nell uovo sulla /della luna?
      Perdoni se un umile terzamediuto glielo fa notare
      Saluti

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  4. Mardunolbo 3 mesi fa

    ecco qua altra informazione sul piano Kalergy:

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