"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’avvicinamento tra Grecia e Russia allarma l’Europa – Marine Le Pen si unisce alla Grecia contro la Troika

Grecia y Rusia acercamiento

Il presidente del Parlamento Europeo, Martin Shultz, ha espresso la sua preoccupazione per la pretesa del nuovo Governo della Grecia di cooperare con la Russia. Secondo il politico, l’avvicinamento del paese ellenico con la Russia è una misura di politica interna attraverso la quale Tsipras vuole mostrare ai votanti che una nuova compagine si trova al potere.
Il Presidente del Parlamento Europeo ha affermato che la Grecia esige la solidarietà dei soci europei ma poi nega la sua solidarietà verso quelli (i soci europei) nella sua politica estera. ” Niente di buono può derivare da questo”, ha detti riferendosi alla impostazione della Grecia rispetto alle sanzioni anti russe, in una intervista al periodico tedesco “Welt am Sonntag”.

Secondo Shultz, l’avvicinamento tra la Grecia e la Russia è prima di tutto in una misura di politica interna per cui il nuovo primo ministro della Grecia, Alexis Tsipras, vuole dimostrare ai votanti che “nuove persone sono arrivate al potere”. Shultz ha anche manifestato il suo disappunto per la retorica antitedesca di Tsipras, consigliandolo di frenare gli attacchi verso la cancelliera Angela Merkel.

La cosa sicura è che il nuovo governo greco sta disfando il percorso tracciato dal suo predecessore ad una velocità impressionante: cancella gli accordi di privatizzazione impostati da Samaràs, introduce aiuti alle persone emarginate (un importante percentuale della popolazione dopo otto anni di crisi) ed adesso rifiuta il successivo tramo di aiuti da parte della Troika: non soltanto questo ma anche assicura che non andrà a dialogare con questo comitato “creato con principi marci”.

Il governo di Syriza approverà nei prossimi giorni l’incremento del salario minimo, regalerà l’elettricità a 300.000 famiglie indigenti e prevede di riassumere i funzionari statali licenziati. La grande domanda è: dove troverà la Grecia le entrate per pagare tutto questo tenendo in conto inoltre che respinge l’unico creditore che può finanziarlo a tassi ragionevoli ?

La crisi tra la Grecia e la UE non ha fatto niente di più che iniziare a delinearsi. Tsipras in pochi giorni approverà delle riforme estremamente popolari che però non trovano il beneplacito della UE nè si delinea una fonte chiara di finanziamento: i buoni pasto, l’elettricità gratuita e la riapertura della televisione di stato…….Inoltre il blocco dei licenziamenti di molti funzionari pubblici.
Nello stesso tempo si vanno a frenare molte delle privatizzazioni che aveva iniziato il precedente governo e che andavamo a far entrare nelle casse dello Stato una pioggia di milioni. Iniziando dalla vendita del 67% delle azioni dell’autorità portuale del Pireo all’impresa cinese COSCO.

Vi erano anche altre imprese in fila per ottenere la privatizzazione: il porto di Salonicco, il secondo del paese; l’impresa di trasporti ferroroviari le Lotterie di Stato (OPAP), una dell poche imprese statali in attivo. Di sicuro niente di quello che adesso sta attuando Syriza era fuori del suo programma ed il mandato ricevuto dal popolo greco era stato chiaro. Tuttavia rispetto ai mercati la situazione della Grecia proprio adesso  si trova in una grande incertezza (calo della borsa di Atene ed aumento dello spread).  Ci si domanda chi  andrà a prestare alla Grecia  il denaro di cui ha bisogno.

Syriza vuole far staccare la Grecia dalla NATO, con la chiusura di tutte le basi militari straniere

Le riforme proposte da Syriza con cui hanno vinto le elezioni sono tanto radicali e possono cambiare la situazione non soltanto nel paese ma anche in tutta la UE. Tra quelle il punto n. 40 del suo programma elettorale: la chiusura di tutte le basi militari straniere in Grecia e l’uscita dalla NATO.

Il programma economico di Syriza si propone di ridurre le spese militari, nazionalizzare le banche, aumentare le tasse alle grandi imprese al di sopra della media europea e una imposta sulla rendita per tutte le entrate che superino i 500.000 euro da fissare al 75%. Inoltre il programma si occupa della lotta contro il segreto bancario e la fuga dei capitali all’estero, così come l’abolizione dei privilegi finanziari per la Chiesa e per l’Industria della costruzione navale.

Si prevede anche la nazionalizzazione delle antiche imprese che erano di proprietà statale nel settore dei servizi come il trasporto e i servizi pubblici, che sono d’importanza strategica per lo sviluppo del paese. Nell’area di politica sociale hanno intenzione di rendere gratuite le visite mediche, nazionalizzare tutti gli ospedali privati e proibire la pratica medica privata. Inoltre è previsto di introdurre le colazioni gratis e pasti gratuiti per i bambini nelle scuole pubbliche.

In politica estera il rifiuto della cooperazione militare con Israele e la disponibilità ad  appoggiare la creazione di uno Stato palestinese all’interno delle frontiere del 1967. Inoltre Siriza ha inenzione di stabilire negoziati sulla cooperazione a lungo termine con la Turchia, Nel programma di Syriza tutti i soldati greci che si trovano in Afghanistan e nei Balcani saranno rimandati a casa.

Tutti i contratti e gli accordi con la UE saranno sottoposti a referendum, gli stessi  cittadini potranno decidere il destino dei diversi aspetti delle relazioni con l’Unione Europea. Previsto di cancellare  tutti i privilegi dei deputati così come la protezione legale dei ministri.

Il Fronte Nazionale di Marine Le Pen si unisce alla Grecia contro la Troika

Il Front National della Marine Le Pen appoggia in pieno la rivolta di Syriza e del  Governo greco contro la Troika e la UE, ritenendo giustificate le loro esigenze. Marine Le Pen stima di essere stata la prima nel denunciare le pretese della Troika, il negoziatore a nome della UE, formato da rappresentanti della Commissione Europea, la BCE ed il Fondo Monetario Internazionale. Nel corso della recente campagna elettorale che ha dato il trionfo a Syriza, Marine Le Pen ha appoggiato in numerose occasioni la campagna di Alexis Tsipras, dopo la formazione del nuovo governo greco, con l’appoggio di un partito nazionalista, l’FN  appoggia “la rivolta del popolo greco contro la politica di austerità europea”.

Marine Le Pen, France's National Front leader, speaks during a news conference the day after the first round of local elections at the party headquarters in Nanterre

Questa rivolta popolare è stato uno dei grandi temi della campagna elettorale dei nazionalisti francesi nel corso della primavera e dell’estate del 2014. Questa stessa rivolta popolare torna ad essere il tema della campagna di Marine le Pen, per le elezioni dipartimentali del prossimo mese di Marzo, per le elezioni regionali del prossimo inverno e per le presidenziali del 2017. Secondo gli ultimi sondaggi la presidente del FN sarebbe oggi la candidata più votata nel primo turno delle presidenziali francesi, superando nel primo turno elettorale Francois Hollande, Manuel Valls e Nicolas Sarkozy.

Il tema europeo, il tema della “rivolta popolare” contro l’austerità europea si è trasformato per la Marine Le Pen in una delle sue proposte principali che sembra incontrare il maggiore successo. Anche la sinistra socialista ed i gruppuscoli della estrema sinistra in Francia sostengono in modo analogo la stessa “rivolta popolare” contro l’austerità.

Sembra quindi che questa tematica della opposizione alle misure neoliberiste varate dalla Commissione Europea e della necessità per gli Stati, tanto per la Grecia come per la Francia, di riappropriarsi della propria sovranità nazionale, sia un argomento comune che ha di fatto superato i vecchi schemi logori della divisione tra sinistra e destra in Europa, considerando che le stesse tematiche, con varie sfumature,sono presenti anche nel movimento “Podemos” in Spagna (in forte ascesa) ed in altri movimenti negli altri paesi europei.
Tuttavia nessuno ha avuto tanto successo come la Marine Le Pen su questo terreno trasformando questo slogan in un manifesto patriottico. Da lì il suo appoggio deciso alla rivolta di Syriza ed al governo greco contro la Troika.

Fonte: Voz Populi – Javier Ruiz

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

 

*

code

  1. Andrea 2 anni fa

    Spero proprio che Tsipras non si faccia fregare dall’UE e vada avanti nel realizzare il suo programma. Tra nove mesi toccherà alla Spagna e qui Podemos risulterà il primo partito. Ormai l’onda anti UE con francai-inghilterra-portogallo diventerà uno tsunami che non riusciranno a fermare.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Idea3online 2 anni fa

    Strano nel passato la Grecia sfidò la Persia, cioè l’Oriente, adesso guarda ad Oriente, e la storia ha voluto che la Grecia è, la Persia è l’Iran. Una Grecia che guarda ad Oriente al blocco Russia-Cina-Iran (imperi militari) fa tremare l’Europa, con la Grecia si iniziò ed alla Grecia siamo ritornati, chi è ai vertici sono terrorizzati dal simbolismo storico non gestibile……la Grecia anche se modererà i toni verrà disciplinata, avere toccato la mamma occidentale(USA) non resterà senza reazioni disciplinari, ma se chiede aiuto all’altra mamma(Russia) si eviterà tante punizioni. La Grecia ha fatto un gesto difficile da interpretare adesso, sicuramente verrà punita.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Jean 2 anni fa

    Vedremo nei giorni o mesi prossimi a venire, o Tsipras è aria fritta, oppure se veramente andrà avanti dovrà fare scelte importanti.
    Questo potrebbe anche costargli la vita, i militari in Grecia ci sono stati varie volte al potere,
    se toccherà poteri forti rischia grosso.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Alessandro 2 anni fa

      Per me è aria fritta, purtroppo il sistema è troppo pressante e sopprimente, nessuno lo può abbattere, solo il popolo unito e cosciente, nessun leader. Se hanno estromesso Berlusconi, un uomo di potere ben piazzato nella politica italiana e nel paese per essere un grosso industriale, tra i primi cinque o sette uomini più ricchi d’Italia e tra i primi cento nel mondo, non avranno certo difficoltà a radiare Tsipras

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. arfio 2 anni fa

    Anche l’Italia dovrebbe seguire l’esempio della Grecia. Spostare il proprio baricentro ad est sotto l’influenza della Russia,sganciandosi man mano da Bruxelles e dalla Bce,uscendo dall’eurozona.

    Rispondi Mi piace Non mi piace