"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Lavrov i terroristi non si possono dividere in buoni e cattivi

Lavrov sergei

Il  ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato Mercoledì che il governo russo non effettua distinzioni fra “terroristi e buoni” e t. “cattivi” per poi criticare il doppio standard adottato dall’Occidente (USA ed Unione europea) in quanto all’atteggiamento adottato verso i  gruppi terroristi in Iraq ed in Siria.

Il capo della diplomazia russa, nel corso di una intervista radiofonica ad un canale radio nella città di San Pietroburgo, ha voluto ricordare che il gruppo takfiro ISIS  (Daesh in arabo) è la stessa banda a che gli USA ed i suoi soci europei utilizzavano per rovesciare il governo legittimo della Siria, tuttavia adesso questo gruppo si è trasformato nel loro principale nemico numero uno.

In accordo con le dichiarazioni fatte da Lavrov, Washington ha riferito che, nelle ultime operazioni di attacchi  aerei fatte dalle forze USA, i terroristi annientati erano i “terroristi cattivi”, quelli che hanno decapitato vari ostaggi nordamericani qualche settimana prima.

Nella lotta contro il terrorismo abbiamo bisogno di regole e di principi generali, il fatto che vari gruppi terroristi aiutino gli Stati Uniti a rovesciare un leader legittimo di un paese membro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, non significa che si possano dividere e classificare i terroristi come “buoni e cattivi” o estremisti e moderati, ha indicato l’alto funzionario russo. Il titolare degli Esteri russo  ha ricordato quando il Kremlino  aveva proposto a Washington ed ai suoi alleati di fare una alleanza con il governo siriano per mettere fine d’una volta ai gruppi estremisti collegati ad Al-Qaeda, quelli che operavano in ogni parte del territorio siriano, i leaders occidentali non hanno prestato attenzione a questa proposta affermando che per loro la questione più importante era l’allontanamento dal potere del Presidente siriano Bashar al-Assad.

Allo stesso modo il ministro ha informato che Mosca non pretende  di far parte nella denominata coalizione anti ISIS, capeggiata dagli USA, e così ha giustificato tale atteggiamento: “non proviamo vergogna visto che la Russia per prima ha fornito armamenti necessari ai governi dell’Iraq, della Siria e dello Yemen, paesi che più degli altri hanno subito gli attacchi dei terroristi e in questo modo abbiamo rafforzato le loro capacità di affrontare questi gruppi terroristi”.

Merita ricordare che gli Stati Uniti, con l’appoggio del Barein, della Giordania, dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti e di vari paesi europei, hanno  iniziato dal Martedì scorso una campagna di attacchi aerei contro il Daesh all’interno del territorio siriano, cosa che ha provocato anche la morte di vari civili e la fuga di centinaia di cittadini del paese arabo.

Fonte: RT Actualidad

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