"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’avanzata politica dell’Islam in Italia e in Europa

di   Lupo Glori

Lo scorso 1 febbraio il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha presentato soddisfatto la firma del Patto nazionale per un Islam italiano, siglato con i rappresentanti delle associazioni e della comunità islamiche del nostro Paese, definendolo «un atto particolarmente importante, un documento che riguarda il presente e il futuro dell’Italia attraverso il dialogo interreligioso».

Un patto che, secondo le parole dello stesso ministro, rappresenta un «passaggio cruciale» che predispone le parti «ad un percorso per arrivare all’intesa con lo Stato». Presupposto dell’accordo, spiega infatti Minniti, «è quello di dire con grande chiarezza che tutti i firmatari si impegnano a ripudiare qualunque forma di violenza e terrorismo».

Il ministro dell’Interno ha quindi illustrato i principali punti del Patto, che impegnano rispettivamente le associazioni islamiche e le nostre istituzioni, mettendo in guardia dal non commettere il “marchiano” errore di assimilare immigrazione e terrorismo: «è un grave errore l’equazione tra immigrazione e terrorismo, l’ho ripetuto più volte (…) è un grave errore dire che non c’è nessun rapporto tra integrazione e terrorismo, come dimostrato in maniera evidente da Charlie Hebdo in poi».

La «questione Islam» – afferma il ministro – si potrebbe semplicemente risolvere cambiando il modello di integrazione fino ad oggi adottato: «Livelli di integrazione insufficienti producono un brodo di cottura dentro il quale cresce il terrorismo (…) l’idea di integrazione è fondamentale: riguarda principi, diritti ma anche sicurezza (…) una società bene integrata, è una società più sicura».

Sono passati solo due mesi dalla firma di tale accordo ed ecco che l’Islam politico, forte dell’ancora fresca investitura e legittimazione istituzionale, comincia coll’avanzare le sue prime pretese: se da una parte la vasta galassia di organizzazioni islamiche presenti sul territorio italiano hanno presentato alcune loro prime proposte di intesa politica, dall’altra, invece, per la prima volta in Italia, si è sentito parlare di una realtà inedita che inizia a chiedere sempre più prepotentemente spazio: la «Costituente islamica».

Come ha scritto, in proposito, la giornalista marocchina Karima Moual sul quotidiano La Stampa, la comunità musulmana vede infatti nell’iniziativa voluta dal ministro Minniti, una ghiotta ed irripetibile occasione da massimizzare a tutti i costi: «L’accelerazione voluta dal Viminale sulla firma del Patto con le organizzazioni islamiche in Italia, si porta dietro molte aspettative da parte dei musulmani italiani, che vedono nel pragmatismo del nuovo Ministro un’opportunità da non perdere. Obiettivo: portare a casa qualcosa, dopo 40 anni di tavoli e consultazioni, che di fatto hanno prodotto più dossier e relazioni che cambiamenti reali sulla vita dei fedeli musulmani, a partire dalla questione dei luoghi di culto, ancora irrisolta».

In questa prospettiva, i principali esponenti dell’Islam italiano stanno freneticamente dandosi da fare per redigere una proposta “irrifiutabile” da portare sul tavolo di discussione della Presidenza del Consiglio. Tra questi, il soggetto capofila è la Grande Moschea di Roma, l’unico ente islamico riconosciuto giuridicamente, sede del Centro Islamico Culturale d’Italia, a sua volta in rapporti strettissimi con la comunità marocchina, la più grande rappresentanza musulmana presente sul nostro territorio, organizzata nella Confederazione dell’Islam italiano, a cui fanno capo ben 300 moschee.

A fianco della Grande Moschea di Roma e della Confederazione dell’Islam italiano, vi è infine la “Comunità religiosa islamica” (CO.RE.IS.). Sull’altro fronte, vi sono i rivali dell’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (UCOII) che costituiscono, in realtà, la più diffusa e radicata organizzazione islamica in Italia attraverso una ampia e capillare rete di oltre cento associazioni e la gestione di circa 80 moschee oltre a 300 luoghi di culto non ufficiali. Sono proprio loro che ora stanno cercando di rompere le cosiddette “uova nel paniere” agli accordi in ballo con la proposta di una “Assemblea Costituente islamica” come strumento finalizzato a «dare ai musulmani una rappresentanza eletta».

Obiettivo non dichiarato ma evidente della Costituente, che si richiama espressamente al progetto di nascita dello Stato democratico italiano all’indomani della seconda guerra mondiale, è quello arrivare alla costituzione di un partito politico islamico che possa un domani rappresentare le istanze dell’Islam all’interno del nostro Parlamento.

Come si legge infatti sul “Manifesto dell’Assemblea Costituente Islamica d’Italia“: «A 25 anni dalla presentazione della prima Proposta di Bozza d’Intesa da parte dell’UCOII, e poi da altri soggetti, siamo al punto fermo per quanto riguarda la realizzazione di questo importante strumento di diritto civile. Crediamo sia giusto che noi cittadini musulmani italiani e musulmani residenti ci si acclari attraverso un processo che dia vita ad un’assemblea elettiva di, tendenzialmente, 100 uomini e donne che condividano fede, pratica e senso comunitario islamici. Questa Assemblea, che si rinnoverà entro tre anni, vorrà essere rappresentanza dei diritti e delle istanze di coloro che parteciperanno ad eleggerla e di tutti i credenti che riconosceranno nei suoi principi e nella sua prassi la ricerca del bene, nella pace e nel dialogo costante con l’insieme della società italiana, di cui si sente parte. L’Assemblea Costituente Islamica in Italia, farà formale richiesta d’Intesa alla Presidenza del Consiglio e in concorso fraterno con le altre rappresentanze dei musulmani, variamente costituitesi, opererà politicamente per iniziare il percorso di legge».

La lenta ma progressiva avanzata politica dell’Islam italiano all’interno delle nostre istituzioni avviene gli stessi giorni in cui in Olanda il partito definito «antirazzista» Denk è entrato in Parlamento con tre deputati e il 2,1% dei consensi. Giampaolo Rossi sul Il Giornale ha delineato un interessante e allarmante quadro dell’attuale penetrazione all’interno delle istituzioni democratiche europee di forze politiche di matrice islamica che grazie al progressivo mutamento demografico in atto e al pianificato incessante processo di immigrazione stanno inesorabilmente cambiando il volto delle città europee ed acquisendo ogni giorno di più consensi e rappresentanza.

A questo proposito, Denk, fondato nel 2015 da Tunahan Kuzu e Selçuk Özturk, due deputati turco-olandesi, fuoriusciti dal Partito Laburista, dietro ad un programma politico all’apparenza innocuo, fedele ai dettami politically correct dell’odierno paradigma multiculturale, cela obiettivi politici di ben altro tenore che mettono a nudo il nocciolo duro che si nasconde all’interno di questi partiti, veri e propri “cavalli di troia” del progetto di penetrazione islamica in Europa.

Come si legge nell’articolo Rossi infatti: «Denk vuole la parificazione delle scuole islamiche con quelle pubbliche olandesi, mantenendo alcune prerogative come la separazione dei sessi e l’insegnamento del Corano in arabo». «Denk vuole l’istituzione di un corpo di “Polizia del Razzismo” il cui compito è la repressione di qualsiasi frase o idea ritenuta offensiva per i musulmani, attraverso la creazione di un “Registro del razzismo” per monitorare i discorsi dei personaggi pubblici e affibbiare multe e percorsi rieducativi a chi non è conforme al pensiero unico». «Denk vuole la riduzione dei vincoli di riconoscimento dello status di rifugiato; l’aumento delle quote di accoglienza e maggiori risorse economiche per l’emergenza profughi; obblighi alle aziende di assumere quote fisse di immigrati (almeno un 10%) e la loro sistemazione logistica anche utilizzando le case vuote degli olandesi».

Giampaolo Rossi denuncia infine lo scellerato patto stretto dalla sinistra europea con l’Islam in cambio di un pugno di voti, riportando quanto scritto dall’Economist a riguardo qualche tempo fa: «In tutta Europa i musulmani ed in genere gli immigrati, tendono a votare per i partiti di sinistra; in alcuni casi con punte elevatissime come in Austria (68%) o in Francia dove il 93% dei musulmani alle ultime elezioni, ha votato il socialista Hollande».

Una pragmatica alleanza politica che oggi si scioglie, unilateralmente, di fronte al mutato contesto socio-politico. L’Islam non ha più bisogno dell’“utile idiota”, rappresentato dalla sinistra internazionale, ed inizia ad organizzarsi per conto suo, potendo finalmente fare affidamento sulle proprie forze, rappresentate dai milioni di musulmani oggi presenti, in quella che, ogni giorno di più, possiamo, a ragione, chiamare «Eurabia» secondo la profetica espressione coniata dalla scrittrice Bat Ye’or.

(Lupo Glori)

Fonte: Corrispondenza Romana

*

code

  1. 5 mesi fa

    Il brodo di Minniti ,prevede un bel soffritto di verdura ,
    Carota (indovinate dove?) Cipolla(roba da piangere)
    Da lavorarsi con la mezzaluna ,ovviamente.
    Niente pimex, battuto con la mezzaluna.
    Poi ,tutto nel melting pot a cuocere.
    Buon appetito.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Eugenio Orso 5 mesi fa

    Fuorilegge, fuorilegge, fuorilegge!
    Questo sarà possibile se e quando vinceranno i populisti e sovranisti, ma quelli veri.

    Cari saluti

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. PieroValleregia 5 mesi fa

    … dopo la democrazia “cristiana” ( che di tale aveva ben poco), avremo la “democrazia” musulmana ? sarò sincero e alquanto cinico:
    da un lato vorrei che formassero un partito loro e che un giorno, dopo le elezioni, si trovassero con il 51% dei consensi …
    Sarebbe divertente osservare cosa ne sarebbe di boldrini, luxuria, vendola, eccetera …
    saluti
    Piero e famiglia

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Citodacal 5 mesi fa

      Sempre che nel frattempo gli ameni soggetti da Lei citati non abbiano avuto modo di prepararsi per sbarcare il lunario altrove. Un’espressione greve ma efficace recita che si sia sempre “omosessuali” con le terga degli altri, e questo vezzo si inserisce esattamente nel globalismo voluto anche dai succitati elementi: così come riesce facile spostare capitali ed esercito industriale di riserva, diventa altrettanto il disfare le valigie dopo aver disfatto il tessuto d’un paese. Del resto lo stesso Jacques Attali, banchiere e padre di questa Europ-utrid-a, è sostenitore, oltre che delle attuale strategie economico-finanziarie, della poligamia come strumento per mettersi al riparo dalle incomprensioni relazionali e dai colpi della sorte; come dire: anche in ciò che dovrebbe ricondurre due esseri umani a una reale intimità esistenziale e non soltanto, ebbene comportarsi come l’aver distribuito il proprio investimento monetario su di un ampio e variegato portafoglio azionario/obbligazionario… Non dico di giungere alla consapevolezza metafisico-esistenziale d’un arciere zen (“Una freccia, una vita intera”), ma qualcosa di meno schifoso e assai più ricco di significato rispetto a quanto sottoscritto dal banchiere francese si potrebbe ancora perseguire.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Giorgio 5 mesi fa

    Questo è ciò che succede quando non si è ancora trovata la vaccinazione contro la sindrome d Tourette.
    A Piero, io non sono del suo avviso, prima di tagliarmi il naso per insanguinarmi la bocca ci penserei un po’.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Daniele Simonazzi 5 mesi fa

    Le palme CE le avete gia’ mancano I cammelli ,I beduini stanno arrivando, cosa volete di piu’!! L’Italia Saudita ,ognuno ha quel che si merita,se lo sanno I vostri antenati Arditi ,Alpini e Camice NERE vi maledicono!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Mardunolbo 5 mesi fa

      caro Daniele, propugnatore di verità vecchie e nuove, Arditi, Alpini e Camice nere furono tutti eroi che morirono per un’ideale gonfiato da una propaganda che esaltava la Patria come valore assoluto.
      Ma morirono ! E questo sacrificio ideale li ha , probabilmente ( mi auguro) salvati.
      Ma erano tempi in cui grandi ideali trovavano spazio perchè si coltivava più la mente e lo spirito che non la pancia piena delle “democrazie”.
      Non maledicono, quindi, ma vedono con tristezza la nazione per cui hanno dato il sangue.
      Ma non una goccia è dimenticata !
      ” Non si vendono quattro passerotti per un soldo ? Eppure tutte le loro piume sono contate dal Padre mio!Quanto più voi siete considerati, quindi !”

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. atlas 5 mesi fa

    chiunque siano i soggetti, quello NON E’ l’Islam Sunnita

    sono anni che ripeto si debba concorrere alla creazione di una camera religiosa come la camera di commercio ad es. con Egitto, Algeria e Siria. Nazioni che oggi combattono con la cultura Islamica e la forza dell’Ordine costituito Islamico realmente le deviazioni wahhabite salafite giudaico terroristiche che s’infiltrano nell’Islam Sunnita

    ma il regime dittatoriale ingiusto democratico italico non ci pensa nemmeno, essendo alleato di usa e giudei incondiziaonatamente

    Rispondi Mi piace Non mi piace