"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’attacco all’informazione libera e indipendente: forse l’ultimo video di Byoblu.

di Claudio Messora.
[con nota di Pino Cabras]

Stampatevi bene questa data nella testa: 27 gennaio 2017. Il giorno in cui gli effetti della campagna contro le cosiddette “fake news” (ma in realtà con l’obiettivo di colpire l’informazione libera e indipendente), orchestrata da Hillary Clinton, dal Parlamento Europeo, da Laura Boldrini, da Angela Merkel e da tutti quelli che hanno paura che l’informazione libera possa scalzare i loro privilegi e la loro posizione di forza, hanno iniziato a colpire anche in Italia, togliendo la linfa vitale della monetizzazione Adsense, con motivazioni che avrebbero del ridicolo o del tragicomico, se non rappresentassero qualcosa di ben più grave. Vedi: Youtube.com/watch

Oggi è un giorno pesante, il più pesante per l’informazione libera e indipendente in Italia e nel mondo, da quando ho iniziato a fare questo “mestiere” del blogger, dieci anni fa.

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NOTA DI PINO CABRAS

Fa molto bene Claudio Messora a sottolineare che il vero obiettivo della campagna contro le ‘fake news’ non erano certo quei cialtroni che infestano il web di notizie false, razziste e irresponsabili per acchiappare clic, che pure ci sono e da chissà chi sono mossi.
No, il vero obiettivo politico era ogni forma di dissidenza informativa, ogni voce non inserita in quell’oligopolio che controlla – con apparente pluralismo ma sostanziale totalitarismo – la galassia dei media tradizionali, un mainstream in radicale crisi di credibilità e ormai in modalità panico.
E fa anche bene Messora a non fare tanti giri di parole quando fa i nomi dei maggiori artefici di questa sistematica volontà di censura, che stanno dentro le istituzioni e nelle aziende dominanti delle telecomunicazioni. Sono nomi che si muovono in un sistema legato mani e piedi al blocco d’interessi di cui Hillary Clinton sarebbe stata il maggiore garante, se non avesse subito il rovescio elettorale. E’ un blocco che ha una sua ideologia e che ha ancora molto potere: perciò vuole trasformare l’ideologia in misure concrete, mirate, inesorabili. Così, accanto al lavoro ai fianchi ideologico (in cui si fa aiutare persino da gente che crede di difendere la libertà), fa un lavoro più sporco, inteso a prosciugare le risorse del dissenso.

Oltre alle personalità e istituzioni citate da Messora, è bene ricordare anche la NATO, un’organizzazione sempre più attenta a inserire nelle azioni di guerra anche la “guerra della percezione”: ha persino redatto un “Manuale di Comunicazione Strategica”, che intende coordinare e sostituire tutti i dispositivi antecedenti che si occupavano di Diplomazia pubblica, di Pubbliche relazioni (Public Affairs), di Pubbliche Relazioni militari, di Operazioni sui sistemi elettronici di comunicazione (Information Operations) e di Operazioni Psicologiche. Sono azioni coordinate ad ampio spettro, portate avanti da strutture dotate di risorse immani e che lavorano ventiquattr’ore su ventiquattro in coordinamento con i grandi amministratori delegati di imprese del calibro di Google.

L’offensiva è dunque in atto e viene da lontano. Un’eminenza grigia molto importante dell’Amministrazione USA uscente, Cass Sunstein, anni fa scrisse un saggio in cui – oltre a teorizzare l’«infiltrazione cognitiva» dei gruppi dissenzienti, da perfezionare spargendo disinformazione, confusione, e calunnie – invitava il legislatore a prendere «misure fiscali» (diceva proprio così) contro i propugnatori delle “teorie cospirazioniste” e per l’assoluto divieto di esprimersi liberamente su quanto sia disapprovato dalle autorità. Ci siamo a suo tempo chiesti dove volesse andare a parare, il prof. Sunstein. Voleva dire che chi dissente paga pegno allo Stato? E come diavolo doveva chiamarsi questa nuova imposta? All’epoca erano misteri e deliri di un professore di Harvard, un costituzionalista che ripudiava i capisaldi della Costituzione scritta americana. Ma nel frattempo quel delirio si è fatto strada e si è fatto sistema di potere. E’ bene ricordarlo a quelli che si scandalizzano per Trump senza accorgersi che le ossessioni contro la libertà di espressione hanno colonizzato le istituzioni e i media in cui hanno riposto fiducia, anche a casa Clinton e a casa Obama.

Oggi attaccano Byoblu.com. Ma sarà presto un attacco contro tutti i dissidenti. E’ una questione già maledettamente seria.
Anche chi non va d’accordo con Byoblu, con Megachip, con PandoraTV.it e altri ancora, farà bene a sostenerli economicamente e difenderli politicamente. Lo dovrà fare per salvare il pluralismo da un’ondata di “maccartismo 2.0”, un’isteria che vuol fare tabula rasa dell’informazione non allineata.

Fonte: Megachip

Nota: L’attacco riguarda tutti i siti di informazione libera come anche il nostro, controinformazione.info, che ha già subito lo stesso tipo di  sanzioni, con motivo di aver presentato articolo e foto delle vittime dei bombardamenti dell’Arabia Saudita (e complicità USA) nello Yemen. Questioni che non devono essere portate all’attenzioe dell’opinione pubblica e sottoposte a censura. Siamo quindi solidali con il collega ed amico Claudio Messora.

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  1. ramo 2 mesi fa

    Si, ma perché l’informazione fa paura? Perché cambiando tutto il loro indirizzo, gli USA si ripresentano come “diversi” da ciò che erano prima, e quindi possono ripartire con nuovi accordi. Non ci sono più i nemici di prima come gli Obama, ma nuovi interlocutori, e una Europa di Stati sovrani avrà una politica diversa e quindi in fondo divisa, perché abbiamo visto che i Francesi pensano per loro, i Tedeschi pure, gli Spagnoli anche e via discorrendo. La nuova Società delle Nazioni europea, sarà diversa come lo era un tempo e quindi ci saranno varie alternative e soluzioni diverse e quindi più scelta di opportunità, e forse, dopo tanti anni di perdite, l’Europa si alleerà su basi diverse fra i suoi membri, ma solo se sarà capace di non essere egoista fra i suoi stati, cioè i Francesi che non fregano l’Italia, i Tedeschi che non fregano tutti gli altri, e via discorrendo. In fondo è un’altra sfida, ma certo occorrono nuovi politici e nuovi burocrati, e anche questo fa parte comunque del gioco e nulla è scontato, dato che nel frattempo la Spagna ha i suoi Baschi e Catalani che vogliono fare di testa loro, l’Italia il suo Nord e il suo Sud, la Germania la sua Baviera e la sua ex Prussia, l’Austria la sua rivalità con i Tedeschi, i Serbi il conto in sospeso con gli Albanesi circa la loro parte di Kosovo, i Greci con la Germania per quello che gli ha fatto e con i vicini Albanesi per certi territori macedoni, il Belgio fra Fiamminghi e Valloni, perché infatti nei decenni passati si è ipocritamente fomentato il discorso delle minoranze mentre assurdamente si voleva una dittatura europea livellatrice come non mai, e le divisioni sono sempre in agguato proprio anche quale reazione verso l’avvilente livellamento incurante delle tradizioni culturali millenarie espresse chiaramente dalle lingue diverse. Il tutto traumatizzato dall’afflusso di immigrati clandestini lontanissimi per razza e cultura e in molti casi portatori di una vecchia minaccia combattuta nei secoli passati e la cui antitesi forse è ed apparirà tramite i cromosomi ancestrali europei all’atto delle disastrose relazioni create da questa invasione di straccioni arroganti. In più la perdita di benessere economico che acuisce tutto ciò che può acuire quando si sta male di pancia e sale il rancore e la rabbia. E poi mettiamoci anche i giovani disorientati dal fallimento della cultura spaccafamiglie e spaccareligione venuta dal dopoguerra in poi, dal fallimento delle ideologie politiche, dal nichilismo consumista che non dà loro i soldi promessi per dormire e non vedere o sentire, e quindi mettiamoci allora anche la ricerca di un credo in cui credere e del ripescaggio dei credi passati con il rischio di nuovi fanatismi religiosi contro quello islamista. Indi mettiamoci anche il possibile apparire di una giustizia fai da te nella latitanza della certezza del diritto statuito e accettato. Infine mettiamoci la Cina, con i suoi milioni di marionette sottomesse alla dittatura e che devono sempre e solo ubbidire come tante cavallette proiettate verso il resto del mondo. Insomma tutto si fa sempre più fluido e non scontato, e le possibilità si moltiplicano sempre di più, visto che una notizia qualsiasi può fare da detonatore grazie anche ad internet e alla diffusività delle cose nonostante le censure. E poi c’è la rabbia cosciente, non cupa e ottusa come nel medioevo o nel 700, la rabbia di tanta gente che la comunica ovunque. Ed è un rancore motivato. L’uomo raspa anche nella spazzatura del passato, se non trova qualcosa nel presente, e poi, e poi, c’è il detto “la storia si ripete”….

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  2. ramo 2 mesi fa

    E c’è anche un’ultima cosetta non da poco: ogni uomo guarda e ascolta con interesse ciò che suona fuori dal coro, non fossanche il sapere dei panni sporchi di chicchesia. E ciò nel bene e nel male. Quindi c’è un potere latente nella stampa libera di voi blogger: l’immediata attrazione e la curiosità che spinge, e figuriamoci poi se dietro ci sta la rabbia e la scontentezza. Perché, vedete, i caporioni attuali hanno creato infinita scontentezza e rabbia e infelicità, e se leggi la loro stampa ti annoi, perché è stampa di regime, e si sente che puzza di stantio, mentre le notizie alternative piacciono di più, come il vaffanculo ai capi osannati ufficialmente e agli idoli dati per scontato. Forse questo succede anche perché sono passati un bel settanta, dico 70, anni, dal dopoguerra ove la radio bombardava di cose la testa degli ingenui, e sono 70 anni che gli americani ci tengono sotto il loro tallone, e 70 anni, signori cari, sono tanti e tanti nella storia degli uomini, e alla fine il pesce puzza e la stessa minestra stufa. Anche solo per forza di cose arriva il cambiamento, e lo insegna la storia.

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  3. Taipan X 2 mesi fa

    Perdono solo tempo,idioti come pizzuttella lo sanno.

    Bye bye lobby 🙂

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  4. nessuno 2 mesi fa

    Personalmente, io sono disposto a finanziare nella misura del possibile i siti
    da cui traggo informazioni libere e veritiere.
    Combattiamo, la verità è con noi e ci sorride….

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  5. Fabio 2 mesi fa

    Vorrei segnalare alla redazione e ai lettori un altro tema che diverrá, speriamo, una delle nuove “guerre di liberazione” nell’informazione. La veritá sui vaccini.
    Sembra che Trump voglia istituire una commissione indipendente sui vaccini e “l’integritá scientifica”!
    Straordinario!
    Allo stato attuale é letteralmente VIETATO persino ipotizzare che non sia tutto oro quello che luccica (e qui luccica molto poco).
    Dal straordinario sito del Dr. Mercola:
    http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2017/01/24/new-vaccine-safety-review-panel.aspx
    “Trump Sets Off Media Firestorm With Creation of Vaccine Safety Review Panel”
    interessante anche:
    http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2016/12/13/vaccine-failures.aspx
    Vaccine Failures Keep Mounting — When Will Studies Pointing Out Flaws Result in Healthy Changes?

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  6. Riki 2 mesi fa

    Internet è una prigione mentale creata dall’Elite per rendere l’uomo innocuo. Anche gli attentati organizzati servono allo scopo. E altro ancora …Pensiero e Azione sono scollegati. Nessuno vuole e può fare qualcosa. Prigionieri di Matrix …e se questo è l’inizio (?) Non c’è libertà di informazione? Ma quando mai abbiamo avuto libertà nella storia?

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    1. Riki 2 mesi fa

      Sono un cittadino qualunque ossia: un uomo di scarsa intelligenza nato in un periodo storico dove la scienza ha definito il 97% di dna non codificabile. Però se osservo la realtà ne deduco che tutti gli sforzi che l’uomo ha fatto ci hanno portato a questo stato. Allora penso che non bisogna combattere il male, perché sarà impossibile distruggerlo. Il male dovrebbe autodistruggersi. Io dovrei fare un salto quantico spirituale, penso non ci sia altra strada. Credere nel prossimo è un illusione dato che ognuno di noi pensa in termini materialistici. Ci manca l’intelligenza, e sembra che qualcuno lo sappia, tenendoci in questa prigione mentale perpetua. A meno che…se ci potessimo risvegliare

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      1. Riki 2 mesi fa

        Gli animali scambiano informazioni naturalmente; si disse che gli aborigeni comunicassero col pensiero; noi oggi comunichiamo con whatsapp – io non ce l’ho .. per fortuna

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    2. Citodacal 2 mesi fa

      “Ma quando mai abbiamo avuto libertà nella storia?”

      Appunto: semmai momenti indefiniti di pausa tra una costrizione e l’altra (il tempo di lasciar credere che sia stata acquisita una libertà definitiva).

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  7. Eugenio Orso 2 mesi fa

    Possiedo un piccolo blog senza pubblicità di sorta (pauperclass, per essere precisi) e non ho questo problema.
    Il mio blog è modesto, non a livello di diffusione di quelli colpiti con questa manovra repressiva della controinformazione.
    Per fortuna, io vivo con altre risorse, per quanto modeste (per l’esattezza uno stipendio di soli trenta mila euro netti annui, ma sufficiente per campare) e non devo far conto su introiti mensili garantiti dalla (ormai onnipresente) pubblicità in rete.
    Ho sempre pensato alla pubblicità come a qualcosa di nocivo, almeno quanto la finanza di rapina che, in tal caso, si è trasformata in una sorta di arma per i ricatti.
    C’era da aspettarselo che avrebbero reagito dopo l’inconveniente occorso alla loro serva psicotica e guerrafondaia Killary.
    E’ già da qualche tempo che osservo la crisi della controinformazione in rete.
    Ho l’impressione che gli spazi si stiano riducendo e, quindi, questa offensiva sistemica, partita con la scusa di contrastare i diffusori di “balle” in rete, non mi stupisce.
    Il sistema sta gettando la maschera per riuscire a mantenere il controllo, anche se, nello specifico, la controinformazione in rete non si rivolge alle grandi masse manipolate e idiote – che continuano a subire l’influenza del mainstream – ma occupa piccoli spazi frequentati da minoranze di soggetti ancora coscienti …

    Buona fortuna

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    1. Riki 2 mesi fa

      considerati fortunato di questi tempi Eugenio… con questa crisi io sono costretto a rubare mercedes e svenderle sulle rive del mar Caspio!

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    2. nessuno 2 mesi fa

      Salve, scrivi l’indirizzo del tuo blog…Grazie

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  8. Vittoriano 2 mesi fa

    Ai tre poteri dello Stato liberale
    – legislativo, esecutivo, giurisdizionale –
    occorre ormai aggiungere
    quello COMUNICATIVO :

    Comunicazione: quarto potere costituzionale e sovranità popolare
    http://www.pickline.it › Blog
    10 giu 2012 – Comunicazione quarto potere costituzionale e strumento di esercizio della sovranità popolare.
    Il Diritto a Comunicare è principio universale.

    PDF Le COMUNICAZIONI di MASSA come quarto potere COSTITUZIONALE …
    http://www.forumdac.it/pdf/fdac-gen98-potere-cost.pdf
    Le COMUNICAZIONI di MASSA come quarto potere COSTITUZIONALE: scuola e …
    strumento costituzionale per l’esercizio effettivo della sovranità popolare, …

    Cosa ne pensate ?

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    1. Giorgio 2 mesi fa

      Lei ci propone due link e ci chiede che ne pensiamo?
      Che ne pensiamo cosa? Se sia o meno il quarto potere costituzionale la comunicazione di massa?

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