"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Lasciar sopravvivere le comunità cristiane dell’Oriente

Cristianos de Siria

di  André Chamy

Davanti alla persecuzione scatenata contro i cristiani nella città irachena di Mosul, la Francia propone di accoglierli nel suo territorio, rinunciando così a difenderli ed unendosi di fatto al progetto degli Stati Uniti ed Israele  concepito contro i cristiani d’Oriente.

Rimane così la tendenza storica. I cristiani dell’Oriente non hanno mai potuto contare con l’aiuto dei loro confratelli dell’Occidedente i  quali invece tentarono di occupare i loro paesi nei tempi delle Crociate ed anche nel corso della colonizzazione. Andrè Chamy  fa un racconto dei piani occidentali che tendevano, già dal secolo XX, ad espellere i cristiani dell’Oriente per convertire la Regione nel teatro di uno confronto fra ebrei ed arabi.
I cristiani dell’Iraq, una delle comunità cristiane più antiche del Levante, rappresentano quasi il 2% della popolazione del paese. Nel 1980, vi erano ancora circa un milione di persone ma in questo momento la sopravvivenza di questa comunità corre un grave pericolo.

Dopo aver ricevuto un ultimatum dai jihadisti dello Stato Islamico (ex ISIL) intimandogli di convertirsi all’Islam o di dover pagare una imposta istituita per i non mussulmani, la comunità cristiana di Mosul è dovuta fuggire verso il Kurdistan iracheno

In questo momento è difficile sapere con precisione quanti cristiani sono rimasti in Iraq. Tuttavia esistono alcune cifre, fatte conoscere dalle stesse comunità religiose:  erano ancora un milione nel momento della  prima guerra del Golfo – nel 1991- e nel momento della invasione statunitense- nel 2001- erano circa 800.000. Da allora  e dopo 11 anni , un migliaio di cristiani sono risultati morti e si stima  che all’incirca di 400.000 sia  il numero di quelli che hanno abbandonato il paese. Attualmente rimarrebbero in Iraq 400.000 cristiani includendo l’importante comunità cristiana di Bagdad, che conta tra 100 e 150.000 persone.

Davanti a questa situazione, la Francia- per bocca dei suoi ministri della relazioni Estere e dell’interno- si dichiara disponibile a “favorire l’accoglienza” dei cristiani che fuggono dall’Iraq.  Di fatto, si tratterebbe di un potenziale gesto di generosità  ma ,con il pretesto di proteggere  i cristiani dell’Oriente, la Francia li invita in pratica ad abbandonare per sempre  il proprio paese.

Maalula roccaforte cristiana

Uno strano gesto! Perchè nessuno di questi cristiani   ha voluto rinunciare alla sua terra fino a che li hanno aiutati  a rimanere in quella.  Questo è il vero nocciolo della questione, e questa è la loro terra!  Essere cristiano non è una nazionalità, benchè questo non piaccia molto ai signori Laurent Fabius e Caz (i ministri francesi delle Relazioni Estere e dell’Interno).

Stiamo parlando dei libanesi, dei siriano, degli iracheni. dei palestinesi, degli egiziani, ecc…

Da circa più di 2000 anni queste persone vivono in questa parte del mondo ed hanno avuto una partecipazione attiva nella sua storia, la sua cultura e civilizzazione. Non hanno mai avuto la necessità di protettori e le uniche volte che che sono vissuti sotto un protettorato……non fu precisamente per il loro bene.  Bisogna ricordare il caso specifico dei cristiani del Libano, dove alcuni credettero che l’Occidente poteva proteggerli, quando in realtà furono sacrificati a beneficio di interessi particolare delle grandi potenze.

Il doppio standard dell’Occidente

Questa falsa generosità dividerà nuovamente i francesi.  Alcuni ripeteranno che non c’è possibilità di accoglienza per più stranieri in Francia ed altri sosterranno che la Francia è obbligata  a proteggere i cristiani dell’Oriente.  Un terzo gruppo si interrogherà circa l’ipocrisia che significherebbe il fatto di accogliere in Francia un milione di iracheni cristiani mentre che altri iracheni- non cristiani- vengono massacrati in altri luoghi d’Oriente….

Come conservare quindi la coscienza tranquilla? Giusto prima di entrare in guerra con la Siria, la Francia aveva previsto di accogliere i cristiani di questo paese. L’Allora presidente di Francia Nicolas Sarkosy aveva incaricato la realizzazione di una informativa che consigliava di facilitare l’ottenimento dell’asilo in Francia. Il 5 di settembre del 201, nel ricevere il nuovo patriarca maronita Bechara Rai, Sarkosy gli ordinò in forma perentoria che iniziasse a fare i bagagli. Tuttavia la Francia cambiò bruscamente idea quando si comprovò l’appoggio incrollabile dei cristiani della Siria al proprio paese, che era obiettivo di una aggressione esterna.

Così che i cristiani di Siria furono perseguitati, massacrati o espulsi dalle loro case dalle proprietà in tutte le città dove riuscì ad entrare la famosa “opposizione armata”, soprattutto a Raqqa, a Deir ez-Zor, in Aleppo, in Homs ed incluso nel Kassab.  Di sicuro questa non fu l’ultima città dove- grazie all’appoggio della Francia, Stati Uniti e Turchia- i cristiani armeni furono vittime di un vero sterminio, all’estremo che ci fu chi si domandò se non si trattava di permettere che il governo turco terminasse il genocidio iniziato nel 1915.

Il compito di liquidare i cristiani era suddiviso fra le differenti fazioni di queste bande armate, principalmente l’ISIL (Emirato islamico dell’Iraq e del Levante, di recente ribattezzato “Emirato Islamico” dopo di aver proclamato il califfato in una ampia estensione di territorio siriano ed iracheno) ed il Fronte al_Nurra (vincolato con Al Qaeda). Riferendosi a quest’ultimo, il nostro ministro delle relazioni Estere (Laurent Fabius) non trovò nulla di meglio che affermare che” i suoi ragazzi stavano facendo un buon lavoro”.

Di sicuro la Francia continua a fornire munizioni ad al-Nusra, anche dopo di aver appoggiato la sua inclusione nella lista delle organizzazioni terroriste riconosciuta dall’ONU.

Nel frattempo, se ci domandiamo chi ha pregato per il ritorno dei cristiani a Kassab ed a Maalula, due città siriane millenarie e cariche di emozione e di Storia; chi ha operato perchè fossero protetti i luoghi sacri dei cristiani siriani ed i loro luoghi dedicati al culto da parte dell’Esercito Arabo Siriano- l’Esercito della Repubblica laica che è la Siria- questi  è stato precisamente il presidente siriano Bachar al-Asad, vilipendiato da tutti in Occidente, chiaramente in particolare dallo stesso Fabius.

I cristiani dell’Egitto, quelli che hanno tanto offerto e continuano a soffrire per gli attacchi sanguinari dei gruppi vincolati alla Fratellanza Mussulmana, neppure loro hanno avuto diritto alla compassione dei ministri francesi prima nominati, troppo occupati in quel momento ad applaudire il presidente islamista Mohamed Morsi che è stato poi rovesciato.

Assad tra i monaci

Intromettendosi nei fatti interni di un paese indipendente, il ministro francese delle relazioni  Estere, Laurent Fabius, ha richiesto anche la liberazione dell’ex presidente Morsi, il 30 Luglio del 203:  “La situazione è molto critica. Dobbiamo richiamare al rifiuto della violenza ed alla liberazione dei prigionieri politici, incluso il presidente Morsi”, ha dichiarato Fabius in tale data.

Perchè i cristiani copti dell’Egitto non hanno goduto della medesima simpatia da parte di Laurent  Fabius nei momenti in cui i seguaci di Morsi li massacravano? Sono forse più degni di compassione quelli che incitano alla violenza contro i copti rispetto a coloro che subiscono tale violenza?
Tanto meno possiamo scordarci dei cristiani palestinesi, impediti ogni giorno di praticare la loro Religione e sottomessi ad ogni tipo di violenza, tanto da parte delle forze armate di Israele come da parte dei colono israeliani, in quanto mostrino la minore volontà di resistenza contro l’occupante.

1-Continua

Fonte: Red Voltaire

Traduzione di Luciano Lago

Foto in alto: cristiani di Siria raccolti in preghiera

Nella foto al centro: Maalula, la più antica enclave cristiana in Siria assaltata dai miliziani jihadisti e sottoposta ad assedio

Nella foto in basso: il presidente Bashar al-Assad in visita nella chiesa di Maalula, conforta i monaci per i danni e le vittime subite dalla comunità

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  1. Alessandro 2 anni fa

    Tutti, tutti noi dovremmo rendere conto a Dio di ciò che sta succedendo!
    I cristiani, cioè i seguaci di Cristo, sono perseguitati in Medio Oriente come alle origini del Cristianesimo con la differenza che oggi non ci sono catacombe, in Occidente in quanto sopraffatti da una cultura pseudo-umanistica, che pone l’uomo e i suoi egoismi al centro di ogni volontà, quindi dal materialismo.
    L’Occidente nulla fa per difendere i cristiani in Medio Oriente, l’Europa ove si è sviluppato il Cristianesimo ha rinnegato/sta rinnegando le sue radici cristiane ed è sordo alle loro urla in quelle regioni!
    Non meravigliamoci se un giorno accadrà chissà cosa!

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    1. Ares 2 anni fa

      Islamizzazione un balzo indietro di secoli, non per niente il governo italiota in primis è così attivo con l’operazione mare nostrum (a parte l’enorme business)

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      1. Alessandro 2 anni fa

        Esatto, peccato però che questo salto indietro nei secoli conviene a qualcuno, e noi a prenderla nel posteriore come sempre

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  2. Alessandro 2 anni fa

    Appunto

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