"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Arabia Saudita invia reparti mercenari/terroristi dalla Siria alla frontiera dello Yemen

Missili contro basi saudite

L’artiglieria ed i missili dell’Esercito yemenita hanno bombardato nella mattinata dello scorso Sabato varie basi dell’Esercito saudita e dei suoi mercenari nella provincia di Yizan. Secondo le informazioni trasmesse dalla agenzia “Al Massirah”, varie concentrazioni delle forze mercenarie e saudite sono state raggiunte da questi attacchi.

Dall’altra parte della penisola arabica, nella provincia di Nayran, l’Esercito yemenita e le forze popolari di Ansarollah hanno impegnato i reparti sauditi in vari combattimenti. Un attacco effettuato con missili contro la base di Al Sadis ha causato forti danni e varie perdite fra le forze saudite.

Per causa di questi attacchi l’Arabia Saudita ha deciso di ritirare i suoi reparti della Guardia Nazionale dalla città di frontiera di Nayran. Rijad ha annunciato che la missione sarà assunta da altre forze. Questa informazione è arrivata dopo che le forze militari saudite hanno subito vari rovesci e perdite nelle province del sud, per effetto dei contrattacchi portati a termine dalle forze yemenite che hanno messo in serie difficoltà le forze saudite, nonostante l’assistenza logistica prestata da USA e Gran Bretagna.

Il network Al Massirah ha ricavato queste informazioni dai media sauditi che hanno fatto eco dei timori del principe saudita Mitab bin Abdullah bin Abdul Aziz, il figlio del re Abdullah, scomparso di recente, il quale teme che le forze saudite possano subire nuove perdite e sconfitte per causa dell’Esercito yemenita e dei combattenti Ansarollah.

Mercenari sauditi nello Yemen
Mercenari sauditi nello Yemen

Quello che sembra sicuro è che la ritirata della Guardia Nazionale saudita da Nayran lascerà un vuoto che il governo saudita potrà colmare richiamando parte dei gruppi terroristi/mercenari che operano per proprio conto in Siria, terroristi facenti pate dell’ISIS o del Fronte Al Nusra. Si calcola che soltanto in Siria ci siano almento 30.000 miliziani di cittadinanza saudita.

Il giornale libanese Al Akhba ha pubblicato una informativa secondo cui si parla già di convogli di terroristi che stanno arrivando nella provincia di Nayran con provenienza da questi paesi. Gli slogans scritti sui veicoli hanno provocato la collera della popolazione residente. Si trattava di slogans contro gli ismailiti che sono una confessione maggioritaria fra i residenti nella stessa provincia.

Il giornale aggiunge che “la incapacità dell’Arabia Saudita di far fronte alle forze yemenite nelle province di frontiera di Yizan, Asir e Nayran e le elevate perdite subite nelle file dell’Esercito e della Guardia Nazionale hanno convinto Rijad ad inviare i suoi mercenari già impiegati in Siria e che si trovano attualmente in difficoltà di fronte all’avanzata fulminante delle forze dell’Esercito siriano e di Hezbollah nelle varie regioni.

Rijad starebbe in procinto di trasferire alle sue frontiere con lo Yemen dai 3.000 ai 4.000 terroristi che sono stanziati attualmente nel sud della Siria”.

Al Akhbar aggiunge che, in collaborazione con i loro omologhi giordani, i servizi di intelligence sauditi hanno realizzato una formazione militare per i terroristi takfiri nel sud della Siria che si sposta a tappe forzate per poter poi essere trasferita nello Yemen.

Nota: Per le loro operazioni militari i monarchi sauditi possono contare sulla collaborazione e sulla complicità degli USA, della Gran Bretagna e degli altri paesi occidentali, come la Germania e la stessa Italia che, per bocca del ministro Gentiloni ha sempre esaltato “i buoni rapporti di collaborazione  esistenti fra Roma e Rijad”.

Non importa che l’aggressione saudita contro lo Yemen ed i bombardamenti indiscriminati contro scuole, abitazioni ed ospedali, abbiano  prodotto migliaia di vittime civili fra la popolazione, in specie donne e bambini caduti sotto le bombe saudite di fabbricazione anche italiana. Non sussiste però un vero problema di indignazione dell’opinione pubblica, visto che giornali e TV di questo conflitto non parlano quasi mai e preferiscono concentrarsi sui bombardamenti effettuati dalla Russia in Siria, in modo da poter dare seguito alla abituale propaganda di guerra degli USA e della NATO.

Fonte: Al Manar

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. Umberto 1 mese fa

    I servizi di “informazione” ufficiale, la cui totalità, egregiamente in livrea da cameriera negra ( mi si conceda la licenza texana: alcun riferimento razziale, bensì glossa da fumetto bella e buona ), lavora colle lingue collegate ai telecomandi della CIA, dovrà presto occuparsi dei criminali di guerra assassini, come madri e figli quattordicenni yemeniti, i quali, con inaudita violenza e immane terrore, spargono innocente sangue saudita e di relativi alleati, dal momento che, oramai conclamata la disfatta in terra di Siria, questi babbuini capaci solamente di sfasciare Limousine tempestate di diamanti e Lamborghini d’ oro contro i muri di casa propria, hanno pensato bene di ripiegare su terreni in apparenza meno impegnativi. Statunitensi, inglesi, francesci e quant’ altri possono inviar loro tutti gli strateghi e le armi che vogliono, ma se speravano di appropriarsi di quanto rimane del medio-oriente affidandosi a questi paciocconi tagliagole, adesso si rendono conto di quanto quella idea coltivata e messa in opera dalla fratellanza musulmana di stanza alla Casa Bianca fosse aleatoria e inverosimile. Fine di un capitolo e sospensione dei lavori: il relativo stallo si protrarrà e ad elezioni fatte si vedrà sul dafarsi. Nel frattempo si riposizionano pedine e si distribuiscono le ultime carte del mazzo più disastroso dall’ inaugurazione del casinò di Las Vegas. E’ ovvio e per di più palese, infatti, che gli sforzi mentali “americani” si concentrano sul complesso e al momento incerto lavoro di tessitura intorno a Trump, messi ormai da parte i dubbi residui sulla elezione di quest’ ultimo alla Presidenza. Se così non fosse, non riuscirei, con la mia modestissima, e comunque approfonditamente documentata e supportata di concerto, visione del quadro generale. Tutto, poi, è possibile: in primis, l’ improbabile.

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  2. Umberto 1 mese fa

    La campagna di Siria dell’ Asse del Male ( copio la definizione da commenti che stimo ), ad un lustro dal lancio, è irrimediabilmente perduta, checché se ne dica. Ma il fattore abnorme che fa riflettere e non poco, è che si sia persa nonostante il gioco a dir poco da bari di professione che apertamente e spudoratamente e impunemente hanno mentito, ingannato, condotto una partita in un modo che più sporco non si può. Ciò significa che si dovranno rivedere molte cose, in modo particolare moltissime persone, che non sono state assolutamente in grado di gestire un gioco troppo più grande di loro, giacché la guerra, cari bravi ragazzi e caro “signor” B. Hussein, non possono esser gestite, tantomeno manipolate e affidate per procura, da un’ accozzaglia di gangsters come i godfellas della Fratellanza e della Clinton Foundation. Quelli, al limite, avrebbero potuto dedicarsi, non senza un certo successo, si ammetta pure, a lavori più consoni alle loro capacità e personalità, come il traffico di armi e droga, le tangenti, gli omicidi in piazza e quant’ altro si attenga strettamente a certi ambienti. Il lavoro di fino non fa per voi. NO, YOU CAN’ T.

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