"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Arabia Saudita esercita pressioni sulla Turchia per un intervento militare contro le forze siriane

Monarchi sauditi

di Luciano Lago

Sembra che i monarchi sauditi stiano attraversando un momento di forte ansia e frustrazione, una forma di nevrosi dovuta al verificarsi di una serie di eventi contrari alle loro aspettative che hanno prodotto in loro questo cupo stato d’animo e li spinge a possibili azioni inconsulte.

I sauditi non si aspettavano una sconfitta nelle presidenziali USA della loro candidata preferita, la Hillary Clinton, che garantiva loro l’appoggio diretto di Washington nelle operazioni per rovesciare il governo di Bashar al-Assad in Siria e nella guerra di aggressione condotta da Rijad contro lo Yemen.
Nonostante tutti i milioni di dollari spesi per finanziare la sua campagna elettorale e quelli inviati alla fondazione Clinton (un centinaio di milioni sembra) i monarchi sauditi hanno fatto un grosso buco nell’acqua, con la sconfitta avvenuta della Clinton e la nomina di un personaggio imprevedibile e poco incline alle simpatie, come Donald Trump.

Oltretutto questi finanziamenti sono stati anche resi pubblici da Julian Assange di Wiki Leaks al quale, sia loro che la Clinton, hanno giurato di farla pagare ed eliminarlo dalla faccia della terra.

La Clinton in particolare, aveva richiesto alla CIA di utilizzare un drone per poterlo individuare ed assassinare nottetempo (come risulta dalle sue mail). Al momento tuttavia l’operazione è stata rinviata per problemi tecnici, si aspetta che il soggetto fuoriesca dalla sede diplomatica in cui si è rifugiato.

L’atra grande disillusione che ha prodotto lo stato di profonda frustrazione dei monarchi sauditi è stata l’esito disastroso della campagna militare contro lo Yemen che si sta rivelando, giorno dopo giorno, un fallimento totale che rischia di mettere in pericolo anche la stesa sicurezza del regno. I combattenti yemeniti, gli Houthi, si sono rivelati molto più agguerriti di quello che ci si aspettava ed hanno inflitto numerosi rovesci alle forze saudite che adesso hanno richiesto un intervento diretto a loro sostegno delle forze USA.

Gli USA , il Regno Unito e gli altri paesi europei, fra cui la Francia di Hollande, la Germania della Merkel e l’Italia del Governo Renzi/Gentiloni, hanno promesso comunque di inviare altre armi, munizioni ed equipaggiamenti perchè l’Arabia Saudita possa proseguire la sua campagna di aggressione contro lo Yemen e seguitare con i bombardamenti sulla popolazione yemnita che hanno prodotto fino ad ora oltre 11.000 vittime civili, fra cui moltissimi bambini.

D’altra parte i sauditi possono contare sul silenzio dei grandi media occidentali e dei loro governi, che evitano di parlare e mostrare immagini di questo conflitto mentre sono seriamente impegnati a mostrare immagini (molte delle quali taroccate) dei bombardamenti russi e siriani su Aleppo. Sia Obama che Hollande, con l’accordo della Merkel e l’assenso del Ministro Gentiloni, hanno garantito il silenzio e il proseguo delle forniture.

Il fulcro del problema per i sauditi è rappresentato dalla Siria di Assad che, da oltre cinque anni in guerra, non vuole capitolare e che anzi, con il sostegno di Russi e degli iraniani, sta riconquistando tutte le zone sotto controllo dei gruppi terroristi, mercenari armati e finanziati dagli USA e da Rijad. Persino la battaglia di Aleppo si avvicina alla sua conclusione, dove i quartieri est vengono liberati uno ad uno e centinaia di terroristi si arrendono senza più combattere. Vedi:  Syrian Army Liberated Inzarat Neighborhood of Aleppo City

Se i gruppi jihadisti capitolano totalmente, la vittoria sarà di Assad e dell’Iran, nemico n. 1 di Rijad e questa sarebbe per i sauditi  una iattura.

I monarchi sauditi hanno quindi deciso di giocarsi la carta della Turchia ed hanno iniziato a fare forti pressioni su Erdogan, promettendo di appoggiarlo e di finanziarlo lautamente se vorrà prendere l’iniziativa di un intervento militare diretto delle forze turche in Siria contro l’Esercito siriano. Non si può sapere esattamente cosa gli abbiano promesso ma si può immaginare quali enormi risorse abbiano messo a disposizione del turco. Non solo milioni di dollari ma anche viaggi premio a Dubai ed Abu Dhabi su lussuosi yacht appositamente predisposti ed in compagnia di splendide odalische appositamente nolleggiate. Il turco viene seriamente “solleticato” da queste allettanti proposte. I sauditi hanno anche garantito “discrezione” e riservatezza.

Non a caso arriva oggi il proclama da un “mufti” saudita (personalità religiosa sunnita) un diretto appello alla Turchia perchè intervenga con le sue forze in Siria per rovesciare il Governo di Damasco. Vedi: Mufti saudì pide a Turquia ataca a Ejercito sirio

Come ha informato il portale di notizie Al-Masdar News, molto seguito in Medio Oriente, il muftí saudita, Abdolá al-Muhaysini, alto funzionario del gruppo terrorista Fronte Fath al-Sham (l’ex Fronte Al Nusra che ha cambiato nome) ha richiesto con urgenza alla Turchia di attaccare le forze dell’Esercito siriano per sbaragliarlo e farla finita “con l’oppressione del regime siriano contro la popolazione di questo paese”. In un appello “quasi commovente”, si è chiesto il funzionario saudita quanto tempo ancora la Turchia lascerà che continui l’oppressione del regime di Assad….? Perchè la Turchia non utilizza il suo poderoso esercito contro il regime siriano? Questo è suo dovere, ha detto Al-Muhaysini, il quale è il responsabile del reclutamento di mercenari jihadisti per la Siria e che ultimamente ha lanciato una campagna con il proposito di reclutare 3000 bambini soldato destinati alla banda estremista.

Mufti saudita
Mufti saudita

La Turchia, in questi giorni, sta portando avanti una offensiva in Siria, denominata come “scudo dell’Eufrate”, con cui, secondo il governo turco, si vorrebbe espellere il gruppo dell’ISIS dalle sue frontiere con la Siria e far allontanare i curdi dai territori che controllano ad Ovest dell’Eufrate.

Naturalmente il Governo turco è lo stesso che ha permesso a decine di migliaia di teroristi dell’ISIS e degli altri gruppi di entrare in Siria attraverso la sua frontiera ma, adesso all’improvviso, proclama di voler espellere i terroristi dalla frontiera. I cambiamenti di umore del turco Erdogan  sono ormai divenuti una costante. Persino la Merkel, colei  che sembrava avere un idillio con “neo sultano”, sta perdendo la pazienza.

La Siria ha reagito allo sconfinamento turco accusando Ankara di aver violato la propria sovranità e sembra che si sia già verificato un primo attacco delle forze aeree siriane su alcune posizioni che i turchi avevano preso vicino alla città di Al-Bab, con alcune vittime e feriti fra le forze turche.Vedi: Braccio di ferro fra le forze russe e siriane con i turchi…

Ankara è tuttavia consapevole che in ulteriore escalation della sua presenza in Siria produrrebbe una reazione dalle forze russe che sono nel paese e questo potrebbe produrre un allargamento del conflitto con conseguenze imprevedibili.

I sauditi aspettano e incitano i turchi a muoversi prima che sia troppo tardi, ovvero prima che ci sia un cambio della guardia a Washington con il nuovo presidente che potrebbe pronunciarsi contro gli interessi sauditi. Questo rende la situazione molto pericolosa anche per la possibile azione sconsiderata o “provocazione” studiata dai servizi di intelligence di Rijad che potrebbero voler mettere il Presidente Trump di fronte ad un fatto compiuto.

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  1. Christian 2 settimane fa

    Maledetti beduini cocainomani senescenti… proprio non c’è la fanno a capire… proprio come i loro compari americani e sionisti; capiscono solo il linguaggio della forza, quando le prendono di santa ragione, come gli americani in Vietman o i sionisti contro Hezbollah nel 2006. E sia.

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  2. Walter 2 settimane fa

    Sembra che le provocazioni si stiano moltiplicando in questi giorni: i sauditi esortano la Turchia ad attaccare l’Esercito siriano; Kiev annuncia esercitazioni militari sul territorio della Crimea per i giorni 1 e 2 dicembre; gli USA cercano di assassinare il premier iracheno; l’Europa pronuncia le sue ridicole “risoluzioni” contro i media russi… Insomma, la cercano in tutti i modi e sembra anche che abbiano anche una certa fretta: quando Obama uscirà definitivamente di scena, potrebbero non avere altre occasioni.
    Nel frattempo, prendiamo atto dei “progressi” dell’Europa: dalla precedente definizione di gigante economico, nano politico e verme militare siamo passati a gigante traballante economico-finanziario, verme politico e ameba militare.

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    1. nessuno 2 settimane fa

      scusami, ma scrivi: “Kiev annuncia esercitazioni militari sul territorio della Crimea” non sapevo
      che l’esercito di Kiev potesse entrare in Crimea……

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      1. Walter 2 settimane fa

        Infatti non potrebbero. Il segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale dell’Ucraina, Alexander Turchynov, sostiene che lo spazio aereo russo nel Mar Nero termina a metà dello stretto di Kerch, mentre il resto della zona ad ovest dello stretto fa parte dello spazio aereo sovrano dell’Ucraina. L”agenzia federale per il trasporto aereo aveva riferito che “i giorni 1 e 2 dicembre l’Ucraina intende svolgere un’esercitazione militare con lancio di missili nei pressi della Crimea”, sottolineando che “i piani di Kiev violano tutti gli accordi internazionali e rappresentano un potenziale pericolo per i voli civili”. Il 1° dicembre é dopodomani: vedremo presto gli sviluppi di questa diatriba.

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        1. nessuno 2 settimane fa

          mah, mi sa tanto che scherzano con il fuoco….

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