"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Lannutti: i banchieri sono gangster

Elio-lannutti ADUSBEF

 

Libro-denuncia di Elio Lannutti. I banchieri sono gangster: noi crocifissi per colpa loro 

Nel libro Cleptocrazia lei sostiene la tesi che la crisi finanziario – economica scoppiata nel 2007 ha un colpevole: una cupola paramafiosa che si sarebbe arricchita ai danni di imprese e famiglie. Che prove ha?
Proprio in questi giorni il Wall Street Journal ha pubblicato i verbali riservati di una riunione al Fondo Monetario Internazionale del 9 maggio 2010. Doveva servire a  deliberare aiuti finanziari alla Grecia. In quell’occasione molti Stati non volevano quel piano, perché era un cappio al collo al popolo greco. Ma poi in maggioranza votarono a favore soprattutto Stati Uniti e Stati europei, tra cui Francia e Germania. Lo sa perché votarono a favore?
No!.
Votarono perché le banche francesi e tedesche erano piene di titoli di Stato greci per un valore di 78,8 miliardi di euro.
Quel salvataggio non serviva alla Grecia, ma come ho descritto in questo libro e nel precedente Bankster,volevano salvare l’interesse delle banche e l’egemonia franco – tedesca sull’Europa.  Io, tra l’altro, descrivo un altro aspetto inquietante: il fatto che la Grecia, sottoposta a questo piano insostenibile di salvataggio, ha visto l’economia contrarsi del 27%, la disoccupazione salire al 57%, la popolazione ridotta allo stremo. Allora la Merkel e Sarkozy (ex presidente della Repubblica francese, n. d. r.) imposero alla Grecia di acquistare armi franco-tedesche.
Lei accusa le agenzie di rating, banche centrali e d’affari ree di favorire una speculazione ‘selvaggia’. Istituzioni intrecciate tra loro e con le multinazionali da un giro spesso ‘irrintracciabile’ di rapporti azionari. A farne le spese i cittadini chiamati a ripianare (con imposizioni fiscali fortissime) le casse pubbliche ‘dissanguate’.
Cleptovcrazia
Sono dissanguate per salvare i banchieri. Dal 2007, quando esplose la crisi dei sub prime, prestiti che non potevano essere restituiti ad oggi, sono andati perduti 40 milioni di posti di lavoro. Un esempio di ciò è che un banchiere italiano, Giuseppe Mussari, ex presidente della Banca Monte dei paschi di Siena ed ex presidente dell’ABI, fa un crack da 4,77 miliardi di euro, ma non paga. Lo Stato concede prestiti, pari all’intera rata dell’Imu sulla prima casa al MPS per evitare il default e il piano di salvataggio non ricade sulle spalle di chi ha sbagliato, ma su 8mila dipendenti che saranno licenziati e sui risparmiatori a cui non saranno rimborsate le obbligazioni. La cupola di cui parlo ha avuto carta bianca dai governi, ma va ridimensionata: non può dettare legge alla politica.  L’Italia non è più uno Stato indipendente e sovrano sovranità di cui parla la Costituzione, quando ci sono organismi come FMI, Commissione UE e BCE, che, d’accordo con i banchieri,  mettono il naso nei nostri affari: ci dicono se possiamo o non possiamo abolire l’Imu, se possiamo e meno ridurre l’Iva.
Di questa cupola farebbero parte anche esponenti di partiti politici?
Sì. L’Italia è stata commissariata dagli organismi citati sopra con la lettera del luglio 2011 ricevuta dall’ex premier Berlusconi e firmata dal vecchio e dal nuovo presidente della BCE, Trichet e Draghi. La finanza non voleva le elezioni, ma ha voluto affidare l’Italia ad un commissario, Mario Monti, uomo della Trilateral e di Goldman Sacks. E abbiamo visto ciò che è accaduto: quanti hanno perso il lavoro e la pensione. I costi della crisi sono stati fatti pagare alle classi più povere riducendole sul lastrico!.
Gustosa nel testo la ricostruzione, con tanto di intercettazioni, della ‘guerra’ intrapresa dalla piccola Procura di Trani contro i ‘giganti’ del rating (Standard and Poor’s, Fitch e Moody’s). Guerra ripresa in questi giorni dopo gli ‘avvertimenti’ sul rating italiano lanciati da Fitch durante la breve crisi di governo. A che punto è?
Intanto in un Paese normale e non a sovranità limitata come il nostro, quando un’agenzia di rating privata come Fitch a mercati aperti invia un avvertimento mafioso, il governo doveva ribadire: noi stabiliamo ciò che è bene fare per il nostro Paese e voi non dovete permettervi di formulare giudizi e dare pagelle. La finanza utilizza anche le agenzie di rating per fare affari sulla pelle dei risparmiatori. Non guardiamo nel merito e assistiamo all’impoverimento delle classi sociali, all’aumento dell’Iva dal 21 al 22%.  In uno studio avevamo stimato il tracollo del gettito di Iva di quasi 6 miliardi di euro da quando fu introdotto dall’ex ministro dell’Economia Tremonti e da Berlusconi e ora il ministero dell’Economia dice che c’è un mancato incasso da Iva di 3,6 miliardi e ancora non c’era stato l’aumento di  un punto dell’aliquota.
Lei evoca uno sbocco autoritario, l’avvento di nuove forme di nazismo. Ma una speranza c’è. Chi incarna oggi la speranza del cambiamento?
Sono i giovani. In Grecia ci sono movimenti neonazisti, negli Stati Uniti il movimento “Occupy Wall Streat”, in Spagna gli Indignados, in Italia ci sono i giovani del Movimento 5 Stelle che hanno intercettato la protesta. Anche se non sono i soli a rappresentare la protesta e l’indignazione contro questo stato di cose. Guardi che quando Schauble, il ministro dell’Economia della Germania, che definisco il nipotino di Hitler, ha affermato che per salvare l’attività dei banchieri, bisogna attingere dai risparmi, dai conti correnti, questo è nazismo. In proposito devo dire che quando la Germania era nazista c’erano i panzer, i tank e i cacciabombardieri, con cui volevano assoggettare l’Europa e il mondo, oggi sono stati sostituiti con la finanza, egemonizzata da Angela Merkel.
Note: Elio Iannutti, giornalista e pubblicista, dal 1987 presiede  l’associazione ADUSBEF (Associazione utenti Servizi Bancari Assicurativi Finanziari) di cui è fondatore.  È l’unica associazione di consumatori ad essere stata ammessa parte civile nel processo penale Parmalat. (Fonte: Seconda Sezione Penale Tribunale di Milano).

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