"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Amministrazione Obama progetta una “soluzione militare” alla crisi siriana

di  Luciano Lago

Come avevano previsto vari e qualificati analisti, l’Amministrazion Obama, nell’imminenza delle elezioni presidenziali, sta studiando una soluzione militare in Siria che risolva, a favore degli USA e dei “ribelli” da loro protetti, l’impasse in cui si trova la coalizione USA-saudita che vede la rapida avanzata sul campo delle forze siriane e russe, in procinto di prendere totalmente il controllo di Aleppo con l’ultima battaglia di quella che puo’ essere considerata la “Stalingrado” della Siria.

Per ottenere questo obiettivo, il Pentagono sta esaminando la possibilita’ di fornire appoggio aereo ai ribelli filo USA-Arabia Saudita, permettendo loro di avanzare e nello stesso tempo attaccando direttamente le forze dell’Esercito siriano, come gia’avvenuto sulla base di  Deir Ezxor,dove la coalizione USA ha prima bombardato le truppe siriane (oltre 90 morti) e poi ha sostenuto di essersi trattato di un “errore”, peraltro smentito dai russi che avevano intercettato le comunicazioni radio fra gli americani ed i terroristi dell’ISIS.

Gli strateghi USA affermano di vedersi forzati ad imporre una soluzione militare sul campo, vista  la complicazione dei negoziati tra USA e Russia sulla Siria che hanno raggiunto un  punto morto. Naturalmente i responsabili delle strategie di Washington omettono di dire che  sono stati proprio loro a violare la tregua con l’attacco a Deir Ezzor e che il loro reale obiettivo in Siria era ed e’ tuttora quello di rovesciare  il regime di Damasco e sostituirlo con un califfato salafita sotto tutela saudita. Questo spiega il ” doppio gioco” degli americani ed il loro utilizzo, ormai scoperto e palese, dei gruppi terroristi come  Al Nusra, per raggiungere i loro obiettivi.

Quello che non risulta ancora chiaro e’ se gli statunitensi, spinti dalla fretta di agire prima del collasso dei loro mercenari,  contino di portare “scarponi sul terreno”, ovvero utilizzo di forze terrestri, oltre a quei reparti speciali delle US. FORCES che gia’ sono entrati in Siria, o se si affideranno esclusivamente  alla loro aviazione ed all’ utilizzo dei gruppi terroristi da loro armati ed equipaggiati. D’altra parte gli analisti militari sostengono che questa strategia presenta dei rischi elevati di entrare direttamente in conflitto con la Russia, visto che sul terreno di batraglia, assieme alle truppe siriane, ci sono reparti di specialisti russi che operano fianco a fianco con l’ Esercito siriano e che godono della protezione aerea russa.

Sul piano diplomatico, la portavoce russa, Maria Zarajova, ha avvisato le autorita’ di Washington che il loro ” corteggiamento” ad Al Nusra ed il doppio gioco utilizzato in Siria per sostenere i gruppi terroristi, prima o poi avra’ degli effetti negativi e si ritorcera’ contro gli Stati Uniti.

La stessa accusa contro Washington e’ stata rivolta dal viceministro degli Esteri russo, Serguei Riabkov, il quale ha accusato gli USA di appoggiare i terroristi che tengono in ostaggio la popolazione di Aleppo, vista la loro insistenza nel richiedere la cessazione degli attacchi aerei e la fine  dell’offensiva delle forze siriane volta a riprendere il controllo dei quartieri dove i gruppi terroristi hanno installato le loro  postazioni.

“Non possiamo descriverlo in altro modo se non un appoggio di fatto ai terroristi da parte dell’attuale Amministrazione”, ha dichiarato l’esponente russo nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Mosca. . Lo stesso  ha accusato Washington di non voler tenere in alcun conto le esigenze umanitarie dei siriani ed la loro determinazione a non voler cadere sotto il gioco di un califfato saudita imposto dagli USA.  Gli USA tengono in conto soltanto i loro interessi geopolitici e vogliono imporli a tutti i paesi della regione.

Gli osservatori ritengono che i prossimi giorni saranno decisivi per verificare quale svolta prendera’ la crisi  nel martoriato paese arabo che si trova da oltre 5 anni in un conflitto voluto  dalle grandi potenze e che e’ gia’ costato oltre 300.000 vittime, milioni di profughi ed immani distruzioni.

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  1. nessuno 8 mesi fa

    la politica di aggressione usa fatta di ricatti e minacce, e il comportamento generale degli usa
    mi fa ritornare in mente una storiella: gli usa assomigliano a un tipo violento e aggressivo che ogni
    volta che faceva baruffa urlava dimenandosi come un forsennato: tenetemi altrimenti faccio una
    strage, un macello, tenetemi,e quelli lo tenevano non osando lasciarlo senza controllo per
    paura delle conseguenze, ma una volta stanchi delle sue provocazioni e del suo comportamento
    lo lasciarono libero di agire, concludo dicendo che si prese tante di quelle botte ma tante, che
    non ruppe più le palle a nessuno e di là in poi si fece gli affari suoi.
    Morale: lasciamo pure venire gli usa e lecchini vari sul terreno e incominciamo ad abbatterli
    sistematicamente, e finiamola di lasciarci impressionare da una banda di criminali, can che
    abbaia quasi mai non morde, e quando cerca di mordere un bel calcio nei denti.
    Gi usa sono abituati a combattere eserciti deboli, male armati, demotivati, che ci provino
    con i Russi e impareranno e si renderanno conto che non sono poi la grande potenza che si credono
    di essere, hanno potuto fare il bello e brutto tempo dove gli pareva sulla Terra, sono abituati
    male, certi Paesi si sono evoluti e possono facilmente se non superare la loro potenza di
    fuoco, capisco è difficile ammettere la sconfitta,molto difficile, ma inevitabile….

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  2. Umberto 8 mesi fa

    Certo che se, a discapito delle apparenze, dovessero aver raggiunto un accordo segreto per la spartizione della Siria, all’ aviazione seguirebbe l’ esercito. Tanto per fare fantascienza. Di certo c’è cha da lì non vogliono assolutamente andar via, ormai in un modo o nell’ altro vorranno andare avanti, dal momento che poi tocca all’ Iran. Evidentemente non si aspettavano tanta preparazione da parte della Russia: hanno sbattuto il muso, e lo sanno bene, comunque siano e vadano le cose.

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  3. Idea3online 8 mesi fa

    Difficilmente gli USA cercheranno un conflitto con la Russia in Siria, qualche giorno fa la Libia la parte non alleata all’Occidente ha richiesto formalmente aiuto alla Russia……che in linguaggio geopolitico la Russia manda a dire…se gli USA vengono in Siria noi entriamo in Libia……intanto la Russia ha avvisato….se la situazione in Siria diventa caotica la Russia la farà diventare caotica in Libia..risposta simmetrica…gli USA non dovrebbero essere interessati a sfidare la Russia per adesso, qualche anno aspetteranno….ma se la Terza Guerra Mondiale toccherà veramente il culmine nel 2020 allora è possibile che siano interessati ad una risposta Russa in Libia per allargare il conflitto e potrebbero provocare la Russia in Siria e la Cina in Corea del Sud. Ma questa volta la storia non la scriverà il Vincitore perchè la PAX AMERICANA è al termine, ed la storia sarà riscritta dall’inchiostro rosso, sangue di milioni di vite umane.

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  4. Umberto 8 mesi fa

    A giudicare dagli atteggiamenti degli Stati Uniti non sarei proprio certo che non cerchino il conflitto. Secondo il mio modestissimo modo di vedere le cose, l’ unico freno alla bega coi russi potrebbe essere rappresentato dalla sorpresa del riscontro di un avversario più forte e determinato – e per nulla intimorito – di quanto previsto. Del resto, i segnali di ricercare ad ogni costo la rissa sono sotto gli occhi di tutti: li stanno provocando in tutti i modi. Il conflitto, ne consegue, lo vogliono eccome, avendo calcolato, nella loro presunzione di infallibilità che li condurrà alla rovina, di avere i numeri per vincere. Chiaramente, facendo i conti senza l’ oste, ci potrebbero mettere qualche anno o mese in più, ma il risultato è che vogliono la guerra, la guerra mondiale.

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    1. Walter 8 mesi fa

      Credo che tu abbia ragione, vogliono la Guerra e la vogliono in fretta, prima di perdere il loro (presunto) primato nel campo delle tecnologie. E prima che i loro alleati gli voltino le spalle. Quando parli della “sorpresa del riscontro di un avversario più forte…” ti riferisci alla Cina? Se non ci sarà adesso, a breve, la prossima grande Guerra ci sarà tra 15-20 anni e il pomo della discordia sarà il Kazakistan (principale riserva mondiale di Uranio) ma, a quel punto, le alleanze ed i rapporti di forze potrebbero essere ben diversi.

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      1. Anonimo 8 mesi fa

        No, mi riferisco al fatto che forse non si aspettavano una Russia così forte, compatta e determinata. Anche sul piano della demonizzazione di Putin, si stanno prendendo una serie di schiaffi di ritorno dal momento che la loro sfrontatezza e la loro spregiudicatezza hanno reso fin troppo palese da quale parte sta la ragione. E questo indipendentemente da chi sia realmente Putin. È palese, fin troppo, chi ha torto marcio e la propria situazione peggiora di giorno in giorno. Gli Stati Uniti sono completamente fuori controllo, una mina vagante, e la percezione di questo immane pericolo è planetaria, checchè vogliano far credere i vari Hollande, Renzi e compagnia bella, troppo inetti e politicamente incapaci anche per far ciò che gli viene scritto su un bigliettino. E questo sarà uno dei principali motivi per l’autodistruzione del blocco sionista economico satanista, poichè il padrone, il capo della batacca, vuole la distruzione di tutto, anche la loro, poveri idioti.

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      2. Umberto 8 mesi fa

        Ti rispondo sinceramente: mi riferisco alla sola Russia. Dalla mia percezione, gli Stati Uniti – o almeno chi li dirige in questo momento – stanno premendo sull’ acceleratore del macchina militare, dal momento che sono esattamente al culmine del loro imperialismo, con incipiendo declino, peraltro già in moto sul versante delle comunicazioni e dell’ informazione di massa, oltre che su quello diplomatico. Non sanno che pesci prendere, in parole povere, e l’ unica soluzione è creare caos, dal quale sono sempre stati bravi a trarre vantaggio. E inoltre, non da poco, visto e considerato che, almeno apparentemente, la Cina sta conservando un certo riserbo, non sarebbe una follia da parte mia pensare che combattere separatamente i due colossi rappresenta l’ unica via di scampo: insieme non avrebbero la minima speranza. Durante il caos, invece, per loro tutto può accadere, ma proprio tutto, soprattutto l’ imprevedibile.
        Puramente mie constatazioni, personali e attuali, possibilmente variabili giacché supposte.

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        1. Umberto 8 mesi fa

          La risposta di “anonimo” è la mia, l’ avevo scritta ieri sera dallo smartphone e probabilmente non mi ero firmato, ma sono io. Oggi ho con più calma confermato e risposto più dettagliatamente. Non so perché vedo solo adesso la risposta di ieri sera. Rimane tutto invariato, comunque 😉

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  5. Walter 8 mesi fa

    Avanti di questo passo, la prossima guerra mondiale (la quarta?) vedrà il resto del mondo schierato contro gli USA. Ovviamente gli USA vinceranno ma nessuno nel modo ci crederà e, quindi, li tratteranno tutti come perdenti. Sembra uno scherzo macabro, un’assurdità ma non é forse altrettanto assurdo che la principale potenza economico-militare al mondo si comporti come uno stato-canaglia? Che si riempiano la bocca di parole come “diritti umani” e poi vadano a bombardare gli ospedali yemeniti insieme ai loro complici sauditi? Che si comportino con i loro alleati quasi peggio che con i loro nemici? Il veto a Obama da parte del Congresso dimostra che c’é già una profonda spaccatura nell’establishment americano. A mio avviso, alla base c’é un disaccoppiamento tra gli interessi delle lobby delle armi con le altre lobby americane. Il mercato delle armi, in termini di PIL é un nanetto ma le lobby delle armi sono politicamente molto potenti e rappresentate sia alla Camera che al Senato americano, sia tra i Democratici che tra i Repubblicani. Questo perchè ha sempre fatto comodo a tutti: le armi si vendono per fare le guerre, per distruggere; dopodichè, si entra nella fase di ricostruzione, dove guadagnano i big dell’industria, dell’energia, dell’edilizia etc. In questa fase, però, i venditori di armi hanno fatto il pieno di commesse mentre le compagnie petrolifere americane ci stanno rimettendo il cotto e il crudo e sono indebitate fino al collo e lo stesso vale per altri comparti dell’economia. Alla fine, la loro filosofia del “non importa cosa faccio, l’importante é quanto guadagno” li porterà all’auto-distuzione.

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    1. Umberto 8 mesi fa

      Infatti, non ricordo dove l’ ho scritto sempre su questo forum in altra discussione: devono crollare da dentro, e allora sarà fatta. Bisogna riportare il cancro che hanno seminato a casa loro, è da lì che partirà la loro fine. D’ altronde, se sono stati capaci di buttarsi giù le loro torri, i loro palazzi, i loro presidenti, come tempo addietro mezza flotta – tranne le portaerei, chissà come mai – e tutte le altre porcherie, non ci si potrebbe certo stupire, col loro modo di vedere, che il “terrorismo” abbia colpito anche i suoi fondatori. Che ridere.

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