"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’AGGRESSIONE NATO CONTRO LA RUSSIA E IL PERICOLO DI GUERRA IN EUROPA

US Forces in the ground

Di Chris Marsden e Julie Hyland

Dal 22 febbraio, quando hanno orchestrato il colpo a Kiev con l’aiuto di oligarchi e fascisti, gli Stati Uniti e la NATO hanno preso misure contro la Russia che equivalgono a una dichiarazione non ufficiale di guerra. Nello spazio di appena 6 settimane, le potenze NATO sono passate dall’aiutare nell’organizzazione di un golpe, all’imporre sanzioni contro la Russia, al più vasto rafforzamento militare in Europa dai tempi della guerra fredda.
La velocità di questi sviluppi dimostra che il colpo di stato contro Yanukovych non è stato l’inaspettato evento catalizzatore che si fa credere, bensì una provocazione fatta con lo scopo di implentare piani preparati molto prima.


Ciò è diventato chiaro con l’incontro della scorsa settimana tra i ministri degli esteri della NATO, che hanno definito piani per l’espansione dell’alleanza fino ai confini russi, vaste esercitazioni e il possibile stazionamento di truppe negli stati confinanti.
Washington ha guidato le richieste per un Piano d’Azione per le Adesioni (MAP), da offrire non solo all’Ucraina, ma anche alle ex-repubbliche yugoslave di Bosnia, Montenegro e Macedonia, e alla ex-repubblica sovietica della Georgia.
Nel 2008, al tempo della guerra dei 5 giorni tra Russia e Georgia, il presidente George W. Bush fu costretto a ritirare i piani per ammettere la Georgia nella NATO, soprattutto perché tale mossa era contrastata da Germania e Francia. Le due potenze europee temevano che ciò avrebbe trasformato il conflitto tra Russia e Georgia in una diretta guerra alla Russia.
Questa volta, tuttavia, il piano per incorporare Georgia e Ucraina è supportato dall’Unione Europea come impulso per intensificare il confronto con Mosca. Il segretario generale NATO Anders Fogh Rasmussen ha più volte citato l’articolo 5 del trattato dell’alleanza, il quale richiede a tutti gli stati membri di soccorrere un altro stato membro sotto attacco. Dato il carattere rabbiosamente anti-russo dei regimi georgiano e ucraino, questi saranno ben felici di fornire un tale pretesto.
Il piano di adesione sarà discusso a luglio, e l’intenzione degli Stati Uniti è che venga implementato già in settembre. Esercitazioni militari sono programmate o in corso in Lettonia, Lituania, Bulgaria e Polonia, così come in altri stati baltici e nel Caucaso. Particolarmente provocatorie sono due esercitazioni programmate sul territorio ucraino: “Tridente rapido” e “Brezza di mare”.
La Polonia ha giocato un ruolo chiave nei piani NATO, riprendendo le precedenti proposte di installare uno scudo missilistico progettato dagli USA e dal costo di milioni di dollari. Il governo ha ora richiesto lo stazionamento di un battaglione USA, ovvero 10.000 persone, nel suo territorio.
I centri decisionali di Finlandia e Svezia stanno discutendo se porre fine alla loro neutralità ufficiale e aderire alla NATO. […]
In stile orwelliano, questa campagna di accerchiamento militare viene giustificata con affermazioni infondate ed esagerate circa l’ammasso di forze russe al confine ucraino. Lo scopo di questa propaganda è di dipengere Mosca come l’aggressore, sebbene il presidente Obama l’abbia liquidata come una potenza “debole”, puramente “regionale”.
Come nel caso di Iraq, Libia e Siria, tali menzogne sono studiate per giustificare un programma sostenuto di riarmo imperialista, soprattutto in Europa.
Il modus vivendi tra l’imperialismo e le oligarchie capitaliste, emerse un quarto di secolo fa in Cina e Russia, sta venendo rapidamente alla luce. In difficoltà a causa della crisi, le maggiori potenze imperialiste non sono più concilianti con la borghesia di Mosca e Pechino, che godono di relativa autonomia. Pretendono invece accesso diretto alle vaste risorse e ai mercati russi e cinesi, e di ridurre entrambe le nazioni allo stato di semi-colonie.
La logica inesorabile di questa politica irresponsabile è la guerra.
A tale scopo, Washington pretende che i governi europei, soprattutto la Germania, alzino il tiro. Nel suo recente discorso a Bruxelles, Obama ha tiranneggiato i membri della NATO, dichiarando: “Dobbiamo essere disposti a pagare per le risorse, il personale e l’addestramento richiesto per assicurare una forza NATO credibile e un deterrente efficace… Tutti devono contribuire.”
Tra le maggiori potenze europee, al momento solo il Regno Unito e la Francia rispettano la richiesta della NATO di spendere il 2% del PIL per il settore militare. Dal 1998 la spesa militare è diminuita in ogni paese europeo, in Germania del 50%. Invertire tale tendenza richiederebbe l’eliminazione di vasti settori della spesa pubblica, in un’Europa che è già stata soggetta a 6 anni di austerità.
[…]

Traduzione: Anacronista

Fonte: Globalresearch

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