"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’AFD in Germania ribadisce il suo rifiuto alle politiche della UE e rileva la incompatibilità dell’Islam con la cultura europea

L’AFD in Germania ribadisce la sua opposizione alle politiche della UE e contesta il carattere incompatibile dell’immigrazione islamica con il sistema tedesco ed europeo.
Nel corso di una intervista alla Euronews, la leader del partito AfD (Alternativa per la Germania),Frauke Petry, ha reiterato il carattere euroscettico del suo partito ed ha aspramente criticato la politica dell’Unione Europea.

La Petry ha ribadito la contrarietà del suo partito alla permanenza della Germania nella UE definendo l’Unione come una Istituzione che presenta caratteristiche simili a quella che era l’URSS e questa istituzione non realizza un rafforzamento dei vincoli fra gli stati europei ma al contrario si è rivelata disgregante e con chiari caratteri autocratici
Dopo il successo alle regionali, il partito anti-immigrazione Alternativa per la Germania tocca il livello più alto nei sondaggi.

L’Afd raccoglierebbe il 16% dei voti se le elezioni a livello nazionale si svolgessero adesso, secondo una rilevazione del canale pubblico Ard.

Euronews ha incontrato la sua leader, Frauke Petry, a Berlino.

Valerie Zabriskie, euronews: La vostra popolarità è in aumento in parte perché voi non temete di affermare cose che la gente pensa o che altri politici non direbbero. Non è rischioso a volte dire cose che gli altri non direbbero?

Frauke Petry, leader di Alternativa per la Germania: Se si crede che le soluzioni siano il risultato di una discussione aperta, allora dobbiamo essere convinti del fatto che discutere può risolvere i problemi invece di nasconderli. Noi tedeschi siamo abbastanza bravi nel nascondere i problemi, cercare il consenso, l’accordo addirittura prima di aver approfondito il problema. È per questo che molti cittadini non credono più nei partiti tradizionali e nei politici, semplicemente perché non si sentono presi seriamente in considerazione e poi perché si sentono traditi dai politici visto che questi ultimi non dicono la verità.

euronews: Per quanto riguarda l’Europa, il suo partito è nato come una reazione alla crisi dell’eurozona e ai piani di salvataggio. Siete contro l’Unione Europea?

Petry: Crediamo che negli anni sessanta e settanta, e perfino nella prima parte degli anni ottanta, abbiamo reso l’Europa molto più forte di quella di oggi. Il progetto dell’euro e anche il tentativo di realizzare una costituzione europea hanno dimostrato che la grande maggioranza dei Paesi europei non vuole cedere la propria sovranità, e sono perfettamente d’accordo, non credo che si aiuti l’Europa a restare forte nella competizione a livello mondiale se si cerca di uniformare tutto come ha fatto il socialismo. Il progetto socialista nell’Europa dell’Est è fallito alla fine degli anni ottanta. Si sta tentando di fare lo stesso con l’Europa e non funzionerà.

euronews: A proposito dei nordafricani e della loro religione, del modo in cui vengono trattate le donne: non c‘è il rischio di farne dei capri espiatori con i vostri discorsi?

Frauke Petry, leader AfP
Frauke Petry, leader AfP

Petry: L’Islam, le fondamenta di questa religione, non sono compatibili con le democrazie. Non lo dice soltanto Alternativa per la Germania, da quando abbiamo lanciato la discussione molti politici hanno cominciato ad ammetterlo, dopo aver ignorato il problema per anni. Credo che il nostro compito in Germania sia evidenziare il problema in modo da poter trovare una soluzione. Siamo d’accordo con i musulmani moderni che amano vivere in Germania, che si sentono tedeschi e che vogliono restare qui. Gran parte di loro si è adattata alle nostre tradizioni, ma chi non vuole farlo deve tornare indietro e vivere dove vuole, ma non in Europa, non in Germania. È questo è quello che noi sosteniamo.

La Islamizzazione strisciante della Germania

A questo proposito può risultare interessante leggere quanto scritto dal giornalista e scrittore tedesco Udo Ufkotte, nel suo ultimo libro, Mekka Deutschland (sottotitolo: La silenziosa islamizzazione),edito da Kopp Verlag.

Come pubblicato di recente anche da Maurizio Blondet: Si tratta di un insieme di informazioni politicamente scorrette sulla Germania islamizzata, di cui un amico ci ha fornito un ampio riassunto. L’impressione che se ne ricava è agghiacciante: non è tanto che le masse musulmane stanno influendo a forza sulla Germania, ma che il governo tedesco abbandona deliberatamente la civiltà europea, la sua cultura ed istruzione, i suoi principii giuridici, il suo diritto di famiglia, e non parliamo della radici cristiane – per adeguarsi agli immigrati islamici. Un suicidio di una civiltà stanca di esistere.

Basterà aggiungere che Ufkotte sa di cosa parla: islamologo, per 17 anni ha vissuto in vari paesi musulmani, imparando l’arabo e lavorando come giornalista; si è convertito all’Islam, ma oggi è tornato al cristianesimo. (…..) Non lo anima una polemica anti-islamica; è piuttosto la descrizione di una società occidentale che, non avendo più il suo Dio, si scioglie nel vuoto di sè perché non ha più niente da difendere. Di questo spegnersi di cui Hoeullebecq (tragicamante, è un cristiano privato di fede) è il cantore disperato, Ufkotte è il cronista preciso e freddo, ancorché indignato. La realtà supera la fantasia.
Ed ecco il riassunto di Flavio Casanova:

BENVENUTI IN EURABIA

L’Europa sta diventando in modo strisciante una colonia islamica. In ogni grossa città europea coesiste una seconda città. Una città nascosta, simile a uno stato nello stato, una città retta dal Corano. Parlare di questa realtà è un tabù.

ISLAMIZZAZIONE – I FATTI

In Germania dovrebbe valere il diritto tedesco e non la sharia. Eppure è successo e accade regolarmente che la seconda abbia il sopravvento sulla prima. Alcuni casi.

Una 76enne di Monaco, sposata con un iraniano, rimane vedova. Lei eredita solo un’infima parte del patrimonio familiare. Il resto finisce nelle mani della Repubblica Islamica Iraniana.

/muenchen/stadt/muenchner-witwe-verliert-erbe-iran-

In effetti, quando uno dei coniugi non è in possesso della nazionalità tedesca, allora viene applicato il diritto del suo stato natale, ignorando un eventuale testamento. Dunque, in pratica, sul suolo tedesco viene applicato il diritto iraniano.

Altro esempio: se un uomo sposa fino a quattro mogli nel suo paese natale e poi emigra in Germania può contare su un eventuale pagamento di più rendite vedovili in caso di decesso.

Infine: nel 2009 una giovane iraniana sposa un suo connazionale in Iran. I due emigrano in Germania e, nel 2011, si divorziano. Un tribunale di Essen concede il divorzio alla donna nel 2012, ma il marito si appella contro questa decisione. Il tribunale di appello di Hamm dà ragione alla donna. Tuttavia, la motivazione si basa sul fatto che, al momento del matrimonio, i coniugi avevano deciso di seguire la sharia. Dunque il caso avrebbe dovuto essere giudicato secondo la sharia, indipendentemente dal fatto che ora la coppia vive in Germania.

Ulteriori indici di islamizzazione della Germania: esiste una sharia-Mastercard islam21c.com/fataawa/215-a-fatwa-concerning-the-cordoba-gold-card

Nonché  esistono in Germania assicurazioni per gli autoveicoli conformi alla sharia : standard.co.uk/news/sharia-carinsurance-for-the-first-time-muslims-can-buy-policies-in-line-with-islamic-law-

assicurazioni sulla vita: versicherung-in.de/takaful-sharia-konformeversicherungen-520

Dal 2012 esiste a Berlino presso il Ministero di giustizia un ufficio permanente per il diritto associato alla sharia: /politik/deutschland/focussiert-planstelle-fuer-sharia-recht

In Germania la poligamia è illegale. Se uno sposa una seconda moglie, rischia tre anni di galera. Il presidente Joachim Gauck è dal 2013 padrino d’onore di una famiglia musulmana bigama. Con questo si vuole mostrare le particolari attenzioni che lo Stato mostra nei confronti delle famiglie ricche di figli. Nel caso concreto di tratta del marito (disoccupato), delle sue due moglie, degli otto figli oltre ad alcuni parenti; in totale 14 persone. Vivono in un appartamento di 220 mq pagato dai servizi sociali (1280 EUR mensili).

Un giornale di Berlino ha invece pubblicato un articolo nel quale si denuncia che esistono delle donne musulmane bigame che abusano degli aiuti sociali, facendosi passare per single.

berliner-kurier.de/kiez-stadt/polygamie-staatskosten-spd-berlin

L’aiuto familiare libanese Abed Chaaban a Neukölln stima che il 30% degli uomini di Berlino con origini musulmane sia sposato con due mogli.

Un servizio di RTL ha mostrato che esistono dei musulmani che invitato due o tre donne ciascuno dai paesi arabi, per poi maritarle davanti all’Imam. Una volta in Germania le donne possono ricevere le prestazioni sociali usuali.

In un matrimonio su quattro contratto da cittadini turchi la sposa è minorenne. In Turchia sembra essere una lunga tradizione. Tuttavia, nel loro paese d’origine viene richiesto un attestato che comprovi l’attitudine psichica delle giovani. Invece la Germania ha scelto la più politicamente corretta tolleranza.

In Germania vengono progettati e costruiti nuovi bagni pubblici in modo che sia facilitato l’impiego dei costumi balneari islamici (burkini).

Sta pure nascendo un commercio parallelo di medicamenti per musulmani, visto che a questi ultimi non è permesso l’assunzione di ingredienti provenienti da animali “impuri”, oltre all’alcool.

I mercatini di Natale vengono ribattezzati “Festa d’inverno”. Così pure delle città come Solingen hanno deciso di vietare le illuminazioni natalizie per non offendere i musulmani.

Dall’altra parte si costruiscono dovunque moschee, mentre le chiese vengono distrutte, quando non direttamente trasformate in moschee.

Nell’esercito (Bundeswehr) oramai esistono due mense separate: una “normale” e l’altra “halal”.

Sempre nella Bundeswehr accade a volte che dei musulmani imparino l’uso delle armi, per poi mettere in pratica le competenze acquisite servendo l’ISIS.

Oggi alla Mecca, spacciandoli per viaggi culturali. Inoltre, nelle stesse scuole si cominciano a creare delle aule separate di preghiera per maschi e femmine, e ciò in barba al divieto di preghiera emanato per salvaguardare la pace nelle scuole.

(………………….)

Vedi: La Germania si consegna all’Islam

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  1. giannetto 1 anno fa

    Ma quante belle notiziole interessanti! Finalmente qualcosa di concreto! Che dimostra che anche i krukki, nonostante la loro “Ordnung”, sono un paese in kakka – (… ma con noi possono ancora far la voce grossa, ergo sono, per il momento, meno kakka di noi). … Dunque lassù, nel fantastico Nord,, se non esiste lo jus soli, ci si può almeno arrangiare alla grande con lo jus shariae. … Ma quante belle cose ho saputo! E questo succede in Cermania! – Ho sempre pensato che sti krukki son come i rospi che fan tanto baccano.. finché scoppiano! Il guaio è che quando succederà la prossima volta, dalla loro pancia che scoppia schizzeremo anche noi, ormai ridotti al digestivo chilo,ossia a una semi-kakka…. Ma gli italiotuzzi se lo saran meritato, e con lode!

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  2. mimmo 1 anno fa

    ho lavorato e vissuto in Germania dal 1996 fino al 2011.
    In realtà la Germania non si è arresa all’islam ma allo straniero in generale.
    La differenza sta nel fatto che i mussulmani, in particolare gli arabi ed i turchi,
    hanno un senso della comunità più profondo rispetto agli altri immigrati erisultano più invasivi ed aggressivi.
    I tedeschi, secondo la mia personale impressione, sono un popolo annichilito dal loro passato.
    Sono educati alla vergogna del nazismo come ad una specie di peccato originale.
    Sono condizionati ad un meccanico rifiuto della violenza e dell’aggressività, il che non sarebbe un male per tutti i popoli,
    ma questo li rende dei “mollaccioni” nei confronti degli immigrati(italiani compresi).
    E’ curioso come i tedeschi dell’est, che peraltro conoscono una certa discriminazione in “patria”
    ( il termine “ossie” è dipregiativo riferito a loro) sono alquanto diversi, almeno in quegli anni li vedevo così.
    Comunque la considerazione che hanno gli stranieri degli uomini tedeschi è molto imbarazzante
    (immagino che sia adesso anche da noi da parte dei “nostri “immigrati).

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    1. giannetto 1 anno fa

      Nel tedesco vivono due anime, diceva Goethe nel Faust, e la storia lo ha dimostrato abbastanza. – Che gli ebrei siano riusciti a farne il capro espiatorio di lunga durata per quel che è successo nel nazismo, non mi sorprende. Ma non mi sorprende neppure che, dopo la coda tenuta bassa nei primi 30 anni del dopoguerra, abbian sempre più ripreso l’andazzo dei loro peccati capitali: l’ira, la superbia, l’ingiustizia, la violenza del più forte, e quel razzismo atavico che però è perennemente camuffato. Uno dei camuffamenti più furbi, come ho verificato per mia personale esperienza, è di riservare spocchia per i popoli latini e per il Sud Europa in genere (senza i quali sarebbero ancora a livello Selva Nera), e nel contempo esibirsi comprensivi e condiscendenti verso costumi di razze non indoeuropee (islamici in generale). Sarà un corollario estensivo di quel complesso di colpa? Penso di sì! E un ottimo alibi. Anche questa doppiezza, che è abbastanza evidente e smascherabile (Nietzsche, paragonandoli ai francesi e ai latini in genere, diceva che i tedeschi non hanno finezza psicologica), fa parte di una delle loro due anime. – E’ vero però che hanno anche un’anima colta e gusto per il bello. Forse faccio male a insistere sull’anima tenebrosa, ma in questo momento credo sia quella sociologicamente prevalente e invadente. Il Movimento AfD, sebbene minoritario, mi spacca questo quadro; è in controtendenza, e sia perciò il benvenuto!

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  3. Tania 1 anno fa

    Letta così alla fine provo pena per questi tedeschi, che davvero dovrebbero liberarsi del loro senso di colpa in quanto non si devono permettere di considerarsi gli unici bastardi della storia, che pari a loro figurarsi come si dovrebbero sentire allora gli ammariccani, no?

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    1. mimmo 1 anno fa

      Secondo me i tedeschi “occidentali” sono così, come li vedo io, proprio a causa degli ammariccani…
      più di sessanta anni di occupazione fanno male.Nemmeno noi italiani, e ci metto anche i giapponesi, l’abbiamo scampata…
      insomma…sconfitti siamo e sconfitti restiamo.
      D’altronde, l’europa di oggi è il progetto americano del dopoguerra, un progetto che parte da molto lontano.
      Un progetto che non risparmia nemmeno lo stesso popolo americano.

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